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Questione di proporzione

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Fatte le dovute proporzioni, un evento estremo come il nubifragio che ha colpito la Sardegna , se si fosse scatenato al di sopra del territorio sudalpino del cantone Ticino, avrebbe potuto causare un'alluvione catastrofica con enormi danni anche in una fra le regioni caratterizzata da un' intensità delle piogge fra le più alte d'Europa .

Plateau? III — Apparently, not so much!

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Ne parlammo qui su MS la prima volta quasi 4 anni fa. ● Finito il GW? — Un po' di conti Ne parla ed estende l'analisi anche un recente paper, utilizzando una strategia molto interessante ed efficace per mostrare in modo scientificamente accurato l'effetto della scarsa copertura nel dataset dell'Hadley sui trend globali. Sappiamo che un'ampia porzione del riscaldamento degli ultimi 15 anni proviene dall'artico e sappiamo pure che questa è una situazione diversa rispetto al passato. Sappiamo altresì che questa porzione, se ignorata, contribuisce allo stallo delle T globali.

Hell in high water

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Epic fail

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Uscita dal Medioevo , forse, per la destra della Virginia. Grande rivincita con gli interessi, per la scienza del clima. Ennesima debacle per la guerra intrapresa contro di essa e contro la scienza in generale a suon di negazionismo e terrapiattismo da parte del solito establishment da encefalogramma piatto, di cui l'esponente del caso ne è punta di diamante. Mike Mann brinda alla vittoria col vino buono . Ken Cuccurello defeca la rabbia al party del  té ammuffito . Storie intrecciate di contrappassi. (h/t frog )

Radici che impennano

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Torniamo indietro di più di tre decenni buoni  (per es. anche qui e qui ). Ma si tratta, in fondo, di una ennesima conferma, solo un po' più corroborata ed estesa nell'analisi. Sto parlando del rateo di crescita delle temperature globali odierne (ma anche parte di quelle regionali) rispetto al passato, e in questo caso all'andamento generale dell'intero Olocene.

Saluti da un'era glaciale

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Kool things

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•● 5 milioni e 350'000 km^2 di estensione mensile minima lo scorso settembre per la banchisa artica , "solo" 40'000 km^2 circa in meno rispetto alla precedente più ridotta estensione minima mensile estiva, quella del 2009. Non male. E però anche circa 400'000 km^2 in più rispetto all' ultimo dei 3 outlook estivi. Non bene. E dimostrazione di quanto siano ancora molto imprecise queste proiezioni e di quanto conti ancora la variabilità interannuale e le condizioni meteo al contorno.

CLIMATE CHANGE 2013 II ~ Bilancio energetico

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Secondo appuntamento con la sintesi del WG1 dell'AR5 . Oggi un post dedicato alle (relative) novità sul bilancio energetico del sistema terrestre. Altro lead author di questo capitolo del rapporto dedicato alle osservazioni atmosferiche (cap. 2) è, in questo caso, Martin Wild , che ringrazio per avermi fornito alcune sue slides  Partiamo dal ben noto schema dedicato al bilancio energetico del sistema.

CLIMATE CHANGE 2013 I ~ Osservazioni atmosferiche e superficiali

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Primo di una serie di post dedicati alle pillole sintetiche del WG1 dell'ultimo rapporto di valutazione dell'IPCC. Lascerò spesso la parola ad alcuni fra i 12 ricercatori svizzeri coinvolti come lead authors dei vari capitoli del rapporto. Oggi cominciamo con il primo capitolo (dopo quello introduttivo), quello dedicato alle osservazioni atmosferiche e di superficie.

La tomba dell'ipcc (volutamente minuscolo)

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È meglio leggersi prima il post precedente. E dunque: ✟ lo stravolgimento dei dati scientifici come principio fondante dell'ipcc (volutamente minuscolo):

No comment

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Nel senso che anche questo è finito nello spam. Ultimamente ci finiscono parecchi commenti, non so bene perché, e in questo specifico caso, soprattutto. Considerato lo spessore argomentativo del commento, non me lo sarei proprio aspettato. Accidenti a blogger.

Al di là di ogni irragionevole dubbio

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Giorni frenetici, questi. Dopo la settimana di clausura, venerdì Stoccolma ha partorito il Summery for Policymakers (SfP) del primo gruppo di lavoro (WG1) del quinto rapporto di valutazione (AR5) dell' IPCC . Puntuale come un macigno svizzero, sta spazzando via gli ultimi dubbi mercificati e camuffati da blitzkrieg . Puntuale come un toccasana alpino, fa emergere il progresso nella ricerca scientifica ma rammenta anche sacrosanti principi scientifici quali la complessità e l'incertezza. Per il momento, in attesa di ulteriori approfondimenti, credo che basti questo:

IPCC 5 ★ 25

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Venerdì viene pubblicata la prima parte del quinto rapporto di valutazione (AR5) dell' IPCC : il molto atteso WG1, quello dedicato alle basi fisiche.

Il cotto e il crudo

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Come subodoravo già tempo fa (leggi la fine di questo post ), ecco  i puntuali, consueti e  strombazzanti trionfalismi sulla recovery artica  e l'inevitabile, trito e ritrito global cooling incipriante . Sanno un po' di propaganda . Anche perché vengono sempre dalle solite fonti di disinformazione ( for instance ), cariche come sono delle solite armi di distrazione di massa . È come mangiare del prosciutto cotto dozzinale camuffato da Parma di primissima qualità. C'è evidentemente chi  ne va ghiotto...

Plateau? II — Slowly sink down

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Slow down? O slowly sinking down? Questo era il mio primissimo post, giusto 4 anni fa. Siamo ancora da quelle parti, evidentemente.

Plateau? I — I dispetti dei pacifici bimbi

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UPDATE a fondo post! Primo di una serie di post dedicati  allo standstill delle T globali degli ultimi anni. Dedicherò qualche post ad analisi della situazione, delle possibili cause e delle presunte discrepanze con le simulazioni numeriche prodotte da alcuni modelli. Non ho previsto alcuna successione logica, la serie di post (seguendo la natura del blog, pensato come una sequenza affiorante di flussi informativi) avrà vita propria a frequenza intermittente e a struttura più o meno casuale. Oggi cominciamo dalla variabilità interannuale a cui soggiace il clima. Si potrebbe iniziare a rileggere uno dei primi post emersi agli albori del blog, giusto 4 anni fa, dedicati alla "fluttualità" del clima: qui . Poi si potrebbe rileggere quel che si era già scritto sul tema in questione: qui . Infine potrebbe valere la pena rileggersi due o tre post dedicati al fenomeno che viene comunemente indicato come principale sorgente di variabilità naturale a breve, l'ENSO...

Outlook artico 2013 - III

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fonte Ultimo appuntamento con la proiezione dell'estensione mensile minima di settembre (SIEmin) del ghiaccio marino pan-artico. Qui e qui i primi due. In agosto sono più o meno proseguite le condizioni meteo abbastanza conservative (per es. il Dipolo Artico, dopo un tentativo di positivizzazione nella prima decade del mese, è tornato ad essere negativo e quindi piuttosto sfavorevole alla fusione e alla riduzione dell'estensione dei ghiacci), ma non durante tutto l'arco del mese e in ogni caso le condizioni inerziali al contorno hanno avuto e continuano ad avere effetti non trascurabili in termini di riduzione dell'estensione e soprattutto dello spessore.

Down under-water

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Decisivo il ruolo giocato dall'Australia nel temporaneo drop off   subito dal livello dei mari fra il 2010 e il 2011. Il gioco è quello del ciclo idrologico, l'evento quello della più intensa e duratura Nina dal 1950 onward, il ruolo quello di vittima predestinata degli effetti della Nina, il mezzo le imponenti inondazioni causate dalle imperiose precipitazioni, la particolarità sta nella specifica e quasi unica morfologia e associata idrologia della grande isola.

L'estate senza anno

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Emisfero boreale nel freezer: Anomalie standardizzate della temperatura dell'estate 2013 nell'emisfero boreale fra 20-90N  Laddove i pixel sono < 1 si è verificata l'estate più calda dal 1948 ⇒ 4.1% della superficie Laddove i pixel sono > 65 c'è stata l'estate più fredda dal 1948 ⇒ 0.16% della superficie In ben il 20.6% della superficie l'estate è stata entro le 5 più calde In solo lo 0.64% della superficie l'estate è stata entro le 5 più fredde

If

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H/t