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Ti ricordi montagne bianche?

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La Svizzera alpina, fra il mito della neve e degli sport invernali e la pretesa di adeguare un ambiente naturale climaticamente degradato all'urgenza economica del calendario, persino al punto di andare contro la legge. Fonte collage immagini a sx:  @MariusMayer7 La Svizzera alpina, turisticamente parlando - benché “scoperta” e valorizzata dai turisti inglesi nell’Ottocento durante la stagione estiva attraverso la pratica dell'alpinismo – divenne quella che è nella seconda metà del Novecento grazie agli sport invernali. Negli anni 50 e 60, subito dopo la fine del periodo di costruzione delle grandi dighe, inizia infatti il boom dello sci che ha contribuito a mantenere ed espandere significativamente le attività economiche nelle valli alpine ed evitare così un massiccio esodo rurale. I comprensori sciistici, nei 40-50 anni successivi, sono poi diventati dei veri e propri parchi di divertimento, trasformando gran parte delle località alpine in una specie di Disneyland d'altu...

Sei secoli di neve

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Uno studio recentemente pubblicato su Nature Climate Change ricostruisce l’innevamento sulle Alpi negli ultimi 600 anni. Ne risulta che nell’ultimo secolo la durata della copertura nevosa si è ridotta di oltre un mese. Al giorno d’oggi lo spessore del manto nevoso si misura direttamente. Le misurazioni automatiche sono però disponibili solo da una trentina d’anni circa; va un po’ meglio con le misurazioni manuali: l’inizio delle serie regolari risale agli anni ’50 del secolo scorso, per poche stazioni (fra le quali Lugano) al 1931. Troppo poco per una statistica su scale secolari. Come rimediare? Una stima abbastanza affidabile della neve è possibile grazie alle misurazioni di temperatura e precipitazioni, le cui misurazioni sono iniziate 100-150 anni fa (in Svizzera dal 1864). Con questo metodo si possono stimare sia le precipitazioni nevose (positive), sia la fusione (negativa). Un recente studio di un team di ricercatori italiani ha proposto un metodo per la una stima del manto nev...

Neve e sport, un binomio a rischio

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In molte comprensori di sport invernali la neve è attualmente molto più scarsa del solito . In futuro gli inverni con poca neve diventeranno la norma e rappresenteranno una sfida importante per gli sport invernali e il turismo invernale. Il forum internazionale di esperti "Klima.Schnee.Sport" ha pubblicato lo stato attuale della ricerca sul tema degli sport invernali e del cambiamento climatico. Vista di una porzione delle Alpi dal satellite Copernicus Sentinel-2 dell'ESA lo scorso 6 gennaio 2023. Si noti lo scarso innevamento e alcune piste innevate artificialmente. Sulla base delle misure di protezione del clima attualmente previste a livello globale (stato alla fine del 2022), è molto probabile che la temperatura media annuale della regione alpina aumenti di almeno altri 2 °C entro la fine del secolo. Una parte di questo cambiamento è già certa ed è causata dalle nostre emissioni di gas serra del passato. Ogni ulteriore emissione futura riscalderà ulteriormente il clim...

Preoccupante siccità alpina

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  Nella regione alpina persiste la siccità iniziata oramai 14 mesi fa. Le riserve idriche come le falde acquifere, i laghi e le sorgenti sono molto basse, mentre fiumi che dipendono moltissimo dalla situazione idrica alpina come il Po sono già ora in secca come se fossimo in piena estate, con conseguenze sul settore agro-alimentare e sulla vegetazione. Evento che nella regione sudalpina ha tempi di ritorno di 40-50 anni (vedi qui sotto). Nelle pianure sudalpine mancano all’appello circa 450 mm di acqua non piovuta che ci tiriamo dietro da un anno. Per colmare questo deficit ci vorrebbero 3 mesi primaverili con precipitazioni ben superiori alla media, caratteristica peraltro non rara dalle nostre parti, anche se al momento possiamo solo speculare nell’ambito delle ipotesi e scommetterci sopra. La probabilità che la primavera sia completamente e fortemente piovosa rimane una scommessa che al momento è molto remota. Quantitativo di precipitazione caduto dal primo marzo 2022 ad oggi, r...

Inverni europei sempre più miti

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Uno studio di MeteoSvizzera, del Servizio Meteorologico tedesco e dell’Istituto Centrale di Meteorologia e Geodinamica austriaco mostra che in Svizzera, in Germania e in Austria gli inverni stanno diventando sempre più miti a tutte le quote, una tendenza che molto probabilmente continuerà anche in futuro. Alle basse quote la neve è diventata sempre meno frequente, ma alle quote più alte nei prossimi decenni non dovrebbe comunque mancare. Aumento marcato della temperatura Il segnale più marcato del cambiamento climatico è il continuo aumento delle temperature che si registra in tutte le stagioni. A causa di questo riscaldamento in inverno (mesi di dicembre, gennaio e febbraio) alle basse quote la neve è sempre meno presente, poiché la pioggia cade più frequentemente della neve e quest’ultima, quando arriva, si fonde velocemente. Alle quote elevate, tuttavia, anche negli inverni miti fa abbastanza freddo per nevicare. L’analisi delle tendenze su lungo periodo può essere difficoltosa, p...

Un Natale...subtropicale

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La giornata di Natale 2019 nelle regioni sudalpine è stata una giornata ricca di sole (solo lungo le Alpi si è vista un po’ di nuvolosità portata da nord) e temperature decisamente fuori stagione, grazie ad una debole tendenza favonica che ha portato la colonnina del mercurio a salire fin sopra i 15 °C. Il massimo è stato raggiunto a Lugano, con 16,7 gradi, mentre quella appena trascorsa sulla pianura torinese è stata la notte di Natale più calda in 150 anni . È quanto riferisce la Società meteorologica italiana sottolineando che l'osservatorio di Moncalieri, dopo la mezzanotte, ha registrato una massima di 17,8 gradi (17,4 °C con correzione INRIM). Si è trattato di un effetto del vento di foehn che ha surriscaldato aria già tiepida in origine (9 gradi a 1'500 sulle Alpi). Fonte Insomma: dopo le piogge delle scorse settimane, poter uscire a fare due passi al sole dopo il pranzo natalizio probabilmente sarà stato apprezzato da molti. Andando a spulciare negli archivi...