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La madre dell'effetto serra

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Due giorni dopo lo sciopero delle donne in Svizzera, ripercorriamo la carriera di una scienziata americana del XIX secolo: Eunice Newton Foote. È stata lei la prima a suggerire che l'andride carbonica influenza la temperatura dell'atmosfera. Questa scoperta è stata ignorata per più di 150 anni poiché il suo autore era una donna.


Eunice Newton nacque nel 1819 in Connecticut da Isaac Newton Jr., un contadino, e Thriza. Aveva 6 sorelle e 5 fratelli e poté beneficiare di una buona educazione, nonché dell’opportunità di frequentare un collegio scientifico dove imparò la chimica di base e la biologia. Si sposò nel 1841 con Elisha Foote, un giudice, statista e inventore.


Esperimenti sulla radiazione solare 

Appassionata di scienza, intraprese una serie di esperimenti sull'interazione della radiazione solare su diversi gas. Per fare questo prese due grandi cilindri di vetro, ciascuno dotato di un termometro. Compresse dell’aria in uno dei cilindri e creò il vuoto nell’altro, per p…

Viola

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Giornata nazionale di sciopero delle donne, oggi, in Svizzera, 28 anni dopo quello storico (del) 14 giugno 1991. Contro qualsiasi tipo di disuguaglianza di genere che anche nella ricca e benestante Svizzera ancora oggi persiste.
Qui la pagina di riferimento. Qui l'appello. Qui un resoconto dell'importanza dello sciopero del 1991. Se ne parla anche su quotidiani e blog italiani. E britannici (anche qui).
Qui qualche dato relativo al mondo del lavoro e alla conciliazione fra lavoro professionale e domestico.





Poche cifre essenziali:
♀︎la differenza salariale tra donne e uomini a vantaggio di questi ultimi è pari al 18%; nel settore privato raggiunge il 20% e in quello pubblico di ferma al 17%;
♀︎nel settore privato la parte non spiegabile di questa differenza (non riconducibile a fattori oggettivi quali formazione, età, posizione professionale, ramo di attività) raggiunge ben il 43%, in quello pubblico il 35%;
♀︎una donna su 10 perde il lavoro dopo il congedo maternità (congedo in…

Catastrofi e utopie concrete

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Due scoperte recenti associate ai cambiamenti climatici che possono essere lette come una sintesi della dicotomia che ne consegue: catastrofe e utopia concreta.


Il cambiamento climatico è una delle cause principali della scomparsa di specie a livello mondiale. Il suo impatto sulla biodiversità potrebbe essere stato persino sottovalutato, secondo uno studio recente di un gruppo di ricercatori - affiliato, fra gli altri, all'URPP dell'Università di Zurigo - che evoca un effetto domino.
Su circa otto milioni di specie, tra le 500'000 e un milione sono minacciate di estinzione, aveva indicato all'inizio di maggio la Piattaforma intergovernativa scientifica e politica sulla biodiversità e i sistemi ecosistemici. Una specie su otto potrebbe sparire nei prossimi decenni.


I modelli climatici utilizzati finora per prevedere il destino di certe specie sono insufficienti, avvertono ricercatori dell'Università di Zurigo in un comunicato. Le specie formano una grande rete di in…

Precocità vegetativa

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Nel 2019 la vegetazione primaverile in Svizzera si è sviluppata presto, per la sesta volta di fila. Lo sviluppo delle piante in primavera dipende dalle temperature: in una primavera con temperature elevate la vegetazione primaverile fiorisce e dispiega le foglie presto, con basse temperature primaverili questo avviene più tardi.



Fioritura molto precoce di ciliegi e denti di leone

A sud delle Alpi, i fiori di nocciolo sono comparsi già a metà gennaio, molto prima della media. Sul versante nord delle Alpi, gli amenti dei nocciolo sono rimasti chiusi a gennaio, anche se molti erano quasi pronti per la fioritura. La temperatura era troppo bassa per poter fiorire definitivamente. Sul versante nord delle Alpi, i noccioli sono sbocciati nel mese di febbraio, in corrispondenza dei valori normali. Con le temperature di febbraio, superiori alla media, si sono poi sviluppati rapidamente, cosicché già alla fine del mese si vedevano cespugli di nocciolo in fiore a 1000 metri sul livello del mare. N…

Indian mega-summer

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Non di sola globalità soffre il mondo. Un'ondata di caldo estremo ha colpito l'India, e non si sa quando terminerà.



L'ondata di caldo che ha investito l'India e il Pakistan è sicuramente un fenomeno locale, ma il riscaldamento globale non aiuta certo. L'impressione è che l'accentuarsi di questi periodi pian piano arriverà anche da noi, e lo scenario che si profila, fra pochi decenni, ci lascia capire cosa ci aspetta, più delle parole degli scienziati.
Non lamentiamoci per i nostri 28 °C, ma rallegriamoci di non averne 40 (per ora).

Le temperature superano 50°C mentre l'estenuante ondata di calore dell'India entra nella seconda settimana senza che se ne veda la fine.
Le piogge monsoniche sono terminate da diverse settimane, lasciando il posto al calore intenso che manterrà una solida presa sull'India settentrionale, così come sul vicino Pakistan, fino alla metà di giugno.
Il calore ha cominciato a svilupparsi in tutta l'India centrale e settentri…

L'albero o la foresta?

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Due recenti studi dedicati agli impatti dei cambiamenti climatici su alberi e foreste. Nel primo si parla del fatto che, con l’aumento delle temperature, gli alberi crescono sì più rapidamente, ma muoiono anche più giovani, riportando così nel ciclo del carbonio, e dunque nell’atmosfera, il carbonio che avevano catturato. Nel secondo si parla di come l'albero più comune in Svizzera soffra i mutamenti climatici e di come a nord delle Alpi il bosco del futuro assomiglierà sempre di più a quello della Svizzera sudalpina.



It's better to burn out, than to fade away

Con l’aumento delle temperature gli alberi crescono sì più rapidamente, ma muoiono anche più giovani, riportando così nel ciclo del carbonio, e dunque nell’atmosfera, il carbonio che avevano catturato. Questi risultati, pubblicati su Nature Communications, hanno una grande importanza in relazione all’effetto serra. Se è vero che con l’aumento della temperatura terrestre gli alberi crescono più rapidamente, d’altro canto i…

Come i canarini nelle miniere di carbone

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Esplorare il mondo armata di una macchina fotografica, con la quale cerca di catturare le meraviglie che il pianeta ci regala anche e soprattutto nelle sue zone più impervie e fredde quali l’Artide e l’Antartide. È la missione di Daisy Gilardini, fotografa luganese da anni trapiantata a Vancouver, i cui scatti negli ultimi anni sono apparsi sulle più importanti testate mondiali facendo di lei una apprezzata «ambasciatrice della natura» della quale cerca di mostrare a tutti le bellezze, nella convinzione che saranno proprio le meraviglie della natura a convincere l’umanità dell’impellente necessità di fare qualcosa per salvaguardarla. L’abbiamo incontrata alla vigilia di un suo breve ritorno in Svizzera nell’ambito di un tour internazionale di conferenze incentrate principalmente sulla scottante tematica dei cambiamenti climatici.



I cambiamenti climatici sono davvero un argomento così fondamentale?
Senza ombra di dubbio. Sono una realtà con la quale ormai dappertutto si stanno facendo …

Clima e forme di vita

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In occasione della giornata odierna dello sciopero per il clima, posto uno statement al riguardo da parte del filosofo Raffaele Scolari (vedi anche qui).


Guest post di Raffaele Scolari

Recentemente Christoph Blocher (il leader ideologico del partito svizzero dell’estrema destra populista dell’UDC) ha affermato che gli allarmi e le diffuse preoccupazioni per lo stato del clima sono l’effetto di un’isteria collettiva, di una moda che, benché ben orchestrata dai soliti ambienti, presto passerà. Bontà sua! Non si può che sperare che abbia ragione, che il pericolo possa a breve essere riconosciuto come inesistente o comunque come assai limitato. Se non fosse che giorno per giorno le prove si accumulano, che i segnali dei mutamenti climatici in atto si fanno sempre più chiari e incontrovertibili. Molti aspetti sono ancora da chiarire, in particolare riguardo ai modi e ai tempi con cui il riscaldamento globale spiegherà effetto, ma sul fatto che in tempi storici si stiano producendo mutamenti …

Il comunismo della Exxon

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Alla Exxon lo avevano già previsto 40 anni fa che si sarebbe arrivati a 415 ppm di CO2 in atmosfera in questi anni, con le relative conseguenze sulla temperatura globale.


Con tanto di statement che il consenso non sarebbe stato raggiunto fino a quando il riscaldamento non fosse stato rilevato al di sopra della variabilità, e ciò non sarebbe avvenuto prima del 2000. Nel WGI del TAR l'IPCC, nel 2001, dichiarava che "la maggior parte del riscaldamento è ora attribuibile".
Insomma: alla Exxon lo hanno persino previsto correttamente.




Lo avevano già fatto, prima che poi arrivasse il patto con e la pecuniaperquelli dell'Heartland a far seppellire il tutto.

Si chiama comunismo del capitale.

La siccità del 2018

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Il semestre estivo 2018 ha portato una delle siccità più pronunciate degli ultimi decenni in Europa centrale e settentrionale - e quindi in Svizzera. L'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) ne analizza l’impatto.


Alcuni valori di portata dei fiumi e del livello dei laghi hanno raggiunto minimi storici da record assoluto (vedi tabella nella galleria foto sottostante) e per mesi i livelli della falda freatica sono rimaste sotto la norma sul versante nord delle Alpi. Anche in agricoltura la siccità ha portato a significative perdite di raccolto. Le alte temperature associate alla carenza idrica hanno causato uno depigmentazione precoce delle foglie in molti luoghi, mentre la disponibilità idrica per le specie arboree più diffuse in Svizzera è scesa ben al di sotto dei valori medi sul lungo periodo (vedi grafico sotto). Foresta, idrologia e biodiversità sono da decenni al centro dell'attenzione dell’Istituto federale di ricerca WSL. La decennal…

Ultima chiamata

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Come si sa l'aumento del livello dei mari sta accelerando e porta con sé minacce sempre più inquietanti. Anche e soprattutto in realtà economicamente già molto precarie.
È per es. il caso del Senegal. La costa occidentale africana, e il Senegal che è la parte più occidentale della costa, è una delle regioni maggiormente colpite dagli effetti del riscaldamento globale.
Per intere comunità che vivono di pesca sulle coste atlantiche, a nord e a sud di Dakar, l’innalzamento del livello del mare porta con sé conseguenze disastrose: villaggi mangiati dalla forza dell’acqua, impoverimento, migrazioni climatiche.
Un senegalese su cinque ha lasciato il paese. Turismo, pesca e agricoltura affannano.
In occasione del progetto +3 gradi della SSR, un giornalista ha viaggiato lungo la costa senegalese, per raccontare la situazione del paese.

Qui sotto è possibile riascoltare il reportage:




Un'onda davvero verde?

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Quattro recenti notizie dal sapore agro-dolce, per quanto riguarda la Grüne Welle in un paese spesso considerato come modello dell'ecologia,  la Svizzera. Non sono tutte notizie positive, anzi.



Impronta ecologica in salsa elvetica

La Svizzera ha finito le risorse del 2019. Ieri, 7 maggio, infatti, era il cosiddetto "Overshoot Day" (giorno dell'andare oltre il limite, della tracimazione) nel quale la popolazione della Svizzera ha consumato tutte le risorse naturali disponibili per l'intero 2019 e deve iniziare a "prenderle in prestito" dai paesi più poveri (quelli con un'impronta ecologica minore) e dalle generazioni future.
A livello mondiale, ovviamente, questo giorno è un po' più avanti nel tempo situandosi quest'anno probabilmente a fine luglio. Ogni anno questo giorno si anticipa: eravamo alla pari all'inizio degli anni 70, poi da quel momento è sempre peggiorato.



Il WWF ha postato sul suo sito il calcolatore per la propria impronta ec…