sabato 22 novembre 2014

2014 sul podio?

Probabilmente sì, se non al primo almeno nei primi 3. E senza un vero e proprio El Nino.
Dataset NCDC/NOAA





Per il dataset GISS/NASA il 2014 se la batterà col 2010.

Ecco infine (NCDC/NOAA) le anomalie annuali a partire dal primo di gennaio.


con ottobre, il 2014 è passato in testa alla graduatoria degli anni più caldi da inizio serie, annullando il vantaggio che il 2010 aveva nei primi mesi dell'anno. A fine aprile la media del 2010 era di +0,73, mentre quella del 2014 "solo" 0,64. Da maggio a ottobre il 2010 registrò un +0,63 mentre negli scorsi torridi mesi estivi (torridi dappertutto meno che da noi) il 2014 ha registrato un +0,72. Attualmente, nei primi 10 mesi dell'anno (GEN-OTT) il 2014 presenta un +0,68, contro un +0,66 del 2010.


Per quanto riguarda le prospettive da qui a Capodanno, vediamo l'altro grafico, disarmante nella sua semplicità.

Nel 2010, Novembre chiuse con un caldo +0,75 ma dicembre si fermò ad un più modesto 0,45.
Il NOAA ha quindi simulato cosa potrebbe succedere nei prossimi due mesi. Come si vede dal grafico, se anche Novembre e Dicembre 2014 risultassero, ciascuno, i decimi più caldi di sempre, il 2014 sarebbe comunque l'anno più caldo. In ogni caso, anche nel caso di un bimestre sotto la media degli ultimi 20 anni, sarà molto difficile che il 2014 vada oltre il terzo posto.

domenica 9 novembre 2014

Evidenze, controversie e responsabilità

Le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto i più alti livelli degli ultimi 800'000 anni. Le emissioni di tali gas, negli ultimi 20 anni, sono stati quasi la metà del totale emesso dall'inizio dell'era industriale e il rateo di incremento odierno della CO2 è oltre 100 volte più rapido di quello avvenuto quando finì l'ultima era glaciale. Lo affermano gli esperti del clima nel rapporto di sintesi pubblicato settimana scorsa a Copenhagen. Se ne è parlato anche lunedì scorso a Berna alla presentazione nazionale del Report.
La temperatura media della superficie terrestre e degli oceani è aumentata di 0,85 gradi fra il 1880 e il 2012. Nel testo si può leggere che "resta poco tempo" per riuscire a mantenere l’innalzamento sotto la soglia dei 2 gradi. Il Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite (IPCC) afferma che le emissioni mondiali devono quindi essere ridotte del 40 al 70% entro il 2050 e scomparire entro il 2100.
Si tratta di un compito intergenerazionale fattibile ma enorme e però anche ineluttabile. Si tratta di assumersi la piena responsabilità che implica il il passaggio dalla terza alla quarta rivoluzione industriale. Dopo quelle della meccanizzazione, dell'elettrificazione e della digitalizzazione, adesso è davvero giunto il tempo per la decarbonizzazione e la "sostenibilizzazione".
In fondo, si tratta di mettere a dura prova l'intelligenza della nostra specie. Dal punto di vista entropico, vivendo in un mondo sempre più complesso, intelligenza significa dotarsi di opportunità, riuscire ad avere e saper gestire il maggior numero di opzioni future possibili, massimizzare la futura libertà di azione. Oggi sappiamo bene che più tempo aspettiamo a compiere drastiche scelte mitiganti e più le rimandiamo al futuro, meno opportunità e alternative avremo. Si tratta di evitare l'ingestibile per riuscire a poter gestire ancora l'inevitabile.

Qui il rapporto.

A seguire, alcune fra le prime keynotes:

mercoledì 22 ottobre 2014

Il tempo sta cambiando tutto

Come gather 'round people 
wherever you roam
and admit that the waters
around you have grown 
and accept it that soon 
you'll be drenched to the bone 
if your time to you
is worth savin' 
then you better start swimmin' 
or you'll sink like a stone 

giovedì 9 ottobre 2014

➔ Next


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mercoledì 8 ottobre 2014

Una bella giornata per il clima

Guest post di A. Venturi

Stati Uniti e Cina, dice Barack Obama, hanno il dovere di guidare tutti gli altri Paesi nella lotta contro i cambiamenti climatici. Lo ha detto alle Nazioni Unite, davanti a una platea di capi di Stato e di governo riuniti in un vertice straordinario dedicato all’emergenza clima. Poi Zhang Gaoli, vice primo ministro cinese, gli fa il verso e offre al mondo una primizia: la Cina, fin qui riluttante a frenare la sua crescita impetuosa controllando le emissioni dei gas a effetto serra, riconosce l’importanza e l’urgenza del problema e s’impegna a una drastica riduzione del fenomeno entro il 2020. Cina e America sono i due massimi responsabili del surriscaldamento generato dall’effetto serra: senza il loro contributo il salvataggio del pianeta rimarrebbe un’utopia. Il doppio annuncio partito dal Palazzo di vetro apre dunque una prospettiva incoraggiante, proprio nel momento in cui una nuova consapevolezza si fa strada nel mondo. «Le Monde» riassume la situazione con un gioco di parole: è mutato il clima a proposito del clima.

martedì 29 luglio 2014

Mare



Guest post di Luca Mercalli

Le vacanze estive per molti sono sinonimo di mare. Che la scelta cada su spiagge affollate o solitarie scogliere, sul Mediterraneo o negli atolli corallini, allorché ci si trova al cospetto dello sterminato orizzonte marino si ha l'impressione di riappacificarsi con la natura, di ritrovare una dimensione primitiva e incontaminata. Ma purtroppo non è più così: ormai anche le immensità oceaniche sono compromesse da un attacco senza precedenti da parte delle attività umane. Un tempo a preoccupare erano solo i classici scarichi fognari in prossimità di aree urbane prive di depuratori o gli sversamenti accidentali di idrocarburi dalle petroliere.

sabato 14 giugno 2014

Isla de encanta


Guest post di Luca Mercalli

Il 5 giugno è stata la Giornata Mondiale dell'Ambiente, promossa dall'Unep, il programma di ricerca sull'ambiente delle Nazioni Unite.
La celebrazione del World Environment Day (Wed) vuole ricordare la prima conferenza mondiale sull'ambiente tenutasi a Stoccolma nel 1972, una pietra miliare per la pubblica consapevolezza e la gestione internazionale dei problemi di inquinamento e salvaguardia delle risorse naturali.
Quest'anno il tema della giornata è stato dedicato a "Piccole isole e cambiamenti climatici" e aveva per motto "Alza la tua voce, invece del livello marino". Si tratta di un argomento di grande attualità, in quanto le piccole isole del Pacifico, gli atolli corallini a pochi metri sul livello del mare, sono già oggi minacciati dall'aumento delle acque causato dal riscaldamento globale, aumento che procede attualmente al tasso di 3,2 mm all'anno. Le isole Carteret e le Tuvalu sono già a rischio sommersione con le prime evacuazioni di profughi climatici. Nel settembre 2013 i leader degli Stati delle piccole isole del Pacifico hanno firmato la dichiarazione di Majuro dove chiedono alle Nazioni Unite un maggior impegno per il contenimento del riscaldamento globale e dell'aumento delle acque marine, in vista del vertice di Parigi previsto nel 2015.

domenica 11 maggio 2014

Meltlandia by Steffen

ETH Workshop Discussion  (ETH ID Multimedia Services) con Koni Steffen (Prof. für Klima und Kryosphäre ETH nonché direttore del WSL, grandissima expertise sulla criosfera e sulla situazione groenlandese), registrazione effettuata lo scorso 30 aprile all'aeroporto di Zurigo poche ore prima che lo stesso Koni partisse per un ennesimo progetto di ricerca su Meltlandia.
È in tedesco, ma il succo dell'intero discorso (con vari approfondimenti) lo trovate sia qui che nella parte finale di questo lungo post dedicato agli arcobaleni dell'isola nordica.

giovedì 1 maggio 2014