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Persi in/da un bicchiere d'acqua

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Di Groenlandia se ne parla parecchio questa estate. Mentre è sulla bocca di tutti la proposta piuttosto indecente di acquistare la grande isola nordica da parte di Trump - segno evidente dell'interesse commerciale e strategico - e il rifiuto stizzito e sarcastico della Danimarca (per mezzo della sua prima ministra) ad entrare nel merito, l'isola continua la sua agonia glaciale.


Nel cuore di questa caldissima (relativamente alla norma) estate artica, nel mio precedente post avevo già inquadrato i preoccupanti termini della questione dando anche qualche dato.
Tuttavia, ancora a primavera inoltrata molti parlavano di fine della fusione della sua calotta e di eccezionale recupero in termini di massa glaciale - cosa che si ripete ad intermittenza una primavera sì e l'altra pure, da qualche anno in qua - perdendosi in dati che nemmeno erano in grado di leggere e interpretare.
Altri, ultimamente, suggeriscono di guardare alla frazione di massa glaciale che fonde rispetto al total…

Smoke on the water

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L'omaggio al classico dei Deep Purple non è del tutto causale. Fumo da incendi (vedi prima immagine sotto) e ghiaccio sempre meno esteso e spesso e quindi sempre più acqua liquida (seconda immagine sotto) sono condizioni ambientali che stanno connotando anche e soprattutto questa torrida e terribile estate artica.


Della fusione dei ghiacci marini artici e della calotta groenlandese se ne parla da tempo. Questa è un'ennesima estate da fusione accelerante. Un'ennesima estate...liquida. I grafici qui sotto sono eloquenti, in tal senso.










E un aspetto relativamente nuovo dei cambiamenti climatici, ben messo in evidenza - oltre che da un soggiorno direttamente in loco - dalle immagini satellitari raccolte dall'agenzia spaziale europea e dalla NASA, è anche l'aumento dei grandi incendi nell'area attorno e oltre il circolo polare artico. Un fenomeno che viene ricondotto all'anomalo ed estremo incremento delle temperature che anche in questa torrida estate non manca.

Siccità, diluvi, fame, migrazioni

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Il riscaldamento globale causato dall'uomo farà aumentare la siccità e le piogge estreme in tutto il mondo, pregiudicando la produzione agricola e la sicurezza delle forniture alimentari. A pagarne le conseguenze saranno soprattutto le popolazioni più povere di Africa e Asia con guerre e migrazioni. Ma anche il Mediterraneo è a elevato rischio di desertificazione e di incendi. Lo prevede il rapporto “Cambiamento climatico e territorio” dell'IPCC, approvato dai 195 Stati membri dell'ONU e diffuso oggi.



L'IPCC nell'ottobre del 2018 aveva pubblicato il rapporto sul clima che avvertiva che se il mondo non ridurrà subito l'emissione dei gas serra, già nel 2030 il riscaldamento globale potrebbe superare la soglia di +1,5 gradi dai livelli preindustriali. Il rapporto diffuso oggi si concentra invece soprattutto sul rapporto fra il cambiamento climatico e il territorio, studiando le conseguenze del riscaldamento su agricoltura e foreste. E si mette in luce che anche c…

Greta, il dito e la luna

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Greta Thunberg è in questi giorni in Svizzera, a Losanna, in occasione dell'evento SMILE (Summer Meeting In Lausanne Europe), un incontro internazionale del movimento da lei ispirato (Fridays For Future) cheè partito ieri, lunedì 5 agosto, e si concluderà venerdì. Arrivata nella città svizzera domenica, dopo oltre 24 ore di viaggio dalla Svezia, lunedì mattina ha immediatamente partecipato alle discussioni con gli altri 450 giovani che rappresentano i movimenti nazionali e regionali nati in 37 Nazioni d'Europa, insieme al Premio Nobel per la chimica 2017 Jaques Dubochet.



SMILE è organizzato da giovani che hanno meno di 25 anni, ed è ospitato dall'Università di Losanna, che mette a disposizione gratuitamente i propri spazi. Sedute, conferenze, presentazioni e atelier nei quali i partecipanti discuteranno su come combattere il cambiamento climatico e come chiedere alla politica di applicare misure concrete. Venerdì è prevista una manifestazione conclusiva per le vie di Los…

100%

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Il consenso scientifico che gli esseri umani stiano causando il riscaldamento globale è ormai schiacciante e rasenta il 100%. Così come la comunità scientifica è sempre più sicura che la % di riscaldamento globale imputabile alle attività antropiche si aggiri attorno ad un valore prossimo al 100%. Dunque hanno decisamente molto senso petizioni come questa recente.
Vediamo qui i due lati della questione.



Detection

Che l'uomo giochi un ruolo fondamentale nei cambiamenti climatici è sempre più evidente:
Non vi è alcun dubbio - come è stato ampiamente dimostrato in molti altri studi che affrontano molti aspetti diversi del sistema climatico utilizzando metodi e set di dati diversi afferma Stefan Brönnimann, dell'Università di Berna e consorzio di ricerca internazionale PAGES 2k, il più ampio lavoro di ricostruzione del clima che fornisce una panoramica completa dei dati climatici degli ultimi 2000 anni.



Due recentissimi studi hanno permesso per la prima volta di ricostruire l'ev…