venerdì 1 luglio 2016

Mal d'Antartide

Tramonto in Antartide (Chiara Montanari)



Primo importante inizio della riduzione del buco dell'ozono al di sopra dell'Antartide: "un traguardo storico", come è stato definito dagli studiosi, come risulta dai dati della ricerca coordinata dal MIT e pubblicati su Science. I ricercatori hanno passato in esame tutte le misure rilevate dal 2000, anno in cui era stato raggiunto il picco, a oggi, combinando quelle dirette con quelle calcolate da modelli. Questo lavoro ha permesso di rilevare segnali di una progressiva riduzione, in particolare nel mese di settembre. Gli esperti hanno inoltre preso in considerazione il ruolo giocato da fattori naturali sullo strato d’ozono, come le eruzioni vulcaniche, ai quali si deve la grande variabilità osservata negli ultimi anni.




Approfitto di questa bella notizia per portarvi virtualmente su questo continente alieno. Lo faremo seguendo la descrizione audio di questo mondo da parte di una ricercatrice.

Il tramonto più bello e affascinante della sua vita lo ha visto in Antartide, quella terra bianca e fredda dove non ci sono profumi. In questo incontro a tu per tu, l’ingegnere Chiara Montanari, prima italiana a capo di una spedizione in Antartide, racconta ai microfoni della Radio Svizzera Italiana la vita tra i ghiacci del Polo, dove il tempo sembra fermarsi e dove la vita di tutti i giorni segue un ritmo tutto suo. Con gli spazi angusti e le temperature sempre sotto lo zero il fisico e la mente sono messi duramente alla prova, ma esperienze del genere insegnano l’importanza della parola resilienza. E fanno scoprire che esiste anche “il mal d’Antartide”.

Clicca  qui  per ascoltare.

giovedì 30 giugno 2016

22 passi di splendore fra gli unicorni


Non conoscevo questa perla di terrapiattismo, grazie a ocasapiens (anche qui) ne sono stato erudito. E impressionato, per fantasia, creatività e sostanza.
La paternità di tale sofisticata elucubrazione teorica pare venga da una affidabilissima fonte alla cui guida ci sarebbe una coppia di guru con expertise  nella ricerca scientifaca fringe...tanto sprovveduti e incoscienti, mi pare, da esser considerati quasi saggi.

giovedì 16 giugno 2016

I connotati del Niño



♥ Picchi estremi di temperatura, come scarti termici positivi in modo anomalo e prolungati per più mesi, sia al suolo che in troposfera

mercoledì 8 giugno 2016

Flanella nordatlantica


Sarò d'accordo con l'analisi sul presunto slowdown dell'AMOC effettuata da Rahmstorf? si chiedeva ocasapiens un paio di settimane fa, rammaricandosi della mia attuale propensione a flâner come un flâneur invece che indossare la flanella, quella calda e ruvida di tessuto scozzese, e imbarcarmi per le Fær Øer ad indagare.
Stefan Rahmstorf recensisce una manciata di paper sul raffreddamento dell'Atlantico attorno alla Groenlandia, come previsto dai modelli di riscaldamento globale, e sulle conseguenze: indebolimento dell'AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation), rallentamento della corrente del Golfo e riscaldamento nel nord-ovest dell'Atlantico. Rahmstorf spiega quali dati (coralli ecc.) e osservazioni hanno confermato i modelli, e prevede che
For the future, we have every reason to expect that both things will continue: the long-term weakening trend due to global warming, and short-term natural variability. When both work in the opposite direction, the AMOC will strengthen again for a while. When both work in the same direction, record cold in the subpolar Atlantic may result, like last year.

giovedì 2 giugno 2016

Il ritorno della bambinella?

Il superNino del secolo si sta oramai esaurendo, entrato da mesi come è nella sua fase di vecchiaia primaverile dopo la piena (e devastante, per gli effetti climatici generati, in primis in vaste regioni tropicali) maturità tardo-autunnale/invernale (vedi qui o qui).


giovedì 10 marzo 2016

Vincitori e vinti

Guest post di M. G. Buletti


«I cambiamenti climatici producono già oggi effetti tangibili e lasciano intuire il futuro al quale va incontro il nostro pianeta», questa la premessa della portavoce di WWF Svizzera Susanna Petrone, a proposito degli effetti del rialzo termico del pianeta registrato negli scorsi anni. «Il 2015 è stato quello più caldo dall’inizio delle misurazioni, e il 2014 segue a ruota in seconda posizione». Con questo rialzo termico, caratterizzato da alte temperature e inverni miti, alcuni animali («alquanto fastidiosi») prolifereranno e saranno destinati a estendere le loro zone di diffusione. E mentre queste specie si moltiplicheranno a dismisura, animali come il simpatico orso polare o la tartaruga marina avranno sempre maggiori difficoltà a sopravvivere.