giovedì 4 febbraio 2016

Piove sul...gelato?


È appena stato pubblicato un interessante studio nel quale un nutrito pool di quasi una trentina di ricercatori (coordinati da Myles Allen da Oxford e affiliati perlopiù a centri di ricerca britannici - ad es. Nati Schaller da Oxford o Pete Stott dal MetOffice HadCenter - ma pure francesi - riconosco il brillante "duo sinottico" Vautard et Yiou, e che piacere ritrovare pure Geert da De Bilt) calcolano con notevoli margini d'incertezza di quanto il riscaldamento abbia aumentato il rischio delle alluvioni nell'inverno 2013/14 in Inghilterra.
È un lavoro da duri e mi ricorda qualcosa di duro che avevo già segnalato.
Siamo ancora ai box di partenza con questo tipo di attribuzioni, non solo perché, come evidenzia (dal com. stampa) e apprezza ocasapiens

The research made use of the weather@home citizen-science project, part of Oxford’s climateprediction.net climate modelling experiment

Ma lo siamo (ai box), anche e soprattutto perché le isole britanniche sono proprio nel bel mezzo della tempesta stocastica del tempo che fluttua (vedi grafici sotto: in verde le incertezze dello scenario di emissioni, in blu quelle dovute alle differenze fra i vari modelli, in arancione quelle che fanno al nostro caso cioè causate dalla variabilità interna):

fonte dei grafici: IPCC, AR5, WGI, cap. 11

E separare la variabilità interna del tempo che oscilla da qualsiasi "spinta" esterna (naturale o antropogenica che sia) che lo forza in una direzione è impresa ardua che consuma tempo e energie fin dai tempi belli in cui ai Max Planck innovava il papà della stocastica applicata al sistema climatico.
Tuttavia è tempo investito e energia ben spesa.

Negli ultimi tempi, mi sono occupato spesso di questo tema e nella fattispecie del collocamento di una delle ipotesi più intriganti e trendy (quella del possibile legame fra il feedback positivo dell'albedo nell'Artico e gli eventi estremi alle medie latitudini) nel mosaico della variabilità interna del sistema climatico. E, casualmente, mi sono imbattuto pure io nell'anomalo inverno del 2013/14, connotato da perdurante siccità sull'ovest del Nordamerica, dal gelo sull'est e dalle ben note condizioni molto miti ed estremamente piovose sull'ovest europeo.

Posto 20 slides di una mia presentazione (rielaborata e tradotta per l'occasione) che ho presentato in un paio di occasioni nel corso dell'ultimo anno. Così si capisce anche il...curioso titolo del post :-D












martedì 19 gennaio 2016

L'eccezione che conferma la regola


Ritorniamo sulla presunta anomalia climatica che connota l'Antartide. Mentre il mondo si sta scaldando incessantemente e senza che la famigerata "pausa", fintanto che era ancora viva e combatteva, abbia potuto scalfire minimamente la tendenza generale, ci sono regioni che sembrano sfuggire a questa regola.  E l'Antartide sembra appartenere a questa categoria di outliers. O no?
Intendiamoci: in un sistema così complesso come è il nostro pianeta, è ovvio che l'andamento termico globale sia il frutto di tanti andamenti regionali che "viaggiano" con ritmi differenti. Ci sono zone che si scaldano molto più rapidamente rispetto alla media globale e altre che lo fanno più lentamente. E ci sono persino aree - molto poche, invero - che non sembrano scaldarsi e presentano trend piatti o addirittura leggermente negativi, pur se poco significativi. Ne avevamo già parlato qui.  È la conseguenza della variabilità interna sovrapposta al trend forzato da fattori di spinta esterni.
E in fondo, anche in questo caso, possiamo parlare di eccezioni che non fanno altro che confermare la regola.

sabato 16 gennaio 2016

La pausa è morta in battaglia

A quanto pare...
O forse la Battaglia non è mai stata combattuta realmente perché non c'è mai stata...
Vedi anche qui.

★ Update 20/1 ★
fonte

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martedì 12 gennaio 2016

giovedì 31 dicembre 2015

Ghiaccio, cielo e...whisky

...potere d'ispirazione di un bicchiere di whisky...:-D

Profughi climatici


Guest post di Marco Morosini

Finisce un ennesimo anno estremo per i cambiamenti climatici e forse cruciale per gli accordi globali mirati al contenimento del problema. Ma finisce anche un anno estremo per i fenomeni migratori.
Quanti disperati cercheranno di raggiungere l’Unione europea per mare anche nel 2016? Quanti purtroppo moriranno? Quest’anno quasi un milione di migranti hanno affrontato le acque del Mediterraneo meridionale a bordo di imbarcazioni precarie. Migliaia di loro sono morti annegati. Intanto, sotto quelle stesse acque, la scoperta di nuovi tesori d’idrocarburi alimenta la sete di un’accelerazione della crescita della produzione, dei consumi e del PIL dell’Europa, il continente più ricco del pianeta.

venerdì 18 dicembre 2015

La lunga vita della forza

No, non siamo nel regno di Star Wars. Semplicemente: una sintesi iconografica (attraverso i ben noti grafici a barre)  della lunga vita (scientifica) delle perturbazioni radiative che hanno agito e che agiscono sul bilancio energetico del pianeta forzandolo in una specifica direzione. Quella dell'accumulo di energia termica e del conseguente incremento termico globale e regionale.

Cominciamo con una semplice tabella introduttiva che - confezionata ad hoc - uso sempre quando parlo nei miei corsi di attribution:

lunedì 14 dicembre 2015

Dopo l'accordo, la sinfonia. ********* Prima che sia troppo tardi

Professore presso l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima dell'ETH di Zurigo, Reto Knutti è uno dei migliori esperti del settore - tra i principali autori della prima parte (WG1) del più recente rapporto dell'IPCC, pubblicato nel 2014. Ecco cosa ne pensa dello storico accordo sul clima di Parigi.






sabato 12 dicembre 2015

Parigi, c'è l'intesa!



Il ministro degli esteri francese e presidente del COP21 Laurent Fabius ha presentato sabato in tarda mattinata l’accordo globale per la lotta contro i cambiamenti climatici alle 195 delegazioni che partecipano alla conferenza sul clima che si sta tenendo a Parigi.

giovedì 10 dicembre 2015

Prima e dopo Parigi




Una serie di recenti contributi audio e video andati in onda dalla Radiotelevisione Svizzera sul tema più importante e stringente di questo inizio secolo e dei decenni a venire.