martedì 4 agosto 2015

Meglio tardi che mai?

Questo il motto che potrebbe aver spinto anche Obama - in vista dei negoziati per un trattato internazionale per la riduzione dei gas a effetto serra in programma a fine anno a Parigi - a varare un piano concreto e innovativo (per gli USA) di lotta ai cambiamenti climatici (pur con tutti i lagtimes del caso...), sancito negli impegni che il governo statunitense si assumerà per ridurre entro il 2030 le emissioni di CO2 del 32% rispetto a quelle del 2005, attraverso il piano energia pulita.



Il provvedimento conterrà la versione definitiva, e più incisiva, delle regole annunciate dall’Agenzia federale per la protezione dell’ambiente (Epa) nel 2012 e nel 2014. A ogni stato sarà richiesto di ridurre le emissioni degli impianti a carbone e di avviare riforme che cambieranno in maniera drastica il modo in cui l’elettricità arriva nelle case di milioni di cittadini statunitensi (il 40% dell’energia elettrica consumata nel paese è ancora prodotta nelle centrali termoelettriche alimentate a carbone). Il primo tra gli obiettivi fissati, infatti, sarà quello di ridurre l’inquinamento provocato dalle centrali a carbone del 32% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. L’amministrazione statunitense punta poi ad accelerare il passaggio alle fonti di energia rinnovabili, da cui entro il 2030 dovrà dipendere il 28% (e non più il 22 come nei piani precedenti) del totale dell’energia prodotta negli Stati Uniti.

Insomma: meglio tardi che mai, anche se..."time is not on our side", no it isn't... [la canzone è uscita quando già da Smagorinsky al GFDL lavoravano quei mostri di Suki Manabe e Kirk Bryan...]

mercoledì 29 luglio 2015

Travolti da un non più così insolito evento nell'afoso cielo di luglio


Boccheggiando come pesci quasi lessi, suonati come pugili al tappeto, bolliti come rane nella pentola e con il fardello di una nemesi storica. Ecco come stiamo percependo gli effetti di quella che probabilmente sarà ricordata come la seconda estate più calda di sempre da noi, dopo quella (per ora, ma non credo ancora per molto tempo) inarrivabile del 2003 (vedi qui, qui e qui).

Un'inquietante finestra sul futuro


Temperature da record, umidità elevata, afa, precipitazioni zero o quasi. In una parola: canicola. L'estate del 2015 sta facendo registrare un'ondata di caldo da primato, con valori medi giornalieri - e, per quanto riguarda luglio, anche mensili - mai registrati a Sud delle Alpi e nell'Italia del Nord da quando esistono le misurazioni ufficiali, che risalgono a metà del 1800. Per Lugano, a meno di un mese di agosto "glaciale" che possa parzialmente compensare, si tratterà molto probabilmente della seconda estate più calda da inizio serie dopo quella finora quasi inarrivabile del 2003 (vedi prossimo post sulle statistiche). Una situazione allarmante, considerando l'inquietante ripetizione a tempi sempre più brevi di record di questo tipo e l'associata riduzione dei tempi di ritorno. 

lunedì 27 luglio 2015

Quando la miniera è la tana di una talpa


Non mi sono mai fidato di un sito spacciato - da chi nega sia l'importanza del fattore antropico nel GW che lo stesso GW - per autentica miniera di informazione, come se le informazioni ufficiali fossero, oltre che tutte fasulle, incomplete e poco accessibili.
In realtà, come al solito, è l'esatto contrario.

lunedì 8 giugno 2015

Spot the difference!















Ha ancora senso parlare di slowdown delle T globali? Ha mai avuto un senso parlare, a tal proposito, di hiatus? Figurarsi di pausa/stallo/arresto/stop/fine del GW.