martedì 11 giugno 2013

Live feed @ AGU Chapman Climate Communications Conference

Come dice il lagomorpho, c'è da sprecare del tempo al lavoro, in questi giorni. Tempo utilmente sprecato, suppongo.

Vi potete registrare qui e poi seguire il live online di una parte del meeting, in programma a Granby (Colorado) fino a giovedì. E occhio alle 9 ore in meno di fuso.

Fra ieri e oggi c'era di che saziarsi. Fra gli altri: Spencer Weart, Stephan Lewandowsky, Mike Mann, Dick Alley, Alan Robock, Clara Deser, Peter Gleick, Gavin Schmidt, Peter Sinclair, Bob Henson, Jeff Masters...

About:
The goal of this Chapman Conference is to bring together scholars, social scientists, and journalists to discuss both the history and recent advances in the understanding of climate science and how to communicate that science to policymakers, the media, and society. A research agenda of the conference will focus on the efficacy of scientific communication, with ideas on improved practices arising as an outcome from collaborations spawned at the conference. This exploration will take place through: 1) discussions covering the history of climate science and successes and failures in communicating scientific ideas to the policy makers and public; 2) an assessment of where we are with respect to current knowledge of climate science and its communication and acceptance by society; 3) a comparison with experiences in other areas producing similar difficulties between scientific knowledge dissemination, societal acceptance of that knowledge, and governance.

Who should attend:
A diverge group of interests from physicists and social scientists, communicators and journalists. The theme of the Chapman Conference requires conveners from at least two areas that are critical to this conference: (1) Climate science and (2) Climate science history and communication. The first category includes experts who are familiar with both the underlying methodologies and the outcomes of climate research; have expertise in broader implication of climate change (like environmental change); and have experience in exploration into the bleeding edge areas of climate science (like geoengineering) that may challenge accepted notions of climate science, and governance. The second category could include scientists with experience and expertise in communication of technical information in a non-technical way and making complex issues accessible to policymakers and the public as well as professional historians and science journalists. Scientists can benefit from a historical perspective on how climate science was communicated in the past, which may help to develop more effective climate change communication strategies for the future.

Alcune slides fresche fresche dallo speech di Bob Henson dal titolo eloquente:
"Doping the Atmosphere, and Other Metaphors That Stick: Taking a Page from the Madison Avenue Playbook"







domenica 9 giugno 2013

10 anni fa, il forno I - Accensione a pieno regime


Dica 2003...

...e ti vengono i brividi caldi.

Per molti anni, ogni fine primavera l'incubo di molti europei (a seconda dei gusti e dei punti di vista) era sempre quello: il paragone con l'imparagonabile (per ora) stagione estiva, quella dei record stracciati, quella dei vini marsalati, quella dei gelati abbuffati, quella dei lidi inflazionati, quella dei condizionatori assaltati ma anche quella dei morti in eccesso contati e forse dimenticati.

venerdì 7 giugno 2013

WED 2013

Sì, lo so, sono in ritardo, mai i giorni scorsi ero talmente preso che mi sono persino dimenticato di pubblicare un post...già pronto da qualche giorno!

Per la giornata mondiale dell'ambiente di quest'anno (era in programma mercoledì...) ho pensato di preparare un post con 5 spunti diversi, tutti accomunati dalla consapevolezza dello stato preoccupante - per certi versi precario, per altri però anche meno negativo di quel che si potrebbe pensare -  in cui versa il contesto più importante nel quale viviamo e dal quale traiamo la nostra linfa vitale.

giovedì 6 giugno 2013

Sciarpe & cappelli


Fuori dalla naftalina, o meglio: evitiamo di riporre cappotti, maglioni, guanti, sciarpe e cappelli. L'era glaciale - quella vera, non quella farlocca prevista dal 1998, 1995, 2002, 2007, 2010 e ovviamente nemmeno intravista - pare sia imminente. Finalmente.

Sole (di primavera)


Guest post di Luca Mercalli 

Anche se ci sono amanti della pioggia, della neve e delle nebbie, in genere la maggioranza della gente cerca il sole. L'astro splendente è ormai l'icona - anche informatizzata - dell'allegria e del tempo libero, della spensieratezza vacanziera: ogni pubblicità turistica che si rispetti, che sia mediterranea, tropicale o perfino sulle nevi alpine, "vende" il proprio patrimonio solare. Briançon, ridente cittadina delle Hautes Alpes francesi a quota 1300 metri, si propone al viaggiatore con lo slogan "300 jours de soleil par an", il che, insieme a gran parte del Midi francese è dal punto di vista climatologico abbastanza realistico.
D'inverno i popoli del nord Europa inseguono la luce del Mediterraneo, Hermann Hesse, in lettera invernale dal Sud, del 1919, così scrive del sole di Lugano: "Qui c'è ancora il sole e ancora noi continuiamo a essere suoi ospiti. Scrivo queste righe in uno degli ultimi giorni di dicembre, alle undici del mattino, disteso al sole sul secco fogliame di un angolo di bosco al riparo dal vento. Si può stare così fino alle tre, fino alle quattro, ma poi fa freddo, i monti si ammantano di lilla, il cielo si fa trasparente e limpido, come sa esserlo soltanto qui in inverno, [...]. Ma le ore del mattino durante le belle giornate, che pure non mancano, quelle ci appartengono; il sole provvede a riscaldarci, rimaniamo distesi nell'erba e sulle foglie e ascoltiamo il fruscio dell'inverno".

martedì 4 giugno 2013

Occam artico


Gillett et al. 2008

Fa discutere, nel quartiere accanto, la decisione della rivista Nature Geoscience di non pubblicare un commento critico - come ce ne sono migliaia nell'ambito di critiche e tentativi di rebuttal di pubblicazioni scientifiche - di Mariani et al. a proposito dell'attribuzione prevalentemente antropica del riscaldamento recente delle regioni polari da parte del gruppo di Nathan Gillett et al.  Il focus è l'Artico e la diatriba non è nemmeno tanto recente, essendo lo studio in oggetto di critica pubblicato nell'ottobre  2008 e la decisione della rivista di non pubblicare la risposta di pochi mesi dopo. In un lustro, quante altre pubblicazioni sul tema sono apparse (per esempio)?

giovedì 30 maggio 2013

Borderline stratosferico I - Fra il 2010 e il 2012

Alcune considerazioni in merito ad aspetti affascinanti quanto ancora relativamente giovani relativi allo studio della bassa stratosfera e alla sua associazione con la variabilità del clima e con i trend.
La prima delle tre considerazioni che posterò (cioè questa)  è una rielaborazione sintetica di un lavoro di ricerca a cui sto collaborando, per cui vale il solito caveat: al momento è da ritenere come ampiamente provvisoria e parziale.

mercoledì 29 maggio 2013

Senza primavera

Se l'anno senza estate, per antonomasia, rimane l'inarrivabile 1816 e quello senza inverno l'ancora battibile 2006/07, la domanda sulle stagioni di mezzo sorge spontanea ma si abbina a una risposta meno evidente.
Stiamo finendo una primavera che in Europa centro-occidentale ha mostrano non pochi problemi di percezione. Chi si è accorto che siamo già quasi alla fine? Probabilmente, complice l'estremo mese di marzo e il dinamicissimo e insolito maggio, non molti.
Probabilmente neppure russi e ucraini, visto il rapidissimo passaggio, da quelle parti, dall'inverno di (e fino a) metà aprile all'estate di (e da) inizio maggio.

Qual è l'anno senza primavera in Europa centro-occidentale e nella regione alpina?

giovedì 23 maggio 2013

Once Moore

Prima, senza parole (video a fine post).


fonte

Dopo, qualche considerazione in merito alle possibili implicazioni con i cambiamenti climatici.

1'200 tornado in media all'anno, quasi tutti nella fascia degli stati centro-meridionali degli USA, un mix di ingredienti quasi perfetto per l'innesco di grossi fenomeni convettivi temporaleschi di cui una piccola parte sfocia in questi fenomeni estremi e distruttivi: la zona molto piatta favorisce l'incontro ottimale e fatale fra aria caldo-umida proveniente da sud, dal Golfo del Messico, con quella fredda che discende dalle ampie ed estese pianure canadesi.

In che modo il GW può influire su dei fenomeni che già di per sé rappresentano l'estremo degli eventi estremi (per dirla con Riccardo Reitano)? Qui e qui qualche opinione a riguardo.

mercoledì 22 maggio 2013

Limsup

Otto et al. 2013
Considerando le più recenti stime calcolate in funzione dei vincoli posti dal bilancio energetico aggiornati all'ultimo decennio a partire da dati di temperatura globale, forcing radiativi e assorbimento totale di calore nel geosistema, il limite superiore atteso nella risposta termica all'equilibrio - per raddoppio delle concentrazioni di CO2 rispetto a prima dell'era industriale, cioè in teoria entro fine secolo - si riduce un po' e si attesta attorno ai 4° C.
Comunque una magra consolazione.

domenica 19 maggio 2013

L'hockey e la sdraio


Domenica 19 maggio 2013, ore 20:30, Stoccolma, Globe Arena: la nazionale svizzera di hockey su ghiaccio sta per scolpire un'altra pagina di storia sportiva, giocando la finale dei Campionati del Mondo di questa seguitissima (in Svizzera, così come in Nordamerica, Scandinavia, Russia, Cechia, Slovacchia, negli Stati dell'ex-URSS,...) disciplina (qui o qui il live in streaming). La prima volta, dopo l'argento conquistato nel lontano 1935. Dopo aver clamorosamente vinto 9 partite su 9, aver battuto ed eliminato avversari quotatissimi come Canada, Repubblica Ceca o USA, l'outsider e oramai non più sorpresa del torneo iridato affronterà stasera la nazionale svedese, pluricampione del mondo nonché ospitante del torneo, già battuta dagli elvetici all'esordio. Ci sono robuste ragioni per essere fiduciosi. Perché i ragazzi elvetici hanno finora mostrato estrema compattezza, gran gioco di squadra, un sistema di gioco assai pagante: insomma, mai come in questa occasione, hanno dimostrato di saperci davvero fare con la mazza da hockey.
Dopo, oro o argento che sia, potranno guadagnarsi le meritate vacanze, a coronamento di una stagione lunghissima, iniziata, nei rispettivi campionati, lo scorso settembre. Insomma: la spiaggia, il mare, le brezze, e la sedia a sdraio inclinata verso il sole non sono più molto lontane, per loro.

Svizzera, mazza da hockey e sedia a sdraio hanno apparentemente ben poco a che fare con ciò di cui si occupa MS.
Invece...

giovedì 9 maggio 2013

venerdì 26 aprile 2013

Il GW alla radio

In anteprima su MS, la puntata speciale (suddivisa in tre parti) che il magazine culturale "Moby Dick" della Rete Due della Radio Svizzera Italiana dedica al tema del GW e che manderà in onda domattina alle 10.
Buon ascolto!

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Il clima sta cambiando. I rilevamenti effettuati nel corso del 2012 rivelano che il riscaldamento progressivo delle temperature continua. Dal 1980 ad oggi la temperatura del pianeta è aumentata di quasi un grado e l’aumento più consistente si è verificato negli ultimi 40 anni.
La Svizzera e il Ticino non fanno eccezione, infatti il riscaldamento della regione alpina è molto più elevato rispetto alla media globale.
Le conseguenze del riscaldamento globale a livello planetario lasciano intravvedere scenari inquietanti: l’aumento delle temperature, il cambiamento nel regime delle precipitazioni, l’innalzamento nel livello dei mari, lo squilibrio degli ecosistemi, l’aumento dell’intensità di eventi estremi, i costi economici e sociali, sono fenomeni con i quali tutti i governi si dovranno confrontare.

Ne discutono in studio gli ospiti di Moby Dick:

lunedì 22 aprile 2013

The face of climate science - Earth Day 2013

La giornata della Terra 2013 ha come tema il volto del cambiamento climatico. A oltre 40 anni dalla nascita di questa giornata istituita nel 1970 dall'ONU e dedicata alla salvaguardia del pianeta, tutti i principali indicatori climatici e ambientali parlano purtroppo la stessa lingua: quella del forte riscaldamento globale, di cui l'assottigliamento record dei ghiacci dell'Artico e il fatto che a partire dal 1880  i 9 anni più caldi siano tutti successivi al 2000 sono solo due fra le spie più significative.

MS regala, in questa giornata, lo streaming free del recente documentario fatto da scienziati della Terra sul volto e sul lavoro degli stessi geoscientists.

Si tratta di Thin Ice. Qui il sito, qui altri video climatici dal sito, qui il poster di presentazione

domenica 21 aprile 2013

2k

Media trentennale delle temperature relative delle sette regioni su scala continentale del network PAGES 2k allineati in verticale da nord a sud
Update a fine post!

Appena salta l'embargo (stanotte o domattina?, in ogni caso da oggi online su Nature Geoscience), escono più news sui risultati del progetto del consorzio PAGES 2k, network dedicato alla ricostruzione climatica bi-millenaria e pluri-continentale a grana temporale un po' più fine, con risoluzione spaziale decisamente più ponderata, differenziata ed eterogenea e con set di dati delle serie temporali a più ampio raggio.

giovedì 18 aprile 2013

Asciutte interpretazioni


L'ermeneutica climatologica, si sa, di questi tempi impera.
L'interpretazione data sull'estrema siccità delle Grandi Pianure Centrali degli USA fra la primavera e l'estate del 2012 - e confluita poi nell'eccezionale heatwave estiva - data dal pool di meteorologi e climatologi della Task Force sulle siccità della NOAA ha suscitato un vivace scambio di opinioni fra addetti e non (qui il poster, qui la piattaforma di partenza, qui e qui un paio di post critici, sopra in apertura le slides).

sabato 13 aprile 2013

Up in the cloudbows


Mercoledì scorso, all'Auditorium Maximum dell'ETH, è tornato Koni Steffen e ha presentato un interessante speech sulla relazione fra le dinamiche delle calotte glaciali polari sotto condizioni di forte riscaldamento del sistema climatico e livello dei mari: uno sguardo panoramico e prospettico sulle condizioni odierne, del recente passato e sulle proiezioni future. In pratica, ha riassunto parecchi dei punti emersi in questo post (che fra l'altro, alla fine, riassumeva il suo precedente speech nell'ambito dei seminari del lunedì pomeriggio di un mese fa, tutto dedicato alla Groenlandia).

Koni è anche co-autore di un paper appena pubblicato su Nature e dedicato all'eccezionale mese di luglio 2012 che ha condizionato in maniera massiccia la scorsa estate glaciale di Meltlandia, contribuendo a produrre un'ablazione record.