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CH2018 | Nuovi scenari climatici per la Svizzera

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Presentato martedì all'ETH di Zurigo il rapporto CH2018 che descrive cosa sta accadendo nella regione alpina e le possibili evoluzioni entro la fine del secolo.
Estati torride e asciutte. Inverni miti e piovosi. Limite delle nevicate in rialzo e diminuzione delle nevicate a media e bassa quota. Questo è il clima futuro in Svizzera, verso il quale siamo incamminati. È quanto emerge dai nuovi scenari climatici per la Svizzera, denominati CH2018, presentati martedì al Politecnico federale di Zurigo (qui il rapporto tecnico completo). Scenari che aggiornano quelli elaborati nel 2011 e descrivono i cambiamenti attesi nella regione alpina entro la fine del secolo in corso, ipotizzando diverse evoluzioni a livello globale nelle concentrazioni di gas ad effetto serra (vedi immagini qui sotto).


Pur con differenziazioni regionali dovute alle diverse quote oppure alla presenza della catena alpina, le tendenze generali sono chiare e valide per l’intero Paese. In assenza di decisi e coerenti pr…

Verità rivelate

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Mentre ero altrove impegnato, un amico mi segnala un Evento Imprescindibile tenutosi ieri era sulle sponde del Lago Verbano.
Un emerito luminare del paleo clima  –  e, pare, anche di biologia, essendo in passato già distintosi per insinuare dubbi a pagamento sull'evoluzione  –  è stato invitato a tenere una conferenza onde poter erudire il volgo e annunziare

le verità sulle variazioni climatiche: dalla Preistoria a oggi. Chi lo ha invitato è una ben nota società che in passato è stata fortemente legata a movimenti di estrema destra della vicina penisola. Oggi si occupa perlopiù di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo...
...anche attraverso l'organizzazione di conferenze di fringe & junk science?

Ecco la locandina



Soprassediamo sugli "ultimi anni", sul "gran parlare" e sulla palese confusione fra meteorologia  –  che dipenderebbe "ormai dal crescente inquinamento e dall'azione dell'uomo sull'ambiente naturale&…

CH2018 - 1

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Presentazione dei nuovi scenari climatici per la Svizzera – CH2018

Domani si terrà presso l'ETH di Zurigo un pomeriggio di presentazione dei nuovi scenari climatici per la Svizzera.
Ogni 5 – 7 anni si calcolano, sulla base dei più recenti modelli di simulazione climatologica, quelli che si stima saranno gli scenari climatici per i prossimi 50 – 100 anni in Svizzera. Questi scenari sono la base per cercare di identificare l’impatto che avranno i cambiamenti climatici in Svizzera nei prossimi anni.
Servono, insomma, per rispondere a domande come: aumenteranno i pericoli naturali (ondate di caldo, alluvioni, …)? Quale l’impatto sulla salute umana? Quali le conseguenze sul bosco e le foreste? La produzione agricola risentirà dei cambiamenti climatici? Le stazioni invernali avranno ancora un innevamento assicurato? …

Anche io sarò presente e fornirò una sintesi nei prossimi giorni.

GW of 1,5 °C

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Nel cosiddetto "Accordo di Parigi" del 2015, 195 Paesi si sono accordati per limitare il riscaldamento globale ad un valore chiaramente inferiore ai 2,0 °C - se possibile a 1,5 °C - rispetto al periodo preindustriale. Le conseguenze previste con questo riscaldamento globale di 1,5 °C e gli sforzi necessari per raggiungere l’obbiettivo sono stati riassunti nel nuovo rapporto speciale (SR) del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (IPCC). Quest’ultimo è stato presentato esattamente un mese fa.
Un ottimo approfondimento in italiano dello SR lo si può trovare qui.



Ecco, in sintesi, alcune delle conclusioni più significative del rapporto speciale:

● È ancora possibile limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C, ma nei prossimi 1 – 2 decenni saranno necessarie trasformazioni rapide e di vasta portata in molti settori, come ad esempio quello energetico, quello della pianificazione del territorio, quello dello sviluppo urbano, delle infrastrutture opp…

Messaggi dalla fine del mondo

Impressionati dalle conseguenze derivanti dai cambiamenti climatici, Doris e Charles sono determinati a fare qualcosa. Convinti che la soluzione sia nelle mani dei giovani, questi due pensionati vendono la loro casa a Zurigo e comprano una barca.
La loro idea è semplice: portare cinque giovani svizzeri al circolo polare artico per osservare i segni del riscaldamento globale e sensibilizzare, attraverso i social network, la loro generazione.

La grande avventura inizia. Per tre settimane, l'equipaggio del San Gottardo navigherà in paesaggi ostili ma spettacolari. Armati delle loro macchine fotografiche, i giovani documenteranno lo stato di salute della fine del mondo. Anche su MS se ne è già parlato, qui e qui.

Un tema di grande attualità che continua a far discutere, tra leggi economiche, modelli da ripensare e necessità di agire. Ma a dover cambiare è probabilmente anche il modo in cui vengono comunicati i dati relativi al clima e le proiezioni rispetto agli scenari futuri.

È davve…

Quando piovono le pentole

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Una lunga siccità e un'estate che nella regione alpina è praticamente durata 6 mesi e poi un anticipo di inverno e soprattutto la pioggia di mesi di secca in pochi giorni.
Per diverse regioni della Svizzera, accumuli come quelli avuti in questi ultimi giorni accadono statisticamente ogni 15-30 anni. Per altre, si tratta di eventi con un periodo di ritorno di 30-50 anni, per alcune di 50-100 anni, per 2-3 stazioni si tratta di un periodo addirittura superiore a 100 anni.


Ma è tutto normale, tutto già visto, tutto in regola. Certo, certo, come no.

È il solito refrain:
❏ lo stato dell’atmosfera e degli oceani è mutato, a causa degli squilibri nel bilancio dei flussi di energia;
❐ gli eventi meteorologici sono influenzati da un clima mutato perché le condizioni ambientali al contorno nei quali si manifestano sono diverse rispetto a prima, più calde (atmosfera, oceani), più umide (atmosfera), con meno massa glaciale (zone artiche)...;
❍ un singolo evento ovviamente non è una consegue…

Il futuro già presente

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La stagione appena archiviata conferma come i preconizzati mutamenti climatici siano una realtà che ci costringe a rivedere i nostri parametri



Guest post di Marco Gaia \  Meteosvizzera

A quasi tre anni dalla firma dell’Accordo di Parigi sul clima, ad inizio mese l’IPCC ha reso noto i contenuti del rapporto speciale 1,5 °C, redatto per informare la comunità internazionale sulle reali possibilità di contenere l’innalzamento della temperatura globale entro 1,5 °C. Quanto sia attuale il tema lo testimoniano le condizioni meteorologiche degli scorsi mesi: abbiamo forse vissuto una stagione che sarà la tipica estate verso la metà del secolo in corso?





Una volta di più eccoci sul podio. Dopo la folle estate del 2003 e l’estate del 2015, i 23 °C di temperatura media estiva registrati quest’anno, ci hanno portato al terzo posto di questa non troppo invidiabile classifica, iniziata nel lontano 1864 (data d’inizio delle misure meteorologiche) delle dieci estati più calde mai registrate a Sud del…

L'ottobre dei record alpini

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Caldo record

L'autunno che non sembra autunno non piace più a nessuno. Oggi la colonnina di mercurio nelle pianure sudalpine ha superato i 30 gradi, dopo una notte «tropicale» a fine ottobre. L'anomalia era stata prevista  ma non per questo preoccupa di meno.



Mai, da quando si hanno misurazioni sistematiche, era stata registrata una temperatura superiore ai 30 gradi in Svizzera nel mese di ottobre. Mai fino ad oggi.

I record di temperatura per il mese di ottobre sono stati infranti in tutte le stazioni di pianura a sud delle Alpi. Valori attorno ai 29 °C sono stati misurati a Lugano (misure disponibili dal 1864!), Stabio (1981) e Magadino-Cadenazzo (1953), mentre i 30,5 °C registrati alla stazione di Locarno-Monti (1935) corrispondono alla temperatura più alta misurata in Svizzera nel mese di ottobre e sono di quasi 3 gradi superiori al record precedente per questa stazione. Mai fino ad ora era stata superata la soglia dei 30 gradi in ottobre; in altre parole per la prima vo…