Post

Post in evidenza

È ancora e sempre tempo di hockey

Immagine
Due belle mazze del nostro sport preferito.



A sinistra la mazza di un attaccante dell'Arctic Hockey Club, compagine composta da un bel mix di giocatori multi-nazionali: canadesi e russi, ovviamente, ma anche americani dell'Alaska, danesi della Groenlandia, islandesi, norvegesi da Tromsø in sù e qualche lappone finno-svedese :-D.

A destra la mazza di un portiere fuoriclasse a livello mondiale. Pulita e lustrata per l'occasione.


Cliccare sui corrispettivi grafici per avere informazioni più dettagliate (h/t tamino).

Vaccate epifaniche

Immagine
L'intervista sul Corriere del Ticino di ieri allo scienziato & divulgatore Vacca è davvero spassosa e il "pensiero concettuale" racchiuso e condensato nelle risposte da parte dell'ex futurologo meriterebbe la proverbiale calza con dentro tutto il carbone che può contenere.

Mostro la parte più "interessante" e "speculativa":


Già. Vuoi vedere che il primo a "mal interpretarli", magari,...



La «visione iperdrammatica» a cui si riferisce il giornalista che lo ha intervistato è un po' l'air du temps di cui si parlava per es. in questo post.
La risposta dello scienziato & divulgatore contiene alcune perle che da sole varrebbero il prezzo dell'edizione di ieri.

1) Forse lo scienziato & divulgatore "ignora" la problematica del riscaldamento globale. Di sicuro, non è capace di focalizzare la sua attenzione su quel che la fisica dell'atmosfera ci dice in ordine agli effetti derivanti dallo sbilancio energetico…

Un bigino

Immagine

Top dell'anno per Nature

Immagine
Immagini, eventi e personalità scientifiche.




Le migliori immagini scientifiche dell'anno
La metà riguardano disastri. Deprimente, ma vero. Oltre quella di apertura del post, ho scelto le seguenti quattro:




Eventi scientifici che hanno plasmato l'anno
Ancora eventi estremi (in tutti i sensi), come gli incendi e le siccità a macchia di leopardo su scala globale (California, Europa, Argentina, Australia, Sudafrica) e le inondazioni delle zone subtropicali e tropicali (USA meridionali, India, Cina, Giappone, Filippine) per un totale dei danni di quasi 100 miliardi di US$ di costi stimati. E come la parallela demolizione delle tutele ambientali in USA e in Australia. Frustrante e non meno vero. Tra gli eventi, gli estremi climatici che hanno nuovamente connotato l'anno appena concluso.



Dieci persone che hanno contato qu

Il 2018 in Svizzera II — Caldo record

Immagine
In Svizzera l’anno 2018 può essere descritto in poche parole: temperature superiori alla norma e siccità persistente. Le temperature medie di dieci mesi sono state chiaramente superiori alla norma, in sei casi in modo estremo. Il 2018 è il quarto anno in breve successione che stabilisce un nuovo primato delle temperature.


Il 2018 in un colpo d’occhio

Il persistere di temperature elevate non ha portato solo a un nuovo primato annuale, ma anche il semestre estivo è stato il più caldo dal 1864, anno in cui sono iniziate le misure sistematiche in Svizzera. A sud delle Alpi pure l’autunno è stato il più caldo. Questi nuovi primati sono stati accompagnati da un scarsità di precipitazioni che si è protratta per mesi, in modo inusuale. Nella Svizzera orientale il deficit di precipitazioni fra aprile e novembre ha provocato una siccità secolare.


Temperatura media annuale da primato 





Continua la sequenza di anni estremamente caldi 

In Svizzera, in base agli ultimi calcoli, la temperatura media ann…

Il 2018 in Svizzera I — Caldo e siccità nel semestre estivo

Immagine
Il semestre estivo 2018 è stato in Svizzera eccezionalmente caldo e asciutto. MeteoSvizzera ha pubblicato un rapporto che illustra quanto avvenuto da un punto di vista climatologico. Ne riporto una sintesi tradotta.


Il semestre estivo 2018 (da aprile a settembre) è risultato essere in ampie zone dell’Europa centrale e settentrionale molto caldo, ricco di sole e in svariate regioni anche eccezionalmente asciutto. Ciò a seguito del persistente influsso anticiclonico che ha dominato la situazione sinottica di questo periodo.


In Svizzera con una temperatura media di 12,8 °C si è registrato il semestre estivo più caldo da quando sono iniziate le misure sistematiche, vale a dire dal 1864. Superando in questo modo, anche se di pochi decimi di grado, anche il 2003, anno della famigerata estate più calda che si ricordi a memoria d’uomo. Con precipitazioni che localmente hanno raggiunto il 60% dei valori normali, anche nel nostro Paese la siccità ha colpito duramente.


Temperature superiori alle …

Happy Birthday, Earthrise!

Immagine
Esattamente 50 anni fa come ieri, vigilia di Natale, fu scattata una delle immagini più famose del nostro pianeta da una prospettiva spaziale insolita. Quattro anni prima del famoso Blue Marble, la prima foto del sorgere del nostro pianeta dall'orizzonte lunare creò una prima enorme fonte di consapevolezza.
Quest'immagine iconica è di un'espressività estrema. Per molti sottolinea la vastità dello spazio, la solitudine del cosmo e quanto sia fragile il nostro pianeta natale. Denominata Earthrise ("alba terrestre"), la fotografia è stata scattata dall'astronauta William Anders durante un'orbita della luna come parte della missione Apollo 8.

Apollo 8 fu la prima missione umana sulla Luna, che entrò nell'orbita lunare alla vigilia di Natale del 1968. Quella sera gli astronauti a bordo tenevano una trasmissione dal vivo, in cui mostravano le immagini della Terra e della luna viste dalla loro navicella spaziale.

AUGURI!

In difesa del pessimismo

Immagine
Guest post di Raffaele Scolari
Premessa

La riflessione qui presentata scaturisce da un incontro con Amitav Ghosh, nella primavera del 2018 in occasione del Festival della sostenibilità di Parma. Sulla scorta di vaste quanto profonde conoscenze, l’autore de La grande cecitàdichiara apertamente la sua disillusione circa le possibilità di superamento della crisi ambientale e climatica. Dopo quell’incontro mi sono chiesto ripetutamente che cosa significhi concepire e accettare la prospettiva del disastro.

* * *
 «Alla domanda se egli sia un nichilista, un pensatore dovrebbe in verità rispondere: troppo poco, forse solo per freddezza, perché la sua simpatia per ciò che soffre è troppo poca», così scrive Adorno nella Dialettica negativa, e pure: «Fa onore al pensiero difendere ciò che viene accusato di nichilismo» (1).
Voglio tentare di fare onore al pensiero difendendo il pessimismo in tema di cambiamenti climatici e di catastrofi prossime venture. Come ogni opposizione, anche quell…

Festina lente

Immagine
Ci sono volute due settimane e alla fine sembrava addirittura che tutto potesse concludersi con una bolla di sapone; alla fine i delegati presenti alla COP24 hanno raggiunto un accordo sul testo finale (vedi anche quiqui e qui).
Un documento di un centinaio di pagine che contempla 20 decisioni e direttive sul modo in cui si darà seguito all’accordo di Parigi del 2015 ma che non aggiunge responsabilità chiare e determinanti. In pratica si è deciso di attendere il 2020 per eventualmente assumere impegni precisi per contrastare il riscaldamento climatico e si è accordato una certa flessibilità ai Paesi meno avanzati e agli Stati insulari.

Nel mese di ottobre gli esperti dell’IPCC avevano suonato il campanello d’allarme circa le conseguenze di un aumento di 2 gradi, previsto proprio dagli accordi di Parigi, ma di fatto il trend attuale porterà ad un aumento di 3 gradi, con il relativo corollario di tempeste, siccità ed inondazioni.
Una prospettiva per nulla condivisa da Paesi come gli S…

Rubando il futuro

Immagine

Mezzo grado e un quarto d'ora

Immagine
Tre anni dall'Accordo di Parigi, due giorni al termine della COP24 di Katowice, le prospettive sono tutt'altro che rosee. E, come se non bastasse, Climate Action Tracker ha pubblicato la classifica dei vari paesi firmatari della Convenzione sul clima, in base agli impegni per ridurre le emissioni di gas serra. Situazione piuttosto penosa:











In questo post torno brevemente sull'ultimo rapporto speciale (SR15) dell'IPCC (qui un post molto sintetico con tutta una lunga serie di FAQ da RC).
Nonostante le poco rosee prospettive di cui sopra, i prossimi 10 anni saranno comunque cruciali, perché oggi abbiamo già consumato i ¾ del budget globale di emissioni di CO2 che ci permetterebbe di raggiungere e non superare un riscaldamento a fine secolo di 1,5 gradi C.






Questo fa capire l'urgenza in gioco: è come se avessimo a disposizione ancora solo un quarto d'ora dell'ora concessa per evacuare la casa in cui viviamo - che ha iniziato a prendere fuoco per nostra negligenz…