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Clima più estremo? VI — Diluvi alpini

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Il cambiamento climatico si può osservare anche su una scala spaziale ridotta come quella del continente europeo e persino a livello micro come può essere - rispetto alla scala globale - la regione alpina o una piccola nazione come la Svizzera. Ne abbiamo già ampiamente parlato ad es. qui, qui o qui.

Torno brevemente a parlarne per fare un rapido punto della situazione per quel che riguarda il cambiamento climatico in Svizzera (la fonte dei 5 grafici che seguono è Meteosvizzera). Dei due parametri atmosferici principali, come ben si sa, è la variazione della temperatura dell'aria che mostra il segnale più evidente e robusto. Le temperature aumentano ovunque, in tutte le stagioni e a tutte le quote, in modo chiaro, marcato e statisticamente significativo.


Per ciò che concerne le precipitazioni, invece, non emerge alcun trend significativo, il segnale non appare per nulla robusto.


Tuttavia stanno cominciando ad affiorare piano piano le prime indicazioni che mostrano come la modific…

Febbre planetaria

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Ogni striscia colorata rappresenta la temperatura globale di un singolo anno, ordinata dai primi dati disponibili (1850) fino al più recente (2017). La scala dei colori rappresenta quindi il cambiamento delle temperature globali nel corso degli ultimi 168 anni, un intervallo coperto da 1,35 °C.

#GRACEFO

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Questa sera, fra poco (21:47 ora dell'Europa centrale), dalla base spaziale di Vandenberg (CA), prende il via una nuova importante missione spaziale: Gravity Recovery and Climate Experiment Follow-On (GRACE-FO). Il satellite ha l'obiettivo di misurare quanta acqua c'è sulla Terra e come è distribuita.
Si tratta della seconda missione di questo tipo, dopo quella partita nel 2002 e terminata l'anno scorso.

Quello che si cercherà di capire, tramite GRACE-FO, è lo spostamento delle masse d'acqua su tutto il globo. Si tratta di un monitoraggio globale dell'idrosfera (e della criosfera): per es. la fusione dei ghiacciai e dove va a finire quest'acqua (parte degli obiettivi anche della prima missione) oppure l'acqua che circola nel sottosuolo e che viene prelevata per scopi antropici. In questo modo si riesce da una parte a valutare i mutamenti ciclici stagionali e dall'altra a differenziarli dai cambiamenti dovuti ad effetti climatici. Per questo motivo …

20 anni di mazze per una finale

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20 anni fa la prima semifinale mondiale dell'epoca moderna, persa contro la Svezia.
5 anni fa l'indimenticabile cavalcata degli eroi di Stoccolma, fino alla finale, persa, contro la Svezia.
Stasera nuova incredibile finale per i nuovi eroi di Copenhagen e ancora una volta contro gli svedesi. È tempo di rivincita.
Stiamo parlando delle imprese della giovane e agguerrita nazionale svizzera di hockey su ghiaccio ai campionati mondiali, al cospetto di giganti come Canada, Finlandia, Russia, Cechia, USA...e Svezia.

20 anni fa uscì il famoso paper originale di Mann et al. che diede origine ad una delle icone più famose delle scienze climatiche: quella, per l'appunto, della mazza da hockey.


5 anni fa con le ricostruzioni più ampie di Marcott et al.. e di Shakun et al., si è cominciato ad abbinare anche l'icona della sedia a sdraio.

Negli ultimi tempi grazie al consorzio PAGES2k e ad altri studi recenti (per es. questo o questo), sono tornate alla ribalta le mazze: questi stu…

Sun2Ice

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Swiss Arctic Project

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Si chiama Swiss Arctic Project e si svolgerà per 3 settimane dal 16 luglio attorno alle Isole norvegesi delle Svalbard. Una missione esplorativa e didattica ai limiti settentrionali dei luoghi abitati della Terra. Protagonisti, a bordo della nave “MV San Gottardo”, 5 giovani da tutta la Svizzera scelti tra 380 candidati per osservare gli effetti dei cambiamenti climatici nelle regioni artiche.
Lo Swiss Arctic Project nasce dall’impegno di una giovane coppia, marito e moglie che hanno deciso di trasmettere la loro esperienza e passione di viaggiatori in giro per il mondo alle nuove generazioni preoccupate per il futuro climatico del nostro pianeta.

Se ne è parlato ieri mattina alla trasmissione della RSI "Millevoci".
Ospiti:
Tessa Viglezio, studentessa in biologia all’Università di Neuchâtel, una dei 5 giovani a bordo;
Giovanni Kappenberger, meteorologo, glaciologo, studioso di mutamenti climatici;
Jonas Ulbrich, studente all’EPFL di Losanna, uno dei candidati non selezionati;

Il conto delle catastrofi

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Il cambiamento climatico rischia di avere costi sociali ed economici altissimi, anche in Svizzera. Come già sappiamo, negli ultimi trent’anni nella Confederazione elvetica le temperature sono aumentate di circa un grado centigrado, provocando una contrazione dei ghiacciai alpini del 12% (per un totale di 1,5 miliardi di metri cubi). Dal 1850 la temperatura media annuale in Svizzera è aumentata di quasi 2 gradi, circa il doppio rispetto alla media mondiale. Se non si riuscirà a frenare il riscaldamento globale, le conseguenze rischiano di essere pesantissime: stando alle proiezioni dell’Accademia svizzera di scienze naturali, entro la fine di questo secolo la Confederazione potrebbe soffrire di un aumento della temperatura di 6,5 gradi rispetto a 150 anni fa. E secondo un report della Rete di ricerca sul cambiamento climatico urbano della Columbia University di New York, Ginevra rischia un innalzamento della temperatura di circa due gradi e mezzo entro i prossimi dieci anni.


Estremi
Acco…

Idrodinamicità

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Interessante seminario martedì scorso al CEP dell'Università di BernaPaulo Ceppi (dipartimento di meteorologia dell'Uni di Reading, UK) ha parlato di uno dei suoi campi di ricerca più recenti e attuali: la risposta della circolazione atmosferica extra-tropicale a forcing esterni attraverso l'influenza che questi ultimi producono sulla componente interna di tipo oceanica del sistema (evoluzione delle temperature della superficie degli oceani, SST). Lo schema generale è questo:


A) forcing esterni → B) variazione delle SST →C) variazione della circolazione atmosferica extra-tropicale
Naturalmente, C presupporrebbe una modifica di grandezze meteorologiche su scala regionale come precipitazioni e temperature e, per quel che concerne queste ultime, il tutto può essere riassunto nella seguente tabella che ho già presentato e commentato altre volte. In questo specifico contesto, è come se inserissimo un nuovo riquadro nella prima riga che sta a metà fra il primo (risposta termod…

Una perla della rete svizzera di monitoraggio climatico

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Guest post di M. Martucci
Due secoli di misurazioni meteorologiche strumentali ininterrotte non sono una sciocchezza. Se a ciò s’aggiunge una posizione ad alta quota nel cuore delle Alpi, allora siamo di fronte a qualcosa di molto particolare, tanto da essere accolta, la prima di poche decine, fra la schiera delle Centennial Observing Stations dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm). L’onore è toccato alla stazione di misura di MeteoSvizzera al Passo del Gran San Bernardo, attiva dal 14 settembre 1817 che, come segno tangibile, ha ricevuto una speciale targa commemorativa a metà settembre dello scorso anno: lassù, a 2500 metri d’altitudine, stava già nevicando anche se il freddo non ha tenuto lontano i convenuti (perlopiù meteorologi) all’evento speciale.

Con questo riconoscimento ufficiale, l’Omm sottolinea la grande importanza delle stazioni meteorologiche con serie di misura continue durante almeno un secolo: base essenziale per comprendere il clima del passato e del futur…

Il "corso della natura"

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Fra chi dubita del ruolo antropico nel GW continua a imperare - oggi, invero, un po' meno di anni fa, mi pare - un sillogismo che nel tempo è diventato uno dei veri e propri mantra del negazionismo climatico al punto che nella speciale classifica dei "most used climate myths" di Skeptical Science da tempo giace al primo posto. Il meme, fondamentalmente, recita così:
siccome il clima è sempre cambiato, allora il cambiamento attuale non può che essere naturale, come lo è sempre stato. Tre esempi recenti in cui mi sono imbattuto in questo mantra: uno fra i tanti commenti di un assiduo commendatore di questo (e d'altri) blog, una domanda che mi è stata fatta (che andava in quella direzione) a margine di una conferenza pubblica che ho dato qualche mese fa in occasione di un convegno sui cambiamenti climati…

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Segnalo tre appuntamenti nei prossimi giorni / settimane. Una conferenza sabato pomeriggio*, un convegno il mese prossimo e un altro a giugno.


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* Intervista di Telmo Pievani a Schellnhuber pubblicata sul Corriere della Sera dello scorso 11 marzo:








Altra intervista a Schellnhuber pubblicata su La Regione giovedì scorso: