martedì 25 novembre 2014

Democrazia

Riporto un commento (leggermente modificato per miglior comprensione del contesto) di Antonio Zecca su questo post di climalteranti: mi trovo in completa sintonia con quanto ha scritto. Non saprei scriverlo meglio.
La frase chiave della finta democrazia è: uno vale uno. E’ una frase che affascina l’ascoltatore e ne distrugge le difese logiche. Tutti sappiamo (tutti siamo d’accordo) che “uno vale uno” in termini di dignità; dignità che viene riconosciuta quando andiamo a votare. Ma se si tratta di riparare lo scarico del lavandino, chiunque si rivolge a un idraulico e non a un giornalista; se si tratta di un problema cardiaco tutti andiamo da un cardiologo e non da un architetto. La frase “uno vale uno” ha quindi un valore molto limitato. Se si tratta di cambiamenti climatici le parole di chi ha expertise nel ramo (di un esperto) valgono infinitamente di più di quelle di un qualsiasi altro. E le opinioni / conclusioni / indicazioni / prescrizioni del gruppo IPCC valgono infinitamente di più di quelle di tutti gli Scafetta + Zichichi + Battaglia + Lindzen + …. messi insieme. Questa è democrazia: il grado di fiducia che noi concediamo a una persona (gruppo) deve essere pesato sulle competenze che quella persona (gruppo) ha nella materia in questione. Questa “pesata” è mancata negli ultimi venticinque – trenta anni; da quando cioè la “crescente oligarchia” [dei padroni delle fonti energetiche fossili] ha investito ingenti risorse per distrarre artificiosamente la pubblica opinione e imporre una soluzione altamente antidemocratica sulle scelte dell’ umanità in tema di cambiamento climatico antropogenico.
Chapeau! 

domenica 9 novembre 2014

Evidenze, controversie e responsabilità

Le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto i più alti livelli degli ultimi 800'000 anni. Le emissioni di tali gas, negli ultimi 20 anni, sono stati quasi la metà del totale emesso dall'inizio dell'era industriale e il rateo di incremento odierno della CO2 è oltre 100 volte più rapido di quello avvenuto quando finì l'ultima era glaciale. Lo affermano gli esperti del clima nel rapporto di sintesi pubblicato settimana scorsa a Copenhagen. Se ne è parlato anche lunedì scorso a Berna alla presentazione nazionale del Report.
La temperatura media della superficie terrestre e degli oceani è aumentata di 0,85 gradi fra il 1880 e il 2012. Nel testo si può leggere che "resta poco tempo" per riuscire a mantenere l’innalzamento sotto la soglia dei 2 gradi. Il Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite (IPCC) afferma che le emissioni mondiali devono quindi essere ridotte del 40 al 70% entro il 2050 e scomparire entro il 2100.
Si tratta di un compito intergenerazionale fattibile ma enorme e però anche ineluttabile. Si tratta di assumersi la piena responsabilità che implica il il passaggio dalla terza alla quarta rivoluzione industriale. Dopo quelle della meccanizzazione, dell'elettrificazione e della digitalizzazione, adesso è davvero giunto il tempo per la decarbonizzazione e la "sostenibilizzazione".
In fondo, si tratta di mettere a dura prova l'intelligenza della nostra specie. Dal punto di vista entropico, vivendo in un mondo sempre più complesso, intelligenza significa dotarsi di opportunità, riuscire ad avere e saper gestire il maggior numero di opzioni future possibili, massimizzare la futura libertà di azione. Oggi sappiamo bene che più tempo aspettiamo a compiere drastiche scelte mitiganti e più le rimandiamo al futuro, meno opportunità e alternative avremo. Si tratta di evitare l'ingestibile per riuscire a poter gestire ancora l'inevitabile.

Qui il rapporto.

A seguire, alcune fra le prime keynotes:

mercoledì 22 ottobre 2014

Il tempo sta cambiando tutto

Come gather 'round people 
wherever you roam
and admit that the waters
around you have grown 
and accept it that soon 
you'll be drenched to the bone 
if your time to you
is worth savin' 
then you better start swimmin' 
or you'll sink like a stone 

giovedì 9 ottobre 2014

➔ Next


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mercoledì 8 ottobre 2014

Una bella giornata per il clima

Guest post di A. Venturi

Stati Uniti e Cina, dice Barack Obama, hanno il dovere di guidare tutti gli altri Paesi nella lotta contro i cambiamenti climatici. Lo ha detto alle Nazioni Unite, davanti a una platea di capi di Stato e di governo riuniti in un vertice straordinario dedicato all’emergenza clima. Poi Zhang Gaoli, vice primo ministro cinese, gli fa il verso e offre al mondo una primizia: la Cina, fin qui riluttante a frenare la sua crescita impetuosa controllando le emissioni dei gas a effetto serra, riconosce l’importanza e l’urgenza del problema e s’impegna a una drastica riduzione del fenomeno entro il 2020. Cina e America sono i due massimi responsabili del surriscaldamento generato dall’effetto serra: senza il loro contributo il salvataggio del pianeta rimarrebbe un’utopia. Il doppio annuncio partito dal Palazzo di vetro apre dunque una prospettiva incoraggiante, proprio nel momento in cui una nuova consapevolezza si fa strada nel mondo. «Le Monde» riassume la situazione con un gioco di parole: è mutato il clima a proposito del clima.

martedì 29 luglio 2014

Mare



Guest post di Luca Mercalli

Le vacanze estive per molti sono sinonimo di mare. Che la scelta cada su spiagge affollate o solitarie scogliere, sul Mediterraneo o negli atolli corallini, allorché ci si trova al cospetto dello sterminato orizzonte marino si ha l'impressione di riappacificarsi con la natura, di ritrovare una dimensione primitiva e incontaminata. Ma purtroppo non è più così: ormai anche le immensità oceaniche sono compromesse da un attacco senza precedenti da parte delle attività umane. Un tempo a preoccupare erano solo i classici scarichi fognari in prossimità di aree urbane prive di depuratori o gli sversamenti accidentali di idrocarburi dalle petroliere.

sabato 14 giugno 2014

Isla de encanta


Guest post di Luca Mercalli

Il 5 giugno è stata la Giornata Mondiale dell'Ambiente, promossa dall'Unep, il programma di ricerca sull'ambiente delle Nazioni Unite.
La celebrazione del World Environment Day (Wed) vuole ricordare la prima conferenza mondiale sull'ambiente tenutasi a Stoccolma nel 1972, una pietra miliare per la pubblica consapevolezza e la gestione internazionale dei problemi di inquinamento e salvaguardia delle risorse naturali.
Quest'anno il tema della giornata è stato dedicato a "Piccole isole e cambiamenti climatici" e aveva per motto "Alza la tua voce, invece del livello marino". Si tratta di un argomento di grande attualità, in quanto le piccole isole del Pacifico, gli atolli corallini a pochi metri sul livello del mare, sono già oggi minacciati dall'aumento delle acque causato dal riscaldamento globale, aumento che procede attualmente al tasso di 3,2 mm all'anno. Le isole Carteret e le Tuvalu sono già a rischio sommersione con le prime evacuazioni di profughi climatici. Nel settembre 2013 i leader degli Stati delle piccole isole del Pacifico hanno firmato la dichiarazione di Majuro dove chiedono alle Nazioni Unite un maggior impegno per il contenimento del riscaldamento globale e dell'aumento delle acque marine, in vista del vertice di Parigi previsto nel 2015.

domenica 11 maggio 2014

Meltlandia by Steffen

ETH Workshop Discussion  (ETH ID Multimedia Services) con Koni Steffen (Prof. für Klima und Kryosphäre ETH nonché direttore del WSL, grandissima expertise sulla criosfera e sulla situazione groenlandese), registrazione effettuata lo scorso 30 aprile all'aeroporto di Zurigo poche ore prima che lo stesso Koni partisse per un ennesimo progetto di ricerca su Meltlandia.
È in tedesco, ma il succo dell'intero discorso (con vari approfondimenti) lo trovate sia qui che nella parte finale di questo lungo post dedicato agli arcobaleni dell'isola nordica.