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I cicloni tropicali nell'Antropocene

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Siamo nel pieno della stagione dei cicloni tropicali dell'emisfero boreale. Nonostante una previsione per il 2018 al ribasso, anche quest'anno gli uragani atlanticirischiano di lasciare il segno, per tacere dei tifoni del Pacifico.

Ne approfitto per fare il punto della situazione per quel che concerne il legame fra questi eventi e i cambiamenti climatici (si veda, ad es., questo recente e interessante articolo, i grafici e la tabella che seguono e in apertura di post vengono da lì). Qualcosa avevo già scritto per es. qui ma anche qui e qui in occasione della scorsa intensa stagione nell'Atlantico.



Come sappiamo, il cambiamento climatico influisce anche su tali eventi meteorologici estremi, come i cicloni tropicali, gli uragani e i tifoni. Questi eventi rari, molto intensi, con forti impatti socio-economici sono influenzati, come molti altri, da un clima mutato perché le condizioni ambientali al contorno nei quali si formano sono diverse rispetto a prima: più calde (atmos…

Non è vero!

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Tutte uova crude?

La maggior parte delle persone, analizzando l’immagine e considerando che probabilmente è stata scattata ad un bancone di un mercato, arriverebbe alla conclusione che effettivamente le uova sono fresche e non cotte, quindi crude.
E invece no! Si farà avanti anche lo scettico, il bastian contrario o, peggio, il complottista che avanzerà la possibilità che fra queste uova una potrebbe essere cotta, quindi soda. Il motivo che un uovo cotto si sia insediato fra le crude non richiede spiegazione, chi avanza questa tesi non vuole specificarlo, il dubbio però dilaga. Siamo sicuri che al mercato le uova sono tutte crude?

Ora applicate lo stesso ragionamento ai cambiamenti climatici.
Enti scientifici di tutto il mondo affermano che il riscaldamento globale è in corso, evidente, misurato e comprovato. Mentre alcuni si ostinano a trovare un grafico, una misura, un uovo sodo, per tessere teorie contro l’evidenza dei cambiamenti climatici, se non osiamo definirli complottisti p…

Speed up?

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In un mondo che si riscalda, quasi tutte le aree del pianeta - continentali ma pure oceaniche - tendono a seguire i trend globali. Ci sono, poi, delle peculiarità locali che si sovrappongono al trend globale. Una di queste, come si sa, è l'area oceanica atlantica a sud della Groenlandia - una delle poche zone in controtendenza, oggetto di speciale attenzione e di parecchi studi recentemente pubblicati. Altre particolarità si riscontrano in diverse zone in specifici momenti, per es. le rampa termica degli anni 70 negli oceani fra il 30esimo e il 70esimo parallelo sud o quella nella Warm Pool IndoPacifica degli anni 90.

Come si sa dalla fisica di base, i forcing radiativi non hanno un andamento lineare e in più capitano periodi in cui gli stessi forcing radiativi sono in fase fra di loro (per es. accumulo gas serra, assenza di forti eruzioni vulcaniche, abbattimento dei solfati,...) e altri in cui sono fuori fase (per es. accumulo di gas serra, frequenti forti eruzioni vulcaniche, …

Terza estate più calda

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Con una temperatura media stagionale di 2,0 °C superiore alla norma 1981 - 2010 in Svizzera è terminata la terza estate più calda dall’inizio delle misure sistematiche, nel 1864. Più calde furono solo l’estate 2015, con uno scarto positivo sulla norma di 2,3 °C, e la leggendaria estate del 2003, con 3,6 °C. Al quarto posto l'estate del 2017 e quinta l'unica superstite del secolo scorso rimasta nelle top 5: quella del 1994.



Caldo estivo estremo sempre più frequente

In Svizzera, per la terza volta in pochi anni, la temperatura media dell’estate è stata superiore a 15,0 °C. Prima degli anni ’80 del secolo scorso, quando ci fu un evidente rialzo delle temperature estive, solo di rado e unicamente in occasione delle estati più calde si registrava una temperatura media superiore a 13,0 °C. Negli ultimi due decenni questa soglia è invece raggiunta o oltrepassata in modo sistematico; le estati con una temperatura media inferiore ai 12,0 °C, frequenti fino al 1980, sono invece sparite d…

Swiss Arctic Project, cont.

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L’abbiamo incontrata a fine aprile per parlare dello Swiss Arctic Project, una spedizione di 3 settimane alle isole Svalbard nel Mare glaciale artico con altri 4 ragazzi svizzeri, scelti tra 380 giovani aspiranti. Dal 16 luglio Tessa Viglezio, studentessa in biologia all’Università di Neuchâtel con la passione per le conseguenze dei mutamenti climatici sugli animali, ha potuto navigare con i suoi compagni a bordo della nave svizzera MV San Gottardo nell'arcipelago delle Svalbard, uno dei luoghi abitati più settentrionali del globo. Un’esperienza indimenticabile per chi l’ha vissuta che Tessa ha raccontato nel suo blog per testimoniare l’importanza di una presa di coscienza, che proprio partendo da uno dei luoghi più freddi della Terra ci riporta all’emergenza del surriscaldamento climatico le cui conseguenze toccano la fauna locale sempre più minacciata e rappresentano una “spia” termica di quanto sta avvenendo nel clima globale. Fenomeni che riguardano anche le zone glaciali e n…

Assenza di pioggia eccezionale

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Nella Svizzera orientale la scarsità di pioggia nel periodo aprile-agosto 2018 ha raggiunto i livelli più elevati per questo periodo, dall'inizio delle misurazioni nel 1864. Manca l'equivalente di 2,5 fino a 3 mesi di pioggia rispetto alla norma. In Svizzera romanda e a sud delle Alpi il deficit pluviometrico è meno marcato.


Un evento secolare

Nella Svizzera orientale la mancanza di pioggia da diversi mesi a questa parte è ormai un evento secolare. In 5 mesi fra aprile e agosto, in una zona situata fra il lago di Zurigo, il Walensee, fino al lago di Costanza, è caduto solo l'equivalente del 45% di pioggia rispetto alla norma pluriennale. In queste regioni manca l'equivalente di 2,5 fino a 3 mesi di precipitazioni. Per la Svizzera orientale si tratta del deficit pluviometrico più importante nel periodo citato fra aprile ed agosto, dall'inizio delle misurazioni nel 1864. Al secondo rango nella classifica dei periodi aprile-agosto più secchi figura l'anno 1870 con…

Il contesto

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La fallacia

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Sondaggio: chiediamo a tutti i commentatori del blog se a tizio puzzano i piedi.

Esito del sondaggio:
- uno, lui, risponde "NO".
- tutti gli altri dicono "non ne ho idea, non lo conosco di persona".

Conclusione: l'assoluta, soverchiante maggioranza ha dato una risposta diversa da "no"; QUINDI a tizio puzzano i piedi.

Notate dove sta la fallacia?

Ecco: questo è un esempio semplice e banale ma illuminante per capire come sia stato completamente travisato il famoso studio di Cook et al. 2013 dedicato al survey sull'AGW (qui aggiornato nel 2016).



h/t Tommy the Biker  @ Il Disinformatico

Il dilemma

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Il dilemma è tutto qui: se i negazionisti dei cambiamenti climatici hanno torto ma si impongono, siamo fregati e ci siamo giocati l’unico pianeta che abbiamo. Se invece hanno torto i sostenitori dell’esistenza dei cambiamenti climatici, il peggio che ci può capitare è che abbiamo ripulito il mondo. Che scelta difficile h/t Il Disinformatico.

Di più, più forte, per più tempo

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Le ondate di calore aumentano ovunque (vedi per es. anche qui, qui o qui). Anche nella regione alpina. Sono più frequenti e lo saranno ancora di più. Durano più a lungo. E spesso toccano punte di calore più alte.


Nella regione alpina, le stagioni estive sono accompagnate da un impressionante aumento della loro frequenza. Quest'anno siamo, per ora, già a tre, tenendo conto della definizione effettuata lo scorso anno in questo post di analisi.
Quest'anno, però, una particolarità è stata la lunga durata della più recente ondata (che potrebbe tranquillamente essere anche conteggiata due volte, come numero).


Nella Svizzera nordalpina si è infatti appena conclusa la quarta, localmente la terza, ondata di caldo più intensa mai misurata, e della durata di 10 giorni. A Sud delle Alpi il periodo caldo è durato ben 18 giorni. Particolare attenzione merita al Sud il notevole aumento delle notti tropicali in atto negli ultimi decenni, che rappresenta una chiara conseguenza del cambiamento c…

Offerta di lavoro

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A.A.A. Cercasi giornalaiopropinatore di fake news.

Il candidato ideale dovrebbe essere un ferreo sostenitore della libertà di creazione e diffusione "scientifica" delle stesse, esperto in manipolazione del consenso al fine di fuorviare l'opinione pubblica. Meglio ancora se bocciato nella sua ascesa mediatica.

Si occuperà di rivitalizzare il terrapiattismo negaiolo che da tempo langue pallido e malaticcio in ospizio.

Sarà data priorità di assunzione a populisti cospirazionistisovranisti, gomblottisti, vittimisti e primadonnisti.

Le candidature non in linea non saranno prese in considerazione.

Firmato: le centraline della bufalite in ambito climatico

Chi di caldo ferisce...

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Anche questa è un’estate che farà male ai ghiacciai. Tanto per cambiare. La lenta agonia dei silenziosi giganti dal cuore di ghiaccio mette parecchia malinconia. Ma i ghiacciai sono anche ottimi indicatori del cambiamento del clima.

Da anni il glaciologo Giovanni Kappenberger misura la febbre al ghiacciaio sudalpino del Basodino: qui, in alta Val Bavona, si trova il suo laboratorio naturale di studio. L’osservato speciale è in una fase molto critica:
lo scudo nevoso dello scorso inverno - a fine maggio c’erano ancora quattro metri e mezzo di neve compatta - si è già tutto consumato a luglio. Per fortuna, la scorsa stagione invernale e primaverile è caduta molta neve, ma ormai questa protezione è consumata del tutto e spunta il ghiaccio. Quando il ghiacciaio è bianco riflette energia, più è scuro più ne assorbe e si consuma. La neve fresca ha un albedo maggiore del ghiaccio. Se a coprire la superficie del ghiaccio c'è neve, circa il 90% delle radiazioni ad onda corta viene rifless…

Clima estremo II - Alpi

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Scommettiamo che - a meno di un agosto "glaciale", assai poco probabile - anche questa sarà un'estate alpina al top? Dopo, nell'ordine, 2003, 2015, 2017 mi sa che anche la 2018 entrerà nelle top 5 delle estati svizzere più calde, forse addirittura nelle top 3 (ma comunque ancora lontana dall'aliena estate del 2003). Due Tre Quattro (Update 25/8), finora, le ondate di calore da inizio giugno (vedi qui per il rif.). Decisamente un'era glaciale tipica, questa :-D
Se poi ampliamo la finestra temporale e prendiamo gli ultimi 4 mesi, la situazione appare ancora più estrema, anzi: decisamente fuori norma. Da record.


Estrema è anche, finora, la situazione pluviometrica. La Svizzera (e tutta la regione alpina) stanno vivendo il periodo aprile-luglio più povero di precipitazioni da quasi 100 anni. L'ultimo periodo aprile-luglio con precipitazioni così scarse a livello nazionale risale al 1921. L'assenza di pioggia è accompagnata da un caldo record, che supera p…

Clima estremo I

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Le condizioni meteorologiche di questo mese di luglio sono estreme in diverse parti del globo, con superamento di record di temperatura e prolungati periodi di siccità.



Siccità e calore nell'Europa settentrionale

La Svezia sta vivendo un'insolita siccità dopo mesi senza pioggia. Questa siccità è stata esacerbata da temperature elevate. Si sono sviluppati molti incendi boschivi che hanno richiesto l'evacuazione della popolazione. Le temperature hanno superato i 30° nel Circolo Polare Artico e la Norvegia ha registrato un record di 33,5° a Bardufoss il 18 luglio e anche le temperature minime sono state alte: a Makkaur il 18 luglio non si è scesi sotto i 25,2° C. Anche in Inghilterra sono scoppiati incendi di torba a causa della siccità. Solo 47 mm di pioggia erano caduti dal il 1° giugno fino al 16 luglio. Tutto questo è causato da una situazione di blocco, ossia il mantenimento di un anticiclone stazionario tra l'Africa settentrionale e la Scandinavia. Quanto alla depres…