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Visualizzazione dei post da Giugno, 2019

Record che saltano come rane accaldate

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Una delle più intense ondate di caldo dell'ultimo decennio è cominciata sull'Europa. Molto probabile che cadranno nuovi record nelle Alpi e in in Francia, Germania, Svizzera, Austria e Italia settentrionale, per rimanere solo nelle aree che affiancano la catena alpina.
In Francia, Germania e Svizzera i meteorologi prevedono punte anche sui 40 gradi di giorno e i 25 la notte. Un'ondata assai intensa e precoce, che in Europa porta a rievocare gli oltre 70'000 morti - dei quali 15'000 nella sola Francia - provocati dal caldo dell'estate 2003 con le punte ad agosto. In Svizzera è allarme 4 su 5. Nell'Esagono è già scattata l'allerta arancione in una cinquantina di dipartimenti del paese. La canicola di 16 anni fa, dichiara il Servizio meteorologico francese superò di gran lunga tutti i record registrati dal 1873, per intensità, durata e livello di temperature massime, minime e medie. Punte di 40 gradi saranno rilevate pure in Italia e in particolare al C…

Rilevare dati – una necessità

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Come già spiegato qualche giorno fa, escludendo la Groenlandia e l’Antartide, dal 1961 nel mondo intero i ghiacciai hanno perso oltre 9000 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Fondendo, questo ghiaccio ha innalzato il livello del mare di circa 27 millimetri. Lo dimostra uno studio internazionale di recente pubblicazione, diretto dall’Università di Zurigo. Questa ricerca è stata possibile solo grazie a dati glaciologici pluriennali di qualità. Le ricercatrici e i ricercatori si sono infatti basati sull’ampio set di dati del World Glacier Monitoring Service (WGMS). Oggi vi presento come giungono al WGMS i dati e perché questi rilevamenti sono così importanti.



Quando la tavoletta di cioccolato costava 50 centesimi 

Il nostro viaggio inizia in un tempo in cui una tavoletta di cioccolato costava 50 centesimi, ben lungi dall’invenzione dello smartphone. Nei Grigioni l’impressionante Ghiacciaio del Silvretta si estendeva su una lunghezza di oltre tre chilometri. Oltre 100 anni fa coraggiosi ri…

Da un estremo all'altro

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Come su un rollercoaster: in Svizzera e nella regione alpina si passa in pochi giorni da estremi pluviometrici ad estremi termici. Segno tangibile dei tempi che corrono. E che emergono.


Piogge diluviali di breve durata ma di intensità eccezionale l'altra notte nella parte occidentale della Svizzera; e non è un evento sporadico, perché negli ultimi tempi queste situazioni cominciano a ripetersi in modo piuttosto sospetto. Confermerebbero uno status.
Si tratta di un ennesimo evento che racconta di un clima che si sta estremizzando, per quel che concerne l'intensità delle piogge. Fra l'altro, con il riscaldamento aumenta pure la variabilità nelle precipitazioni, dalla scala giornaliera fino a quella interannuale: è quindi probabile che si possa riscontrare un aumento sia della variabilità che delle piogge estreme anche nei luoghi in cui le precipitazioni medie diminuiscono.

A seguire e da domani la prima vera e propria ondata di calore canicolare di questa ancora giovane esta…

Le verdi e grigie Alpi del futuro

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Entro il 2100 la maggior parte dei ghiacciai fonderanno sulle Alpi e in molte altre parti del mondo. La fusione dei ghiacci è inoltre sempre più veloce e fa salire il livello dei mari di 1 millimetro all'anno. Sono questi alcuni dei risultati di uno studio diretto da ricercatori dall'Università di Zurigo e pubblicato qualche settimana fa su Nature.


I ricercatori guidati da Michael Zemp - geografo fisico dell'Università di Zurigo - hanno combinato i dati relativi a 19'000 ghiacciai con quelli estrapolati dalle immagini satellitari. I risultati indicano che tra il 1961 e il 2016 i ghiacciai hanno perso più di 9000 gigatonnellate di ghiaccio - l'equivalente di un cubo di ghiaccio della grandezza della Germania con uno spessore di oltre 30 metri - , provocando l'innalzamento degli oceani di 27 millimetri. Ciò significa che i ghiacciai contribuiscono in misura più importante del previsto all'innalzamento del livello dei mari. In particolare, il periodo tra il 2…

La madre dell'effetto serra

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Due giorni dopo lo sciopero delle donne in Svizzera, ripercorriamo la carriera di una scienziata americana del XIX secolo: Eunice Newton Foote. È stata lei la prima a suggerire che l'andride carbonica influenza la temperatura dell'atmosfera. Questa scoperta è stata ignorata per più di 150 anni poiché il suo autore era una donna.


Eunice Newton nacque nel 1819 in Connecticut da Isaac Newton Jr., un contadino, e Thriza. Aveva 6 sorelle e 5 fratelli e poté beneficiare di una buona educazione, nonché dell’opportunità di frequentare un collegio scientifico dove imparò la chimica di base e la biologia. Si sposò nel 1841 con Elisha Foote, un giudice, statista e inventore.


Esperimenti sulla radiazione solare 

Appassionata di scienza, intraprese una serie di esperimenti sull'interazione della radiazione solare su diversi gas. Per fare questo prese due grandi cilindri di vetro, ciascuno dotato di un termometro. Compresse dell’aria in uno dei cilindri e creò il vuoto nell’altro, per p…

Viola

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Giornata nazionale di sciopero delle donne, oggi, in Svizzera, 28 anni dopo quello storico (del) 14 giugno 1991. Contro qualsiasi tipo di disuguaglianza di genere che anche nella ricca e benestante Svizzera ancora oggi persiste.
Qui la pagina di riferimento. Qui l'appello. Qui un resoconto dell'importanza dello sciopero del 1991. Se ne parla anche su quotidiani e blog italiani. E britannici (anche qui).
Qui qualche dato relativo al mondo del lavoro e alla conciliazione fra lavoro professionale e domestico.





Poche cifre essenziali:
♀︎la differenza salariale tra donne e uomini a vantaggio di questi ultimi è pari al 18%; nel settore privato raggiunge il 20% e in quello pubblico di ferma al 17%;
♀︎nel settore privato la parte non spiegabile di questa differenza (non riconducibile a fattori oggettivi quali formazione, età, posizione professionale, ramo di attività) raggiunge ben il 43%, in quello pubblico il 35%;
♀︎una donna su 10 perde il lavoro dopo il congedo maternità (congedo in…

Catastrofi e utopie concrete

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Due scoperte recenti associate ai cambiamenti climatici che possono essere lette come una sintesi della dicotomia che ne consegue: catastrofe e utopia concreta.


Il cambiamento climatico è una delle cause principali della scomparsa di specie a livello mondiale. Il suo impatto sulla biodiversità potrebbe essere stato persino sottovalutato, secondo uno studio recente di un gruppo di ricercatori - affiliato, fra gli altri, all'URPP dell'Università di Zurigo - che evoca un effetto domino.
Su circa otto milioni di specie, tra le 500'000 e un milione sono minacciate di estinzione, aveva indicato all'inizio di maggio la Piattaforma intergovernativa scientifica e politica sulla biodiversità e i sistemi ecosistemici. Una specie su otto potrebbe sparire nei prossimi decenni.


I modelli climatici utilizzati finora per prevedere il destino di certe specie sono insufficienti, avvertono ricercatori dell'Università di Zurigo in un comunicato. Le specie formano una grande rete di in…

Precocità vegetativa

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Nel 2019 la vegetazione primaverile in Svizzera si è sviluppata presto, per la sesta volta di fila. Lo sviluppo delle piante in primavera dipende dalle temperature: in una primavera con temperature elevate la vegetazione primaverile fiorisce e dispiega le foglie presto, con basse temperature primaverili questo avviene più tardi.



Fioritura molto precoce di ciliegi e denti di leone

A sud delle Alpi, i fiori di nocciolo sono comparsi già a metà gennaio, molto prima della media. Sul versante nord delle Alpi, gli amenti dei nocciolo sono rimasti chiusi a gennaio, anche se molti erano quasi pronti per la fioritura. La temperatura era troppo bassa per poter fiorire definitivamente. Sul versante nord delle Alpi, i noccioli sono sbocciati nel mese di febbraio, in corrispondenza dei valori normali. Con le temperature di febbraio, superiori alla media, si sono poi sviluppati rapidamente, cosicché già alla fine del mese si vedevano cespugli di nocciolo in fiore a 1000 metri sul livello del mare. N…