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Il clima e il tempo con l'accento

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Il nuovo decennio parte col botto: alcuni studi appena pubblicati (un paio, per la verità, già da qualche mese) mettono letteralmente a soqquadro un mantra delle cause dei cambiamenti climatici: quello del ruolo giocato dalla variabilità interna, sempre sopravvalutata quando si vuol sminuire quel che la scienza con sempre maggior chiarezza asserisce riguardo al preponderante ruolo antropico. In realtà, come già si diceva qui , la comunità scientifica è sempre più sicura che la % di riscaldamento globale imputabile alle attività antropiche si aggiri attorno ad un valore prossimo al 100%. In questo post una breve disamina in due capitoli di questi studi che ridimensionano (e di parecchio!) il ruolo della variabilità interna (vedi anche quest o studio ). Credits: Sonia Seneviratne , CH2018 Che cosa si intende quando si parla di variabilità interna del sistema climatico? Con il termine variabilità interna i climatologi intendono qualsiasi fattore libero (spontaneo) che influenzi ...

Speed up?

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© François Lamidon ( flamidon.com ) In un mondo che si riscalda, quasi tutte le aree del pianeta - continentali ma pure oceaniche - tendono a seguire i trend globali. Ci sono, poi, delle peculiarità locali che si sovrappongono al trend globale. Una di queste, come si sa, è l'area oceanica atlantica a sud della Groenlandia - una delle poche zone in controtendenza , oggetto di speciale attenzione e di parecchi studi recentemente pubblicati . Altre particolarità si riscontrano in diverse zone in specifici momenti, per es. le rampa termica degli anni 70 negli oceani fra il 30esimo e il 70esimo parallelo sud o quella nella Warm Pool IndoPacifica degli anni 90. Come si sa dalla fisica di base, i forcing radiativi non hanno un andamento lineare e in più capitano periodi in cui gli stessi forcing radiativi sono in fase fra di loro (per es. accumulo gas serra, assenza di forti eruzioni vulcaniche, abbattimento dei solfati,...) e altri in cui sono fuori fase (per es. accumulo di ...

Vendicati i "modellini farlocchi"

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Il record termico della temperatura media globale  ( Trenberth  2015 )  e quello della concentrazione atmosferica di CO2 (linea rossa tratteggiata).  Wally Broecker torna sulla sua proiezione climatica effettuata nel 1975 e pubblicata su Science . Apparentemente una proiezione parecchio azzeccata, ma Wally è molto critico con se stesso - alla sua età e con la sua esperienza, come non poterselo permettere? - , per es. dice ❝ based on the words “global warming” in my Science paper, I was given the title “Father of Global Warming.” Not only did I not like this title, I had done little to merit it.

Onde planetarie

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Lo spunto del titolo non può che essere la notizia del giorno. E del mese. E dell'anno . E ancora ? In realtà, lo spunto concettuale viene da questa bell'infografica effettuata ARPA Emilia-Romagna sugli effetti regionali delle onde dell'inverno mancato e già quasi finito (h/t oca ).

Plateau? I — I dispetti dei pacifici bimbi

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UPDATE a fondo post! Primo di una serie di post dedicati  allo standstill delle T globali degli ultimi anni. Dedicherò qualche post ad analisi della situazione, delle possibili cause e delle presunte discrepanze con le simulazioni numeriche prodotte da alcuni modelli. Non ho previsto alcuna successione logica, la serie di post (seguendo la natura del blog, pensato come una sequenza affiorante di flussi informativi) avrà vita propria a frequenza intermittente e a struttura più o meno casuale. Oggi cominciamo dalla variabilità interannuale a cui soggiace il clima. Si potrebbe iniziare a rileggere uno dei primi post emersi agli albori del blog, giusto 4 anni fa, dedicati alla "fluttualità" del clima: qui . Poi si potrebbe rileggere quel che si era già scritto sul tema in questione: qui . Infine potrebbe valere la pena rileggersi due o tre post dedicati al fenomeno che viene comunemente indicato come principale sorgente di variabilità naturale a breve, l'ENSO...

Occam artico

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Gillett et al. 2008 Fa discutere , nel quartiere accanto, la decisione della rivista Nature Geoscience di non pubblicare un commento critico - come ce ne sono migliaia nell'ambito di critiche e tentativi di rebuttal  di pubblicazioni scientifiche - di Mariani et al. a proposito dell'attribuzione prevalentemente antropica del riscaldamento recente delle regioni polari da parte del gruppo di Nathan Gillett et al.  Il focus è l'Artico e la diatriba non è nemmeno tanto recente, essendo lo studio in oggetto di critica pubblicato nell'ottobre  2008 e la decisione della rivista di non pubblicare la risposta di pochi mesi dopo. In un lustro, quante altre pubblicazioni sul tema sono apparse ( per esempio )?

5 patacche

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Shame on you , direbbero i terrapiattisti doc, dopo aver consegnato loro delle enormi patacche per il loro ruolo significativo nell'aver smascherato vari miti che alberga(va)no nel solito divertentissimo paese dove le leggi della fisica sono diverse e la logica è un optional. Di chi e di che cosa stiamo parlando?

Te lo do io il lag...

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...inteso come lagtime, ovvero ritardo, isteresi, risposta inerziale con cui il sistema climatico reagirebbe a sollecitazioni impattanti. Si tratta di uno degli argomenti preferiti da coloro i quali - da perfetti campioni del D-K - non riescono a capacitarsi del fatto che il 90% dei 10 anni più caldi della serie degli ultimi 100 siano tutti farina del XXI secolo. E del fatto che, dopo un minimo solare piuttosto importante e protratto e dopo una Nina piuttosto importante e frequente (durante l'80% dell'ultimo lustro il sistema era in stato Nina-like), le temperature medie globali ancora non si siano decise a scendere , il global cooling continui irriducibilmente ad essere rimandato (nonostante i soliti appelli dalle solite truppe) e insomma: come è possibile che si continui imperterriti a salire ?

M C A

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Un refresh aggiornatissimo sulla Medieval Climate Anomaly, MCA (come viene oggi più comunemente definito il periodo climatico medievale). Direttamente dalle pagine speciali dell'ultimo numero di PAGES . Dopo l'editoriale di Elena Xoplaki , Dominik Fleitmann ed Henry Diaz , seguono una quindicina di contributi.

Periodi freddi anomali

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Oggi si parla di raffreddamenti (quasi globali). Questo non è un post ironico sullo stile di uno degli ultimi brillanti post della Cassandra . No, lo stream ha fatto affluire, oggi, alcune considerazioni su specifiche caratteristiche apparentemente paradossali che accompagnano due periodi connotati da generale riscaldamento climatico, periodi lontani nel tempo ma spesso, molto spesso paragonati e contrapposti fra di loro per ragioni abbastanza evidenti (pur se non così stringenti e imprescindibili, imho). Il XX secolo è indubbiamente anche il secolo che dà inizio all'influenza da parte dell'uomo e delle sue attività sul clima. Antropocene , come è stata definita questa era da Crutzen (anche se c'è qualche "dissidente" per il quale questa influenza sarebbe cominciata molto prima...): si parla infatti, in gergo, di AGW, Anthropogenic Global Warming. Il periodo che va grossomodo dal X al XIII secolo è stato uno dei 3-4 ottimi climatici olocenici , ...

African skies /1 | Cape Agulhas

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Primo di due post dedicati all'Africa, da ieri al centro dell'attenzione globale per i mondiali di calcio sudafricani. E partiamo proprio dal Sudafrica, magnifica Land of Grace caratterizzata da grandi contrasti socio-economici ma anche paesaggistici. Quello che vedete nelle due foto accanto è il punto più a sud dell'intero continente, il Cape Agulhas , provincia di Western Cape, 170 km a sudest di Città del Capo, caratterizzato da un brullo paesaggio sabbioso e roccioso che termina con una barriera di scogli aguzzi che affondano/emergono dal mare. Quel mare, in realtà, è uno dei tratti forse più affascinati ma pure pericolosi del mondo (teatro di numerosi affondamenti navali) perché, essendo il watershed fra oceano Atlantico e oceano Indiano, è caratterizzato da fenomeni molto particolari, il più famoso dei quali è la corrente di Agulhas . Questa corrente di acque calde e salate si snoda da nordest lungo il canale del Mozambico e lambendo le coste sudori...

...curry...

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Secondo ospite ai fornelli e seconda spezia usata. Stavolta parliamo del curry , in realtà una miscela di spezie che produce il famoso condimento tipico di molti piatti indiani. Molti ma ovviamente non tutti; indiani in prevalenza, non adoro particolarmente usare questo intruglio di spezie in altri tipi di cucine. Judith Curry è una nota climatologa del Georgia Institute of Technology assolutamente non appartenente all'esiguo ramo degli scienziati scettici sull'AGW dalla prima ora (come ad es. Pielke sr o Lindzen) o negazionisti per default (come ad es. Michaels, Singer o Balling). Expertise soprattutto nel ramo hurricanes and warming, la Curry è una di quelle personalità che - come solo a volte la spezia a lei associata sa suscitare - ultimamente sta provocando parecchie vibranti reazioni nel mainstream delle scienze climatiche. Proprio il protagonista del precedente post, Mike Hulme, al colloquio che ho seguito a Zurigo ha citato la collega (fra gli altri) e le sue prese...