Post

Visualizzazione dei post da Agosto, 2018

Swiss Arctic Project, cont.

Immagine
L’abbiamo incontrata a fine aprile per parlare dello Swiss Arctic Project, una spedizione di 3 settimane alle isole Svalbard nel Mare glaciale artico con altri 4 ragazzi svizzeri, scelti tra 380 giovani aspiranti. Dal 16 luglio Tessa Viglezio, studentessa in biologia all’Università di Neuchâtel con la passione per le conseguenze dei mutamenti climatici sugli animali, ha potuto navigare con i suoi compagni a bordo della nave svizzera MV San Gottardo nell'arcipelago delle Svalbard, uno dei luoghi abitati più settentrionali del globo. Un’esperienza indimenticabile per chi l’ha vissuta che Tessa ha raccontato nel suo blog per testimoniare l’importanza di una presa di coscienza, che proprio partendo da uno dei luoghi più freddi della Terra ci riporta all’emergenza del surriscaldamento climatico le cui conseguenze toccano la fauna locale sempre più minacciata e rappresentano una “spia” termica di quanto sta avvenendo nel clima globale. Fenomeni che riguardano anche le zone glaciali e n…

Assenza di pioggia eccezionale

Immagine
Nella Svizzera orientale la scarsità di pioggia nel periodo aprile-agosto 2018 ha raggiunto i livelli più elevati per questo periodo, dall'inizio delle misurazioni nel 1864. Manca l'equivalente di 2,5 fino a 3 mesi di pioggia rispetto alla norma. In Svizzera romanda e a sud delle Alpi il deficit pluviometrico è meno marcato.


Un evento secolare

Nella Svizzera orientale la mancanza di pioggia da diversi mesi a questa parte è ormai un evento secolare. In 5 mesi fra aprile e agosto, in una zona situata fra il lago di Zurigo, il Walensee, fino al lago di Costanza, è caduto solo l'equivalente del 45% di pioggia rispetto alla norma pluriennale. In queste regioni manca l'equivalente di 2,5 fino a 3 mesi di precipitazioni. Per la Svizzera orientale si tratta del deficit pluviometrico più importante nel periodo citato fra aprile ed agosto, dall'inizio delle misurazioni nel 1864. Al secondo rango nella classifica dei periodi aprile-agosto più secchi figura l'anno 1870 con…

Il contesto

Immagine

La fallacia

Immagine
Sondaggio: chiediamo a tutti i commentatori del blog se a tizio puzzano i piedi.

Esito del sondaggio:
- uno, lui, risponde "NO".
- tutti gli altri dicono "non ne ho idea, non lo conosco di persona".

Conclusione: l'assoluta, soverchiante maggioranza ha dato una risposta diversa da "no"; QUINDI a tizio puzzano i piedi.

Notate dove sta la fallacia?

Ecco: questo è un esempio semplice e banale ma illuminante per capire come sia stato completamente travisato il famoso studio di Cook et al. 2013 dedicato al survey sull'AGW (qui aggiornato nel 2016).



h/t Tommy the Biker  @ Il Disinformatico

Il dilemma

Immagine
Il dilemma è tutto qui: se i negazionisti dei cambiamenti climatici hanno torto ma si impongono, siamo fregati e ci siamo giocati l’unico pianeta che abbiamo. Se invece hanno torto i sostenitori dell’esistenza dei cambiamenti climatici, il peggio che ci può capitare è che abbiamo ripulito il mondo. Che scelta difficile h/t Il Disinformatico.

Di più, più forte, per più tempo

Immagine
Le ondate di calore aumentano ovunque (vedi per es. anche qui, qui o qui). Anche nella regione alpina. Sono più frequenti e lo saranno ancora di più. Durano più a lungo. E spesso toccano punte di calore più alte.


Nella regione alpina, le stagioni estive sono accompagnate da un impressionante aumento della loro frequenza. Quest'anno siamo, per ora, già a tre, tenendo conto della definizione effettuata lo scorso anno in questo post di analisi.
Quest'anno, però, una particolarità è stata la lunga durata della più recente ondata (che potrebbe tranquillamente essere anche conteggiata due volte, come numero).


Nella Svizzera nordalpina si è infatti appena conclusa la quarta, localmente la terza, ondata di caldo più intensa mai misurata, e della durata di 10 giorni. A Sud delle Alpi il periodo caldo è durato ben 18 giorni. Particolare attenzione merita al Sud il notevole aumento delle notti tropicali in atto negli ultimi decenni, che rappresenta una chiara conseguenza del cambiamento c…

Offerta di lavoro

Immagine
A.A.A. Cercasi giornalaiopropinatore di fake news.

Il candidato ideale dovrebbe essere un ferreo sostenitore della libertà di creazione e diffusione "scientifica" delle stesse, esperto in manipolazione del consenso al fine di fuorviare l'opinione pubblica. Meglio ancora se bocciato nella sua ascesa mediatica.

Si occuperà di rivitalizzare il terrapiattismo negaiolo che da tempo langue pallido e malaticcio in ospizio.

Sarà data priorità di assunzione a populisti cospirazionistisovranisti, gomblottisti, vittimisti e primadonnisti.

Le candidature non in linea non saranno prese in considerazione.

Firmato: le centraline della bufalite in ambito climatico

Chi di caldo ferisce...

Immagine
Anche questa è un’estate che farà male ai ghiacciai. Tanto per cambiare. La lenta agonia dei silenziosi giganti dal cuore di ghiaccio mette parecchia malinconia. Ma i ghiacciai sono anche ottimi indicatori del cambiamento del clima.

Da anni il glaciologo Giovanni Kappenberger misura la febbre al ghiacciaio sudalpino del Basodino: qui, in alta Val Bavona, si trova il suo laboratorio naturale di studio. L’osservato speciale è in una fase molto critica:
lo scudo nevoso dello scorso inverno - a fine maggio c’erano ancora quattro metri e mezzo di neve compatta - si è già tutto consumato a luglio. Per fortuna, la scorsa stagione invernale e primaverile è caduta molta neve, ma ormai questa protezione è consumata del tutto e spunta il ghiaccio. Quando il ghiacciaio è bianco riflette energia, più è scuro più ne assorbe e si consuma. La neve fresca ha un albedo maggiore del ghiaccio. Se a coprire la superficie del ghiaccio c'è neve, circa il 90% delle radiazioni ad onda corta viene rifless…