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GW of 1,5 °C

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Nel cosiddetto "Accordo di Parigi" del 2015 , 195 Paesi si sono accordati per limitare il riscaldamento globale ad un valore chiaramente inferiore ai 2,0 °C - se possibile a 1,5 °C - rispetto al periodo preindustriale. Le conseguenze previste con questo riscaldamento globale di 1,5 °C e gli sforzi necessari per raggiungere l’obbiettivo sono stati riassunti nel nuovo rapporto speciale (SR) del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (IPCC) . Quest’ultimo è stato presentato esattamente un mese fa. Un ottimo approfondimento in italiano dello SR lo si può trovare qui . Ecco, in sintesi, alcune delle conclusioni più significative del rapporto speciale: ● È ancora possibile limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C, ma nei prossimi 1 – 2 decenni saranno necessarie trasformazioni rapide e di vasta portata in molti settori, come ad esempio quello energetico, quello della pianificazione del territorio, quello dello sviluppo urbano, delle infrastru...

Il conto delle catastrofi

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Il cambiamento climatico rischia di avere costi sociali ed economici altissimi, anche in Svizzera. Come già sappiamo, negli ultimi trent’anni nella Confederazione elvetica le temperature sono aumentate di circa un grado centigrado, provocando una contrazione dei ghiacciai alpini del 12% (per un totale di 1,5 miliardi di metri cubi). Dal 1850 la temperatura media annuale in Svizzera è aumentata di quasi 2 gradi , circa il doppio rispetto alla media mondiale. Se non si riuscirà a frenare il riscaldamento globale, le conseguenze rischiano di essere pesantissime: stando alle proiezioni dell’Accademia svizzera di scienze naturali , entro la fine di questo secolo la Confederazione potrebbe soffrire di un aumento della temperatura di 6,5 gradi rispetto a 150 anni fa. E secondo un report della Rete di ricerca sul cambiamento climatico urbano della Columbia University di New York, Ginevra rischia un innalzamento della temperatura di circa due gradi e mezzo entro i prossimi d...

Foreste e clima

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Oggi, giornata internazionale delle foreste  (quest'anno il tema è "foreste ed energia", vedi anche qui per un excursus inter-disciplinare), dopo parecchio tempo torno a parlare di foreste e clima (vedi per es. qui o qui ). Da qualche anno ci sono in rete anche interessanti e utili mappe che mostrano la situazione generale: questa per esempio mostra i principali hotspot della deforestazione, quest'altra dell'università di Maryland  (commentata qui ) mostra il cambiamento globale della copertura forestale nell'ultimo decennio e mezzo. A proposito di quest'ultimo istituto: la recente pubblicazione di Potapov et al. ha mostrato come fra il 2000 e il 2013 sia sparito globalmente il 7,2% delle foreste vergini, se ne è andata infatti una superficie di più di 900 mila kmq di selve incontaminate (un'area grande come il Venezuela), i 3/5 della quale nelle zone tropicali (vedi slide sotto con la sintesi del lavoro).

Big things have small beginnings

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Non c'è più tempo per essere pessimisti circa le azioni di mitigazione climatica; e forse nemmeno per quelle di adattamento. Ma il cauto ottimismo non giova neppure, considerando condizioni al contorno , posta in gioco e inerzia . E allora si sprecano, ultimamente, le proposte "massive" di interventi  di geoingegneria  da maneggiare con estrema cautela , alcune di queste proposte anche più bizzarre e fantasiose di altre . Intanto, però, come a volte capita , piccoli interventi iniziali potrebbero anche produrre grandi effetti futuri (sperando non siano però paragonabili a quelli del video :-D. [Update a fine post....]

Bianco, scuro, caldo e salato

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Alcune fra le più recenti indagini scientifiche in ambito climatologico accomunate da...curiose associazioni sensoriali quasi sinestetiche. fonte

Be very careful...

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...ci ricorda Robert Socolow , a conclusione della Woodstock sulla geoingegneria tenutasi settimana scorsa ad Asilomar - stessa spiaggia, stesso mare, lido attiguo di 35 anni fa - e che ha raggruppato 175 esperti di vari settori , molti dei quali impegnati a suggerire le più avveniristiche, fantasiose e/o innovative idee sulla mitigazione climatica "hardcore" , una delle sfide più ambiziose nell'ambito dell'ingegneria globale . Ne riferisce qui Nature news - da pochi giorni free for all/gratis online anche dopo i canonici 4 days! - come pure la cuginetta americana e qualche giorno fa anche l'oca sapiens . Non c'è bisogno di scomodare Alan Robock - peraltro presente al meeting - e i suoi volcanos per ricordare come (molti) si stiano velocemente e forse prematuramente avventurando in una fissa un po' troppo estrema, "and you can't build a wall around the Arctic climate". Non c'è bisogno di scomodare Ken Caldeira e i su...