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Visualizzazione dei post con l'etichetta bias

Il clima e il tempo con l'accento

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Il nuovo decennio parte col botto: alcuni studi appena pubblicati (un paio, per la verità, già da qualche mese) mettono letteralmente a soqquadro un mantra delle cause dei cambiamenti climatici: quello del ruolo giocato dalla variabilità interna, sempre sopravvalutata quando si vuol sminuire quel che la scienza con sempre maggior chiarezza asserisce riguardo al preponderante ruolo antropico. In realtà, come già si diceva qui , la comunità scientifica è sempre più sicura che la % di riscaldamento globale imputabile alle attività antropiche si aggiri attorno ad un valore prossimo al 100%. In questo post una breve disamina in due capitoli di questi studi che ridimensionano (e di parecchio!) il ruolo della variabilità interna (vedi anche quest o studio ). Credits: Sonia Seneviratne , CH2018 Che cosa si intende quando si parla di variabilità interna del sistema climatico? Con il termine variabilità interna i climatologi intendono qualsiasi fattore libero (spontaneo) che influenzi ...

Questioni di lana caprina

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Gli effetti sul trend termico globale delle correzioni / omogeneizzazioni dei dati di superficie sul mare hanno prodotto un leggero abbassamento, come già visto qui :

Trompe-l'œil

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Wiki : il  trompe-l'œil  ( francese [tʀɔ̃pˈlœj] , letteralmente "inganna l'occhio") è un genere pittorico che, attraverso espedienti, induce nell'osservatore l' illusione di stare guardando oggetti reali e tridimensionali, in realtà dipinti su una superficie bidimensionale. (...) In questo modo l'osservatore percepisce illusoriamente una realtà inesistente, creata artificialmente attraverso mezzi pittorici. Quiz:  Spot the difference , once again!

Spot the difference!

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Ha ancora senso parlare di slowdown delle T globali? Ha mai avuto un senso parlare, a tal proposito, di hiatus ? Figurarsi di pausa /stallo/ arresto/stop/fine del GW .

Plateau? III — Apparently, not so much!

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Ne parlammo qui su MS la prima volta quasi 4 anni fa. ● Finito il GW? — Un po' di conti Ne parla ed estende l'analisi anche un recente paper, utilizzando una strategia molto interessante ed efficace per mostrare in modo scientificamente accurato l'effetto della scarsa copertura nel dataset dell'Hadley sui trend globali. Sappiamo che un'ampia porzione del riscaldamento degli ultimi 15 anni proviene dall'artico e sappiamo pure che questa è una situazione diversa rispetto al passato. Sappiamo altresì che questa porzione, se ignorata, contribuisce allo stallo delle T globali.

Città bollenti

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L'asfalto, le auto, i condizionatori d'aria, un'edificazione poco lungimirante e una certa avarizia nel distribuire il verde urbano in passato (oggi le nuove pianificazioni urbanistiche ne stanno tenendo sempre più conto, vedi per es. qui , qui o qui ). Risultato? Le città svizzere sono sempre più calde, si trasformano in "isole di calore", al punto che il dipartimento federale dell'Ambiente avverte: già oggi la differenza delle temperature massime tra la città e le zone rurali circostanti può essere di parecchi gradi. Un allarme da non trascurare, soprattutto in un contesto climatico generale che ha visto aumentare il riscaldamento della Svizzera,  dall'inizio dell'industrializzazione ad oggi,  più del doppio rispetto alle temperature globali:  solo negli ultimi trent'anni la temperatura media è cresciuta di 1.5°C .

Surprise surprise - Bias IV

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Prima sorpresa: fa(rebbe) la metà più caldo da inizio secolo nella serie strumentale al suolo (di poco più di 150 stazioni), fa di più negli ultimi 30 anni nella serie satellitare in troposfera (h/t tamino , vedi anche grafico sotto). Ergo: finita l'eccitante attesa del globalcooling, fa più caldo, di più recentemente e di più in quota, in accordo con gli spot delle hot spot e con teoria, modellizzazione numerica e - appunto - osservazione empirica.

5 patacche

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Shame on you , direbbero i terrapiattisti doc, dopo aver consegnato loro delle enormi patacche per il loro ruolo significativo nell'aver smascherato vari miti che alberga(va)no nel solito divertentissimo paese dove le leggi della fisica sono diverse e la logica è un optional. Di chi e di che cosa stiamo parlando?

Comparazioni

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La coerenza, soprattutto quando si fa gli scetticoni che tutto criticano perché nella scienza del clima nulla è certo (e quindi vero), è d'uopo. Pena la perdita di credibilità. Che fa rima con perdita di immagine che fa rima con ridicolaggine che fa rima con tutte quelle patologie ben sintetizzate nelle sindromi del Dunning - Kruger  (D-K) e del Gish Gallop . Per tacere delle fallacie logiche . Alcuni evidentemente lo sanno, altri lo hanno capito loro malgrado. C'è però anche chi non lo sa e fra questi abbonda il nutrito gruppo di chi fa finta di non saperlo e così si espone di continuo al discredito. Sempre ammesso e non concesso che si faccia davvero finta di non sapere.

Connections reloaded

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Avevo già parlato delle connessioni nel sistema climatico in questi tre post ( 1 , 2 , 3 ) e anche, ad intermittenza e indirettamente, in altri post. Ora è da poco terminato, down under, l' annuale meeting dell' AMOS e quest'anno il tema era proprio dedicato alle connections fra le componenti fisiche del sistema climatico, abbraccianti differenti scale temporali, scale spaziali e relativi a sistemi biofisici e socio-economici.

Sesta finestra

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Il cioccolatino che estraiamo dalla sesta, ci riporta a Frisco e al recente meeting dell'AGU . Classico praliné alla mocca con cuore caldo di caffé. E allora via col la seconda session dedicata alle Atmospheric Sciences New Fellows.

Downtown - Bias III

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La recente apertura del nuovo dataset BEST con le prime pubblicazioni del gruppo aperte al pubblico sul loro sito e in particolare il secondo lavoro incentrato sull'effetto isola di calore urbano (UHI), ha fatto da spunto ad alcune puntualizzazioni circa il presunto bias che questo effetto eserciterebbe sul trend termico di fondo a livello globale. Dopo i biases nei rilevamenti delle SST e quelli satellitari , eccoci dunque a quelli relativi alle misure termiche di superficie in aree urbane. In un prossimo e ultimo post sui biases, parleremo delle tecniche di omogeneizzazione e correzione in uso nelle serie strumentali per sopperire a discontinuità nelle grandezze misurate, discontinuità perlopiù causate da un uso differente nel tempo di strumenti e procedure, oppure da cambiamenti strutturali come posizione delle stazioni e momento in cui si effettua il rilevamento o come condizioni ambientali del sito ove è ubicata la stazione (questo di riallaccia direttamen...

BEST says yes to come...

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...nel senso che, dei primi risultati del progetto Berkeley Earth Surface Temperature (BEST), quello che mi interessa di più e che MS approfondirà presto è l'ultimo. Ovvero il paper sulle variazioni decennali.

Nascondino

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Una variante climatologica del noto gioco dei bambini è uno degli ambiti di ricerca più affascinanti ma anche frustranti degli ultimi anni: quello della presunta energia mancante che dovrebbe chiudere il cerchio dello sbilancio radiativo globale. Affascinanti perché, come nel gioco (e in tutti i tipi di ricerca), crea suspense, attese, stimoli, attinge ad ambiti magari finora poco studiati o conosciuti, immette passione in gioco. Frustranti perché, come nel gioco (e in molta ricerca), si vorrebbe sapere subito di più, o più semplicemente il rapporto fra aspettative e risultati spesso è sempre troppo alto, soprattutto (come in questo caso, ma vale anche per la metafora del gioco) quando per capire meglio servono strumenti più sofisticati e più tempo e ricerca.

Debaser

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C'è chi si diverte ad abbassare artificialmente medie smussate in modo strano per perorare cause ben note (ma tanto "in natura la media non esiste"...). C'è chi considera questi abbassatori di professione i nuovi guru dell'immanente nuova era glaciale (che tanto abbiamo "sciarpe e cappelli"...). C'è chi ignora studi che sembrano invece rispondere a domande lasciate sospese ma da costoro ripristinate e revitalizzate ogniqualvolta fa comodo, come un mantra karmico  (che fa la concorrenza al "caldo che non governa i ghiacci artici"...).

Bias satellitari & dissonanze associate

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Sui bias di cui possono soffrire i dataset climatologici, abbiamo già iniziato a discutere in questo post . Oggi mi occupo della questione per quanto riguarda i dati satellitari. La prossima volta ci occuperemo di quelli di superficie. Per qualche aderente del movimento dei "massaggi al botox" (forse imbeccato dalla solita centralina del bigoilismo terrapiattista), i bias nei rilevamenti di temperatura effettuati a terra sono superiori e ben più importanti rispetto a quelli riscontrati nei rilevamenti satellitari; quando però si tratta di "monitorare" le misure gravimetriche effettuate dai satelliti nell'ambito del bilancio di massa glaciale delle calotte polari, ecco che - improvvisamente - i satelliti diventano strumenti viziati da enormi bias che corrompono massicciamente i dati di rilevamento. Un bel dilemma. O l'ennesima dissonanza cognitiva ? Cominciamo con l' ultima questione , quella relativa alle tecnologie satellitari rilevanti ...

Bias #1 | storie di occhi e di calore

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Anche sui set di dati climatologici e meteorologici rilevanti le temperature e i flussi di energia occorre prestare particolare attenzione a fenomeni di bias , vale a dire "distorsioni" fra i valori reali e quelli misurati che possono risultare "inquinati" da svariati motivi. Questi ultimi possono a loro volta dipendere dal tipo di strumentazione usato (si pensi, ad es., alla differenza fra palloni sonda e tipologia di satelliti nelle misure troposferiche o a quella fra le navi commerciali o i mareografi e le boe fisse e derivanti che misurano la temperatura dell'acqua a diverse profondità e l'associato flusso di energia), dalle metodologie applicate agli stessi strumenti di rilevamento per poterli rendere più efficaci (pensiamo ad es. alla calibrazione dei satelliti o ai cambi di modalità di misura delle temperature marine introdotte nelle navi), dalle condizioni ambientali di contorno (pensiamo ad es. al famoso e mitizzato effetto isola urbana di calore,...

Dissonanze cognitive del sabato notte / # 2 & 3 & 4

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# 2 Che strano: tutti addosso alla BP a cui, come responsabile finale della marea nera nel Golfo del Messico, spetterebbe giustamente l'assunzione dei costi di risanamento (ma di che tipo sarà?). E altrettanto giustamente viene adesso attaccata per le sue pressioni contro il rafforzamento delle norme di sicurezza in nome dell'*autoregolazione* . Quando invece si tratta di applicare misure di mitigazione per contenere le emissioni di un gas che si libera bruciando la stessa materia oleosa che fa la fortuna della stessa BP (e d'altre big oil sisters), allora no. Non si può. L'*autoregolazione* del " lasciamo fare al free market überalles ", in questo caso (ma solo in questo e non nell'altro), è da sostenere a spada tratta. ➲ What a cognitive dissonance again! ∩∪∩∪∩∪∩∪∩∪∩∪∩∪∩∪∩∪∩∪∩∪ # 3 Che strano: non ci si può più fidare (ma ci si è mai fidati?) delle registrazioni delle temperature. Né a terra (le capannine sono truccate, le campagne sono trafficate, le ...

Because the night...

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... "belongs to lovers" , cantava la poetessa del rock Patti Smith nell' album della Pasqua di 32 anni fa ⎨OT: mercoledì grandissimo concerto!!!⎬ Le notti appartengono agli amanti, ma/dunque nel frattempo sono anche divenute più calde ( thanx to Sandro for Europe ). Il GW - soprattutto quello più recente degli ultimi decenni - ha visto un aumento più consistente delle temperature minime (Tmin) rispetto alle temperature massime (Tmax), soprattutto nelle aree continentali. Sono anche diminuiti considerevolmente i giorni invernali di gelo, anche nelle nostre regioni (il grafico linkato si riferisce ai dati degli ultimi 50 anni alla stazione di Zurigo-Fluntern, la collinetta a 555 mslm, sopra il centro cittadino, dove risiede la sede centrale del l'Istituto di Meteosvizzera ). Quali le cause? Ipotesi 1: land use change, con associati fenomeni, quali effetto isola urbana di calore (UHI), "disturbo" alle condizioni micro-atmosferiche locali (dinamiche tur...

Ocean Heat Content /3

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La variazione dell'energia immagazzinata negli oceani come aumento della temperatura del sistema (e quindi scambiata sotto forma di calore) è il risultato di un eccesso di energia infrarossa causato dall'aumento dello squilibrio nel bilancio radiativo al TOA, a sua volta indotto dalla variazione dei forcing radiativi (mainly antropogenici), che erano ancora meno della metà di quelli odierni solo 40 anni fa. Questo eccesso di energia: 1) finisce per più del 90% negli oceani dove, appunto, contribuisce ad aumentare l'OHC, con corrispondente contributo termosterico all'incremento per espansione del livello dei mari ad un rateo di circa 1.6 mm all'anno fra il 1993 e il 2003 e di circa 1 mm all'anno fra il 2003 e il 2008 , pari a poco più della metà del contributo globale. L'aumento da espansione termica dipende fortemente dalla localizzazione dell'immagazzinamento di energia, dal momento che il coefficiente dell'espansione termica varia s...