BEST says yes to come...

...nel senso che, dei primi risultati del progetto Berkeley Earth Surface Temperature (BEST), quello che mi interessa di più e che MS approfondirà presto è l'ultimo. Ovvero il paper sulle variazioni decennali.





BEST è stato messo in piedi da Muller (che è anche direttore) con il contributo di Curry, Rohde, il recente Nobel Perlmutter e una manciata di altri fisici e statistici e con il contributo tutt'altro che irrilevante del gruppo Novim. Lo scopo è quello di rendere più univoche le ricostruzioni termiche esistenti (che sono sostanzialmente 3: HadCRUT, NCDC/NOAA e GISS/NASA) e fornire così un set di dati grezzi unici e facilmente utilizzabili (dati di oltre 39'000 stazioni e metodologia piuttosto differente dalle altre 3 ricostruzioni), rendere più omogenee serie storiche discontinue per biases vari dettati da diverse ragioni (land use change, cambiamento di strumentazione, di localizzazione della stazione di rilevamento,...) e inferirne vantaggi e limiti, infine e in sostanza
To create and publish a new global surface temperature record and associated uncertainty analysis.
I risultati sono confluiti recentemente in 4 lavori resi pubblici, aperti a commenti e in procinto di passare il vaglio della revisione, ma i dati sono presenti e aggiornati anche sul relativo sito e da adesso, dunque, questo nuovo dataset è ufficialmente in uso. Come detto, tornerò presto sull'ultimo lavoro, il paper sulle variazioni decennali e il presunto ruolo della variabilità oceanica multidecennale atlantica.

Intanto la novità del primo consiste quasi esclusivamente nel metodo statistico utilizzato, anche se tecniche e metodologie per correggere set di dati al fine di ottenere serie storiche omogenee più complete e robuste sono in uso da anni, vedi per es. qui, qui, qui, qui, qui o qui.
I risultati, infatti, non dicono nulla di nuovo e chi ci aveva sperato di vedere finalmente la luce dopo il tunnel del complottismo para- e post-bubblesgate, dovrà giocoforza riconfigurare i suoi collegamenti sinaptici da encefalogramma piatto come la terra piatta. La luce c'era già prima, ma quando non si vuol vedere...
0.91°C di riscaldamento in più dagli anni '50 per le aree di terra, in linea con le altre ricostruzioni. E fra l'altro la campionatura delle stazioni e la diminuzione del numero di stazioni disponibili negli ultimi due decenni nel GHCN have no effect at all.

Il secondo fa letteralmente a pezzi l'ipotesi (già traballante di suo) dell'effetto isola di calore urbano come importante contributo al GW (vedi anche qui). E anzi: oltre a non c'entrare un tubo con l'andamento delle T globali (come già si sapeva, tranne qualcuno), sembrerebbe che le stazioni rurali si siano scaldate di più di quelle urbane! [Update: domani un approfondimento su questo tema, stay tuned...]

Il terzo corrobora - se ce ne fosse ancora bisogno - la qualità dei dati delle stazioni US e risconfessa per l'ennesima volta quella ennesima minchiata che il rimorchiatore Watts aveva scritto per il sito di propaganda terrapiattista dell'Heartland (vedi qui per il riassunto) e la tesi di fondo del suo progetto, già sconfessata da Watts stesso (con Pielke sr e Christy fra gli altri) :-D

Qui un report dall'economist.

E a seguire il video messo gentilmente a disposizione dallo stesso gruppo:

Commenti

  1. Sui primi tre, ok.
    Il 4° mi sa di correlazione spuria, rif. http://www.aoml.noaa.gov/phod/docs/Lee_etal_2011_grl_amoc.pdf
    ma prima di parlare di ciclismo, aspetto il tuo parere

    RispondiElimina
  2. I think you are not far away...:-7
    Grazie del link. Ne avevo parlato già nel post sulla valvola retroflettente di Agulhas (no, non sono il dr H :-D.
    Quando dicevo che è interessante, è perché mi sta ispirando un post dedicato all'AMO. Ma prima qualche bias downtown...

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Vendicati i "modellini farlocchi"

Clima più estremo? III — Heatwaves, feedbacks

Il 2016 in Svizzera