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1816 vs 2023

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L'estate del 1816 fu eccezionalmente fredda , soprattutto nell'America nordorientale e in Europa, ma anche in quasi tutto il mondo. La causa principale fu l'eruzione del vulcano Tambora, sull'isola indonesiana di Sumbawa, appartenente alle Sonda, in Indonesia, avvenuta il 10 aprile 1815.  Fonte: Raible et al. 2016 Vista aerea della caldera del vulcano Tambora oggi. Fonte: Manuel Marty . Questa violenta eruzione, più grande di quelle del Vesuvio nel 79 d.C. e del Krakatoa nel 1883 - e probabilmente una fra le quattro più forti eruzioni degli ultimi 2500 anni , insieme a quella del Samalas, sull'isola indonesiana delle Sonda di Lombok nel 1257/58 e a quella di Kuwae, nell'arcipelago delle Vanuatu nel 1452 -, ha riversato nell'atmosfera e nella stratosfera una grande quantità di polveri, ceneri e composti di zolfo ad altitudini molto elevate. Si stima che fu immessa in stratosfera un quantitativo pari o leggermente superiore ai 60 milioni di tonnellate di ani...

Sei secoli di neve

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Uno studio recentemente pubblicato su Nature Climate Change ricostruisce l’innevamento sulle Alpi negli ultimi 600 anni. Ne risulta che nell’ultimo secolo la durata della copertura nevosa si è ridotta di oltre un mese. Al giorno d’oggi lo spessore del manto nevoso si misura direttamente. Le misurazioni automatiche sono però disponibili solo da una trentina d’anni circa; va un po’ meglio con le misurazioni manuali: l’inizio delle serie regolari risale agli anni ’50 del secolo scorso, per poche stazioni (fra le quali Lugano) al 1931. Troppo poco per una statistica su scale secolari. Come rimediare? Una stima abbastanza affidabile della neve è possibile grazie alle misurazioni di temperatura e precipitazioni, le cui misurazioni sono iniziate 100-150 anni fa (in Svizzera dal 1864). Con questo metodo si possono stimare sia le precipitazioni nevose (positive), sia la fusione (negativa). Un recente studio di un team di ricercatori italiani ha proposto un metodo per la una stima del manto nev...

Alla fine vince sempre la mazza

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È già tornato il tempo di uno degli sport più seguiti in Svizzera: l'hockey su ghiaccio, ripartito da circa 3 settimane. Berna è la capitale anche di questo sport, essendo una delle squadre ad aver vinto più titoli e la squadra campione in carica. Berna è anche la sede di uno dei centri universitari di ricerca climatica  più importanti a livello mondiale e - insieme allo IACETH di Zurigo - l'eccellenza in questo ambito nella confederazione elvetica. A poco più di un paio di km a sudovest dello stadio del ghiaccio della squadra di hockey - sulla collinetta a nord della stazione ferroviaria dal cui parco-piazzale davanti all'Uni si gode di una magnifica veduta delle vicine Alpi bernesi che tanto piaceva anche a Robert Walser - giace uno degli hotspot mondiali della ricerca paleoclimatologica: il prestigioso Oeschger Centre (in memoria del grande scienziato svizzero esperto di paleoclima ). Qui ha sede anche il consorzio  Past Global Changes (PAGES) dedicato ...

Persi in/da un bicchiere d'acqua

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Di Groenlandia se ne parla parecchio questa estate. Mentre è sulla bocca di tutti la proposta piuttosto indecente di acquistare la grande isola nordica da parte di Trump - segno evidente dell'interesse commerciale e strategico - e il rifiuto stizzito e sarcastico della Danimarca (per mezzo della sua prima ministra) ad entrare nel merito, l'isola continua la sua agonia glaciale. Nel cuore di questa caldissima (relativamente alla norma) estate artica, nel mio precedente post avevo già inquadrato i preoccupanti termini della questione dando anche qualche dato. Tuttavia, ancora a primavera inoltrata molti parlavano di fine della fusione della sua calotta e di eccezionale recupero in termini di massa glaciale - cosa che si ripete ad intermittenza una primavera sì e l'altra pure, da qualche anno in qua - perdendosi in dati che nemmeno erano in grado di leggere e interpretare. Altri, ultimamente, suggeriscono di guardare alla frazione di massa glaciale che fonde rispe...

100%

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Il consenso scientifico che gli esseri umani stiano causando il riscaldamento globale è ormai schiacciante e rasenta il 100%. Così come la comunità scientifica è sempre più sicura che la % di riscaldamento globale imputabile alle attività antropiche si aggiri attorno ad un valore prossimo al 100%. Dunque hanno decisamente molto senso petizioni come questa recente , mentre non lo ha affatto e anzi sarebbe persino da perseguire penalmente (vista la posta in gioco) questa altra di cui si parla qui .  Vediamo qui i due lati della questione. Credits: University of Bern Detection Che l'uomo giochi un ruolo fondamentale nei cambiamenti climatici è sempre più evidente: Non vi è alcun dubbio - come è stato ampiamente dimostrato in molti altri studi che affrontano molti aspetti diversi del sistema climatico utilizzando metodi e set di dati diversi afferma Stefan Brönnimann, dell'Università di Berna e consorzio di ricerca internazionale PAGES 2k , il più ampio lavoro di rico...