Di più, più forte, per più tempo

Le ondate di calore aumentano ovunque (vedi per es. anche qui, qui o qui). Anche nella regione alpina. Sono più frequenti e lo saranno ancora di più. Durano più a lungo. E spesso toccano punte di calore più alte.


Nella regione alpina, le stagioni estive sono accompagnate da un impressionante aumento della loro frequenza. Quest'anno siamo, per ora, già a tre, tenendo conto della definizione effettuata lo scorso anno in questo post di analisi.
Quest'anno, però, una particolarità è stata la lunga durata della più recente ondata (che potrebbe tranquillamente essere anche conteggiata due volte, come numero).

Fonte: Meteosvizzera

Nella Svizzera nordalpina si è infatti appena conclusa la quarta, localmente la terza, ondata di caldo più intensa mai misurata, e della durata di 10 giorni. A Sud delle Alpi il periodo caldo è durato ben 18 giorni. Particolare attenzione merita al Sud il notevole aumento delle notti tropicali in atto negli ultimi decenni, che rappresenta una chiara conseguenza del cambiamento climatico.

Dieci giorni di caldo intenso nella Svizzera nordalpina

Al Nord delle Alpi il periodo molto caldo con temperature massime oltre i 30 gradi è iniziato il 30 luglio ed è terminato l' 8 agosto. Questa ondata di caldo della durata di 10 giorni si è manifestata alle basse quote con temperature massime medie comprese fra 32 e 34 gradi. Questo periodo di dieci giorni è stato il quarto, localmente addirittura il terzo più caldo dall’inizio dei rilevamenti nel 1864, come ad esempio a Basilea, Zurigo e Lucerna. L’ultimo periodo di 10 giorni così caldo fu registrato nel 2003, con temperature massime medie fra 34 e 37 gradi. A Ginevra e Neuchâtel fu registrato anche nel 2015 un periodo di 10 giorni molto caldo. La recente ondata di caldo si colloca all’ottavo posto per Ginevra e al sesto per Neuchâtel.


Ondata di caldo più persistente a Sud delle Alpi 

A Sud delle Alpi le temperature massime hanno raggiunto i 30 gradi già a partire dal 22 luglio. Il periodo caldo è durato quindi 18 giorni. A Locarno-Monti si tratta del terzo periodo di 18 giorni più caldo dall’inizio delle misurazioni nel 1935, con una media delle temperature massime oltre i 32 gradi. Nelle estati molto calde del 2003 e 2015 le temperature massime medie superarono addirittura i 33 gradi.



Il cambiamento climatico causa più notti insonni

A Sud delle Alpi è in atto dagli anni ‘90 del secolo scorso un sensibile aumento della frequenza delle notti tropicali. Assieme all’aumento delle temperature estive, esso rappresenta un ulteriore segnale legato al cambiamento climatico. Si parla di una notte tropicale quando la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi. In queste condizioni risulta più difficile dormire, accentuando così il disagio da caldo già presente durante la giornata. L’estate in corso ha fatto registrare a Locarno-Monti 16 notti tropicali. Nell’estate estremamente calda del 2003 le notti tropicali furono ben 40. Quest’anno nel centro di Zurigo si sono registrate già 11 notti tropicali. Nelle estati estreme del 2003 e del 2015 furono contate 26 rispettivamente 27 notti tropicali (NABEL).



E domani?

In futuro non andrà tanto meglio: i periodi di canicola saranno sempre più frequenti. È una tendenza che si osserva negli ultimi due decenni.
Le ondate di calore saranno sempre più frequenti, anche se non saranno sempre infranti dei record. Per questo secolo la tendenza è ormai segnata.
afferma un meteorologo di MeteoSvizzera. Che aggiunge:
il cambiamento non si associa a un momento particolare, ma a una ripetizione sistematica di un evento. In questo caso si tratta appunto del ripresentarsi delle ondate di calore, con cui abbiamo a più riprese fatto i conti soltanto negli ultimi decenni. I dati di MeteoSvizzera indicano un periodo di temperature elevate anche negli anni Quaranta. Ma all’epoca si trattava di un evento singolo. 
E per quanto riguarda le ondate di gelo nei periodi invernali?
In realtà anche la stagione fredda sta diventando più calda, senza escludere singoli episodi di gelo. 
Per la nostra regione, nel futuro si prevede
un aumento delle temperature medie, mentre le precipitazioni saranno più intense e concentrate nell’arco di poche ore.
 conclude il meteorologo.

E Reto Knutti, climatologo all'ETH, aggiunge:
queste ondate di calore sono in linea con le previsioni generali secondo le quali le estati più calde sono una conseguenza dei cambiamenti climatici causati dall'uomo. Ci saranno sempre giornate calde o fredde. Ma la tendenza al caldo estivo a seguito dei cambiamenti climatici continuerà.
Come si evince bene dalla figura seguente, dedicata agli eventi di caldo estremo sull'arco dell'intero anno solare (vedi, per la fonte, questo post):


Commenti

  1. Stessa situazione in Friuli

    https://www.facebook.com/meteo.fvg/photos/a.489914467742506.1073741828.489910441076242/2029106123823325/?type=3&theater

    saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scrivo questo NON come risposta a Stefano... non c'e' altro modo di postare... steph???
      ---------------------
      @steph

      "Le ondate di calore aumentano ovunque. Anche nella regione alpina. "

      Ma dai! Ma non mi dire?

      https://static2.egu.eu/media/awards/union-osp-award/2010/matthias_huss.pdf

      Fase AMO/NAO positiva, da cui ritiro accelerato dei ghiacciai, come gia' successo in passato.
      Variabilita' naturale, questa sconosciuta!
      In seconda lettura, ma solo per quelli interessati ai fatti e non alla propaganda, questo:

      https://www.clim-past.net/14/1119/2018/cp-14-1119-2018.pdf

      Fig.2: chiaro crollo delle lunghezze dei 5 ghiacciai presi in esame, nella seconda parte del XIX secolo tale crollo e' stato molto, ma molto piu' repentino di quello osservato negli ultimi anni. Come mai?

      Elimina
    2. Questo lo lascio per qualche ora, giusto come emblematico esempio della violazione della netiquette (regola 1). Poi passo la spugna.

      Elimina
    3. Btw: qui non si parla di ghiacciai, ma magari leggere altri miei precedenti post sul tema (per esempio qui , qui o qui ) prima di sentenziare sarebbe un po' più utile, no? Ma mi sa che con uno come te che non legge quello che gli altri scrivono e che si diverte solo a sparare a raffica e a vanvera , non serve comunque a niente.

      Elimina
  2. @steph

    Dal tuo link su "ovunque"...

    "Here we use satellite observations and a suite of Earth system model simulations"

    Ah!... conclusioni basate sull'utilizzo dei modellini farlocchi... ancora???... basta...

    Continua (IL TUO LINK, sia chiaro):

    "An important assumption in our analyses is that the employed ESMs simulate MHWs in a sufficiently realistic manner. "

    Lo fa? Pare di no...

    "However, the simulated MHWs last generally longer and are spatially more extensive than observed ones (Extended Data Fig. 1, 2), which is probably caused by the relatively coarse resolution of the ESMs."

    Il confronto fra dati e simulazioni e' chiaro e impietoso.

    Il problema e' sempre quello, e sono anni oramai che te lo dico: le capacita' di calcolo attuali, anche utilizzando i piu' veloci supercomputer del pianeta, sono a ANNI LUCE di distanza da quello che dovrebbero essere per poter garantire l'affidabilita' e precisione dei risultati di calcolo dei modellini.
    Ovviamente paga molto di piu' far finta che non sia cosi'... e non e' un'opinione mia, sia chiaro... e continuare a tirar fuori storielle horror ogni giorno... i tipping point basati su "expert elicitation" (alzata di mano alla cena della conferenza/workshop)... ora le ondate assassine di calore oceanico... la migliore che ho letto nelle ultime settimane e' l'aumento dei suicidi!... fenomenale.

    Buona continuazione.

    RispondiElimina

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