Speed up?

© François Lamidon (flamidon.com)

In un mondo che si riscalda, quasi tutte le aree del pianeta - continentali ma pure oceaniche - tendono a seguire i trend globali. Ci sono, poi, delle peculiarità locali che si sovrappongono al trend globale. Una di queste, come si sa, è l'area oceanica atlantica a sud della Groenlandia - una delle poche zone in controtendenza, oggetto di speciale attenzione e di parecchi studi recentemente pubblicati. Altre particolarità si riscontrano in diverse zone in specifici momenti, per es. le rampa termica degli anni 70 negli oceani fra il 30esimo e il 70esimo parallelo sud o quella nella Warm Pool IndoPacifica degli anni 90.

Come si sa dalla fisica di base, i forcing radiativi non hanno un andamento lineare e in più capitano periodi in cui gli stessi forcing radiativi sono in fase fra di loro (per es. accumulo gas serra, assenza di forti eruzioni vulcaniche, abbattimento dei solfati,...) e altri in cui sono fuori fase (per es. accumulo di gas serra, frequenti forti eruzioni vulcaniche, diminuzione radiazione solare, forte produzione di aerosol solfati,...). Ma anche se crescessero in modo lineare, la risposta climatica non deve necessariamente esserlo - si pensi ad es. al caso, attuale, in cui ad un certo momento compare l'amplificazione artica. A livello locale, inoltre, è chiaro che ai trend globali si sommano fluttuazioni di breve o di medio periodo, talvolta anche molto forti (come negli esempi fatti sopra). Tuttavia è evidente che se l'andamento termico globale fosse guidato dalle sole fluttuazioni casuali, allargando la finestra temporale, se ne dovrebbero vedere altrettante al ribasso; invece in un trend di fondo improntato all'aumento prevalgono i balzi all'insù per entità e numero.

Quando la variabilità naturale interna del sistema climatico agisce in controtendenza rispetto all'andamento generale - per es. attraverso un maggior assorbimento di calore da parte degli oceani -, sul corto/medio periodo (anni, anziché decenni) può anche rallentare il trend di fondo opponendovisi provvisoriamente e "smorzando" o appiattendo l'incremento termico. È ciò che è successo (insieme ad altri fattori) grossomodo nel primo decennio abbondante di questo secolo con il famoso slowdown (o iato che dir si voglia), il rallentamento nel rateo di incremento termico.
Quando, invece, agisce sovrapponendosi all'andamento generale - per es. attraverso un maggior rilascio di calore da parte degli oceani -, sul corto/medio periodo (anni, anziché decenni) va ad accelerare il trend di fondo rafforzandone e amplificandone gli effetti termici.

Questo è quello sembrerebbe succedere in questo periodo: dopo il Nino monstre del 2014-2016 (e il conseguente passaggio del ciclo multi-decennale delle SST pacifiche nella modalità IPO+), staremmo entrando in una nuova fase favorevole all'accelerazione termica. Parecchi lavori usciti negli ultimi anni corroborano questa ipotesi.
Anche questo recente studio giunge a questa conclusione. Il lavoro verte sull'esigenza di fornire proiezioni climatiche inter-annuali sempre più accurate e affidabili, in un contesto in cui la domanda della società per queste previsioni cresce anche perché la previsione delle temperature globali è fondamentale per determinare gli impatti regionali dei cambiamenti climatici come precipitazioni estreme, gravi siccità o intense attività degli uragani. La natura caotica del sistema climatico limita l'accuratezza della previsione su tali scadenze di più anni, tuttavia in questo lavoro viene sviluppato un nuovo metodo per prevedere, su base probabilistica, la temperatura media globale alla superficie terrestre e marina. Questo metodo ha permesso di prevedere in modo accurato lo hiatus termico del primo decennio abbondante di questo secolo.
Per i prossimi cinque anni, la previsione probabilistica indica un periodo decisamente più caldo del normale, rispetto al trend di fondo causato dai forcing radiativi. Come detto, ciò rafforzerà temporaneamente la tendenza al riscaldamento globale di lungo termine. Questo previsto periodo caldo è associato a una maggiore probabilità di temperature da intense a estreme.

Commenti

  1. Se fosse così semplice allora i modelli di 30 anni fa o i modelli di oggi sarebbero infallibili, purtroppo ancora sono poco note le variabili con cui il sistema si regola termicamente.
    L'aumento dei gas serra in tutto il sistema solare a cosa è dovuto? mi pare che se non si riesce a rispondere a questa domanda e se queste variabili cosmiche (poco note) cambiano il loro andamento solo dopo decenni si rischia di avere una visione distorta del meccanismo di regolazione termica del sistema.

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    1. Semplice?
      Sei tu che parli di semplicità.

      Infallibili i modelli?
      Chi lo dice? Io no di certo .

      Poco note le variabili con cui il sistema si regola termicamente?
      Da cosa lo deduci?

      L'aumento dei gas serra in tutto il sistema solare???
      Prego??? Fonte di una tale bizzarra asserzione?

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    2. "The important numerical efficiency of the method (a few hundredths of a second on a laptop) opens the possibility for real-time probabilistic predictions carried out on personal mobile devices."

      ????
      My bullshit-O-meter has gone in overflow!
      BS of the highest quality!

      Ma dai! Nature! Reviewers! Ma quanto in basso vogliono arrivare? È scandaloso.

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    3. Per una volta, sono parzialmente d'accordo con te. Scandaloso mi sembra eccessivo, come termine. Ma io avrei fatto anche a meno dei quest'ultima appendice. Tuttavia, non è quello il punto che volevo sollevare tramite lo studio citato. Il resto (la sostanza dello studio), a me pare interessante. Ma non intendo convincerti, so già come la pensi, è l'ennesimo dialogo chiuso in partenza.

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    4. "Ma non intendo convincerti, so già come la pensi, è l'ennesimo dialogo chiuso in partenza."

      Mah!... che dirti? Non voglio girare troppo il coltello nella piaga (la prestigiosa ref. 14 portata a "prova" della validita' del loro approccio)... sempicemente copio e incollo dal prestigioso papiro:

      "In this study, we predict this internal variability through the use of transfer operators trained by GMT and SST variations simulated by 10 climate models from the Coupled Model Intercomparison Project phase 5 (CMIP5)5"

      Toh!... usano come input per il "training" l'output dei modellini farlocchi (TM mio).... e, guess what?... arrivano alla conclusione rivoluzionaria e sorprendente che la forzante antropica della CO2 assassina spiega tutto? Stending ovescion, subito...

      Buono per le letture quando vai a letto e non riesci ad addormentarti, steph... non buttarlo via. :-)

      Ciao.

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    5. Scusami steph... ancora io... ma su questo devo commentare:

      "Questo metodo ha permesso di prevedere in modo accurato lo hiatus termico del primo decennio abbondante di questo secolo."

      ??? Neanche per idea!... questo e' quello che A PAROLE dicono di aver fatto... copio e incollo dal loro articolo...

      "The post-1998 global warming hiatus is well predicted."

      ... ma NON e' quello che hanno dimostrato di poter fare nell'articolo!... basta guardare la figura relativa al benchmarking dei dati relativi allo iato post-1998... figura 6... divisa in 3 parti, a0, b0 e c0, per le anomalie di temperatura su 1, 2, e 5 anni... i dati sono la parte in blu delle curve, i loro risultati che predicono "well" sarebbero i circoletti rossi con barre d'errore gigantesche.... il trend dei dati va da una parte , il loro modello da un'altra?...

      "The post-1998 global warming hiatus is well predicted."??? Ma per favore....

      Elimina
    6. e, guess what?... arrivano alla conclusione rivoluzionaria e sorprendente che la forzante antropica della CO2 assassina spiega tutto?

      A "questa conclusione rivoluzionaria e sorprendente" sei tu che arrivi. Gli autori, invece, "predict this internal variability...". Che è ben altro dalla conclusione rivoluzionaria e sorprendente a cui giungi te. Variabilità interna vs trend forzato. Rileggere il post, plz.

      questo e' quello che A PAROLE dicono di aver fatto (...) ma NON e' quello che hanno dimostrato di poter fare nell'articolo!
      Già. Dicono una cosa e ne mostrano un'altra. Come se solo tu fossi in grado di mostrare l'incongruenza e la contraddizione. E tutti gli altri e bersela. Clap clap clap. Meriti una menzione speciale.



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    7. "Come se solo tu fossi in grado di mostrare l'incongruenza e la contraddizione. E tutti gli altri e bersela."

      Ti ho indicato la figura in questione, steph!... l'accordo spannometrico fra il loro rivoluzionario metodo di calcolo/previsione e i dati (dannati dati, sempre li a rompere le palle, eh?).
      Se sei dell'opinione che in base alla suddetta figura, casi a), b) e c), si possa dire che...

      "the post-1998 global warming hiatus is well predicted"

      ... beh... direi che almeno tu te la stai bevendo, quello si!... :-)

      "Clap clap clap"

      Glu glu glu

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    8. I dati mostrano che lo hanno previsto, che il loro metodo funziona.

      "In particular our probabilistic forecast framework shows that a decade-long hiatus was always a likely outcome (always well within 1 standard deviation of our prediction), even if not the most likely, especially after 7 years"

      Che poi a te non piacciano a) le std e/o b) i commenti degli autori ai loro risultati, non cambia di una virgola quello che hanno ottenuto. Discussione (su questo) chiusa.

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