Collasso − 5 (±3) y ?

fonte

Azzardato, ma terribilmente realistico.

A meno di un super-mega-vulcano.
O di una caduta di un grosso asteroide.
O di un'invenzione di geo-ingegneria immediata, miracolosa e senza effetti collaterali.
O di miracolose ed immediate mega-borse frigo.
O sperando nelle nuvole.
O nell'inversione della freccia del tempo.
O magari in un'invasione aliena...


Metà dell'estensione estiva se ne è andata in 3 decenni e la scomparsa non è lineare ma sta accelerando alla grande.
C`è solo 1/4 del volume di ghiaccio rispetto a 30 anni fa e la diminuzione non è lineare ma sta accelerando di brutto. Abbiamo perso qualcosa come 1'120 km^3 all'anno fra il 1996 e il 2007. E da allora?
È in atto un forte "geronticidio" glaciale: stanno vieppiù sparendo i più spessi, bianchi e resistenti ghiacci pluriennali a favore di ghiacci giovani e stagionali, fragili, più scuri e meno resistenti e questo, a sua volta, accelera il processo in gioco (durante la stagione della fusione estiva, la qualità del ghiaccio è molto importante per l’efficacia della riflessione della radiazione solare e dello scambio di calore con il sottostante oceano).
Le condizioni al contorno sono pessime: per es. alcune parti dell'Oceano Artico in queste ultime estati sono calde quanto lo è il Mare del Nord in inverno. Nel 2006 venne pubblicato questo studio abbastanza profetico (h/t elz) nel quale veniva mostrato (seguendo il modello di simulazione utilizzato) come il declino dei ghiacci artici nel corso di questo secolo non avvenisse seguendo linearmente l'andamento previsto delle temperature globali ma piuttosto con un graduale calo sovrapposto a occasionali eventi di rapido declino della durata di 5-10 anni durante i quali l'artico in settembre perderebbe 2-4 milioni di km^2. La causa di questi eventi sarebbe non solo legata al feedback dell'albedo (vedi dopo) ma anche e soprattutto ad un incremento del flusso di acque miti dal nord atlantico innescato dalla perdita di ghiaccio stessa; è interessante notare come con il declino di quest'anno l'artico perderà probabilmente ~2milioni di km^2 rispetto al periodo pre-2007 e questo significa che siamo già all'interno del range mostrato da questo studio.

Il 2007 è stato un importante breakpoint, ma il 2009 (come dicevo qui) ha segnato un ulteriore spartiacque perché da allora abbiamo costantemente vaste aree libere da ghiaccio già da inizio estate. Mentre nel 2007 ci fu una caduta nell'estensione, dopo il 2009 (lo si vede bene da qui, h/t tamino) abbiamo avuto un salto all'ingiù nel volume: da questa grossa perdita di spessore medio la banchisa non ha più recuperato e probabilmente questo (al netto della variabilità intra-annuale) ha pre-condizionato la nuova caduta negli abissi di quest'anno.

Insomma: il punto di non ritorno è passato, queste cifre sono il preludio al collasso finale.

Potenza dell'albedo: il manto nevoso sul ghiaccio riflette tra l'80% e il 90% della luce solare, mentre lo scuro oceano, senza copertura di ghiaccio, riflette solo il 7% della luce e ne assorbe il restante 93%. Quando diminuisce la coperta di ghiaccio marino, meno radiazione solare viene riflessa dalla superficie della terra e ciò, come si sa, è uno dei più efficaci e potenti effetti di feedback termodinamici conosciuti:  più energia è assorbita dall'oceano e conseguentemente lo stesso processo di fusione accelera.
La scomparsa totale dei ghiacci estivi per un mese introduce nel sistema un feedback riscaldante equivalente ad un forcing globale da 0.3 (tenendo conto del possibile incremento della copertura nuvolosa riflettente al di sopra dell'oceano) a 0.65 Wm^-2 (senza la smorzatura data dal possibile incremento della copertura nuvolosa), il che corrisponde a circa la metà (caso con nuvole) o allo stesso forcing di quello dato dall'incremento di CH4, al forcing odierno dato dagli idrocarburi alogenati (caso con nuvole) e a circa il 20% (caso con nuvole) o al 42% (caso senza nuvole) di quello dato dall'incremento della CO2 dall'inizio dell'era industriale/antropocenica.
D'altra parte, il dimezzamento della superficie bianca prima riflettente e ora assorbente, induce un surplus di energia assorbita dal sistema equivalente grossomodo a circa 20 anni di CO2 aggiuntiva emessa dall'uomo.
Mica briciole, insomma.


Anyway: a parte Marika Holland (et al.) e lo studio precedentemente citato, Zwally, Wadhams e Maslowski, per es., sono tre fra gli scienziati con expertise che, dopo il punto di rottura del 2007 (ma anche prima), fecero alcune fra le più pessimistiche proiezioni, un po' all'opposto delle assai troppo rosee proiezioni dei 13 modelli di simulazione utilizzati nell'AR4. Vennero dipinti come catastrofisti estremi un anno dopo, due anni dopo, tre anni dopo (quando già il piano B pareva ormai inutile e sorpassato), anche quattro anni dopo, persino nella primavera di cinque anni dopo.
SkS ha, per i pittori, un altro esilarante cartoon for dummies pieno di scale mobili.

Anche al sottoscritto queste proiezioni apparivano un poco azzardate e "aggressive"; non di molto, eh, ma un po' sì.

Vuoi vedere, però, che forse forse...













Update 10/9: metto anche un video-intervista da OggiScienza:


Commenti

  1. Esperti del settore (parliamo di persone nel mondo dell'allevamento, mica quei cartomanti falsari di glaciologi, oceanografi e climatologi) dicono che dal 2007 c'è stata un'inversione di tendenza. Quindi nessuna paura e basta allarmismi. IPSE DIXIT

    Roberto

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    1. Uh...questa la devo aver già letta sometimes somewhere in summertime...

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  2. Scrivo nuovamente dopo un lungo periodo di silenzio imposto da necessità e problemi d'ordine familiare e personale (confesso però che un'occhiata al tuo blog l'ho sempre data).
    Tornando al tema del post, è certo che, quest'anno, l'artico ha voluto dimostrare senza veli il suo stato di assoluta sofferenza.
    Mi chiedo, però, se già da molti anni non si sia superato il limite oltre il quale la banchisa artica estiva diventa instabile e avviata allo scioglimento totale.
    In effetti gli spessori medi sottili, la temperatura elevata del mare, le periodiche ondate di calore che investono le regioni circostanti e la diffusione del black carbon sono fattori già presenti da tempo sulla scena.
    Per fare nuovi record manca solo l'innesco fornito dalla semplice variabilità climatica.
    Questa volta, ironia della sorte, é stata la pesante ondata di freddo siberiano che ha investito l'europa in febbraio a ridurre lo spessore dei ghiacci in zona euro-asiatica a un foglio di carta ed a causarne indirettamente l'immediato ed esteso scioglimento in primavera.
    La tempesta artica estiva ha fatto il resto spezzando la banchisa nell'area di bering e creando le condizioni per il big melting.
    Peraltro la notizia del nuovo record ha catturato l'attenzione dei media solo per qualche giorno, nonostante gli appelli degli scienziati; l'artico è lontano e i problemi della gente sono altri.
    In effetti non é un gran momento per i problemi del clima ...
    Ho letto diffusamente delle conseguenze previste dagli scienziati a fronte della scomparsa della banchisa estiva; sono sicuramente gravissime ma:
    - non sono immediate;
    - non interessano allo stesso modo e con la stessa gravità tutti paesi del globo;
    - non hanno gli stesse conseguenze sulle diverse fasce sociali ed economiche di ogni paese.

    Direi, usando la metafora della casa che brucia e del portafoglio caduto, che almeno nei prossimi decenni rischiano di bruciare solo le case dei poveri del 3' 2' e 1' mondo mentre il portafoglio dei ricchi si gonfierà con lo sfruttamento delle riserve dell'artico.

    D'altra parte sono convinto che, come ho detto prima, per l'artico da tempo non ci sia più nulla da fare e che stia galoppando verso un nuovo stato di equilibrio qualsiasi cosa si faccia da ora in poi con le emissioni di Co2.

    Quindi ... artico bye bye.

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    1. ± d'accordo con te.
      Spero tu possa risolvere i tuoi problemi.
      Ciao

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  3. Forse, per far conoscere anche ai non addetti la gravità della situazione servirebbero messaggi e video come quelli del link qui sotto:

    http://blog.ilcambiamento.it/climaedintorni/2012/09/05/bollettino-meteo-del-5-settembre-2212/

    In diversi stanno cercando di sostenere la diffusione del video "Pippa s'incazza". Serve che la discussione sul clima esca dai confini degli addetti ai lavori. Tutti meritano di sapere quanto è grave lo stato di salute del clima. Tutti e non solo i metereologi e i climatologi.

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    1. http://climafluttuante.blogspot.ch/2012/09/emotional-weather-report.html
      ;-)

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  4. @ Roberto

    mamma che pazienza! ma
    lei l'ha letta l discussione con la Coyaud o legge solo la propaganda della stessa?
    Ripeto ciò che dissi all'ora il trend climatico è in calo dal 1650 (e non certo per l'Agw) ma dal 2007 al 2009 (soltanto) c'è stata un'inversione di tendenza (rispetto al trend di lungo periodo) ed è lì da vedere, anzi il trend lineare dell'estensione è stato piatto fino a un mese fa dal settembre 2007. (altri parametri no)
    Quest'anno è il primo anno che l'estensione scende sotto il 2007 ...non le sembra strano che non sia scesa prima?

    @ TC

    mi tolga una curiosità: quando in artico c'erano 6° C più di adesso , con più vita terrestre e marina di adesso, con gli ippopotami che nuotavano nel tamigi con più biodiversità di adesso come in tutti periodi caldi, quali erano le pesanti ripercussioni sul clima di allora che teme avremo anche noi tanto che le fanno affermare che "brucerà la casa" di mezzo pianeta e solo i ricchi avranno la meglio sfruttando l'artico senza ghiacci?
    E ancora quali erano le forzanti in gioco che causarano il picco di +6° C all'interno dell'EEmiano escludendo il trend di fondo orbitale? (comne spiegato qui http://www.climatemonitor.it/?p=11877

    E ancora lo sapeva che basta un piccolo cambiamento nella copertura nuvolosa (che sembra ci si stato dalle osservazioni a vista)per giustificare l'aumento delle T addirittura senza forzanti antropiche e quindi tutto lo scioglimento antropico dell'artico?
    http://www.climatemonitor.it/?p=27349

    @ Steph
    ma non si può togliere tutta la menata dei codici alfanumerici da mettere che si perde un sacco di tempo per niente e che trovo illeggibili?

    RispondiElimina
  5. @Claudio
    scusami la franchezza, ma quello che scrivi in risposta a Roberto mi sembra una collezione di minchiate d tutto rispetto. Evita, se possibile.
    In risposta a TC, invece, mi pare che sciorini, in ordine:
    . un po' troppe certezze, in primis il sillogismo (assai contriverso) più caldo ⇒ più vita marina;
    . qualche dimenticanza basilare, per es. il fatto che noi non ci eravamo;
    . sulla copertura nuvolosa sciorini ulteriori certezze tutte ancora da dimostrare e francamente, così come lo scrivi, per nulla discutibili. Per nulla, proprio per nulla, dal momento che sono un'accozzaglia di puttanate senza costrutto.

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  6. @costa
    in un nuovo ipotetico emiano magari gli ippopotami nuoterebbero di nuovo nel tamigi, ma anche i bagnini di rimini nelle stanze dell'ex grand hotel visto che il livello del mare aumenterebbe almeno di qualche metro. Però nessun problema ... Con i soldi evasi al fisco e avendo qualche anno di preavviso sposterebbero per tempo gli stabilimenti balneari sulla nuova linea di spiaggia!
    Come vede, costa, non temo affatto la fine della cosiddetta razza umana ... Business is business ...

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  7. @Steph
    hai notato l'anomalia positiva e tenace dei ghiacci in zona chucki e bering ?

    Ora si è sciolto tutto ma la banchisa è rimasta aggrappata alle spiagge siberiane e vicino a quelle dell'alaska come ai tempi d'oro e fino alla tempesta.

    Mi sono fatto l'idea che dovesse esserci una zona di ghiaccio mono annuale più spesso (del resto della banchisa) forse supportato da un cordone di Myice.

    Effetti delle basse t invernali e indirettamente della PDO ?

    Se non avessimo così tanti fattori che spingono da tempo verso il caldo, forse un recupero vero potrebbe veramente avvenire in pochi anni.

    Che zona ultra sensibile !

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Il problema è proprio questo, purtroppo ormai sembra che i ghiacci non riescano più a recuperare neppure quando la variabilità naturale interannuale è favorevole (come è successo più volte nell'ultimo decennio). Il nuovo equilibrio dinamico instabile si prende tutto con sé e guarda per es. all'età dei ghiacci...
      http://www.nature.com/news/2011/111012/full/478172a/box/4.html
      Quando poi anche il Dipolo Artico ci mette del suo, i tracolli sono assicurati.
      http://img52.imageshack.us/img52/7662/dipoloartico.png

      Su quel che potrebbe rimanere a nord della Groenlandia:
      http://blogs.ei.columbia.edu/2010/12/17/the-last-arctic-sea-ice-refuge/
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2010/12/muove-il-bianco-abissi-e-magneti-artici.html

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  8. @Costa
    "Ripeto ciò che dissi all'ora il trend climatico è in calo dal 1650 (e non certo per l'Agw) ma dal 2007 al 2009 (soltanto) c'è stata un'inversione di tendenza (rispetto al trend di lungo periodo)"

    "misteriosamente i ghiacci artici stanno recuperando dopo il 2007 ormai da due anni perchè il disgelo è quasi finito per il 2009 ......Ma il trend è in recupero, quindi si! si è invertito come la PDO del resto, secondo lei nell’ottobre 2010 l’estensione dell’artico sarà inferiore o superiore a quella del 2009?
    Io scommetto ( a ragion veduta Keenlyside 2008 e Scafetta EPA 2009) una birra virtuale che sarà superiore!"

    "Esperti del settore (parliamo di persone nel mondo dell'allevamento....dicono che dal 2007 c'è stata un'inversione di tendenza"

    Trova le differenze...

    da allora:
    2010 inferiore al 2009 quindi scommessa persa
    2011 secondo peggior minimo
    2012 record di minimo stracciato, record negativo per il volume

    Non dico un minimo di "onestà intellettuale", ma almeno un po' di dignità e amor proprio no?
    Roberto

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  9. dimenticavo una cosa:
    "Quest'anno è il primo anno che l'estensione scende sotto il 2007 ...non le sembra strano che non sia scesa prima?"

    no

    Purtroppo ho avuto un brutto vizio in passato, quello di studiare, nel mio percorso formativo, queste materie. Sono contento che lei non abbia questo vizio, meglio rimanere virtuosi e puri.

    Roberto

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  10. @ Steph

    e va beh minchiate e puttanate e io dovrei star qui a discutere con te che sali in cattedra d insultare ma va làààààààààà non fare il cafone, questa è casa tua sei tu che la stai sporcando, sei così bravo davvero non capisco perchè scadi sempre nell'insulto o/e nella derisione.
    Cmq
    la statistica non è un opinione mostrami un grafico con il trend dell'estensione artica dal 2007 al 2009 quindi solo tre anni che non sia in crescita, o un grafico dal 2007 al 2011 che non sia piatto, altrimenti hai torto nell'insultarmi.
    Se poi ripeti come la Coyaud che il trend climatico è in declinoe che 3 anni non sono climaticamente significativi quando già l'ho premesso io, significa solo due coase:
    - o non capisci - o fai solo propaganda.

    su vita marina: ma figurati anche a vista tra 1 mq o mc di mare artico e mar rosso si vede che la vita esplode cmq qui la peer review http://www.climatemonitor.it/?p=27523

    su nubi: qui http://www.climatemonitor.it/?p=24054 Science
    qui http://www.climatemonitor.it/?p=23977 su Phisical review letters
    e qui http://www.climatemonitor.it/?p=19935
    e qui http://www.climatemonitor.it/?p=19698 su J of climate


    su declino dei numbostratos vedi quest'altra peer eview su J of climate http://www.climatemonitor.it/?p=27349
    quest'ultima malgrado le incertezze dei dati a vista soggettivi mostra una tendenza inequivocabile tra l'altro correlata (inversamente) al flusso magnetico solare specie nei suoi minimi ( vedi McCacker 2007.

    ma mi sembra che sia tu ad essere pieno di certezze.

    @ Tc

    beh si qualche mt di acqua in più è probabile che ci sia, ma mi sa ce non ha risposto a pieno perchè la vera domanda riguarda la forzante che determinò il picco dell'eemiano, qunado c'erano 6° C in più anche in Antartide. Perchè se non ci sono forzanti che giustificano quel picco vuol dire che sul clima nulla si sa. Solo che mentre la mitigazione è inefficace(perchè si agisce su forzanti stimate non correttamente) l'adattamento è efficace ci si sposta più in alto sulle coste ad es o meglio si inizia una politicaseria sull agestione dell'acqua sia nel deflusso che nella conservazione per uso irriguo.
    Il problema è tutto qui: la riduzione delle emissione è solo denaro sprecato!

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    1. Toglimi una curiosità: se uno legge una frase come questa
      "il trend climatico è in calo dal 1650 (e non certo per l'Agw) ma dal 2007 al 2009 (soltanto) c'è stata un'inversione di tendenza (rispetto al trend di lungo periodo)"
      come la può definire, oltre a quello che ho scritto e che tu reputi come insultante? Sono rimasto 10 minuti davanti alla tastiera e non sono riuscito a trovare altri aggettivi. Va bene questo?
      http://1.bp.blogspot.com/_QNJh-y90e50/R5ceMPj7GrI/AAAAAAAAACE/-wE14hELvD0/s1600-h/mumble_mumble.gif

      Magari me ne puoi togliere un'altra: se uno legge che "la statistica non è un opinione" dovrebbe dare per scontato che chi lo ha scritto creda in quello che scrive, sia coerente e ne sappia (almeno un po'), altrimenti non lo scriverebbe. Ecco: perché allora, quando fa comodo, la statistica magicamente diventa mera opinione fallace? Per es. quando si tratta di prendere 3 secondi, ricavarci un presunto trend e compararlo con 6 minuti. Capisci bene (spero) che già parlare di trend sull'arco di un decennio non ha molto senso, figuriamoci quando di prendono 3 anni su 360.

      Già che ci siamo, altra curiosità: perché non guardi al volume? O al rapporto fra volume e area?

      Vita marina: ovvio che sia come dici, ci mancherebbe, io ho solamente detto che il sillogismo + caldo ⇒ + vita marina non lo darei per certo in maniera assoluta. Il concetto di vita marina è assai più vasto ed ampio di quello che puoi vedere immergendoti nel Mar Rosso. Se lo estendiamo al concetto di produttività biologica, ho forti dubbi a riguardo del sillogismo di cui sopra. Mai sentito parlare di krill, fitoplancton e zooplancton? E di termoclino dei mari caldi?

      Nubi: altra curiosità da togliere. Se uno legge "basta un piccolo cambiamento nella copertura nuvolosa (che sembra ci si stato dalle osservazioni a vista)per giustificare l'aumento delle T addirittura senza forzanti antropiche e quindi tutto lo scioglimento antropico dell'artico?", potremmo star qui a trovare altre definizioni rispetto a quella che ho dato, ok. Difficile, però. Poi, siccome sono cafone, ribadisco due cose: le nuvole non cambiano per volontà divina, ci sono processi dinamici (idro- e termo-) in gioco. La variabilità interna (ENSO,...) ci mette del suo, il cambiamento dei flussi di acqua in atmosfera il loro, l'influsso delle forzanti esterne è robusto. E le nubi sono cazzute, eh. Non è così semplice come sembra, la cosa. Vedi:
      http://climafluttuante.blogspot.ch/search/label/nuvole
      in particolare i post "Desigual" e "Jamais-vu...so far".

      A te l'ultima parola, che tanto so già come va a finire.

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  11. @ Roberto

    leggo solo ora.

    Beh si certo scommessa persa, come già ammesso...mai farle sul clima.

    Ma da quel che leggo lei sapeva che per 5 anni l'estensione non sarebbe stata inferiore a quella del 2007,perchè questo fatto non le sembra strano ah si? e in base a quale principio?.
    Spero che abbia pubblicato questo suo vaticinio su qualche rivista peer review e che ce lo mostri.
    CC

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  12. Prima dice:
    "è il primo anno che l'estensione scende sotto il 2007 ...non le sembra strano che non sia scesa prima?"

    Risposta: no

    Ora dice:
    "Ma da quel che leggo lei sapeva che per 5 anni l'estensione non sarebbe stata inferiore a quella del 2007"


    Costa lei vuole giocare con me, ma io non mi diverto e quindi me ne vado con tutta la palla.

    Roberto

    RispondiElimina
  13. Eemiano..... ? Sarebbe bello se il collasso si arrestasse con qualcosa di simile all'Eemiano. Purtroppo, la quantità di CO2 che c'è oggi nell'atmosfera è molto superiore a qualsiasi valore riscontrato nel passato milione di anni. L'Eemiano passa con un rumore tipo "whoooosh" mentre ci dirigiamo a tutta forza verso il PETM.

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    Risposte
    1. In effetti...
      http://4.bp.blogspot.com/-b38vmb3Rc6U/T6RC5bW8UHI/AAAAAAAACkY/cxjeK9Z2UmI/s1600/Schermata+2012-05-04+a+00.34.52.png

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  14. Ah... Steph, mi sono arrivati messaggi di persone preoccupate dell'andamento della corrente del golfo. Ne ha parlato anche Giuliacci in un suo posto. Credo che il tutto risalga al lavoro di Zangari di un paio di anni fa. Ma che tu sappia c'è qualcosa di nuovo?

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    1. A giorni apparirà qualcosa su Realclimate, tieni d'occhio il sito.
      Qualcosa, magari, trovi da qui, non so se li hai già letti:
      http://www.pik-potsdam.de/~stefan/Publications/Journals/kuhlbrodt_et_al_09.pdf
      http://www.pik-potsdam.de/~stefan/Projects/integration/
      http://www.nature.com/nature/journal/v472/n7344/full/nature09983.html
      e soprattutto
      http://www.springerlink.com/content/t435328g93882946/
      e un paragrafo interessante:
      http://img513.imageshack.us/img513/3462/schermata20120908a21521.png

      Io ne avevo già parlato, soprattutto cercando di smontare il mito glaciale associato al lavoro di Zangari, forse con un po' troppo sarcasmo :-D
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2011/04/twilights-winter-cooling-ii.html

      BTW: mi hai fatto venire in mente che dovrei dedicare un post ai tipping points.

      Ci vediamo il 29. Bye.

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    2. Finché la Corrente di Agulhas gode di buona salute, non mi preoccuperei:

      http://www.sciencedaily.com/releases/2012/08/120822091720.htm

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    3. @Ugo
      È del 2007, ma è sempre una lettura affascinante e consigliabile.
      http://shadow.eas.gatech.edu/~kcobb/abrupt/alley07.pdf

      @Paolo C
      obv ;-)

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  15. @ Bardi

    nono resisto,sta peggiornando la sua è veramente grossa,meriterebbe un articolo su CM come esempio del catastrofismo più becero.
    Il ruolo del CO2 nella PETM è un altro falso mito screditato da anni ormai sia perchè il picco di CO2 è successivo al riscaldamento, sia perchè il CO2 non spiegherebbe manco un quinto del riscaldamento avvenuto durante la PETM (secondo il cliam di sensibilità stimato che tra l'altro non torna ), il che vuol dire che sicuramente altre forzanti hanno agito (si ipotizzano imput orbitale sulle correnti marine che è una ipotesi che inseguo da anni) queste forzanti hanno dato in realtà il picco di caldo, e nessuno può dimostare che abbiamo determinato anche il caldo che erroneamente si atrribuisce all'effetto del CO2.
    Qui
    http://www.climatemonitor.it/?tag=petm
    Ancora però non sa dirmi cosa determinò il picco dell'Eemiano( non certo le forzanti orbitali )

    @ Steph

    devo andare a lavorare ma ti risponderò con calma solo che scivoli ancora nelle due possibilità

    CC

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma nessuno ha mai detto che le variazioni termiche del pianeta siano attribuibili alla sola CO2! Mi segnali un solo studio serio che invece lo dice?
      D'altra parte, nessuno studio serio si sognerebbe di scartare a priori il ruolo decisivo che hanno i GHGs come la CO2 nel forzare/guidare/amplificare le condizioni al contorno e l'andamento termico del pianeta via sbilancio radiativo.
      Il puzzle del PETM è sempre in progress, pur tuttavia qualcosa in più, lentamente, si scopre:
      http://www.nature.com/ngeo/journal/v4/n7/pdf/ngeo1179.pdf
      http://www.realclimate.org/index.php/archives/2009/08/petm-weirdness/
      http://www.nature.com/ngeo/journal/v2/n8/abs/ngeo578.html

      Per tutti i negazionisti di primo pelo del ruolo di main driver del carbonio, ci sono poi sempre le prove geologiche.
      Eemiano: perché scarti a priori condizioni al contorno decisamente importanti?

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  16. @Steph
    trattaci bene il dott. Costa! Con le tasse e la morte, l'unica certezza che abbiamo nella vita è che ascolterà sempre ed esclusivamente la voce del padrone.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Già. Magari, più semplicemente, non riesce proprio a disfarsi dei propri pregiudizi di conferma.

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  17. @ Steph

    Scrivi: "Per es. quando si tratta di prendere 3 secondi, ricavarci un presunto trend e compararlo con 6 minuti. Capisci bene (spero) che già parlare di trend sull'arco di un decennio non ha molto senso, figuriamoci quando di prendono 3 anni su 360."

    ma io non l'ho mai fatto, avendo premesso che il trend climatico era in declino e che tre anni 2007 2008 e 2009 non possono fare un trend climatico. Questo tu questo lo sai, non puoi non capirlo, quindi la tua è propaganda.

    "Già che ci siamo, altra curiosità: perché non guardi al volume? O al rapporto fra volume e area?"




    Certo altri parametri sono in declino come già detto, diciamo che l'estensione non è l'indice più rappresentativo.

    vita marina: certo c'è vita anche ai poli del resto l'acqua anche se fredda non è cristallizzata, ma in termini di biomassa e biodiversità a mc è minore, per forza.

    su nubi: certo sono complicate, nella tua disamina non citi shaviv e vezier ma io ti ho postato una ricerca freschissima che mette in risalto un trend, che è correlato al magnetismo solare (c'è una possibile forzante esterna)

    Su PETM: si concordo ci sono ancoraenormi incertezze, ma visto le peer review citate su CM, non si può prendere la PETM a dimostrazione dell'effetto riscaldante, men che meno si può dire che il CO2 delle emissioni antropiche darà il caldo della PETM ( è una bufala enorme) max si arriverà a 600 ppm bruciando tutte le riserve di combustibili fossili nella Petm si era minimo sui 1000 ppm più i vari picchi massimi molto più alti circa 1700 ppm dicono su realclimate
    http://www.countercurrents.org/template_clip_image010.jpg

    Poi mi citi Nature nel 1° link dove dicono che la PETM è stata innescata dal rilascio del CO2: ma io ti avevo postato i riferimenti dove si dice che il rilascio di CO2 avviene in seguito ad un improvviso riscaldamento, non prima: del resto non può essere altrimenti, perchè le eruzioni avrebbero raffreddato il pianeta (e questo non si vede) e la combustione della torba non basta a giustificare i picchi di CO2

    Su real climate accusano di fatto il metano dei clatrati per l'aumento delle T e del CO2 atmosferico, ma anche in questo caso ci deve essere una forzante precedente a far scaldare e di molto i clatrati sul fondo del mare. Questa forzante giustifica il picco di calore della PETM. E' lo stesso meccanismo della prova glaciologica.

    il 3° link è uguale alla seconda ricerca citata su CM e valgono le considerazioni già fatte, se c'è un'altra forzante sconosciuta questa potrebbe aver dato anche il riscaldamento attribuito al CO2, quindi la PETM non è una prova che l'aumento del CO2 faccia aumentare le T secondo i valori di clima di sensibilità stimata finora

    @ Roberto

    ?

    @ Coyaud

    Ancora devo leggere un suo articolo contro la Marcegalia energy e la Sorgenia di De Benedetti, che è uno dei suoi padroni che non pago di far soldi con la truffa dei pannelli fv(con un'efficacia di mitigazione climatica pari al nulla in termini di gradi C°) adesso investe in centrali a carbone con il beneplacito di legaambiente che è socia di Sorgenia.
    Mi faccia sapere quando si deciderà a fare un articolo di critica feroce alla Sorgenia: grondante di sarcasmo ed ironia nella quale è maestra, perchè il Lambro sbocca vicino a casa mia e il passaggio del suo cadavere non me lo voglio perdere per nualla al mondo

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    2. Trend et al.: 3 secondi sta a 6 minuti come 3 anni (2007-2009) a 360 anni (1350-2010). Riquoto quello che *tu* hai scritto: "il trend climatico è in calo dal 1650 (e non certo per l'Agw) ma dal 2007 al 2009 (soltanto) c'è stata un'inversione di tendenza (rispetto al trend di lungo periodo)". Per tacere del fatto che, di primo acchito, non si capiva di quale trend parlavi, visto che quello climatico dalla PEG è in rialzo, obv. E chiaramente con il netto contributo antropico del XX secolo.

      Vita marina: la produttività biologica (se va bene usare questo parametro) non ha eguali fra acque fredde e acque calde. Vincono nettamente le prime, perché krill, fitoplancton e zooplancton prosperano in esse. E perché il termoclino nei mari caldi fa da "tappo" e impedendo il rimescolamento dalle acque profonde le impoverisce di nutrienti.

      Nubi: la ricerca che citi non mostra nessun trend significativo. Riguarda solo alcuni tipi di nuvole e solo su terre emerse. E non è in contraddizione con le ipotesi prevalenti (per es. "Declining clouds in middle latitudes at high and middle levels appear responsible for this trend" e le nubi più alte sono anche quelle che producono un feedback positivo, mentre quelle più basse a prevalente feedback negativo non sembrerebbero essere diminuite e dunque questo andamento delle nubi non spiegherebbe il GW; poi "An analysis of zonal cloud cover changes suggests poleward shifts of the jet streams in both hemispheres", esattamente come da altre osservazioni, modellizzazioni e teoria; poi "Changes seen in cloud types associated with the Indian monsoon are consistent with previous work suggesting that increased pollution (black carbon) may be affecting monsoonal precipitation, causing drought in North India" esattamente come si sa già per l'effetto indiretto degli aerosol,...). Tieni poi conto che la conc. di vapore in atmosfera sta aumentando. E l'andamento solare è il calo da tempo, non ci vedo correlazioni con questa ricostruzione, al limite qualche frammento temporale spurio (e poi solo sui continenti?). Perché, ti ricordo, la teoria dei GCR dice: - attività solare ⇒ + GCR ⇒ + nubi basse ⇒ -T. Qui abbiamo: - nubi alte sulle ML continentali e no trend sulle nubi basse, in un periodo (1971-2009) in cui i GCR hanno fluttuato ciclicamente as usual perlomeno fino agli ultimi 3 anni, quando hanno mostrato un certo incremento dovuto al minimo solare protratto. E il GW intanto avanza...

      PETM: le eruzioni vulcaniche di lungo periodo non hanno solo raffreddato il pianeta. Quelle continentali effusive di tipo basaltico hanno immesso ingenti quantitativi di CO2 (vedi i Trappi siberiano e del Deccan).
      http://data.openearthsystems.org/readings/Open%20Earth%20Library-%20Topical%20Folders/CO2%20and%20O2%20(Proxy)%20History/Royer2006-CO2-forced%20climate%20thresholds%20during%20the%20Phanerozoic.pdf

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  18. @Steph
    Dopo l'evento di Zurigo, vado via tranquilla, l'argenterie est sauve. Ho l'aereo domani presto, mi scuserai ma lascio il dott. Costa alle sue fantasie solipsistiche.

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  19. @ Steph
    mi perdo i tuoi commenti perchè sono in "rispondi" e non in fondo, e spesso non compaiono nell abacheca recent comments.

    trend: indicavo solo il trend dal 2007 al 2009.

    vita martina: la produzione di plancton è più alta nei mari caldi
    http://www.patital.com/38111/che-cos-un-netto-plancton
    e nei mari freddi aumenta con la T e con esso nel lungo periodo tutta la catena alimentare.
    http://www.nextme.it/scienza/natura-e-ambiente/3811-nasa-vita-ghiaccio-artico-piante

    su nubi: meno nimbostratus non significa meno dimming e viceversa?

    su Petm: si certo con le eruzioni vulcaniche escono enormi quantità di CO2, però gli esperti non giustificano i picchi di CO2 del PETM con le eruzioni vulcaniche che danno anche altri segnali (solfati e calo di T)vedi grafico di Vezier http://www.climatemonitor.it/?p=16098

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  20. Plancton: beh, certo ma solo grazie alle più fredde acque profonde ricche di sostanze nutritive che emergono nelle regioni di forte mescolamento fra le acque profonde e quelle superficiali, come ad es. nel Pacifico tropicale orientale per mezzo della forza degli alisei che diminuiscono fortemente il termoclino annullandolo quasi (tranne che durante le fasi di El Nino). Quella, infatti, è una delle aree più pescose del pianeta (guarda caso).
    Artico: aumenta grazie al nutrimento apportato dalla radiazione solare sempre più penetrante d'estate lassù a causa di ghiaccio sempre più sottile e scarso.

    Nubi: dipende. Sono nubi di media quota e le nubi, come dicevo, sono cazzute. Riflettono la luce solare sopra (soprattutto quelle basse, soprattutto a spessore ottico elevato) ma al contempo emettono radiazione IR verso il basso al di sotto (soprattutto quelle alte, soprattutto a spessore ottico ridotto). Ma dipende anche da localizzazione (terra ferma vs oceani), latitudine, stagionalità, durata di vita. Certe nubi a certe latitudini in certe stagioni si comportano esattamente all'opposto rispetto alle stesse in condizioni diverse, ad es. anche le basse nubi riflettive in realtà possono benissimo produrre un feedback positivo perché, in presenza di oceani più caldi, tendono a dissolversi.
    http://climafluttuante.blogspot.ch/2010/12/jamais-vuso-far.html
    Quello che lo studio (incompleto, vedi anche questo http://journals.ametsoc.org/doi/abs/10.1175/2011JCLI3972.1
    ci dice è che i trend sui continenti non sono forti e significativi, ma in generale le nubi a media e alta quota (in particolare delle ML) sono diminuite mentre quelle a bassa quota non mostrano alcun andamento. Nelle regioni polari boreali aumentano a tutte le quote di riferimento.
    http://imageshack.us/a/img853/6510/schermata20120915a15414.png

    Ergo: meno nembostrati sui continenti significa meno dimming ma sugli oceani può pure essere una spia del GW degli oceani.

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  21. @ Steph

    "Ergo: meno nembostrati sui continenti significa meno dimming ma sugli oceani può pure essere una spia del GW degli oceani."

    Benissimo! Questo è un feedback!
    CC

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