giovedì 21 novembre 2013

Questione di proporzione


Fatte le dovute proporzioni, un evento estremo come il nubifragio che ha colpito la Sardegna, se si fosse scatenato al di sopra del territorio sudalpino del cantone Ticino, avrebbe potuto causare un'alluvione catastrofica con enormi danni anche in una fra le regioni caratterizzata da un'intensità delle piogge fra le più alte d'Europa.


Nelle zone toccate dall'estremo nubifragio cadono circa 600 mm di pioggia all'anno (nella regione di Oristano) o poco più (nel nordest dell'isola).
Se li confrontiamo con i 300 mm, persino 385, che sono caduti localmente in sole 24 ore abbiamo un'idea di che tipo di evento estremo sia stato. I 300 e passa mm caduti in Sardegna rappresenterebbero per es. in alcune regioni del cantone Ticino (per es. la Valle Maggia) un'allerta 5, il grado più elevato. In queste zone il record  giornaliero è di 414 mm (Camedo, nelle Centovalli ai confini con la valle Vigezzo).
Per capire bene la portata dell'evento sardo, però, occorre fare le giuste proporzioni: in Ticino cadono fra i 1500 e i 2000 mm annui. Quindi il record giornaliero di Camedo rappresenta circa poco più di 1/5 di quel valore. Lo stesso rapporto di 1/2 come in Sardegna in questa regione vorrebbe dire un evento fra i 700 e i 1000 mm in 24 ore (il doppio del record puntuale di Camedo): un'alluvione pazzesca di tipo estremamente catastrofico e con danni enormi. Un evento eccezionale teoricamente possibile ma molto improbabile: in via del tutto speculativa parliamo di un evento che ha tempi di ritorno di oltre 600 anni.
Certo che i cambiamenti climatici in atto potrebbero però anche modificare queste statistiche.

Bisogna naturalmente tener conto del territorio e della sua resilienza: sia dal punto di vista antropico e quindi del suo uso (occupazione, modifica, gestione, concentrazione di beni, vulnerabilità ed esposizione ai rischi) e sia da quello naturale e quindi della capacità geologica che il suolo ha di assorbire lo shock idro-meteorico (cosa che dipende da conformazione geologica, rilievo, morfologia ma pure da una certa "assuefazione" ad eventi di questo tipo).
Ma, al di là di questi aspetti, è palese che un evento di questo tipo lascerebbe abbondantemente il segno.

3 commenti:

  1. ciao!
    sui forum mi sono spesso trovato a parlare di 'colore' delle stagioni..non essendo mai capito o aspramente criticato..
    un concetto in particolar modo mi veniva sempre contestato: asserivo che se anche non pioveva di meno, era il 'come' l'aspetto differente..insomma 800mm annui sono sempre quelli..ma se il cielo te li spara in 2-3 eventi invece che in 40gg di pioggia è diverso..
    stessa cosa dal punto di vista termico quando facevo notare che spesso le minime dalle nostre parti (parlo di Firenze) erano in passato più 'cattive' raggiungendo spesso valori che oggi sono sporadici, occasionali..
    vabbè, mi veniva risposto, ma che tu abbia -1 di minima e +7 di massima o -5 di minima e 11 di massima è uguale..non cambia niente..
    in realtà se non hai più minime basse (riferite a quel territorio) significa che a livello circolatorio qualcosa è cambiato..o no?
    concetti semplici secondo me..difficili, anzi fantasiosi, secondo altri..comunque del settore..
    un saluto e ancora complimenti per il report/post.

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    1. Grazie dei complimenti. Nel prossimo post torno su alcuni aspetti che sollevi, applicandoli alla realtà dei tifoni come quello mostruoso che ha colpito le Filippine il mese scorso.
      Scusami per il ritardo con cui rispondo, ma ero iper-impegnato e spesso via per lavoro e ho un po' tralasciato il blog che per un po' ha latitato...

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    2. figurati..grazie a te per l'attenzione..
      non sono che un appassionato che ha fatto un po' di divulgazione..e un corso in meteorologia applicata..nulla di più..
      grazie ancora!
      un saluto :)

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