Kool things


•●5 milioni e 350'000 km^2 di estensione mensile minima lo scorso settembre per la banchisa artica, "solo" 40'000 km^2 circa in meno rispetto alla precedente più ridotta estensione minima mensile estiva, quella del 2009. Non male. E però anche circa 400'000 km^2 in più rispetto all'ultimo dei 3 outlook estivi. Non bene. E dimostrazione di quanto siano ancora molto imprecise queste proiezioni e di quanto conti ancora la variabilità interannuale e le condizioni meteo al contorno.



E tuttavia: inutile perdersi a scrutare i dettagli della corteccia, il rischio è di perdere di vista (o di perdersi nel)la foresta. Questione di perdite: se gettiamo un'occhiata all'età dei ghiacci (e al relativo spessore) e alla loro distribuzione nel bacino pan-artico oppure al volume, vediamo subito tutta un'altra storia o meglio: riusciamo a cogliere l'insieme anche nel particolare.




Al polo opposto le cose vanno decisamente meglio, ma la cosa non è che sia così sorprendente come qualcuno fa finta (o crede) che sia.

L'Antartide non saprà che è uscito l'AR5, ma sa bene che a suo tempo sono usciti AR4, TAR, SAR e FAR. E che al GFDL, a metà anni 70, nei modelli utilizzati  all'epoca si fosse già ben consapevoli che l'amplificazione polare prevista (e poi effettivamente verificatasi) sulla base di considerazioni di natura fisica associabili per es. al feedback dell'albedo, non sarebbe stata della stessa intensità nei due emisferi ma sarebbe stata più forte in quello boreale; e questo, di nuovo, sulla base di considerazioni di natura fisica relative all'albedo.

Anyhow: ghiaccio marino artico sotto la media ma meno del previsto e meno degli scorsi anni (ma pur sempre sottomedia) + ghiaccio marino antartico sopramedia di parecchio = ghiaccio globale sopramedia?
Sì, nei calcoli della serva.


h/t tamino

Notare la differenza fra la forte caduta nell'Artico (la linea verde è la media mobile su 10 anni ed è calata di circa 1.5 milioni di km^2) e la più modesta salita nell'Antartide (la media mobile su 10 anni è cresciuta di circa 0.4 milioni di km^2); ad inizio serie, tra l'altro, c'era più ghiaccio nell'Artico che in Antartide.

h/t elz


●• Nel frattempo un recente studio pubblicato su GRL (supp. info qui) ed effettuato da un gruppo di scienziati dell'Università del Colorado evidenzia come i ghiacci artici se ne stiano andando e le temperature medie estive registrate nell'Artico canadese siano le più alte negli ultimi 44'000 anni.
Gifford Miller, il principale autore dello studio:
Il riscaldamento dell'Artico è senza precedenti: lo studio che abbiamo fatto mostra che è fuori scala rispetto a qualsiasi variabile naturale ed è dovuto all'aumento dei gas serra nell'atmosfera.
Questo è uno dei primi lavori che mostrano come i picchi odierni di temperatura nell'Artico superino quelli di inizio Olocene. Durante questi picchi precedenti, la radiazione solare è stata stimata essere del 9% maggiore rispetto ad oggi, una forzante radiativa positiva che allora agiva in più e oggi in meno.
Miller e i suoi colleghi sono giunti a queste conclusioni osservando le bolle di gas intrappolate nei carotaggi della calotta che permettono di ricostruire temperature e precipitazioni del passato e accoppiando questi dati con la datazione al radiocarbonio di ciuffi di muschio ritrovati nei ghiacci in fusione nell'isola di Baffin. L'analisi ha mostrato che queste piante erano rimaste intrappolate nel ghiaccio per almeno 44'000 anni, forse addirittura per 120'000; una sorta di Ötzi vegetali conservati nel freezer per un tempo assai più esteso di 8-20 volte :-D
Prese complessivamente, queste analisi suggeriscono che le temperature della regione non sono mai state coi calde da allora. Ancora Miller:
 L'Artico si sta riscaldando da circa un secolo ma il vero e proprio processo non è cominciato che negli anni Settanta. Ed è realmente negli ultimi 20 anni che i segnali del riscaldamento sono diventati seriamente allarmanti, sia per il fatto che denotano sempre più chiaramente lo scarto dal rumore di fondo a favore della forzante antropica e sia ovviamente per gli impatti che questa tendenza ha e avrà sul futuro dell'Artico.

Commenti

  1. il concetto di 'volume' dei ghiacci è un concetto piuttosto semplice..credo già alla portata di un ragazzino delle medie..
    eppure, sembrerà strano ma è così, è uno dei concetti più difficili da far assimilare..
    e non parlo di persone che non hanno confidenza con tali argomenti (mio padre ha capito e pure faceva l'arredatore..) ma di appassionati che passano le ore a studiare carte e ad innamorarsi della meteo e della climatologia..
    e la cosa è veramente ganza e sarebbe da studiare, perché alcune di queste persone conoscono benissimo argomenti di portata 'professionale' e non riescono ad accettare un concetto così semplice (oppure non lo vogliono fare..), come del resto sono dubbiose o addirittura argomentano con irruenza contro la ricerca che decreta ormai, da anni, la centralità del problema dell'aumento termico provocato dall'uomo.
    un saluto.
    s.

    RispondiElimina
  2. dimenticavo..grazie per il post..davvero bello :)

    RispondiElimina
  3. D'accordissimo con te. E grazie del complimento!
    Ciao dall'era glaciale

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Il clima scatena la guerra

Vendicati i "modellini farlocchi"

Clima più estremo? III — Heatwaves, feedbacks