Collaborazioni


Si mormora che

1) il livello dei mari sarebbe dovuto crescere a dismisura senza sosta alcuna così come le temperature, il contenuto di calore negli oceani, il numero di uragani ecc ecc ecc. Aggiungiamoci la riduzione della banchisa artica, della calotta glaciale groenlandese e della massa glaciale continentale globale, già che ci siamo. Solo che



2) tutto ciò sarebbe fermo da otto, dieci, più anni o non sarebbe nemmeno aumentato.
Un bel dilemma, insomma. E anche un bel minestrone, come mi pare si sia abituati a fare nelle centraline in cui si mormora, ma fa niente.

Già, ma il problema sta nel saper leggere e interpretare i dati.

1)
vediamo un confronto rapido fra proiezione delle T globali, dell'aumento del livello dei mari e della riduzione della banchisa artica con la registrazione effettiva dei dati.



Le proiezioni, in effetti, in alcuni casi (mare, banchisa) divergono un po' ma per difetto. E non sorprende, visto la naturale tendenza della scienza, anche climatologica, ad assumere posizioni molto conservative in ambito di ipotesi nulla. Sui ghiacci artici, poi, risulta oltremodo arduo quantificare per bene e per tempo un fenomeno come l'amplificazione artica, in questi anni (e come però già previsto 37 anni fa) in pieno lavoro.
Sulle T, ecco il raffronto con i dataset in uso e quello con la famosa e famigerata proiezione di Hansen del 1988 (T2m e scarti dalla media 1951-1980, vedi anche qui).


Il problema delle soste mancate, è un problema inventato di sana pianta dalle stesse centraline, che forse fanno finta di non sapere che esiste la variabilità naturale di corto periodo. Se sottraiamo questo segnale di corto periodo (le fluttuazioni interannuali date soprattutto dall'ENSO) e quello di forcing naturali di medio-corto periodo (il ciclo undecennale della TSI, gli aerosol da eruzioni vulcaniche), ecco che dal rumore di fondo ne esce una bella detenzione del climate change (qui in italiano da climalteranti):

Insomma: cosa succede quando un climatologo coi fiocchi decide di ricorrere alle risorse di uno statistico coi controfiocchi per tentare di distillare, dal rumore di fondo, un segnale il più chiaro e significativo possibile? Metodologia tutt'altro che fatta a caso, eh. Sappiamo che il segnale esiste, lo sappiamo perché ce lo dicono teoria (da un sacco di tempo), osservazioni empiriche (da tempo) e simulazioni numeriche (da un po' di tempo). D'altro canto, la detenzione dello stesso è, sul corto termine, influenzata dal rumore di fondo stocastico. Noise dato perlopiù dalla variabilità interannuale tipica di ogni sistema complesso (su questo blog se ne è parlato più volte, ad es. quiquiquiqui o qui) ma  anche da forzature naturali di breve periodo (come la ciclica variazione dell'irradianza solare o le più potenti eruzioni vulcaniche esplosive). Lavoro tutt'altro che inutile, come invece nella oramai prevedibilissima centralina italofona a rimorchio - a corto di vitamine e sempre più ricca di chincaglierie ideologiche - si sostiene. E dove, con la solita coerenza auspicata ed esplicitata e sentenziata, non più di qualche mese prima si predicava proprio il ricorso agli statistici col fiocco chic per arrivarne ad una e dimostrare una volta per tutte che Mann è un modesto hockeysta prestato alla climatologia e che Jones ha davvero nascosto l'era glaciale incipiente con prestigiosi trucchi da giochi di prestigio.


Volendo, possiamo abbinare il suddetto lavoro a questi due bei recenti studi di attribuzione: qui e qui (la figura sotto è tratta da questo lavoro).


2)
• Sulla presunta fine del GW.
• Su quella degli uragani (anche qui).
• Su quella della massa glaciale continentale globale.
• Sulla presunta fine dell'incremento del livello dei mari. Ecco anche come l'acqua caduta massivamente sui continenti a causa della protratta Nina stia gradualmente ritrovando la via del mare:

Ed ecco una spiegazione for dummies da parte di Josh Willis:



• Su quella dell'OHC nei primi 700 m di profondità (anche qui) e oltre fino ai 2000 m (da qui, vedere anche qui) e vedi i grafici sotto (fonte).



Insomma: ci sono molte evidenze che confermano le collaborazioni in atto fra parecchi elementi del sistema climatico analizzati e interpretati comme il faut (anche dal punto di vista della tanto biasimata statistica) e il cambiamento climatico generale.

Il GW continua, sempre in attesa del GC. To be continued, stay tuned.

Commenti

  1. Io sto ancora ridendo per l'ultimo post di Tamino:

    http://tamino.wordpress.com/2012/02/16/wet-is-dry-and-dry-is-wet/

    Mi ci voleva proprio...

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  2. Ma LOL^2 :-D
    tipico e perfetto esempio di scemenzaio terrapiattista.

    RispondiElimina

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