domenica 27 febbraio 2011

Showdown

Premessa

L'articolo di Klaus Hasselmann pubblicato la scorsa estate su Nature Geoscience, ma riesumato in tutta la sua lucidità e importanza il mese scorso, nell'ambito dello speech di Trenberth al congresso dell'AMS (ne ho parlato qui).


In difesa della scienza

La lettera da parte di un nutrito gruppo di scienziati, molti dei quali membri della NAS e afferenti al progetto tPoCS, indirizzata alla nuova leadership del Congresso USA. Presa di posizione per ricordare al Congresso l'importanza del tema dei cambiamenti climatici, perfetto esempio di minaccia alla sostenibilità, visto l'impatto non solo sull'ambiente ma pure su economia, sicurezza nazionale e salute pubblica che l'AGW produce (vedi anche qui il Report commissionato dalla precedente amministrazione USA).

venerdì 25 febbraio 2011

Non disturbare


Saccenteria al servizio del terrapiattismo, esibita da chi probabilmente era ancora uno sbarbatello quando  Kiehl e Trenberth pubblicavano questo paper: è questa l'ultima provocazione con parvenza di scientificità (h/t Hydraulics, ma vedi anche qui) proposta dalla centralina più nota dei diversamente esperti di clima di tutto. Dopo i rimorchi, ritorno al passato nei territori della voodoo science. Non male il percorso circolare, direi abbastanza coerente con le ipotesi TPC. A quando l'esercito delle sockpuppets? (ma magari qualche esemplare di marionetta c'è già...:-D

Non entro nel merito delle incredibili scempiaggini e delle molte confusioni del pezzo, alcune già segnalate nel commento linkato e persino notate da alcuni commentatori della stessa centralina. Non sembra conoscere, costui, il concetto fisico e matematico di emissività. Segue infatti un ragionamento fallace di alcuni fantomatici dilettanti pensionati che considerano junk la legge di Stefan-Boltzmann. Ergo lo è anche per l'ing. che sa tutto lui.
Faccio del sano cherry picking (che ci vuole, eccome che ci vuole, in questi succosi casi ;-) e mi limito ad estrapolare un paio di frasi che sono l'emblema del pezzo ma anche di tutto un modus di disinformare da parte delle solite centraline (e _questa_ è regina, in tal senso):

sabato 19 febbraio 2011

Winter cooling? I - Abissi e paradossi artici


Nel giugno del 2008, a questo seminario sulla variabilità atmosferica nel XX secolo a cui ebbi l'occasione di partecipare (qui una sintesi del workshop), Jim Overland espose - forse per la prima volta in modo esplicito, poi la riprese in modo più esteso l'anno scorso all'IPY-OSC 2010 - un'ipotesi relativamente nuova, molto interessante ma, di primo acchito, anche abbastanza spiazzante circa il modo in cui l'amplificazione artica degli ultimi 15 anni (accelerante nella seconda metà degli anni 2000) sarebbe in grado di influenzare le dinamiche termo- e idrodinamiche e i pattern circolatori fra la regione artica e le medie latitudini. Al seminario era presente anche Mark Serreze, allora ricercatore ma oggi anche direttore dell'NSIDC, uno dei ricercatori a cui si deve la descrizione dell'amplificazione artica al lavoro (per es. quiquiqui, qui o qui).
Allo stesso seminario, stranamente, non ho visto nessun agente della nota centralina del terrapiattismo a rimorchio e nemmeno c'era uno dei suoi rimorchiatori (nonché figli di mamma Watts) più "sfruttati", eppure oggi questi continuano a pontificare a vanvera, as usual (➬ ascoltare la centralina del 15/2 o il rimorchiatore segnalato qui).

giovedì 17 febbraio 2011

Hard rain




Piogge più intense, siccità più grandi: la frequenza degli eventi climatici estremi (in questo caso associati al ciclo dell'acqua), a causa del GW, sta aumentando. Questo è quanto emerge dai tre lati del triangolo della scienza: ce lo ricorda la teoria, ce lo dicono i modelli climatici, ce lo mostrano le osservazioni empiriche.

martedì 15 febbraio 2011

Hopen: your ice and sea...


Apri gli occhi e guarda, naufrago solitario del mari del nord.
Apprezza la languida poesia dei paesaggi settentrionali di un pianeta lontano.
Scorgine il battito delle maree e il respiro del vento.
Ammira il bianco languore del ghiaccio infinito.

Quattro abitanti su una virgola di terra ghiacciata, spazzata dal vento e bagnata dal mare.
Quattro volontari che si intrattengono e per sei mesi osservano e mantengono in servizio una stazione meteorologica abbarbicata quassù dal 1947.
Quel che ognuno di essi vede non è molto diverso da quello che osservano migliaia di altre stazioni sparse per il globo e se lo è induce ancora più preoccupazione.
Quel che ognuno di essi osserva non gli piace e non gli dà pace.

sabato 12 febbraio 2011

Antipasti fritti di carnevale

Carnevale marzolino, quest'anno, ma gli antipasti fritti sono già pronti.
E che ogni scherzo vale, lo dimostrano alcune recenti "ricette" che ho letto qua e là.


Qua (e qua), per es., un ingegnere (di quelli che sanno tutto e basta!) ci spiega la sua entusiasmante scoperta che sa di rivoluzionario come un pesce sa di fresco dopo una settimana fuori dall'acquario.

, per es., sfide bizzarre che qualcuno ha raccolto e rivoltato come un guanto, ma qui altre sfide che invece foraggiano battaglie degne di Pietro il Grande.

, infine, un affetto dell'effetto D-K cerca di rimuovere - suo malgrado - le condizioni al contorno come si rimuove un tappeto sul quale si sta tentando di rimuovere un tappeto.

lunedì 7 febbraio 2011

Play w/ fire...


Il metano sotto i ghiacci artici e il permafrost siberiano è una vera e propria bomba climatica ad orologeria. Sarà magari anche meno potente di quel che ci si attende (viste le ancora molte incertezze), non riuscirà magari ad innescare un runaway GHE (effetto serra incontrollato), ma inquietante è comunque il meno che si possa dire.

È dallo scorso 2 aprile che avevo intenzione di postare qualcosa di simile. Ho atteso Cassandra, che ne ha parlato proprio ieri [UPDATE 8/2qui un post dal blog di Nature da dove arriva il video, h/t Paolo C., c'è anche l'interessante grafico postato sotto sull'andamento della concentrazione di metano, tema su cui torneremo più avanti; e qui altri video, sempre dall'UAF].

domenica 6 febbraio 2011

Nel dubbio, ignora il dubbio



Stream #1
EliRabett, in questo post, ricorda la strategia in atto da anni in vari settori delle scienze, un tempo quelle mediche (associate alla pericolosità del fumo) da parte delle BigTobacco&C (B&W, PMI...), poi quelle sociali (associate alla pericolosità delle armi) da parte di BigGuns&C (NRA, Lockheed...), negli ultimi anni in quelle atmosferiche e climatiche (20 anni fa associate alla pericolosità dei gas clorati in ordine alla loro dannosità sull'ozono stratosferico, da almeno 20 anni associate alla pericolosità delle continue emissioni di GHG e CO2 in primis) da parte di BigOil&Coal&Mining (E$$o, Koch ...). Strategia volta alla manipolazione del dubbio e dell'incertezza per fini ideologici e politici. Leggersi questo interessantissimo libro di Naomi Oreskes, in alternativa questo dispaccio, in alternativa questo splendido speech della stessa prof.
Un excerpt dal dispaccio:

sabato 5 febbraio 2011

Renzo Piano e la fragilità della terra

Splendida intervista all'archistar Renzo Piano pubblicata ieri sul Corriere del Ticino. Fra le righe, il famosissimo architetto genovese sottolinea più volte come oggi uno dei ruoli essenziali dell'architettura (al di là di quello basilare di risposta ai bisogni della gente) e uno degli attuali e futuri elementi ispiratori siano la consapevolezza della fragilità della terra. Con le sue stesse parole:

mercoledì 2 febbraio 2011

Pane e tempesta

Nei sogni della notte i cattivi chiedono perdono e i buoni uccidono


Incipit del recente libro di Benni, il cui titolo ispira il nome di questo post, per parlare di sogni, di notte, di cattivi e di buoni. E di rivolte e possibili rivoluzioni.

Quel che sta succedendo in questo inizio 2011 in Nordafrica e forse in Medio Oriente è prima di tutto una conseguenza del domino rally al lavoro favorito da un mix esplosivo: forte popolazione urbana e  in crescita in un contesto in via di sviluppo (Egitto: popolazione 80 milioni e mezzo di ab. di cui 1/3 sotto i 15 anni e di cui quasi la metà in aree urbane, età media 24 anni, 3 figli in media per donna, PIL pro capite 6200 US$, GINI Index 30-35, rateo di crescita annua del PIL 5.3%, tasso di disoccupazione ~10%, 1/5 degli ab. sotto la soglia di povertà, ISU 0.6/1 in crescita di 0.08 punti a decennio ma nell'ultimo in modo meno rapido e oggi in 101a posizione / Tunisia: popolazione 10 milioni e mezzo di ab. di cui quasi 1/4 sotto i 15 anni e di cui 2/3 in aree urbane, età media 30 anni, 1.7 figli in media per donna, PIL pro capite 9500 US$, GINI Index 40, rateo di crescita annua del PIL 3.4%, tasso di disoccupazione 14%, ~5% degli ab. sotto la soglia di povertà, ISU 0.7/1 in crescita costante di 0.07 punti a decennio e oggi in 81a posizione -> dati da qui e qui) + assenza di democrazia e anelito a più libertà e giustizia + popolazione piuttosto giovane con poche opportunità economiche + esplosione delle connessioni e degli allacciamenti a reti telematiche e degli abbonamenti ai cellulari (qui la situazione mondiale, qui Egitto e qui Tunisia). Questi i sogni.