Beggars banquet

Conta il bilancio, come sempre: se a fine anno hai più o meno soldi dipende dal saldo fra quanto hai guadagnato e quanto hai speso, se guadagni più di quel che spendi puoi permetterti di fare più cose o di accumulare capitale, in sostanza muti le condizioni associate alla tua qualità di vita per un anno; se spendi più di quanto guadagni o intacchi il capitale (se ce l'hai) o ti indebiti. Estendi la cosa nel tempo per più anni e il bilancio dato dai flussi in entrata nel tuo portafoglio (o nella tua banca) meno quelli in uscita determinerà come vivrai, al netto degli interessi maturati.


(Tedesco et al. 2011)

Così anche in natura e ovviamente per es. per quel che riguarda il clima, con la differenza della scala temporale e spaziale (più lenta e più ampia): se il geosistema accumula più energia di quella che disperde verso l'esterno la stocca, la dissipa, la trasforma al suo interno, tutto quel che volete, ma alla fine sostanzialmente muta le condizioni geofisiche associate alla temperatura dell'aria e al ciclo idrologico. Al contrario muterà le sue condizioni verso la situazione opposta. Estendendo la cosa per decenni, il bilancio dato dai flussi in entrata nel geosistema meno quelli in uscita dal geosistema determinerà l'andamento climatico, al netto della stocastica variabilità interna (tipica di ogni sistema complesso) e dei possibili effetti domino e "palla di neve" (tipping points, vedi ad es. qui o qui).

Altro es. in natura, per quel che riguarda la CO2 in atmosfera: se il sistema oceano-atmosfera-terraferma accumula più CO2 (in atmosfera) di quella che riesce ad assorbire (mediante l'oceano e la biosfera), questa resterà lassù per un sacco di tempo. In caso contrario si torna all'equilibrio. Al netto della normale variabilità interannuale dettata dalle sollecitazioni interne (per es. dall'ENSO e dai suoi effetti) sulle componenti del sistema. Esteso per decenni, questo saldo dato dai flussi in entrata in atmosfera meno quelli in uscita dall'atmosfera porta ad un aumento della sua concentrazione e ad un mutamento graduale della composizione chimica dell'atmosfera (per es. diminuendo la concentrazione di O2 in seguito a fenomeni di combustione fossile sostanzialmente responsabili delle emissioni globali di CO2), di nuovo al netto di possibili effetti non lineari.

Oppure ancora per quel che concerne la criosfera: se il sistema glaciale globale (o anche solo regionale) accumula meno precipitazioni nevose rispetto alla quantità di acqua che fonde e che defluisce verso il mare in un anno, la massa diminuisce; al contrario aumenta (per es. qui). Come nel primo esempio dei soldi, estendi la cosa per più anni e il bilancio dato dai flussi in entrata nella criosfera meno quelli in uscita dalla criosfera determinerà il volume e l'estensione glaciale futura, come prima al netto di possibili e specifici effetti non lineari.
RC ha un post molto interessante sull'esempio azzurro (criosfera), nello specifico su Meltlandia (a cui si riferisce il grafico in figura sopra) tema su cui tornerò presto con un post dedicato [avrei in coda altri 6 o 7 post, dedicati a: foreste 2011 / l'energia nascosta di Trenberth / notizie dal sole e dal meeting di SORCE / news sulla NAO e sull'ENSO / consuntivo SIE Artico 2011 / feedbacks idrodinamici III / paleonews II ...].

In questi due ultimi esempi, poi, entra in gioco il delicato ed importantissimo fenomeno delle retroazioni.
Più CO2 porta ad un aumento dello sbilancio radiativo ergo a più energia accumulata ergo a temperature dell'aria più alte e a temperature oceaniche più alte (al netto della variabilità interna soprattutto oceanica) ergo a minor capacità di assorbire CO2 (al netto della biosfera). Ma anche a minor estensione superficiale criosferica, ergo a minor albedo (al netto delle nuvole) ergo a maggior possibilità di accumulare energia infrarossa da parte degli oceani e della superficie terrestre ergo a temperature dell'aria e dell'acqua più alte e così via. Per tacere poi di possibili effetti non lineari, per es. riconducibili alla liberazione di altri gas serra come il metano dal permafrost artico scongelato.

Roulette russa laggata nel tempo, lento e graduale gioco pericolosissimo, ipoteca sul futuro dei nostri figli  nipoti e pronipoti, banchetto di conseguenze a cui dovremo giocoforza tutti quanti, prima o poi, sedere.

Banchetto di mendicanti?

John D. Sterman (Jay W. Forrester Prof. di Management e direttore del MIT System Dynamics Group) - a cui da scienziato dei sistemi quale è risulta particolarmente cara la comprensione dei meccanismi di base di un sistema complesso come il clima e i suoi cambiamenti - da tempo tenta di porre l'accento su questi 3 o 4 elementi basilari (stock, flussi, bilanci, retroazioni) : ne parlava qui (e in questo speech, h/t Cassandra) e ne parla anche in questo recente paper sul tema della comunicazione dei rischi del cambiamento climatico in un mondo dominato da confusione, difficoltà di comprensione, catastrofismo, scetticismo e anche facile propensione al terrapiattismo.

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