sabato 25 febbraio 2012

Come un refolo...

...di vento mattutino mentre incalza il dì in pieno incremento termico giornaliero.

Stamane ero dal barbiere e - come spesso succede in quei frangenti - ho assistito ad una discussione sul tempo. [Update 28/2: vediamo se domani, con la solita subtropicale favonizzata, riusciamo a fare, da queste parti, il primo giorno estivo (Tmax >= 25 gradi) più precoce da inizio serie strumentale. Io non ci credo molto, ma sabato nessuno aveva cmq previsto una max a 23 gradi (e le previ davano max a 19-20 gradi). Vediamo.]
Mamma mia che inverno, non se ne può più del freddo... ma guarda oggi però, è primavera inoltrata ... finalmente, non se ne poteva davvero più ... un po' come fino a un mesetto fa (incalzo io). Facce stranite ... Natale, ricordate? In mezza manica ... ah già ... amnesia meteo galoppante ... a proposito: ma non avevano mica previsto gelo siberiano fino a fine mese e oltre?... Sì, vabbé (ri-incalzo io) ma è davvero difficile prevedere il tempo con sufficiente affidabilità oltre il paio di settimane ... ma io ho letto di tendenze stagionali ... sì ma quelle sono proiezioni e la cosa, oltre che sperimentale e da prendere con molta cautela, è anche molto generica (di nuovo io, sospettando che tizio legga MS :-D) ...

Conversazioni da saloon a parte, oggi si schiattava davvero.  Oltre 20 gradi nelle pianure sudalpine (mi pare di aver letto 22.5 °C a Bolzano, Update 25/2: 23 °C a Lugano oggi...), roba da inizio maggio. In zona,  17.2 °C  a 1007 mslm a Piotta (pochi km più a sud dell'entrata del tunnel del S. Gottardo), nuovo record di temp. max. per quella stazione, a quella quota. Ecco il record invernale dell'intero comprensorio, finora, datato 19 gennaio 2007.
Bon, l'effetto della subtropicale föhnizzata non lo scopriamo certo oggi, ovvio, sebbene faccia sempre il suo bel figurone. Ma dopo la litania che mi sono sorbito dai soliti circa l'immondo gelo siberiano da PEG, ci voleva proprio un bell' anticipo di primavera inoltrata, mi mancava, eccome mi mancava. Dopo un anno con due estati e un autunno protratto fino a 2 settimane fa, mi ci voleva proprio.
Il tempo non è il clima, d'accordo. Ma oggi basta un po' di föhn di un giorno per fare record di caldo,  mentre non sono bastate due settimane di transiberian, buran e orso siberiano a fare un record di minima da queste parti.
Già: il GW è proprio un'invenzione dei catastrofisti cattivi al soldo delle eco-lobby. E il GC prospera e impera. Soprattutto nelle centraline.

Vi lascio con 8 refoli famosi (in rigoroso ordine temporale inverso), alcuni dei quali ancora al buio della notte, altri all'alba. Confrontate intensità ed estensione dell'anomalia. E ricordate il 2011. E il 2010, e il 2009, and so on...
7-22 gennaio 1987

1-15 febbraio 2012

12-27 gennaio 1963

1-15 gennaio 1985
15-30 gennaio 1942

1-15 febbraio 1956

1-15 febbraio 1929

7-22 gennaio 1940



10 commenti:

  1. L'anno iniziò sul gigantesco fronte orientale con le nuove offensive sovietiche invernali ordinate da Stalin (convinto della possibilità di un crollo 'napoleonico' dell'esercito tedesco e quindi desideroso di non dare respiro all'invasore) in tutte le direzioni: dopo la vittoriosa battaglia di Mosca, l'Armata Rossa proseguì la sua avanzata, in mezzo alle intemperie dell'inverno russo e a costo di terribili perdite, soprattutto nella regione a ovest della capitale. I tedeschi si trovarono spesso in drammatiche difficoltà... un po'di storia.

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  2. Grazie della digressione storica!

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  3. A Milano il "declino dell'attività solare" si sente molto: oggi al Parco Sempione c'era un sacco di gente stesa sui prati ad abbronzare.

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  4. LOL
    Abbronzatura declinante :-D

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  5. Dopo 160 cm di neve caduti e 2 settimane di sotto zero anche di giorno con oltre 1 metro di neve al suolo faccio fatica a seguirti nell'ironia. I disagi notevoli in citta' gravissimi sull'appennino - dove sono caduti fino a 3 metri di neve - mi hanno fatto lungamente riflettere. Abbiamo superato - con molti disagi - la super estate del 2003, ma usciremmo molto ma molto peggio da un super inverno simile ad esempio al 1830. Tcove

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  6. Aggiungo - visto che prima dovevo essere sintetico poichè utilizzavo un cellulare - che la nostra civiltà occidentale, fondata su produttività e consumi, tollera malamente le ondate di freddo intenso accompagnate da neve copiosa perchè si riduce improvvisamente e drasticamente la "mobilità" che resta uno degli elementi più importanti del nostro sistema economico- sociale.
    Ovviamente l'eccezionalità dell'evento è da considerarsi in relazione ai diversi climi a cui soggiaciono le nostre città (Roma non è Berlino) ma in generale il concetto è valido per tutti i paesi delle medie latitudini.

    Diverso è l'approccio con cui si affronta un'ondata di calore, anche estrema. Qui è soprattutto la persistenza dell'anomalia per periodi di tempo lunghi che causa forti disagi e crea le condizioni per disastri ambientali gravissimi.

    Però mi sembra di poter affermare che le ondate di calore in paesi ricchi come l'Italia sono meglio gestibili; le problematiche legate ad anziani e siccità hanno piani di intervento già realizzati o in corso di realizzazione ed i tempi più lunghi nel quali si manifestano i disagi si prestano ad una più efficace opera di mitigazione (basta volerlo ed avere i soldi per farlo).

    In sostanza ben venga un normale inverno nevoso ma se devo rivedere anche solo uno dei terribili inverni degli anni ' 40 preferisco un'estate caldissima degli anni 2000.

    Ovvero AGW contro PEG ... non ho dubbi, meglio AGW moderato, con buona pace del buon Luca Mercalli al quale tanto piacerebbe riavere i suoi ghiacciai piemontesi meno sofferenti.

    Telegraph Cove

    P.S. quanto scritto non vale per i paesi che definiamo "in via di sviluppo" dove ondate di caldo e di freddo fanno danni e vittime in egual misura. Forse però il problema non è aiutarli solo nell'emergenza ma anche a trovare finalmente una "via di sviluppo" che non sia solamente a nostro vantaggio.

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  7. Sostanzialmente sono d'accordo con te. Penso che ogni evento estremo possa in qualche modo impattare drasticamente sulle nostre vite inserite in sistemi artificiali, sempre più vulnerabili, esposti al rischio e in luoghi di ambiente controllato sempre più complessi e delicati. Una ondata di gelo primaverile impatta sull'agricoltura e sui prezzi delle derrate. Una siccità estiva, e immaginati l'acqua. Non parliamo delle precipitazioni estreme. Il territorio è sempre più vulnerabile. Penso anche che ondate di gelo nel cuore della stagione fredda e ondate di caldo nel cuore di quella calda, estremizzando il tutto, mettano decisamente più a rischio la salute in maniera diretta.
    Sulla mobilità, concordo. Siamo davvero molto molto assuefatti a questi sistemi, anche se basterebbe poco per ridurre certi rischi. E facciamo tremendamente fatica ad accettare cose fuori dall'ordinario, soprattutto se queste cose ledono la sensazione che abbiamo che tutto sia sotto controllo, sempre e ovunque. In fondo, il nostro benessere dipende molto dalla sensazione di poter controllare l'ambiente nel quale viviamo. E quando la natura irrompe, ecco che tutto ci sembra scivolare sotto i piedi...

    Non parlo della frequenza, ma si potrebbe anche aggiungere che abitudini e propensione alla comodità (oltre che minor preparazione perché i rischi sono oggettivamente ridotti) fanno sì che un inverno come quello che citi potrebbe avere impatti nettamente maggiori rispetto alla prossima estate 2003-like, ma se questa si verificasse anche solo fra 20-30 anni, saremmo comunque forse più preparati ma anche più vulnerabili. In primis perché più anziani (come società).

    Sull'evento del febbraio scorso in sé: l'estensione e la diffusione spaziale dell'evento, su scala continentale e regionale, non ha paragoni con eventi storici del passato (tipo gennaio 1985, con i -23 gradi di Firenze o febbraio 1956 per non parlare di altri casi), è stato molto più limitato e circoscritto. Ciò non toglie nulla al fatto che in alcune zone (anche in Italia, in primis Piemonte ed ER) si siano toccate punte davvero estreme. Ma per me la cosa più estrema è stata l'eccezionalità della quantità colossale di neve caduta sull'Appennino romagnolo e nelle Marche. Fenomeno senz'altro estremo e anomalo alla scala quasi secolare.
    Però, al di fuori del tuo caso, occorre rimarcare che mentre le anomalie di caldo sono diventate molto frequenti e sono una novità (guardiamo sempre alla deviazione standard per avere un responso in tal senso), quelle di freddo come questa sono sì inconsuete e a volte eccezionali ma fanno fatica a fornirci novità in senso di record nuovi e finora sconosciuti nella storia climatologica strumentale. E questo è senz'altro un lato del GW al lavoro. Mi dirai: ovvio. Ma secondo me, a volte è utile ricordarlo.

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  8. "Fenomeno senz'altro estremo e anomalo alla scala quasi secolare". La mia città Forlì ha superato l'accumulo nevoso di 1956-1929 ecc. e potrebbe confrontarsi ad esempio con il 1895 ultima fase fredda post PEG.
    Eccezionalità locale che ovviamente non contraddice AGW globale, anzi ..

    "... se questa si verificasse anche solo fra 20-30 anni, saremmo comunque forse più preparati ma anche più vulnerabili. In primis perché più anziani (come società) ..." assolutamente vero ma nella nostra società per definizione gli anziani (veri) non esistono più.

    E quindi a parte quegli inutili vecchi che non potranno permettersi case, auto, wc, climatizzati le ondata di calore faranno sempre meno paura di una super nevicata che blocca il SUV, che svuota il supermercato, che ti obbliga a percorrere chilometri a piedi per andare al lavoro, che ti fa spalare la neve per ore e ore ...

    Scherzi a parte :) si potrebbe ritenere che l'uomo sia una specie parassita nociva che si adatta meglio ai climi caldi ? specie se il caldo aumenta a poco a poco ?

    Cari saluti.
    Telegraph Cove

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  9. Finora non è andata così, la storia mostra come ci si sia adattati sempre meglio al freddo piuttosto che al caldo nonostante le nostre origini come specie. E la PEG, fra l'altro, ha visto il fiorire di importantissime fasi storiche quali il Rinascimento e la rivoluzione scientifica e tecnologica. Non saprei dire, invece, sul futuro. Jared Diamond, in "Collasso" (l'hai letto?), parla in maniera piuttosto accattivante e stimolante del mix di più fattori (cambiamenti climatici / ostilità delle popolazioni vicine / presenza di partner commerciali con cui intrattenere relazioni amichevoli / danni che le popolazioni causano involontariamente ad un territorio, il loro, che possiede caratteristiche di fragilità o di elasticità / e soprattutto il modo con cui le società rispondono al propri problemi ambientali) che in passato, finora, hanno condizionato la sopravvivenza rispettivamente il collasso di intere fiorenti civiltà. Tema che andrebbe approfondito ulteriormente.

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  10. Nimbus sulle nevicate secolari SULLA PIANURA
    DELL'EMILIA-ROMAGNA:
    http://www.nimbus.it/eventi/2012/120204NeveAggiornamento.htm

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