Abissi e magneti artici /2 ¦ N by NW

Come subodoravo già 4 mesi fa (e nel frattempo l'Emmentaler è stato digerito per bene), come se ne discuteva 2 mesi fa (here too), vediamo dall'ultimo bollettino dell'NSIDC che lo stato (pietoso⇐eufemismo) in cui versa, languente, l'Artico continua imperterrito e in maniera preoccupante. O meglio: abissale e al contempo magnetica. Intrigante?



Et voilà: per il terzo anno consecutivo - dico: terzo anno consecutivo... - aperti contemporaneamente i 2 passages e contenti fisherman's friends, friends of new shipping routes, friends of tomorrow's tourism destinations (...i famosi giri a vuoto...), new tourism seeking old energetic sources...
Per la prima volta da tempo, quello di NE aprì i battenti nel 2005, quello di NW nel 2007 e da allora si è sempre aperto d'estate e fanno 4. Siccome "non è il caldo a governare il ghiaccio" (centralina dixit): 4 anni di venti very very very special sull'Artico? "Rotteri inuit" pagati dalle BigOil$isters per spaccarlo (tanto è talmente sottile...)? Tonnellate di carbonella portata in loco da cinici speculatori? Magari quest'ultima, a giudicare da qui (foto 8 e segg.)...

Comunque: anche a nord del passaggio più famoso, la situazione è delicata...
Delicata - e fragile - è anche (e appunto) la situazione sul versante volumetrico. Qui un lavoretto appena pubblicato e due illustrazioni (qui e qui) che mostrano la precaria situazione a fine stagione estiva del 2009.

Lo stato dell'artico è ormai entrato in una nuova fase di equilibrio dinamico, cosa succederà nei prossimi anni è molto difficile saperlo ma le ipotesi, ad oggi, sono piuttosto unanimi e preoccupanti. Torneremo su questo punto, commentando fulcri e implicazioni in gioco.

[Update 4/9: dal blog di Børge Ousland, esploratore polare e ambasciatore di Norrøna, vediamo che il capitano della spedizione 2010 nel "Northern Passage" (anche qui) vorrebbe quasi farsi una nuotatina nel mare di Chukchi, non fosse per il fatto di essere in transito (qui un video notturno molto suggestivo!). Magari ci ripensa e lo farà più a nordest (al largo delle coste alaskiane del North Slope), mentre avrà vento contrario. D'altronde i norvegesi - traslucidi come sono, Houllebecq dixit - non rischiano certo di prendersi un semplice raffreddorino ad una temperatura dell'acqua di quasi 10°C ...

Commenti

  1. Telegraph Cove30 agosto 2010 00:30

    Calma, calma.

    L'Artico è in crisi e il 2010 non rappresenta certo una sorpresa.
    I passaggi aperti sono significativi di uno stato di crisi ma non causano catastrofi immediate. Per di più lo storico passaggio a NW di Amundsen et altri era su una rotta più bassa aperta da decenni ormai.

    Poteva andare molto peggio visti i dati PIOMAS pubblicati in primavera che facevano presagire un estate veramente disastrosa.

    In apparenza, invece, il ghiaccio pluriennale residuo a fine estate potrebbe (se le cose andranno MOLTO bene) sembrare in ulteriore aumento rispetto al minimo 2007 e se questo succederà ci sarà chi lo farà notare.

    Ma come il "lavoretto" che hai indicato e come molti sospettano da tempo la nozione di "ghiaccio pluriennale" non coincide più con quella di "alto spessore"; mi sembra di capire che il ghiaccio vecchio non riesca più a raggiungere quegli spessori ragguardevoli che ne garantivano la durata durante l'estate. Perchè ?
    Debole ghiacciamento invernale e mancanza di compressione, eccessiva fusione estiva, espulsione rapida dall'Artico ?
    Comunque è questo il vero problema !

    E' una vergogna che per valutare un dato così critico ci si debba affidare solo al modello PIOMAS (che continuo a sperare produca risultati sovrastimati) sia a ICESat. A quando un progetto scientifico internazionale più cpmpleto e dettagliato ?

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  2. Telegraph Cove30 agosto 2010 01:02

    A proposito se il post usavi la traduzione italiana del film ecco quale sarebbe stato il risultato:

    Abissi e magneti artici - Intrigo Internazionale

    aggiungevi po' di gossip sulle mail rubate, spolveravi con qualche storiella della voodoo science e sarebbe stato imperdibile !

    RispondiElimina
  3. Eh....in effetti, a ben pensarci, avrei potuto fare come dici tu :-D

    Nel merito del post: sono d'accordo con te. L'estensione potrebbe finire meglio di quel che si pensava perché la variabilità interna, a luglio, ha agito da freno (leggi: AO+ e venti associati: quando il ciclone polare tende a materializzarsi sul polo a fine estate, di solito, favorisce una divergenza dei ghiacci del pack, aumentando così l'estensione) anche se agosto non ha bissato luglio, in questo senso. Ma in generale, il fatto è che
    1) da un lato neanche quando la variabilità interna è favorevole, da qualche anno in qua, si riesce ad approfittarne molto. I ghiacci artici (stante il loro spessore minimo, la loro giovane età e la progressiva diminuzione del rapporto volume/area) sono diventati sempre più sensibili alle condizioni atmosferiche, il nuovo stato del pack artico è entrato in una sorta di circolo vizioso e questo fa sì che i ghiacci, ormai, nella stagione della fusione, non recuperano più neppure quando la variabilità naturale interannuale è favorevole. Basta un preve periodo di pattern favorevoli all'incursione di aria mite (o di nuvolosità) ad agosto e la fusione mette il turbo.
    2) D'altro canto, occorre anche considerare quanta radiazione solare ha assorbito il mare (attraverso le sue aree libere da ghiaccio) in estate e quindi quanto calore libererà in autunno. Se la fusione avviene ad inizio estate (come nel 2007) causando ampie aree prematuramente libere da ghiaccio, l’oceano rimane maggiormente esposto al flusso di radiazione solare ad onda corta (nel momento in cui è massimo), e quindi assorbe energia, aumentando le SST e rilasciando poi, per inerzia, il calore in autunno. Quindi la veloce ricrescita è dilazionata nel tempo. Se invece la fusione avviene a fine estate, quando il sole è già basso (come nel 2008), allora l’oceano ha minor possibilità di assorbire calore, rimanendo maggiormente freddo e vicino al punto di congelamento.
    3) Infine: estensione ≠ area. La prima è sui livelli dell'anno scorso, meglio quindi di 2007 e 2008. La seconda è sui livelli del 2007, perché, nel pqck, ci sono ancora molte aree libere da ghiaccio; il grado di copertura glaciale è inferiore anche al 2007.
    http://www.bsh.de/aktdat/mk/ICE/daily/n20100828.ic.gif
    http://www.bsh.de/aktdat/mk/ICE/daily/n20070828.ic.gif

    Sul volume: guarda magari anche a questo progetto.
    http://imb.crrel.usace.army.mil/
    In generale, il problema che poni è senz'altro importante. Se riguardi la presentazione di David Barber (citato nell'articolo),
    http://video.hint.no/mmt201v10/osc/?vid=55 (circa da 23-24 min.)
    vedrai che lui insiste parecchio anche sul ruolo di isolante che il ghiaccio esercita sul flusso di calore che dall'oceano sfugge in atmosfera. Più il ghiaccio è spesso, meno calore fluisce, più lo spessore rimane. È una ben nota situazione di feedback, della quale parlai anch'io, per es., in questo post sul forum di MNW: http://forum.meteonetwork.it/meteorologia/81003-artico-verso-labisso-eppure-dicevamo-45.html#post2039285

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  4. Ma... e il bollettino meteo?
    Il Northern Passage potrà veleggiare fino all'Alaska o dovrà usare il motore per evitare i tronchi alla deriva oltre ai ghiaccioloni visto che vento ciccia?
    BTW, dicono che l'acqua è calda (be') e che hanno potuto scendere a terra e comprare carburante.
    http://www.ousland.no/blog/

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