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Polaroid solare con effetto "colpisci e stupisci"

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( fonte ) Sun's snapshot shock & awe : c'è un certo fermento nella blogosfera e in particolare fra i " cavalieri  dell'Ordine del Santo Contatto" iscritti all' Istituto di studi solaristici , ancora in stato di shock protratto per un possibile universo che si frantuma: quello fondato sull'impatto della variabilità solare sul clima terrestre (un paio di esempi si possono trovare, fra le righe, in questi 2 post recenti di ocasapiens e di cassandra , altrimenti si può sempre andare sull'usato sicuro chez mamma Watts o alcuni fra i suoi ben noti rimorchi più caserecci). E dunque, vai con misunderstandings più o meno voluti, ribaltamenti, rimozioni. Soprattutto rimozioni, come ci segnala in questa riposta  sul suo blog Ugo Bardi. E sì che già Lindzen, a suo tempo, ammoniva la vulgata neghista del rischio di accecamento provocato dal solarismo... Dunque, la storia è ben nota: . Joanna Haigh (et alii) del Blackett Laboratory dell' ICL , pub...

Set the controls for the heart of the sun

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"If in our climates, the industry can avoid to directly use the solar heat ,  it will necessarily happen a day where  it will be forced well to come back to the work of the natural agents, because of the lack of combustible.  That the reserves of coal and oil provide it a long time again their enormous calorific power, no doubt about that. But these reserves will exhaust themselves undoubtedly[...]. One must conclude that it is prudent and wise not to fall asleep in this regard on a misleading security" Augustin Mouchot , 1869 ( fonte ) ( fonte ) Excerpts rizomatici tratti da alcune conferenze/presentazioni/poster/speech recenti che ho avuto modo di seguire (per es. al festival della geografia di St Dié des Vosges 2010 , a Create Impact 2010 e ad un un paio di altri exposé) associati a liberi flussi collaterali. Possibile fil rouge: il ruolo del sole nel clima e il controllo e lo sfruttamento efficace della sua energia. ☀ Sunsets: come i tramonti ...

Occam

Se uno ricama su tele da stendere pietosamente su terre piatte, come minimo si aspetta di riceve in regalo un telaio con una miglior sistemazione della matassa da dipanare. Se uno sfoglia carciofi alla ricerca del cuore perduto di un problema, come minimo si aspetta sì di trovare amare equazioni ma perlomeno di capirci qualcosina in più della fatidica mazza. Se uno guarda il passato e vede delle cose causate da delle robe, come minimo dall'osservazione delle cose del presente si aspetta che le robe possono anche non essere le stesse cause. Se uno qui adesso sente un ronzio elettrico provenire dal bagno, come minimo si aspetta di vedere in funzione un rasoio e non una scavatrice. Ecco: se il telaio non dipana nulla e anzi se le equazioni sono talmente amare che si scambia il passato con il presente  allora ben si capisce perché si vuole far accettare la scavatrice. Così, alla cieca, senza mostrare nulla, e anzi pretendendo addirittura, a volte, che sia un'astronave....

Adieu Benoît...

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Breve omaggio ad un grande che ci ha lasciati ieri l'altro : il matematico "dissidente" e "collaterale" Benoît Mandelbrot  (vedi anche qui ), padre della geometria frattale e di uno schema di osservazione, descrizione, produzione e riproduzione della realtà innovativo e abbastanza rivoluzionario. Niente linearità, niente dimensione liscia e piatta nel mondo e in natura, ma bensì rugosità e porosità e invarianza di scala a diversi ordini di grandezza. Le coste norvegesi, le felci, i broccoli romani e le reti neurali. E il tempo meteorologico, Lorenz e gli attrattori, la pioggia e il caos deterministico. Ricordo ancora bene la vivida impressione che mi fece la mostra organizzata al liceo - doveva essere più o meno la metà degli anni 80 - sui frattali: il prof di matematica ce li introdusse con un approccio molto creativo e per me, giovane mente assetata di novità, fu una gran scoperta. Estetica e matematica, geometria e bellezza. E un pizzico di magia. Soprattu...

Be the rain | Blog Action Day 2010

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Riprendo il *deserto d'acqua* (primi post qui e qui ) e lo affianco al Blog Action Day 2010 che ha proprio l'acqua come tema di discussione e sensibilizzazione (vedi ad es. anche qui e qui ). A questo scopo, oggi MS presenta - in anteprima - le principali conclusioni (suddivise i 4 brevi paragrafi, dedicati ad altrettanti effetti e sindromi) a cui giunge un gruppo di lavoro afferente al NCAR che ha studiato gli effetti (presenti e futuri) indotti dal cambiamento climatico in corso sul ciclo idrologico e in particolare sulle precipitazioni. Lo studio è stato presentato durante un meeting sullo sviluppo sostenibile (organizzato dalla WMO) lo scorso febbraio e il lungo draft tratto dallo special issue della conferenza (revisionato recentemente) verrà pubblicato il mese prossimo su Climate Research (edizioni IR ). Torneremo comunque, più avanti, a parlare del ciclo idrologico con un ulteriore approfondimento. ☂ Non piove che sul bagnato L'aumento delle temperature por...

Sotto la montagna incantata

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14:17 del 15 ottobre 2010: un momento storico per la Svizzera, le Alpi e l'Europa. Caduto l'ultimo diaframma del futuro tunnel ferroviario più lungo del mondo, la galleria di base del S. Gottardo (anche qui , info aggiornate qui , la storia narrata di questa grande opera qui ) e grande festa. Fra fra 6-7 anni la nuova trasversale ferroviaria alpina avvicinerà il Nordeuropa al Sudeuropa, Germania a Italia, Milano a Zurigo; permetterà a molti passeggeri di viaggiare comodamente in treno senza farsi le regolari code automobilistiche davanti ai portali del tunnel autostradale; nelle intenzioni (e se tutto andrà bene), dovrebbe permettere una riduzione fino al 50% del traffico di merci su gomma  (anche qui ), rispettando così gli obiettivi della Convenzione delle Alpi , sottoscritta dagli stati alpini quasi 20 anni fa e votata dal popolo svizzero nel 1994. In sostanza: qualità di vita migliore e minori emissioni di CO2. Mitigazione climatica indiretta. Non male, direi...

Connections III

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Terza e ultima parte di un post dedicato alle connessioni e iniziato due mesi fa in occasione dell'estrema estate asiatica ( qui la prima parte, qui la seconda). Vediamo velocemente, per concludere, in quale altro ambito - oltre a quello radiativo e idrodinamico descritto nella seconda parte - è possibile ricercare un possibile (e quantomeno speculativo) collegamento fra gli eventi meteorologici estremi dell'estate euroasiatica scorsa e il GW. Dal punto di vista della dinamica dei flussi atmosferici, la particolare configurazione che ha connotato l'HW russa e le precipitazioni estreme pakistane è sostanzialmente spiegabile attraverso un blocco nella corrente a getto come - a volte - capita che succeda anche durante la stagione estiva. Questo articolo del NS (full b.s.) e la relativa carta  (anche in immagine iniziale del post) riportano le cause sinottiche e questo rapporto dell'ESRL/NOAA le analizza ancora più in dettaglio.  Questa volta, comunque, l'ondula...

Bias satellitari & dissonanze associate

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Sui bias di cui possono soffrire i dataset climatologici, abbiamo già iniziato a discutere in questo post . Oggi mi occupo della questione per quanto riguarda i dati satellitari. La prossima volta ci occuperemo di quelli di superficie. Per qualche aderente del movimento dei "massaggi al botox" (forse imbeccato dalla solita centralina del bigoilismo terrapiattista), i bias nei rilevamenti di temperatura effettuati a terra sono superiori e ben più importanti rispetto a quelli riscontrati nei rilevamenti satellitari; quando però si tratta di "monitorare" le misure gravimetriche effettuate dai satelliti nell'ambito del bilancio di massa glaciale delle calotte polari, ecco che - improvvisamente - i satelliti diventano strumenti viziati da enormi bias che corrompono massicciamente i dati di rilevamento. Un bel dilemma. O l'ennesima dissonanza cognitiva ? Cominciamo con l' ultima questione , quella relativa alle tecnologie satellitari rilevanti ...

Il giardino dei sentieri che si biforcano

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❖ Siamo entrati e da tempo, ormai, stiamo accumulando - in maniera gradualmente crescente - CO2 e altri GHG in atmosfera. La stessa, nel frattempo, si è riscaldata di un valore importante, significativamente impattante su ecosistemi e ambienti naturali e - da più di 40 anni oramai - ampiamente previsto dai primi rudimentali modelli dinamici (che sia perché si basavano - e si basano tutt'ora - su quella hardscience che chiamiamo basic physics?). In barba al miscuglio di dissonanze e contraddizioni di volta in volta rappresentato sulla ribalta del/dal solito ambaradan negazionista. × Ma cosa sarebbe successo al clima se non avessimo accumulato CO2 e altri GHG in atmosfera? Siccome non abbiamo una Terra di riserva sulla quale sperimentare un alternativa al gigantesco esperimento di portata geofisica  che su *questa* Terra stiamo compiendo e siccome non possiamo ricreare in laboratorio un modellino di Terra, possiamo/dobbiamo affidarci ad un altro tipo di modellizzazione concet...

Compleanni

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Un anno di Mondi Sommersi: partimmo in sordina, quasi a caso e molto "a braccio" un anno fa con questo post . Oggi emergono post un po' meno "a braccio", un po' meno a caso e un po' meno in sordina. Ma lo spirito del blog rimane e la fiamma ancora arde... 35 anni di Global Warming: anche climalteranti - dopo RC e dopo KL e traducendo in italiano quel post multilingue - rende omaggio a 3 pietre miliari: lo studio pubblicato su Science nell'agosto del 1975 e il suo autore, il mitico Wally , premio Balzan 2008 . E il terzo omaggio? Beh, al termine... 35 anni anche di AOGCM  (anche qui ). Suki sempre più attuale che mai... 45 anni di simulazione e 43 anni di modellistica climatica . Ancora lui... Quasi 50 anni di concerti in pubblico da parte di un mito  per il quale cadrà una dura pioggia ma la risposta, caro amico, la puoi sempre sentir  soffiare nel vento ...

L'invincibile

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Stanislaw Lem scrisse questo bellissimo romanzo nel 1964. Un classico della SF d'autore: ambientazione tipica (spazio profondo, astronave, mistero da dipanare...), narrazione essenziale, focalizzazione interna negli elementi di riflessione che emergono dalle indagini, metodo di indagine equivalente al metodo scientifico odierno, conclusioni robuste sul piano logico e scientifico... Michael Mann rappresentò questo iconico grafico per la prima volta nel 1998 . Un classico del paleoclima dell'ultimo millennio: ambientazione tipica (serie di dati vicarianti da varie regioni, soprattutto dell'emisfero boreale), descrizione essenziale, focalizzazione sull'impennata termica recente senza precedenti che diede luogo a molte riflessioni, metodo di indagine perfettamente aderente al metodo scientifico, conclusioni robuste sul piano scientifico e statistico (al netto delle più raffinate versioni successive) ... Più e più volte, come il nome dell'astronave dei protag...

Ceci n'est pas un trend - Abissi e magneti artici IV

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La negazione di qualcosa che si nega da sé, Magritte l'aveva sancita con il suo dipinto forse più famoso, quello della pipa. Visto da lontano, è l'immagine della pipa a colpire, mentre da vicino la didascalia prende il sopravvento. Un segno nega l'altro, benché entrambi neghino l'oggetto evocato già in sé, la rappresentazione in quanto tale, la scrittura perché la denota. Questo sottile meccanismo, frutto del conflitto che nasce dall'accostamento fra due facoltà della percezione visiva, è usato (volutamente?) da molta retorica che ruota attorno al neghismo bigoilista per produrre dissonanza cognitiva (per es. qui o qui ). Recentemente mi è captato di leggere - ripetutamente e dalle solite centraline, vedi per es. qui - che il trend della riduzione dei ghiacci marini artici si è . inceppato . fermato . completamente invertito o ribaltato dando luogo a recuperi del ghiaccio di volta in volta . sostanziali . significativi . epocali Ora: o possiamo prenderci la pipa d...