Pinguini nel Colosseo

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Guest post di Didier Ruef 


Il GW è riconosciuto dagli scienziati come il male del 21esimo secolo. Le lobby del petrolio e i negazionisti climatici si oppongono a questa triste realtà, ma il calore sempre più intenso e frequente di questi ultimi anni mi fa pensare che abbiamo già passato la soglia di un inevitabile, profondo cambiamento di paradigma.

Mentre vipere, zecche e zanzare sono già in anticipata e insolitamente aggressiva attività, in questi caldi giorni di una primavera non più insolitamente calda rifletto sul fatto che i nostri figli vivranno in un mondo ancora più caldo, inquinato ed indebitato. Lasceremo loro in eredità un pesante fardello: ogni giorno usiamo ed abusiamo della risorsa della Terra e così facendo avremo bisogno presto di quattro Terre per continuare a soddisfare il nostro benessere di consumisti occidentali e di parte di quello dei Paesi Emergenti.

La fotografia scelta è stata scattata nel 1991 a Roma nel Colosseo: due giovani turisti portano sulla loro schiena due pinguini in plastica. Di questo incontro inaspettato, non rimane che un'immagine forte, insolita e divertente. Questa, insieme ad altre 30 fotografie del libro "Bestiarium", sono esposte alla Leica Gallery di Salisburgo fino al 31 maggio.
Se la calotta polare si scioglierà, gli animali saranno i primi a soffrirne. L'ecosistema mondiale ne uscirà profondamente devastato, il livello dei mari sarà più alto e città e intere regioni rischieranno di scomparire o di essere sconvolte. Niente più vacanze alle Maldive, ma ci rimarranno le maschere per immergerci sulle tracce di quello che è stato. New York diventerà la nuova Venezia, mentre metà del Bangladesh sarà sommerso. Rifugiati climatici, guerre, carestie e saccheggi potrebbero essere la nuova normalità, in una continua sfida alla sopravvivenza. Impatti ovunque.

Il tempo che abbiamo a disposizione oramai scarseggia sempre più ed è più che mai limitato. Solo un coraggio politico e una rivolta cittadina sono in grado di cambiare le cose.
È tempo di essere coscienti della piccolezza della Terra, con le sue limitate risorse, e diffondere un soffio di cambiamento nel nostro stile di vita e di consumo.
La natura non può più essere considerata né oggetto, come nel capitalismo produttivista, né soggetto della teoria dell'ecologia profonda; ma un progetto, di cui solo l'uomo ha la responsabilità di pensare e di trasformare in un umanesimo rinnovato, unendo gli obiettivi sociali al servizio di tutti con le preoccupazioni ecologiche di uno sviluppo durevole e sostenibile.

Commenti

  1. Come ha detto giustamente qualcuno: gli orsi polari siamo noi. Siamo noi in pericolo, non solo la biodiversità. Ma pare che la natura dovrà usare le maniere forti per farcelo capire.

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    1. Già. L'immagine dei pinguini nel Colosseo è quasi metaforica, in tal senso!

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