B. Jobs



Sconcerto e infinita tristezza in centralina, al solito paese, nel bel mezzo dei soliti tafani londinesi, a Paparopoli e da Duffy. Credo solo lì.

Sua emittenza al capolinea del viaggio alla fine della notte (rif. link: Baricco, Barnum, p.136).

Il più diffuso quotidiano elvetico di ispirazione liberal-conservatrice (il serioso quotidiano zurighese NZZ della destra elvetica liberale e della finanza, dunque non proprio la Pravda) lo definisce egocentrico, irreversibilmente malato, completamente distaccato dalla realtà (schizofrenico?), irriducibile cancrena e vero e proprio malus nazionale e continentale, riporta persino un azzardato paragone con l'ex leader libico: il bacio di Narciso?

Consentitemi, per una volta, un post collaterale.

Commenti

  1. lorenzo danieli10 novembre 2011 10:43

    eh, no! Steph!
    anche qui me lo trovo! è un incubo, un ossessione, un virus...
    Da te che sei un extra-comunitario non me lo aspettavo.
    :-)

    ciao

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  2. Eh, che ci vuoi fare? La sua presenza è ovunque, anche nell'assenza :-D
    Sto proprio transitando in questo momento accanto a palazzi di B. (ma sono ancora suoi?). Dentro dovrebbero esserci uffici di fiduciarie. Chissà se in quegli ambienti si parla di spread carbonici....

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  3. quando ci vuole ci vuole! Ma non e' finita purtroppo. TC

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