Stay Hungry. Stay Foolish


Estratto dal discorso che Slavoj Zizek ha tenuto agli indignati statunitensi dell'OccupyWallSt a Liberty plaza settimana scorsa. È una vecchia storiella che girava nell'ex Germania Est:

Un operaio viene mandato dalla Germania Est a lavorare in Siberia. Consapevole di come tutta la posta sarà letta dalla censura dice ai suoi amici: “Stabiliamo un codice: se una lettera che riceverete da me è scritta con inchiostro blu sarà vera, se è scritta in inchiostro rosso sarà falsa”. Dopo un mese, i suoi amici ricevono la prima lettera scritta in inchiostro blu: “Tutto è meraviglioso qui: i negozi sono pieni, il cibo è abbondante, gli appartamenti sono grandi e ben riscaldati, i cinema proiettano bei film dell’Occidente, ci sono molte belle ragazze pronte per una relazione – L’unica cosa che manca e che non si può comprare è l’inchiostro rosso.

Per certi versi ricorda molto l'epica e l'epoca del Whole Earth Catalog e il proverbiale e visionario auspicio con cui chiudeva l'ultimo numero nel 1974, auspicio ripreso 30 anni dopo da Steve Jobs nel suo memorabile speech alla Stanford nel giugno 2005.
(…) Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario. (…)

Un post speciale dedicato agli indignati americani e del mondo intero, nella consapevolezza che l'indignazione è anche figlia della progressiva esternalizzazione dei costi ambientali che l'attuale modello economico/finanziario - drogato e dipendente da quella sorta di allucinogeno collettivo imperniato sulla retroazione crescita ↔ consumi - sta continuamente causando. E dal fatto che proprio ciò sta minando le basi stesse della sua sopravvivenza. Dietro la crisi finanziaria del 2007/08 c'era già lo spettro della crisi economica. Dietro la crisi economica del 2008/11 si intravvede già lo spettro della crisi ambientale.

Perché, come diceva anche Mercalli un paio di settimane fa alla conferenza di Bellinzona (e come continua a dire per es. sul suo ultimo libro), ogni anno viviamo degli interessi della natura per circa 9 mesi per poi intaccare il capitale nei rimanenti 3 (vedi qui). E ogni anno la proporzione fra i primi e il secondo si riduce e aumentano le settimane nelle quali dipendiamo dal capitale che il geosistema ci mette gentilmente a disposizione. Che non è più un serbatoio illimitato di risorse da cui attingere e un container infinito in cui buttare scarti. Più nel senso che queste visioni ideologiche, dopo per es. Peccei, Prigogine, Bateson, Hubbert, TriffinLanger, Georgescu-Roegen, Daly... , oggi sono spendibili forse solo come barzellette da bar di periferia da raccontare rigorosamente dopo 39 grappini.
O come lo stesso Mercalli (ma per es. anche Comoretto qui) sempre durante quello speech ricordava: la più grande minchiata del secolo, ossia il dogma della crescita infinita inserita in un contesto di cecità e di assunzioni lineari con il pretesto che sarà sempre il passato a guidare il futuro, si basa su vincoli fisici inviolabili e con gli attuali tempi di raddoppio questa enorme allucinazione collettiva è destinata - più prima che poi - ad implodere. 

E allora: nel limite del possibile, cerchiamo di non smettere mai di essere curiosi, assetati di conoscenza, un po' folli e un po' visionari. Urgono soluzioni alternative o collaterali.

Stay hungry, stay foolish. 

Don't forget it.

Commenti

  1. Ma i manifestanti sono consapevoli del vero problema? Il prof. Mobus pensa di no:

    http://questioneverything.typepad.com/question_everything/2011/10/occupy-home-street.html

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  2. Il problema è che i manifestanti (non i BB) rappresentano tutti noi, il 99% dei cittadini. Siamo consapevoli del problema?

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  3. Siamo il 51,7% della popolazione e l'80% di chi ha fame.
    Stay hungry, but at least stop being foolish

    Le femmine delle specie

    RispondiElimina

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