mercoledì 25 agosto 2010

Shape of things to come

Riprendendo l'ultima parte del precedente post, si potrebbe tentare di immaginare cosa succederà fra qualche decennio *se* continuasse l'odierno incremento di GHG (CO2 in primis) e decremento dei solfati. Ovviamente la forzante radiativa positiva incrementerebbe, con tutto quel che ne consegue.
La diminuzione nella produzione di solfati ha senz'altro portato giovamenti nello smog locale e urbano (soprattutto in occidente, laddove è stata più forte e netta) ma, come suggerisce ad es. Hansen in questa presentazione alle Bjerknes Lectures dell'AGU 2008, ha contempraneamente - per così dire - risvegliato il mito del patto faustiano, oggi reso più attuale che mai dagli esperimenti progettati di geoingegneria.





Qui sotto un grafico che spiega il forcing radiativo differente fra GHG (a sx) e aerosol antropogenici (atmospheric brown clouds, ABCs, a dx), a loro volta suddivisi fra black carbon (BC) da fuliggine - con forcing positivo - e il resto (solfati, nitrati, aerosol organici) - con forcing ampiamente negativo, diretto o indiretto (mediante intensificazione di CCN e di formazioni nuvolose).



Due scienziati indipendenti come Ramanathan (Scripps, expertise nel ramo aerosol) e Wild (IACETH, expertise nel ramo dimming/brightening) hanno recentemente dato alle stampe diversi papers (non ancora passati i rassegna dall'IPCC, perché successivi al 2005) nei quali dipingono scenari non molto incoraggianti (per es. qui, qui, qui, qui e qui). Confermando, sostanzialmente, i timori di Hansen, evidenziano come l'effetto di ombreggiamento alla radiazione solare incidente (e quindi di albedo più forte) indotto dalla super-produzione di solfati dal secondo dopoguerra ai primi anni 80 abbia, in un certo senso, mascherato e inibito l'effetto radiativo generato dal continuo e progressivo aumento dei GHG, fino a quasi il 50%.
Molto interessante anche questo recente studio degli impatti sul riscaldamento netto in alcune regioni della Cina da parte del rapporto fra BC e solfati: impatti importanti, soprattutto considerando il BC da combustione fossile.

In proiezione futura, tutto dipenderà dalle scelte che verranno fatte (notare, nel grafico B, la cosiddetta "mano invisibile" di Ramanathan e Feng riferita al ruolo forzante positivo e indiretto da parte di un ipotetico e completo switch off degli aerosol solfati nel 2005, che porterebbe il sistema, per un certo periodo, al di sopra della fatidica e pericolosa soglia dei 2°C, vedi anche qui).
Alla progressiva sostituzione di combustioni inquinanti stante miglioramenti della tecnologia e prescrizioni disincentivanti, potrebbe fare da zavorra la disomogeneità geografico-spaziale e politico-temporale delle misure di riduzione degli aerosol (e nell'emergente "Cindia", de facto, da inizio XXI secolo si nota un aumento, qui ma anche qui). Probabilmente lo scenario termico più realistico, sotto condizioni di policy climatica ambiziose (ad oggi), si situa fra i due scenari.

3 commenti:

  1. Telegraph Cove26 agosto 2010 00:58

    Interessante lo scenario B di R & F, prevede aumenti consistenti della T° globale nei prossimi anni.

    Toccheremo con mano il vero AGW ?

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  2. Al polo Nord ogni tanto c'è uno smog che sembra Los Angeles, chissà che effetto fa? Foto 8 e seguenti: http://www.esrl.noaa.gov/csd/arcpac/photos/inter_p3b.php?num=8

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  3. @oca
    belle immagini e bel soot. Effetto (1-albedo) gradualmente potenziato...

    @TC
    magari! Così se ci si scotta la mettiamo nell'acqua, as usual.
    Non credo cmq a *quell'ipotesi* così estremamente veloce. È pur sempre uno scenario limite.

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