venerdì 4 giugno 2010

...e senape

Cena svedese a base di salmone con salsa Lidingoe e ottima bottiglia di Riesling. Questo il gustoso menu della cena a cui ho avuto occasione di partecipare un paio di settimane fa, in un noto ristorante cittadino, nell'ambito della rassegna Chiassoletteraria. La salsa della località svedese da cui prende il nome ha, come spezia di base, la senape.
Terza spezia per questo terzo post e terzo ospite, in quell'occasione a Chiasso per l'evento citato e invitato sia a cena la sera che per una conferenza il mattino successivo.

Lo ammetto subito, a scanso di equivoci: adoro la senape, ovvimente di Digione, ma non solo. Ogniqualvolta vado in Francia, cerco di portarmene a casa una piccola scorta. È stato così anche in occasione di un viaggio in Provenza e nelle Calanques marsigliesi (in occasione di un seminario a Marsiglia su inquinamento e riscaldamento delle acque e sulla batimetria e la realizzazione di carte e dataset marini) nello scorso autunno, dove ho trovato la senape al miele. Ma la mia preferita è la mitica senape al cassis che ho provato e acquistato in Bretagna...:-P


L'ospite citato era il noto climatologo, presidente della Società Meteorologica Italiana, fondatore e direttore della rivista Nimbus e membro del Climate Broadcast Network Luca Mercalli.
Grande conoscitore della situazione glaciale delle Alpi e con 25 anni di esperienza nell'analisi di antiche serie di dati meteo e storia climatica alpina, ogniqualvolta ne ho occasione vado a seguire una sua conferenza (è già la quinta volta in pochi anni, se non ricordo male). Mercalli, oltre ad essere molto bravo nel suo campo, è una persona squisita e molto coerente ed è anche un ottimo divulgatore con una dialettica molto accattivante e di spessore.

A Chiasso, dopo la cena svedese con il salmone alla senape, ha colloquiato con gli ospiti presenti in maniera forbita e anche ironica. Il Riesling ha un po' contribuito.

Ma io volevo dire due cose sulla conferenza del mattino dopo (qui un exposé del suo speech). Invitato al festival ad aprire la giornata parlando a ruota libera sul clima in generale (ha avuto carta bianca con l'unico vincolo di associare il suo speech al tema dell'edizione 2010), nell'occasione Mercalli ha usato una splendida metafora per rendere benissimo l'idea dell'ecosistema terrestre in cui viviamo: quella della stanza. La Terra come una stanza con ampi spazi vuoti e poche risorse consumate e pochi scarti prodotti finché rimane come lo era a fino a pochi minuti prima dell'inizio della conferenza, cioè quasi vuota. La Terra come una stanza riempita a metà, con ancora spazi vuoti e zone con aggregamento di persone, con ancora non molta aria viziata e relativamente poche risorse consumate e scarti prodotti (di tipo diverso) come nei primi minuti della conferenza, con gente che cominciava a riempire il locale. La Terra come una stanza piena, con pochi spazi vuoti e molta aria viziata e scarti da smaltire come lo era a fine conferenza.

Poi Mercalli ha parlato in maniera molto fluida della situazione climatica generale, 20 minuti di speech per inquadrare, sintetizzare e rendere il più accessibile possibile al pubblico presente un problema così complesso e urgente, mica male!

Nella seconda parte, spazio alle (F. A.) Questions sulla tematica. E, fra le tante, mi preme evidenziare i 4 minuti che Luca ha dedicato al mondo variopinto e cangevole del scetticismo/negazionismo climatico. Prendendo spunto dall'ultimo capitolo ("comunicare il clima: un'arte delicata") del suo ultimo bel libro pubblicato "Che tempo che farà" (ed. Rizzoli, 2009), Mercalli suddivide questo mondo in 4 contee:

1) la contea degli outlaws: coloro i quali, da non climatologi e/o con no expertise nel ramo, si ergono a paladini del climatechange pretendendo di dettare sentenze come fossero guru e come se avessero 50 anni di esperienza nel ramo. Questi Mercalli li accusa di abuso di potere, io mi limito all'etichetta scritta sopra dopo il numero;

2) la contea degli outsiders: coloro i quali, da scettici veri e con cognizione di causa, risultano sì estranei al mainstream del paradigma attuale ma, agendo all'interno del sistema e inducendo una sana dialettica, la loro azione risulta certamente utile e quasi necessaria al progresso scientifico;

3) la contea dei deniers: beh, non è difficile capire che in questo gruppo e dietro a questa etichetta si cela la maggiore e miglior parte dello scetticismo profumatamente pagato dalle lobby petrolifere per far finta che tutto sia dazed & confused nel mondo piatto di Flatlandia;

4) infine la contea dei Contrary Mary: categoria - secondo Mercalli - molto ben riempita da parte di chi adora lo sport del salosulcarrodelvincitoreeballosulmondo. Insomma: gran parte del giornalismo di sensazione (climalteranti sta raccogliendo divertenti esempi a riguardo) e di tutto quel ramo dei media infatuati dalla par condicio delle opinioni estesa anche al mondo della scienza (come se Krugman e le sue stoccate non contassero nulla per loro...). Ma in questa categoria dei bastian contrari, of course, possiamo anche inserire personaggi come Daffy e i suoi Looney Tunes.

Bene, giunti a questo punto penso che si possa anche provare a mettersi ai fornelli a cucinare qualcosa usando le 3 spezie insieme con parsimonioso equilibrio. Non so ancora bene però cosa cucinare.

Any suggestions?


***UPDATE 10/6***

A proposito del mondo variopinto e cangevole del negazionismo climatico et similia e della delicata arte di comunicare il clima: è uscito un interessante articolo su Nature (qui ne parla anche Cassandra) nel quale Naomi Oreskes (qui una sua splendida e molto didattica lezione sul negazionismo climatico, direttamente dall'UCSD), insieme al collega Erik Conway, parlano dei mercanti del dubbio. È, quello della manipolazione del dubbio e dell'enfasi sull'incertezza scientifica a fini ideologici, uno dei suoi cavalli di battaglia che ovviamente condivido in pieno.
Come non pensare a questa pratica, se si prova ad incrociare - anche solo per gioco - 3 categorie segnalate da Mercalli (gli outlaws, i contrary maries e i true deniers) con le 3 categorie di modalità operante di cui parlavo in questo post? Tutte hanno un po' un mix delle 3 modalità - anche perché la separazione fra le 3 categorie è piuttosto fuzzy -, principalmente direi però che nei primi abbonda il modus del Concern Troll, nei secondi quello del Bashing e nei terzi....beh quello dell'ASS.
Minimo comun denominatore delle 3 categorie: il mercato e la manipolazione del dubbio, come dicevo sopra.

2 commenti:

  1. Se ti restano petti di pollo non cucinati al curry, c'è una ricetta veloce x 2:
    couper 2 blancs de poulet en lanières; dans un bol, mélanger 1 cuillère à soupe de moutarde, 2 de crème frai^che et 1 d’estragon. Dans une sauteuse faire revenir un oignon émincé avec de l’huile d’olive. Ajouter les blancs de poulet et laisser cuire 5/6 min. en remuant fréquemment. 1 ou 2 min. avant la fin de la cuisson, ajouter la crème à l’estragon. Servir avec du riz

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