L'onda lunga

Guest post di M. Caratti

Un grande gruppo bancario (il Credit Suisse) ha deciso mercoledì di non più finanziare in alcun modo nuove centrali a carbone. Senz’ombra di dubbio si tratta di un cambiamento significativo nella politica degli investimenti dell’importante istituto di credito. Sul perché Tidjane Thiam & Co lo abbiano fatto ognuno può farsi una propria opinione. Può darsi che ci si muova in quella direzione semplicemente perché conviene in termini di immagine (e pure di guadagno).
Sta di fatto che il Credit Suisse (ma non solo) è stato aspramente criticato dai giovani scesi in piazza per protestare contro l’inquinamento dell’ambiente e le emissioni di CO2, chiedendo un cambiamento nei fatti: sul banco degli imputati c’era anche la finanza ed erano fioccate dure critiche proprio su taluni investimenti bancari in ambiti particolarmente inquinanti. Sono poi seguite le elezioni federali svizzere con la forte avanzata dei Verdi.
Insomma, il vento sta cambiando e si cercano e chiedono altre politiche per il futuro. Un futuro già presente nel quale certi finanziamenti appaiono ormai insostenibili. Qualcosa si è mosso. Ne prendiamo atto con piacere. L’onda lunga di Greta Thunberg, decretata persona dell’anno dal Time, e che qualcuno insiste a bollare come ispiratrice di una moda passeggera, solo del momento, sta generando effetti sempre più concreti.

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