Salatine


Stanno diventando più salate le acque del mare di Ross in Antartide e questo fenomeno - seppur parzialmente e transitoriamente - potrebbe contenere l’innalzamento del livello del mare perché la salinità fa aumentare la densità delle acque sul fondo degli oceani e ne riduce il volume (si vedano i valori sterici, di cambiamento di densità, indotti dal diverso contenuto di sale, per esempio).
È quanto emerge dai dati preliminari del progetto Marine Observatory in the Ross Sea (MORSea). L’aumento di salinità registrato è apparentemente minimo, di 0,06 parti per mille in più rispetto al 2014, ma le informazioni raccolte hanno sorpreso i ricercatori perché sono in controtendenza rispetto a quanto misurato per 20 anni.


La rilevazione è coerente con quanto misurato nella vicina stazione statunitense McMurdo nella pur breve serie di dati iniziata nel 2017. Si vede una diminuzione della salinità nei primi mesi della rilevazione - fino al febbraio 2018 - seguita da un leggero incremento.


Difficile, però, speculare su qualcosa in più. Un aumento di salinità di sei centesimi di parte per mille negli ultimi anni è davvero un valore molto molto piccolo per poter inferire eventuali conseguenze pratiche. Forse l'aspetto più significativo è il presunto rallentamento della diminuzione della salinità in corso negli ultimi decenni. Anche se - fino a che non si siano trovate spiegazioni fisiche al fenomeno - potrebbe anche trattarsi di una normale fluttuazione.

Queste acque rappresentano la componente più profonda di un enorme circuito che coinvolge tutti gli oceani e ha il ruolo di ridistribuire calore, la CO2, e di muovere le correnti, con importantissime ricadute sul clima.

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