Le dimensioni della sfida

Da una mia presentazione di ieri, riadattata per il blog (...to be continued...@EGU19...)

La leva:
EPICA, Lüthi et al 2008, agg.

Mai così tanta CO2 come oggi da almeno 3 milioni di anni, nel Pliocene...

fonti



Livelli di CO2 negli ultimi 40 milioni di anni rispetto all'evoluzione umana a livello di genere e ad altri eventi chiave. δ18O è un proxy sia per la temperatura che per il volume del ghiaccio. "Robust" rappresenta Australopithecus/Paranthropus Robustus. La scissione tra scimmia e uomo è datata a circa 7 milioni di anni fa da dati genetici. La prima data della comparsa della scimmia è basata su Rukwapithecus fleaglei. LIP = grande provincia ignea. MMCO = ottimo climatico del medio Miocene (da Holbourn et al 2015). La freccia indica l'aumento di CO2 a 500 ppm secondo Holbourn et al 2015.  CO2 e δ18O da Zhang et al 2013. Coperture glaciali da De Schepper et al 2014


I connotati della decarbonizzazione: un'impresa titanica?

Come fosse la parete nord dell'Eiger...:

...sperando non diventi, però, l'Annapurna...:

da IPCC SR15

La dimensione della sfida:
©redits: Sonia Seneviratne, ETHZ

Commenti

  1. Bel post, per una volta, steph! :-)

    Mi dispiace notare, pero', che anche climatologi affermati come la Seneviratne vivono con la testa fra le nuvole, disconnessa dal mondo reale.
    Mi riferisco alle 3 "richieste" di cambiamenti della societa' e economici, in basso a destra nella slide da te postata.
    Nessuna delle 3 azioni li' esplicitate e' fattibile, neanche lontanamente, in 12 anni scarsi.
    La prima ha probabilita' infinitesima... non a caso le emissioni sono aumentate nel 2018... la seconda zero assoluto di probabilita' vorrebbe dire fermare in 12 anni tutte le fonti fossili, cioe' condannare a morte qualche miliardo di persone... quindi non avverra'... la terza sarebbe un controsenso, perche' la CCS richiede piu' energia di quella che e' stata generata dalla sua emissione.

    Mah... che dirti? Certo che fare scienza senza tenere almeno un piede per terra, a contatto col pianeta reale, lo trovo un esercizio accademico senza alcuna utilita' pratica.

    Ciao, e buona EGU19.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, spero tu non sia ironico.
      In effetti, come ho detto nel post, mi sembra un'impresa titanica. Ma non si sa mai.
      Climatologi affermati come la Seneviratne non vivono con la testa fra le nuvole, semplicemente dicono le cose come stanno, in termini di auspici per poter contenere i danni già ipotecati. Ammetto che mi sembrano prescrizioni, ad oggi, assai poco verosimili; ma, come detto, non si sa mai. Anche nei primi anni 40 - mutatis mutandis - sembrava che in Europa tutto fosse perduto, invece solo due decenni dopo eravamo in pieno boom economico. Le differenze sono enormi, vero. Ma il passato insegna che sull'orlo del precipizio, abbiamo spesso trovato le forze per cambiare rotta, nonostante i tempi in gioco e la termodinamica non giochino a nostro favore.

      Interessante e stimolante la GA dell'EGU, come sempre. Ci scriverò un paio di post.

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Clima più estremo? IV — Heatwaves, conseguenze globali e letali

Sport invernali e cambiamenti climatici