Lugliembre e agostobre

Dopo lugliembre, ecco agostobre.

E così, questa estate infinita sembra continuare a farla da padrone, nella regione alpina (e non solo).

Così di pancia, senza una seria e approfondita inchiesta, sembra comunque che le giornate miti siano apprezzate dai più. Questo fa dimenticare facilmente che il problema dei cambiamenti climatici non si manifesta solo in situazioni estreme, che vengono mal sopportate, ma soprattutto nella continuità delle temperature superiori alla norma. Se i picchi di calore estivi sono mal sopportati in modo generale, il tepore dei mesi transitori, come questo settembre e ottobre, vengono accettati di buon grado come un prolungamento dell’estate o ritardo della stagione fredda. Quest’anno infatti l’indicatore più presente nello scandire la stagione autunnale era l’accorciarsi delle giornate, le temperature in ribasso e le piogge autunnali sono invece restate latitanti. Fortuna vuole che il sole non subisce influenze di sorta nello scandire le giornate, altrimenti non ci resterebbe che consultare il calendario per capire in che stagione ci troviamo.



Se nel nostro piccolo godiamo di queste giornate ancora miti, con gite in quota, scorribande in mountain bike ancora in tenuta estiva, e ultimi bagni al lago, non dobbiamo dimenticare che le temperature restano alte per la stagione e qualche cosa non torna nella complessa equazione climatica.

Forse le zanzare ancora noiose a metà di ottobre, l’insalatina che cresce ancora senza copertura, il tosaerba ancora attivo, le cimici che non scompaiono nei loro anfratti riparati, come tutti quei mammiferi in attesa di un meritato letargo, stanno forse lì a dirci qualche cosa.
Saranno tutte oscillazioni, saranno pure già capitati, sarà l’uomo o il sole, ma poi quando tireremo somme e medie saremo tutti confrontati allo stesso risultato. Avanti così.


(fonte: Meteosvizzera e aggiunte mie)

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