Cara birra


Secondo uno studio appena pubblicato su “Nature Plants”, il costo della birra potrebbe raddoppiare nei prossimi 20 anni, a causa del cambiamento climatico. Il riscaldamento globale dovrebbe condurre ad una diminuzione della raccolta dell’orzo, un ingrediente essenziale nella fabbricazione della birra. Questo calo di produzione comporterebbe di conseguenza un aumento del suo costo.

I ricercatori mettono in guardia adducendo che siccità e ondate di calore sarebbero la causa di una diminuzione della produzione di orzo, dell’ordine del 17% su alcune regioni degli Stati Uniti, dell’Europa, dell’Australia e dell’Asia, dove questo cereale è più coltivato.

Media delle variazioni delle precipitazioni in % per il periodo 2080 – 2099 in relazione al periodo 1980 - 1999. Le zone con i puntini rappresentano le regioni dove l’80% dei modelli concordano.

Secondo i modelli economici elaborati da alcuni scienziati americani, il prezzo di un pacco di 6 lattine in Irlanda potrebbe raggiungere l’equivalente di 20 CHF (un aumento del prezzo del 193% rispetto ad oggi).
Il mondo dovrà affrontare molti pericoli legati ai cambiamenti climatici. Il fatto che si dovrà spendere un po’ di più per bere della birra sembra triviale al confronto. Ma culturalmente il fatto di non poter bere una buona birra fredda, dopo una lunga giornata calda, andrà ad aumentare ulteriormente il disagio causato dai cambiamenti climatici
afferma Steven Davis dell’università della California, co-autore della ricerca:

Nel mondo solo il 17% dell’orzo prodotto è utilizzato per fare della birra. Il resto è usato per nutrire il bestiame. Gli autori fanno notare come gli animali avranno la priorità.

L’orzo cresce nelle grandi pianure degli Stati Uniti, nelle praterie canadesi, in Europa, in Australia e in Asia. Nei prossimi anni, queste regioni saranno confrontate a frequenti periodi di siccità legati al riscaldamento climatico, secondo lo studio. È così che il prezzo della birra aumenterebbe soprattutto nei paesi in cui è particolarmente apprezzata, dove ci sono numerosi consumatori, come il Belgio, il Canada, la Danimarca o la Polonia. È parallelamente atteso un ribasso del consumo del 32% perfino in Argentina.

E il single malt scozzese, aggiungo io, da appassionato estimatore?

Commenti

  1. Produco orzo da 40 anni e tutti gli anni sempre di più, i produttori sono diminuiti e la produzione mondiale è rimasta la stessa:
    https://www.statista.com/statistics/271973/world-barley-production-since-2008/

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  2. Mi dispiace per lei che ha scritto un articolo come Elisabetta Intini (laureata in Lettere Moderne con una specializzazione in Editoria libraria e digitale...come siamo messi male)di Focus o come tanti altri senza approfondire l'argomento, visto che la produzione di birra è aumentata negli ultimi 20 anni:
    https://www.statista.com/statistics/270275/worldwide-beer-production/

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    1. A parte il fatto che non so chi sia Elisabetta Intini e non so cosa c'entri. Nel post non si parla della crescita della produzione di birra negli ultimi decenni, bensì di ben altro.
      Sa leggere?

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    2. si certo è lei che non sa quale sia la produzione di orzo e la produzione di birra nel mondo, entrambe senza alcun calo di produzione. Il costo della birra è determinata dall'offerta e non dalla cattiva informazione che viene fata su questo log.

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    3. Quello che dice è irrilevante. Il post non parla dell'andamento passato e attuale della produzione di orzo e birra, bensì degli scenari futuri in condizioni climatiche mutate. È un commento all'articolo scientifico linkato.
      Deduco che o non sa leggere (serve un disegnino, diceva qualcuno?:-D) o non *vuole* leggere.Temo per lei che sia la seconda irrimediabile ipotesi, alla prima si può sempre porre rimedio.
      Anyhow: non è obbligato a leggere e commentare i post che pubblico sul mio blog; se non le piace guardare in faccia la realtà, continui pure come se niente fosse.

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    4. Appunto gli scenari futuri non sono nati certi oggi, ma forse lei è ancora un ragazzo di cose ne ha lette poche oppure fa finta di non averle mai lette.
      Di irrilevante è tutto questo suo articolo che disegna ipotesi fantascientifiche, poi che il costo della birra aumenti grazie a questo tipo di informazione che viene divulgata ci sta...ma non per una scarsa produzione di orzo e lei che spalleggia queste ipotesi che è anche un insegnante/ricercatore non le fa onore..

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    5. Ha già violato la netiquette del blog. Le passo comunque questo suo ultimo commento, perché si possano vedere gli sproloqui che fa.
      Nessuno qui (tantomeno io) ha parlato di scenari futuri nati oggi.
      Che io sia ragazzo o anziano, la cosa è assolutamente irrilevante e mostra il suo tentativo di arrampicata sui vetri, forse perché a mancanza di argomenti?
      L'articolo sarà anche fantascientifico per lei che non vuole leggere: in realtà - è la zillesima volta che glielo scrivo - è n commento allo studio di Xie et al. 2018.
      Se non è convinto di questo lavoro, la cosa migliore, più logica e meno pavida che può fare è scrivere un rebuttal e tentare di farselo pubblicare da una rivista di settore, magari proprio sullo stesso Nature Plants.
      Dopo, semmai, ne riparliamo, ok?

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    6. "Ha già violato la netiquette del blog. Le passo comunque questo suo ultimo commento, perché si possano vedere gli sproloqui che fa. "

      Gli sproloqui sono solo i tuoi... tipo questo...

      "Anyhow: non è obbligato a leggere e commentare i post che pubblico sul mio blog; se non le piace guardare in faccia la realtà, continui pure come se niente fosse."

      ... scrivi un blog e poi se uno risponde e non e' d'accordo gli dici che se non e' d'accordo non occorre che partecipi alla discussione?

      E' INDECENTE!

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    7. Già. Uno spreca l'ultima possibilità per dire qualcosa di decente e costruttivo e posta il quarto commento - violando così la netiquette del blog - affermando che "il costo della birra aumenta grazie a questo tipo di informazione che viene divulgata" e poi arrivi te che pretendi che non lo si possa definire uno sproloquio mentre invece - sempre secondo il tuo personalissimo e bizzarro punto di vista - ricordare allo stesso che non è obbligato a leggere e commentare i post che pubblico se ritiene che "su questo blog viene fatta cattiva informazione" sarebbe uno sproloquio a tutti gli effetti?
      Hai fatto "centro" ancora una volta, sparando a salve una delle tue tre misere cartucce.

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  3. A proposito di misere cartucce, tu questa cartuccia te la tieni sempre pronta...

    "Se non è convinto di questo lavoro, la cosa migliore, più logica e meno pavida che può fare è scrivere un rebuttal e tentare di farselo pubblicare da una rivista di settore, magari proprio sullo stesso Nature Plants."

    ... chi non e' d'accordo con i prestigiosi "studi" di Nature "pal-reviews only" deve solo cercare di farsi pubblicare (da Nature "pal-reviews only", ca va sans dire!) un rebuttal!

    Ma dai! Ma sii serio una volta!... a forza di raschiarlo quel barile ci farai un bel buco e cadrai di sotto, steph!

    Trovami UN REBUTTAL CHE SIA UNO su uno dei tanti "studi" farlocchi basati sui modellini... UNO!...

    Quale climatologo si sparerebbe nelle palle facendolo??? Un rebuttal e sei fuori, non pubblichi piu', diventi un outcast all'istante... vedasi quello che e' accaduto ai pochi che l'hanno fatto.

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    1. Che io sia d'accordo con te o meno (o solo parzialmente...), la cosa mi pare irrilevante e soprattutto completamente fuori tema rispetto all'oggetto del post. Se vuoi, apro un open thread in cui puoi sbizzarriti come in palestra a sparare le tue cartucce. Ma capisci bene che sarebbero tempo e banda sprecati.

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