3,7 milioni di piscine da 25 metri

Il massiccio ritiro del ghiacciaio del Morteratsch. Nel 1985 il fronte del ghiacciaio era ripido e arcuato, tipico di una lingua glaciale in avanzata. Oggi il fronte del ghiacciaio si è ritirato di circa 1 km rispetto a 30 anni fa! (Foto: J. Alean)

Finito da alcune settimane l'anno idrologico 2016/17, è tempo di bilanci per i ghiacciai alpini. Ebbene, come si poteva subodorare già da mesi, i ghiacciai svizzeri , durante la scorsa estate, hanno perso moltissima acqua: la perdita stimata di volume estrapolata da tutti i ghiacciai in Svizzera è di circa 1500 milioni di metri cubi, cioè il 3% del loro volume.
La quantità di acqua generata quest'anno da tale fenomeno avrebbe potuto riempire una piscina di 25 metri per ogni economia domestica elvetica (circa 3,7 milioni). Si tratta di una regressione estrema: il 2017 fa parte dei tre anni di maggior fusione da un secolo a questa parte, dunque della moderna epoca antropocenica. Si piazza al terzo posto, dietro il 2003 (l'anno dell'estate da record plurisecolare) e quasi come il 2011 (l'anno dell'estate anticipata ad aprile e protratta fino ad ottobre), ma ben più dell'altra recente estate canicolare, quella del 2015 (caratterizzata dal mese, luglio 2015, più caldo di sempre). Quest'ultima, nella regione alpina, è stata la seconda più calda da inizio serie, dietro quella del 2003 e di poco davanti a quella di quest'anno. Tuttavia le particolari condizioni dell'estate 2017 - connotata da ben 5 ondate di calore e da un inizio molto precoce del caldo con la forte fusione della copertura nevosa già dalla seconda metà di maggio che ha esposto alla forte insolazione estiva ampie porzioni di ghiaccio nudo ben oltre la linea di equilibrio - hanno portato a questa situazione di ablazione estrema e più importante rispetto a quella verificatasi due anni fa.
Particolarmente colpita la zona occidentale del paese, dove la diminuzione di spessore ha raggiunto i 3 metri, mentre ha patito meno la zona centrale (San Gottardo), con la perdita di un "solo" metro.

Foto di Vittorio Sella

Nei prossimi 70 anni ci sarà una progressiva scomparsa dei ghiacciai con conseguenze nefaste sull’approvvigionamento idrico. Già ora si registra una perdita media di circa un metro all’anno, ma gli anni estremi come questo sembrano diventare sempre più frequenti. Nel bacino imbrifero della Reuss, ad es., sono scomparsi in 40 anni circa 15 chilometri di nevi perenni e 1,5 chilometri cubi di ghiaccio.
Secondo un recente studio,  a causa dei cambiamenti climatici il 90% dei ghiacciai nelle Alpi della Svizzera centrale si scioglieranno entro il 2090. La preoccupante analisi della situazione, realizzata su incarico della commissione di sorveglianza del Lago dei Quattro Cantoni all'Università di Friburgo, si basa anche sul dettagliato inventario dei ghiacciai, che comprende misurazioni iniziate nel 1850.
Gli scienziati hanno esaminato il futuro dei ghiacciai presupponendo che le temperature entro la fine del secolo aumenteranno di 4 gradi C, uno scenario tutt'altro che improbabile, considerando il ritmo di incremento termico - circa doppio - della regione alpina rispetto alla media globale.
Secondo i dati, nel bacino imbrifero della Reuss tra il 1973 e il 2010 è scomparsa una superficie vicina ai 15 chilometri quadrati di nevi perenni e un volume di 1,4 chilometri cubi di ghiaccio. Nel 2010 l’area ancora ricoperta dalla massa di ghiaccio si estendeva per circa 60 chilometri quadrati, l’equivalente di metà Lago dei Quattro Cantoni. Questo processo di scioglimento implicherà notevoli mutamenti al paesaggio alpino, dato che i ghiacciai hanno eroso per migliaia di anni la roccia lasciando avvallamenti nei quali si formeranno nuovi laghi, come si è già osservato in alcuni casi.
Il ritiro dei ghiacci andrà anche a influenzare negativamente l’approvvigionamento idrico, in particolar modo nei periodi più secchi. Gli scienziati tengono a precisare che previsioni di questo genere restano incerte, ma è fuori dubbio che l’aumento della temperatura e della siccità legato al cambiamento climatico stia causando un dissolvimento sempre più rapido dei ghiacciai.
Dopo la terza primavera più calda a partire dall’inizio delle misurazioni meteorologiche sistematiche nel 1864, quest’anno la Svizzera ha pure registrato, come già detto, la terza estate più calda. Tra i ghiacciai più a rischio ci sono quelli ticinesi: il volume si sta riducendo progressivamente. Durante le giornate più calde la perdita di massa è stata di circa 5 centimetri al giorno. Di questo passo, osservano gli esperti, fra 10-15 anni, a Sud delle Alpi la maggior parte dei ghiacciai saranno solo un ricordo. In futuro sarà difficile assistere ad un cambiamento di tendenza soprattutto perché per formare nuovo ghiaccio sono necessarie particolari condizioni di innevamento e di freddo. Le lingue di ghiaccio studiate con attenzione sono l’Adula (o Bresciana, tra la Valle di Blenio e i Grigioni) e quella della del Basodino in alta Valle Maggia: la situazione è simile agli altri numerosi ghiacciai, elvetici e no, situati soprattutto attorno ai 3000 metri di quota.

Per chi ha frequentato negli ultimi decenni il Basodino (che nel 2005 era ancora lungo 1,5 chilometri) il cambiamento è impressionante. Se una volta, durante l’estate, si poteva scendere con i piccoli sci da ghiacciaio lungo un bel tratto, ora è la roccia dura che sta guadagnando terreno come dimostra la foto aerea scattata nelle scorse settimane (sotto a dx).






Commenti

  1. "il 2017 fa parte dei tre anni di maggior fusione da un secolo a questa parte"

    ... e gli altri due anni quali sono stati?
    Uno di essi non sara' mica, per puro caso, il 1947?

    "Di questo passo, osservano gli esperti, fra 10-15 anni, a Sud delle Alpi la maggior parte dei ghiacciai saranno solo un ricordo. In futuro sarà difficile assistere ad un cambiamento di tendenza soprattutto perché per formare nuovo ghiaccio sono necessarie particolari condizioni di innevamento e di freddo."

    Fra 10-15 anni???? Mmmh... secondo questo studio...

    https://www.the-cryosphere-discuss.net/tc-2014-9/tcd-8-1479-2014.pdf

    ... il trend in (rapida, direi) decrescita dei ghiacciai del settore alpino occidentale italiano e' in corso da decenni e decenni... fig.6

    Questo qui, invece...

    https://www.the-cryosphere.net/9/525/2015/tc-9-525-2015.pdf

    ... mostra un andamento temporale simile per i soli ghiacciai svizzeri, dal 1980 al 2010... anche li il calo, rapido, era gia' in corso prima del 1980. Come mai?

    La fig.5 di questo, invece...

    https://www.the-cryosphere.net/6/713/2012/tc-6-713-2012.pdf

    ... mostra la previsione dal 1900 fino al 2100 per quel che riguarda il ghiaccio di tutto l'arco alpino.
    A meno che i tuoi colleghi non abbiano preso un abbaglio (ma non e' possibile, perche' usano nelle estrapolazioni i famosi modellini farlocchi) fra 10-15 anni ci saranno ancora parecchi ghiacciai.

    Mettetevi d'accordo fra di voi, almeno!

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    Risposte
    1. "e gli altri due anni quali sono stati? "
      Come ho scritto, il 2003 (primo) e il 2011 (secondo).

      "Uno di essi non sara' mica, per puro caso, il 1947?"
      Certo, ma non ai primi 3 posti (sto parlando di fusione glaciale). Gli anni fra i 40 e i 50 sono stati connotati da alcune fra le estati più calde del secolo, prima dei record degli ultimi decenni. Per es. le estati del 1945, 1947, 1950 e 1952
      http://www.meteosvizzera.admin.ch/product/output/climate-data/climate-trends-processing/ths200m0/northhigh/jja/1864-smoother/climatetrend_ths200m0_northhigh_jja_1864-smoother_i.pdf
      e spesso pure le primavere erano molto calde, come quelle del 1943, 1946, 1947, 1948) interrotte però da alcune fra le estati più fredde, come quelle del 1940, 1948, 1954 o 1956. Evidentemente quello fu anche un periodo di notevole fusione glaciale, la più importante dalla fine della PEG prima di quella estrema degli ultimi decenni.

      "Fra 10-15 anni???? Mmmh... secondo questo studio..."
      Sì, ma in quello studio (btw: perché mi linki un draft di discussione???) si parla del settore alpino occidentale italiano, io parlavo dei relativamente piccoli ghiacciai del settore alpino meridionale svizzero. Prendi il più grande in zona, il Basodino (in foto). Nella sua parte centrale ha oggi uno spessore massimo di circa 20 metri. E ogni anno perde in media da uno a due metri. Per cui, vedi un po' tu cosa dedurne.

      "il trend in (rapida, direi) decrescita dei ghiacciai del settore alpino occidentale italiano e' in corso da decenni e decenni"
      Certo, e chi dice il contrario?

      "mostra un andamento temporale simile per i soli ghiacciai svizzeri, dal 1980 al 2010... anche li il calo, rapido, era gia' in corso prima del 1980. Come mai?"
      Vedi sopra. I ghiacciai non rispondono in maniera sincrona alle sollecitazioni climatiche, hanno tempi di reazione e di risposta dipendenti dalla loro dimensione e da altre condizioni al contorno:
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2015/09/il-pianto-dei-ghiacciai.html
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2011/09/merdeglace-iii-alpi-et-al.html

      e soprattutto non sono assolutamente in equilibrio con il clima attuale (non so se capisci cosa significa).
      Guarda l'andamento del più grande ghiacciaio delle Alpi, l'Aletsch, molto meno soggetto alle fluttuazioni climatiche di breve periodo (quasi "non si è nemmeno accorto" delle favorevoli condizioni climatiche del periodo fra anni 60 e 80) e con tempi di risposta pluri-decennali:

      http://glaciology.ethz.ch/messnetz/glaciers/aletsch.html

      Vedi comunque uno dei prossimi post.

      "A meno che i tuoi colleghi non abbiano preso un abbaglio (ma non e' possibile, perche' usano nelle estrapolazioni i famosi modellini farlocchi) fra 10-15 anni ci saranno ancora parecchi ghiacciai."
      E chi dice il contrario? Io parlavo solo dei relativamente piccoli ghiacciai del settore alpino meridionale svizzero. E ci sono ghiacciai che sono già spariti.
      Dunque: a prendere un abbaglio, magari qui è qualcun altro.

      "Mettetevi d'accordo fra di voi, almeno!"
      Tutti d'accordo, non preoccuparti. Sono i dati reali a indurlo e per una volta non i modellini.


      Elimina
    2. ""Mettetevi d'accordo fra di voi, almeno!"
      Tutti d'accordo, non preoccuparti. Sono i dati reali a indurlo e per una volta non i modellini."

      Ah si? Sono i dati e non i modellini???

      Eppure poco sopra scrivi che...

      "Secondo un recente studio, a causa dei cambiamenti climatici il 90% dei ghiacciai nelle Alpi della Svizzera centrale si scioglieranno entro il 2090. "

      ... dove lo "studio" linkato utilizza la parola "modell" 48 volte???... controlla...

      Mi prendi in giro o che? Dai!

      Elimina
    3. Ho come l'impressione che sia tu a divertirti a prendere in giro gli altri.

      Si parlava (*tu* parlavi...) di "A meno che i tuoi colleghi non abbiano preso un abbaglio (ma non e' possibile, perche' usano nelle estrapolazioni i famosi modellini farlocchi) fra 10-15 anni ci saranno ancora parecchi ghiacciai"
      in relazione a quello che scrivevo io a proposito dei ghiacciai svizzeri a sud delle Alpi
      "Di questo passo, osservano gli esperti, fra 10-15 anni, a Sud delle Alpi la maggior parte dei ghiacciai saranno solo un ricordo".

      Lo studio che citi parla di ghiacciai della Svizzera centrale e pone come orizzonte temporale il 2090.

      Prendo atto che per te la parte centrale della Svizzera è posta a sud delle Alpi e che pensi di vivere già nel 2075-2080.

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