martedì 25 novembre 2014

Democrazia

Riporto un commento (leggermente modificato per miglior comprensione del contesto) di Antonio Zecca su questo post di climalteranti: mi trovo in completa sintonia con quanto ha scritto. Non saprei scriverlo meglio.

La frase chiave della finta democrazia è: uno vale uno. E’ una frase che affascina l’ascoltatore e ne distrugge le difese logiche. Tutti sappiamo (tutti siamo d’accordo) che “uno vale uno” in termini di dignità; dignità che viene riconosciuta quando andiamo a votare. Ma se si tratta di riparare lo scarico del lavandino, chiunque si rivolge a un idraulico e non a un giornalista; se si tratta di un problema cardiaco tutti andiamo da un cardiologo e non da un architetto. La frase “uno vale uno” ha quindi un valore molto limitato. Se si tratta di cambiamenti climatici le parole di chi ha expertise nel ramo (di un esperto) valgono infinitamente di più di quelle di un qualsiasi altro. E le opinioni / conclusioni / indicazioni / prescrizioni del gruppo IPCC valgono infinitamente di più di quelle di tutti gli Scafetta + Zichichi + Battaglia + Lindzen + …. messi insieme. Questa è democrazia: il grado di fiducia che noi concediamo a una persona (gruppo) deve essere pesato sulle competenze che quella persona (gruppo) ha nella materia in questione. Questa “pesata” è mancata negli ultimi venticinque – trenta anni; da quando cioè la “crescente oligarchia” [dei padroni delle fonti energetiche fossili] ha investito ingenti risorse per distrarre artificiosamente la pubblica opinione e imporre una soluzione altamente antidemocratica sulle scelte dell’ umanità in tema di cambiamento climatico antropogenico.
Chapeau! 

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