martedì 24 dicembre 2013

Cold case

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Il volume dei ghiacci dell’Artico è aumentato di circa il 50% rispetto allo scorso anno.
La notizia è stata pubblicata negli scorsi giorni dall’ESA dopo aver confrontato i dati del satellite CryoSat dell’autunno di quest’anno rispetto sia a quelli del 2012 che a quelli del 2011 e del 2010.



 ESA

CryoSat è stato lanciato nel 2010 dall’ESA e da allora ha orbitato sopra Polo Nord e Polo Sud. La sua missione è infatti quella di osservare i cambiamenti nello spessore e nel volume dei ghiacci delle regioni polari. Per quanto riguarda l’Artico, nel corso di questi pochi anni il satellite aveva sempre evidenziato una diminuzione del volume della calotta glaciale. Ora, invece, la novità: il volume dei ghiacci è tornato ad aumentare.



Circa il 90% dell’aumento è dovuto alla crescita del più spesso (tipicamente 2-4 m) ghiaccio pluriennale (cresciuto, se considerato da solo, del 20%), che sopravvive attraverso più di una estate senza sciogliersi e che quest'anno è più spesso in media di 30 cm rispetto alle misurazioni effettuate un anno fa, mentre è solo del 10% la crescita del più sottile (tipicamente fra 30 cm e 2 m) ghiaccio annuale.


Tachel Tilling, dello UK Centre for polar observation and modelling, che ha condotto lo studio:
Una delle cose che abbiamo notato esaminando i nostri dati  è che di anno in anno il volume del ghiaccio non stava affatto variando quanto variava l’estensione del ghiaccio, almeno nel 2010, 2011 e 2012. Non ci aspettavamo che la maggiore estensione di ghiaccio rimasto alla fine dello scioglimento si riflettesse nel volume, ma è accaduto, e il motivo è collegato all’aumento del ghiaccio pluriennale nell’Artico.
 CryoSat ha calcolato nell’ottobre del 2013 circa 9'000 km^3 di ghiaccio marino, un incremento notevole rispetto ai 6'000 calcolati nel medesimo periodo dell’anno precedente.
Non si tratta di un'inversione di tendenza, siamo infatti ancora ben sotto la media di riferimento e ovviamente la percentuale è alta anche perchè si partiva da valori molto bassi come quelli da record negativo del 2012. E tre soli annetti sono un po' poco per fare confronti significativi.

 (fonte grafici sopra: Pettit Climate Graphs)

Un maggior volume di ghiaccio significherà però anche una maggior “riserva” in vista della prossima stagione calda, ma pure questo non può spingere ad inferire su fantomatiche inversioni di trend (vedi ad es. qui o qui) e chi ci specula sopra o ipotizza sulla base di sue speranze, o è un ingenuo e non sa la differenza fra variazione interannuale e trend di fondo oppure è in malafede.

 (fonte grafici sopra)


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