domenica 18 agosto 2013

Fermata fantasma


A ferragosto, nel pieno di una stagione fantasma, finalmente ci è arrivato pure lui:
a detta dei climatologi il riscaldamento del nostro pianeta sembra che si sia fermato

eh, beh, certo. Ecco la mitica fermata fantasma:


WMO

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si intende, le previsioni sul clima non sono mai certe
ah, beh, certo, sono previsioni...e si parla di clima, dunque di scienza, dunque di un ambito nel quale l'incertezza è come il pane...


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potrebbe essere che la crisi economica ha molto ridotto le emissioni di gas serra, pareggiando così il conto, e cioè pareggiando l'eccedenza di anidride carbonica che non veniva assorbita in precedenza dagli alberi e dal mare

eh, beh, certo. Ecco la riduzione delle emissioni dal 2008 in avanti rispetto a prima:



ed ecco i conti in pareggio:

Hansen et al. 2013


Hansen et al. 2013
fonte

À la page ma di qualche anno fa, poi, la deduzione logica sul fatto che prima si fermi il riscaldamento (dal 1995, 1998, 2001, 2003, 2005, ...) e poi le emissioni (dalla crisi economica del 2008).


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i ghiacciai (Himalaya a parte) continuano a sciogliersi
ah, beh, certo. Ecco la partita a parte giocata dai ghiacciai himalayani (vedi anche qui):

WGMS


Insomma: davvero una bella fermata.
Ma d'altronde, era ferragosto, il giorno dei fantasmi di una stagione fantasma.



5 commenti:

  1. Eppure, l'era di Internet sembrava essere quella in cui chiunque può controllare le fonti prima di lanciarsi a dire scemenze. Invece, non è così. Il povero Sartori scrive a ruota libera, senza minimamente distinguere fra un'editoriale su un quotidiano nazionale e quello che ci si potrebbe dire al bar, davanti a un caffé.

    D'altra parte, uno i giornali cosa li compra a fare? Nemmeno se te li regalassero.....


    http://rimedioevo.blogspot.it/2013/08/ma-allora-proprio-si-divertono.html

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    1. ma di quale Sartori si tratta? di Giovanni Sartori, lo studioso di politica del nostro tempo?

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  2. @Ugo
    Lui magari no, ma la redazione del Corriere è pagata per distinguere.

    @Arturo Tauro
    Sì, purtroppo.

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