La posta in gioco

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Così, neanche i figli dei terrapiattisti sarebbero risparmiati, in un mondo così tanto più caldo: vedete come basti oggi un paio di decimi di grado in più per superare i picchi della variazione termica all'interno degli ultimi 800'000 anni (corrispondenti all'Eemiano e all'Holsteiniano) e solo poco oltre un grado in più per raggiungere il massimo degli ultimi 5'300'000 anni (a metà Pliocene).

In un modo o nell'altro, anche le future generazioni saranno tutte toccate, chi più e chi meno. Ovvio che i più saranno - di nuovo e  sempre - quelli localizzati in zone già oggi soggette a crisi idriche e alimentari. I meno gli altri. Ma non è detto che la posta in gioco possa avere effetti meno devastanti su questi ultimi.

Fossi nelle figlie e nei figli o nelle nipoti e nei nipoti dei negazionisti, comincerei già ora a prepararmi per chiedere loro il conto. Fossi nei terrapiattisti spererei di aver già cominciato a prepararlo.
Perché, è ovvio: più di ogni altra cosa, essere terrapiattisti oggi significa annichilire le proprie future generazioni.


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Commenti

  1. Infatti stiamo preparando il conto che qualcuno deve pagare dopo 20 anni di ipotesi senza dimostrazioni e conclusioni forzate

    http://www.currentscience.ac.in/Volumes/100/02/0223.pdf
    Contribution of changing galactic cosmic ray flux to global warming
    U. R. Rao*CURRENT SCIENCE, VOL. 100, NO. 2, 25 JANUARY 2011
    la rivista e lo scienziato sono indiani, sono poco conosciuti ma la rivista è nella lista ISI

    1,1 Steph ripeto 1,1 contro l'improbabile 1,66 del CO2
    quindi tuto, ma proprio tutto sbagliato

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    1. Be, Claudio, magari questo ti può interessare:

      http://www.agu.org/pubs/crossref/2012/2012JD017683.shtml

      Sarei curioso di sapere se tra dieci anni staremo ancora facendo questi discorsi... (ammesso che io sia ancora vivo e che avremo la possibilità di chiacchierare amabilmente via web...)

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    2. @ Claudio
      tuto tuto sbalgiato, tuto da rifare, tuto ancora da dimostrare, tuto ma propro tuto davero...
      ...spetta che questa me la scrivo....

      @Paolo C
      in effetti, nulla di nuovo sotto il sole ;-)
      Il fatto è che altrove (per es. dalle parti dove vivo, ma forse sono su un'isola sperduta del pacifico, chi lo può dire?) sono almeno dieci anni se non oltre che non si fanno più questi discorsi.

      @tutti e due
      la posta è ben altra rispetto al conto che qualcuno starebbe preparando da 20 anni. E pure rispetto alle ipotesi sui prossimi 10.
      http://www.springerlink.com/content/863287021p06m441/fulltext.pdf
      http://www.skepticalscience.com/johnson-hope-2012.html

      Basta guardarsi ben bene il primo grafico del post, tenendo conto delle condizioni demografiche di contorno.

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  2. Tutto! scusat.

    ho trovato il full test postato da Paolo C qui
    http://benlaken.com/documents/Laken_etal_2012_preprint.pdf

    mmmm è un approccio completamente diverso rispetto agli indiani che partono dal fatto che le nuvole basse sono calate e questo ha fatto filtrare più sole e che valutano il flusso magnetico solare di McCracken 2007 molto diverso dal CR flux usato da Laken et al
    Il meccanismo che ha fatto calare le nuvole basse potrebbe essere altrove non nei CR

    in effetti su questo tema è un continuo affermare che c'è un effetto solare indiretto e un continuo sminuirlo, però le nuvole basse sono calate e resta ancora da risolvere cosa diede i picchi di caldo nel passato come quello medioevale e romano.

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  3. I ricercatori indiani inoltre utilizzano una correlazione tra raggi cosmici (inversi) e nuvolosità che è quella di Vezier. La correlazione è stretta, la nuvolosità è calata del 9% in 150 anni e questo corrisponde a circa un aumento di radiazione solare incidente sulla superficie di 1,1 wm2 cioè 0,5°c in più. Questi sono dati concreti e reali. O sono sbagliati e quindi non è vero che la nuvolosità bassa è calata ma lo dicono anche Shaviv e Spencer, o Laken et al abbinano alla T diurne cicli di Cr non significativi perchè è davvero impossibile che un calo degli stratonembi non porti ad un aumento delle T diurne.

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    Risposte
    1. Non ho ancora avuto il tempo di leggere in dettaglio il lavoro che citi. Anyway: la questione del ruolo dei GCR è già stata sollevata molte volte. Il lavoro che linka Paolo è solo uno dei più recenti che corrobora quello che ad es. io scrissi già qui
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2010/06/its-sun-stupid-4-tropismigalattici_20.html
      Insomma: sembrerebbe essere troppo debole la relazione per spiegare l'andamento termico di fondo. Anche il gruppo di Pasini et al . ne ha parlato in seno alla loro interessantissima analisi causale di Granger applicata al clima
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2012/07/deepest.html
      In generale, cmq:
      1) sole più forte ->
      2) minor GCR che raggiungono la superficie terrestre ->
      3) minor produzione di nubi basse ->
      4) aumento T globali.
      Ma ci sono forti dubbi sul 3, i trend sono poco chiari (e non raramente "inquinati" da biases che li possono rendere spurii), vedi per es. il dataset dell'ISCCP. O vedi anche per es.:
      http://www.agu.org/pubs/crossref/2007/2006GL028083.shtml
      http://meteora.ucsd.edu/%7Ejnorris/reprints/02_Norris_and_Slingo.pdf

      Il lavoro degli indiani (che, ripeto, devo ancora leggere in profondità) considera le nubi basse globali o solo quelle continentali? Perché sul calo di quelle al di sopra degli oceani contribuisce sicuramente anche l'aumento delle SST (cerca sotto il label "nuvole" nel mio blog...).
      E poi: sei così sicuro che una diminuzione dei nembostrati porti sempre e comunque ad un incremento termico? Hai provato a separare il segnale continentale fra T max giornaliere (evidente feedback negativo) e T min notturne (laddove dovrebbe prevalere invece un feedback positivo)?

      Il 2) è tutto da vedere: sul lungo io ci vedo le classiche oscillazioni circa-decennali (associate al ciclo solare) ma non ci vedo trend significativi in un senso o nell'altro.

      L'1) è oggetto di grandi discussioni, attualmente. Non sembrerebbe esserci stato alcuni gran massimo solare moderno, in tal senso.
      http://www.leif.org/research/Svalgaard_ISSI_Proposal_Base.pdf



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  4. E c'è sempre il "piccolo problemino" del permafrost/permamelt:

    http://www.skepticalscience.com/Macdougall.html

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. @ Steph
    grazie delle risposte ottime,
    Gli indiani prendono in considerazione le correlazioni GCR e LOW CLOUD COVER in % di J Vezier che puoi vedere qui http://www.global-warming-and-the-climate.com/images/low-cloud-cover.gif
    Grazie anche per il grafico di SS, l'avevo trovato anch'io ma era diverso con un grosso innesto delle T strumentali, invece il tuo è pulito.

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    1. Leggi anche la disamina di Ramanathan (da pag. 9)
      http://moef.nic.in/downloads/public-information/Discussion-paper-INCCA-1-2.pdf
      "A review of recent literature lends credence to Rao’s model, but the observed rapid warming trend during the last 40 years cannot be accounted for by the trends in GCRs. This does not by itself negate the importance of GCRs as a forcing factor of climate change, but rather strengthens the case for greenhouse forcing as the primary driver of the recent warming trends."

      E Svalgaard lo liquida in 2 righe 2:
      http://wattsupwiththat.com/2011/01/21/cosmic-rays-contribute-40-to-global-warming-study/#comment-580240
      "This peer-reviewed paper http://www.leif.org/research/2009JA015069.pdf [e.g. Figure 10] finds otherwise, namely that HMF during the latter part of the 20th century was comparable to HMF 1830-1870, and that no such steady increase has taken place. This simply yanks the rug out under the Rao paper. End of discussion."

      D'altronde, sembrerebbe esserci qualche problemino con i dati estrapolati dell'HMF:
      http://www.leif.org/research/2009JA015069.pdf

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