sabato 22 settembre 2012

_*Non*_ è il caldo a governare il ghiaccio

✔...nel senso che non lo è mai stato, certo.



An even longer perspective for the outstanding magnitude of the modern warming and related ice loss is provided by the history of ice shelves at the northern coast of Ellsemere Island, which are made of super- thickened landfast ice supported by pack ice in the adjacent Arctic Ocean. These ice shelves have been stable for most of the last 5.5 kyr based on driftwood ages (...), but declined by more than 90% during the 20th century and continue to break at a notable rate.
Ice shelves in the Arctic lost more than 90% of their total surface area during the 20th century and are continuing to disintegrate rapidly (...) Our results show that the ice shelf was absent during the early Holocene and formed 4,000 years ago in response to climate cooling.


✔...nel senso che, semmai, non ne è il solo e più importante elemento, certo.




✔ ... nel senso che, in fondo (ma proprio in fondo),  il ghiaccio totale presente sul pianeta è "noiosamente stabile, in media, piatto, liscio, sempre uguale, insomma, una noia mortale". Certo.




✔ ... oppure nel senso che, non essendo il ghiaccio noiosamente stabile, in media, piatto, liscio etc etc, allora è per questo che in fondo (ma proprio in fondo) le temperature sono stabili, della serie meno ghiaccio ⇒ stasi termica,  oppure stasi glaciale ⇒ GW? Magari!

Combinazioni a geometria variabile nel mondo della fisica altra.

✔ E intanto questi due fratellini (il semplificato GCM dei 70, il più complesso GCM di inizio 80) viaggiano spediti verso i quaranta. Li portano ancora molto bene.

Ecco una figura dal primo:

Si vede già bene l'amplificazione artica al lavoro.

Ecco l'abstract del secondo:


C'è l'eterogeneità con la quale si manifesta il GW su scala regionale e stagionale, c'è il riscaldamento amplificato nelle zone polari boreali e sull'oceano artico e zone limitrofe, più in inverno che in estate per via dell'accumulo estivo e del successivo rilascio di calore da parte di un oceano con meno copertura e spessore glaciale. C'è il minor riscaldamento delle zone polari australi, a causa dell'assenza del meccanismo di feedback dell'albedo in Antartide. C'è l'aumento dell'umidità dell'aria e l'incremento del trasporto di umidità verso i poli, con conseguenti maggiori precipitazioni e deflussi sull'arco dell'anno. C'è l'anticipo stagionale della rapida fusione glaciale e del picco dei deflussi.
Insomma: un lavoro pionieristico e profetico.

Quasi come il dogma da titolo del post.


4 commenti:

  1. Certo, ma quello è fuso come una banchisa

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    1. E confonde geografia con geometria....

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  2. Amplificazione GW?

    http://www.aoml.noaa.gov/phod/docs/jcli-d-11-00172_1.pdf

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    1. Bel lavoro, non lo conoscevo. E siccome sto preparando un post su temi affini, potrebbe fare al caso.

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