giovedì 1 marzo 2012

Il buono, il brutto e il cattivo


Record di temperatura massima per febbraio per quasi tutte le stazioni di misura della Svizzera italiana in chiusura d'inverno, a causa del "triello maledetto": l'aria di origine subtropicale, la subsidenza e il favonio. Che si sono dati un nuovo appuntamento proprio nel giorno del bisestile, dopo soli 4 giorni dal precedente.


Da non sottovalutare, inoltre, l'aridità attuale del secco territorio di fondovalle (privo oramai della copertura nevosa da giorni) nonché la stasi vegetativa stagionale. Questo fa sì che quasi tutta la radiazione solare non riflessa che riscalda la superficie si trasformi in calore sensibile, mancando l'acqua da far evaporare. Lo strato d'aria sovrastante può così acquisire il massimo dell'energia infrarossa e presentare punte di temperatura massima già a pochi cm sopra il terreno.

Qui il report da meteosvizzera.

La cosa interessante è che c'è stata una differenza notevole (fino a più di 10 °C) anche in soli 20 km di distanza fra località come Lugano (max di 14.5 °C) che hanno avuto cielo coperto per buona parte della giornata e poco favonio (a causa dell'onda orografica e delle associate lee clouds) e Locarno (max record qui di 24.5 °C) che invece hanno beneficiato del sole e del favonio.

Indi: dopo il 19 gennaio 2007 (record per gennaio, sempre a Locarno, ma circa mezzo grado in meno di ieri), ecco il primo giorno (quasi) estivo più precoce da inizio serie strumentale.

Vicino a questa località, la mattina dello scorso 6 febbraio, all'apice dell'ondata di gelo siberiano, la colonnina di mercurio scendeva fino a -16 °C. Ieri è salita di primo pomeriggio fino a 22 °C. Un'escursione massima mensile (differenza fra la minima assoluta e la massima assoluta) di tutto rispetto: 38 °C in appena 3 settimane! Credo sia quasi da ulteriore record, a naso mi sovviene adesso il marzo 2005 con quasi 34 °C di differenza però in soli 16 giorni.
Fra la temperatura massima giornaliera più bassa (-3 °C il 5 febbraio) e quella più alta (i quasi 25 °C di ieri), si è saliti di 28 °C in 24 giorni, un incremento di più di un grado al giorno in media.
In altri termini: l'esperienza del GW in territorio europeo e alpino ripetuta per 24 volte.
Mica male.

5 commenti:

  1. Nel suo libro "Eventi estremi" Tonino Perna parte da un'analogia tra la crisi finanziaria e quella climatica, e osserva come, in prossimità dei tipping points, i sistemi complessi oscillano sempre più rapidamente e bruscamente tra estremi sempre più distanti. Riferito all'economia (o almeno: ad alcuni settori dell'economia) il suo ragionamento mi è parso abbastanza convincente. Secondo te può valere anche per il sistema clima? Cioè: queste oscillazioni potrebbero essere il segnale che in effetti ci stiamo avvicinando a un tp, preludio a un nuovo stato di (temporaneo) equilibrio?
    Grazie

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  2. Altroché, penso proprio che sia così come dice l'autore che citi (che non conosco, BTW: è interessante il libro?). Ma - come spiegavo già in questo post: http://climafluttuante.blogspot.com/2011/10/eccessionaleveramente.html - il problema è sempre il solito: sebbene alcuni studi identifichino effettivamente un aumento dell'autocorrelazione, mancano, finora, segnali chiari sull'eventuale aumento della varianza (anche se qualche lavoro comincia ad apparire, in tal senso). Le due cose devono però andare di pari passo, affinché si possa parlare di chiaro segnale di avvicinamento alla soglia critica prima di una eventuale biforcazione (o tp): sia la varianza dello stato del sistema che la sua autocorrelazione devono mostrare segnali di aumento, contemporaneamente. Altrimenti la probabilità che si tratti di oscillazioni stocastiche aumenta.
    Penso che presto ci dedicherò un post, è parecchio tempo che me lo riprometto.
    Ciao!

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    1. Grazie per la risposta (anche se io sono uno di quelli che tira un sospiro di sollievo quando, nei saggi con formule, l'auore precisa che anche senza formule è possibile comprendere il senso del ragionamento ;-)
      Il libro sì, è interessante, specie perché collega i cambiamenti climatici e la crisi finanziaria e ne proietta le conseguenze sulla disponibilità di cibo. In più, ma questo è una valutazione personalissima, finalmente un economista che riesce a considerare l'economia per quello che è, cioè un sottosistema della biosfera.
      Grazie ancora!

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  3. "Questo fa sì che quasi tutta la radiazione solare non riflessa che riscalda la superficie si trasformi in calore sensibile, mancando l'acqua da far evaporare. "
    uhm, dove l'ho già letta una frase del genere e così illuminante? :-)

    Ciao, e buona scaldazza

    Lorenzo

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