Whistleblowing @ Flatlandia


Tentare di dissuadere gli insegnanti di scienze ad insegnare scienza può costare caro di questi tempi.


Nel 1989 - quando ancora c'era il muro di Berlino, l'URSS, la Iron Lady in UK e Reagan in USA (fautori della prima "rivoluzione neo-liberista", la seconda sarebbe poi stata quella teo-con di Bush jr) se ne era appena andato dalla Casa Bianca lasciando un'eredità pesantissima - il giovane centro di pescicoltura più discusso di questi giorni (HeartFlatland Institute, fondato appena 5 anni prima con il beneplacito dello stesso Reagan) offriva una delle sue miracolose ricette indirizzate alle scuole americane per tentare di risolvere il problema della
profound crisis in American public education
che stava "furoreggiando" soprattutto nelle scienze e nella tecnologia, considerate allora competenze fondamentali per la competitività futura del Paese. Crisi in parte causata dalle stesse aggressive politiche neo-lib di Reagan (della serie: con una mano togli, con l'altra elargisci...). Solo 12 anni dopo arriverà da queste parti il "modello delle 3i" (basato sulle competenze fondamentali per la competitività attuale dell'Europa a sud del 45esimo parallelo), comunque non mi pare che allora Jobs e Gates - per dirne solo due - fossero a corto di fondamenta in scienza e tecnologia.

Anyway: la strategia messa in campo dal noto centro era basata su un approccio maggiormente imprenditoriale e decentralizzato, improntato su servizi di subfornitura didattici, rafforzamento dell'insegnamento delle scienze nelle scuole primarie mediante ditte private che forniscano programmi di training mirati e di management agli insegnanti, nuovi programmi ad hoc in tutta la gamma che va dalle scuole primarie alle High Schools.

Lasciamo perdere, per ora,  tutto il discorso pubblico vs privato che andrebbe comunque fatto: l'America non è l'Europa continentale, ovviamente, anche se io continuo a ritenere l'insegnamento come il servizio più importante erogato da una collettività pubblica, fondamentale come l'acqua potabile e la buona sanità per prevenire dai virus dell'ignoranza contagiosa e per riuscire a fare diga al flusso di merda che c'invade. Detto ciò e leggendo il documento senza pregiudizio alcuno, trovo che la cosa, in sé, sia anche abbastanza meritevole, ma mostra che:

1) il lupo perde il pelo ma non il vizio
2) il vizio dello stesso lupo prima è bianco e poi ingrigisce.

1) Il centro lo ha sempre fatto, lo fa ancora, forse lo farà anche domani, è scritto nella sua purpose, quello di influenzare - fra le altre cose - educazione e insegnamento nelle scuole pubbliche del suo paese. Non c'è nulla di nuovo e c'è ben poco da meravigliarsi della cosa, quindi, anche nel 2012.
2) certo: prima si parlava di rafforzare l'insegnamento delle scienze (pur se con strumenti discutibili), oggi al contrario - nella fattispecie riguardante il clima - l'idea sarebbe quella di scoraggiarne l'insegnamento. E gli insegnanti del primario e secondario già iniziano to feel the heat...

Vediamo qualche stralcio:
Qui l'articolo che Sara Reardon pubblica su Science lo scorso agosto a proposito del calore.
Vi passo l'abstract e in grassetto alcuni punti interessanti:
An informal survey this spring of 800 members of the National Earth Science Teachers Association (NESTA) found that climate change was second only to evolution in triggering protests from parents and school administrators. Online message boards for science teachers tell similar tales. Unlike biology teachers defending the teaching of evolution, however, earth science teachers don't have the protection of the First Amendment's language about religion. But the teachers feel their arguments are equally compelling: Science courses should reflect the best scientific knowledge of the day, and offering opposing views amounts to teaching poor science. Most science teachers don't relish having to engage this latest threat to their profession and resent devoting precious classroom time to a discussion of an alleged "controversy." And they believe that politics has no place in a science classroom. Even so, some are being dragged against their will into a conflict they fear could turn ugly.
La risposta di Bast a questo articolo conferma in pieno la strategia, il punto 1 e il punto 2. Flatlandia allo stato puro. Qui alcuni excerpts (link mia):
First, the good news: Ms. Reardon reports that an informal survey of members of the National Earth Science Teachers Association found “climate change was second only to evolution in triggering protests from parents and school administrators.” This is great news, since it reveals that parents are rising up against the bias and sheer propaganda that often masquerade as science when climate is discussed in schools. More good news: “Some teachers ... called climate change ‘just a theory like evolution’ or said they firmly believed that opposing views should be presented with equal weight.” We can only wish more teachers recognized this is the proper way climate should be addressed.
Ms. Reardon claims some teachers “feel” that “science courses should reflect the best scientific knowledge of the day, and offering opposing views amounts to teaching poor science.” These teachers need to study the issue more closely: Opposing views are pervasive in the scientific literature on climate change, and surveys show there is no agreement – no consensus – on many of the most important issues in the debate.
E qui un bel ritrattino pubblicato su Nature da Jeff Tollefson lo scorso luglio:
Joe Bast and his libertarian think tank are a major force among climate sceptics — but they just can’t win the battle over science.

Ecco infine lo stralcio dal ClimateLeak più scottante di tutto il FlatGate, vero o presunto (come sembrerebbe, o forse no?) che sia, poco importa:
Development of our "Global Warming Curriculum for K-12 Classrooms" project. Principals and teachers are heavily biased toward the alarmist perspective. To counter this we are considering launching an effort to develop alternative materials for K-12 classrooms. We are pursuing a proposal from Dr. David Wojick to produce a global warming curriculum for K-12 schools. Dr. Wojick is a consultant with the Office of Scientific and Technical Information at the U.S. Department of Energy in the area of information and communication science. His effort will focus on providing curriculum that shows that the topic of climate change is controversial and uncertain - two keypoints that are effective at dissuading teachers from teaching science

L'importante è che adesso il centro reagisca minacciando azioni legali contro veri e propri "soffiatori" con una coerenza al limite della perfezione (vi ricorda qualcosa bubblesgate?).

È proprio vero, insegnare ai bambini che la Terra è piatta può costare caro, di questi tempi: il prezzo di una figuraccia (vedi anche qui) e di una perdita di immagine voraginosa. Soprattutto quando sai che in fondo allo squarcio può esserci il fisco ad attendere te e i tuoi pesci marci.

Commenti

  1. Ah, ma vuoi ricevere la lettera anche tu!

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  2. Ho aggiunto al presunto vero "come sembrerebbe che sia". Ad ogni buon conto, fin qui tutto bene. Mais c'est pas la chute.... c'est l'atterrisage!

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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