martedì 7 dicembre 2010

Non è mai troppo presto! 1


Citando la keynote di Carlo Carraro (professorie di economia, rettore della Ca' Foscari e membro dell'IPCC) ai Nobels Colloquia 2010 svoltisi nei giorni scorsi a Venezia con tema il futuro sostenibile e le risorse naturali, parte una mini serie dedicata ad alcune armi di distinzioni dalla massa utili anche e soprattutto per cominciare con stili di vita più ecocompatibili, compatibilmente con quel che c'è oggi. Poi la massa seguirà ... almeno un po'... o no?
E giusto per rimarcare come a Cancun si farà (ancora) ben poco, ma siccome il mondo subisce e subirà gli effetti del cambiamento climatico (qui il report della Royal Society sugli impatti in un mondo futuro più caldo nel caso si verifichi la previsione più alta) e alcuni di più e in maniera più radicale di altri, e siccome questi effetti dipendono anche e soprattutto da quel che facciamo già ora, non è mai troppo presto per iniziare a fare qualcosa di più e di meglio.

Oggi partiamo con l'agricoltura, notoriamente uno sei settori a più forte impatto sul clima, in particolare quella "dopata" e intensiva, checché ne dica qualcuno. Producendo CO2 (trasporti di alimenti, serre...) e metano.
E allora: agricoltura fai da te, filiera corta, orti bio.

Sentiamo qui (dal minuto 16 e 40'' in avanti) cosa ci raccontano alcuni virtuosi protagonisti e la sociologa intervistata. Mitigazione e valorizzazione del locale e del piccolo, con interazione e fiducia reciproca fra consumatore e produttore. Non male.

To be continued...



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Il prossimo post, verosimilmente, sarà una nuova puntata della serie dedicata ad abissi e magneti artici. Riferirò qualche spunto (senz'altro quello di Julienne Stroeve) dal simposio di mercoledì 8 a Zurigo dedicato allo stato della criosfera, a cui parteciperò.

3 commenti:

  1. Agricoltura perché cerchi guai o perché era il world agriculture day, a scelta. Buon convegno, s.

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  2. Entrambi :-D
    Rientrato alla base un'oretta fa. Stanco morto. Convegno molto molto interessante, ci sono andato con Giovanni Kappenberger, Luca Mercalli e l'autore del libro sul mastodontico (in cui parla anche dei ghiacciai).
    Ho rivisto Häberli dopo più di 10 anni, e ho conosciuto l'affascinante Julienne...cacchio: affascinante quel che diceva e come lo diceva :-D
    E poi ho scoperto che è stata studente a Boulder di Konrad Steffen: feci bilanci di massa con lui i miei primi anni all'ETH quando era Lecturer lì, grande maestro...

    Domani o dopo inizio a postare qcs.

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  3. Ah, ancora una cosa: forse Luca mi anticipa. Ha intenzione di fare un accenno al simposio da Fazio e ci scrive un pezzo per la Stampa di mercoledì prossimo.

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