Adrift


. Mentre queste immagini (qui e qui) sembrano emergere paro paro dal bel romanzo di Cormac McCarthy "La strada" (per chi l'ha letto, risulterà più immediata l'associazione) e invece sono la dura, nuda e cruda realtà della Russia europea sconvolta da questa mazzata coi controfiocchi - che dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, come la realtà superi (quasi) sempre la fiction;

. mentre gli addetti fanno calcoli e stime dei danni e delle conseguenze annesse a lagtime flessibili;

. mentre altri addetti cercano connessioni e collegamenti di vario tipo (occhio al prossimo post ;-)

dai MS emerge ora uno stream di pensiero un po' "ingombrante" e, per ora, forse non ancora troppo conturbante.
Rileggendo gli ultimi 2 post pubblicati, mi è affiorata un'associazione strana e ho avuto una strana sensazione di dejà-vu da ricordo del futuro à la FF, un po' come svegliarsi di sobbalzo trovandosi alla deriva.

Guardate, in primis, la situazione meteorologica sull'Europa nella settimana X. Ho plottato (Reanalisi NCEP/NCAR) le anomalie dei venti zonali al di sopra della boundary layer, a circa 1500 m di quota (superficie isobarica di 850 hPa), in rosso prevalenza di venti da occidente, in blu da oriente.

Ora:

. tenendo conto di quel che si riscontrò anche nelle zone in cui risiedo nelle settimane X+n, n=1,2,3,4...,

. leggendo questo e questo,


. guardando le previsioni delle situazioni meteo dei prossimi giorni,

. considerando che pioverà su buona parte dell'Europa centro-occidentale, settore alpino compreso, zone insubriche dove risiedo comprese,

. ascoltando l'intervista al fisico dell'ISAC/CNR trasmessa oggi sull'RG della RSI (intervista dopo circa 10 minuti)

confesso che, stasera, non dormo tranquillo. Brividi pre-frontali?

Forse, più semplicemente, è uno stream alla deriva....

Commenti

  1. Telegraph Cove12 agosto 2010 23:53

    Ma se in Italia il nostro Emilio Fede ha detto che nulla di radioattivo cadrà (e se cadrà LUI lo fermerà) perchè preoccuparsi ...
    d'altro canto anche quella volta là dissero forte e chiaro NO PROBLEM

    RispondiElimina
  2. Telegraph Cove13 agosto 2010 01:16

    Scusa Steph ma mi sono accorto ora che ti ho intasato il blog con le mie farneticazioni. Prometto che sarò più sintetico in futuro.

    RispondiElimina
  3. @steph
    Mi ricordo che nell'inverno 1987, a Lugano c'erano persone che passavano con il contatore geiger sopra le confezioni di funghi secchi.
    E da me, c'è un messaggio per te sulla fisica mongola -

    RispondiElimina
  4. @TC
    no problem per i commenti sul blog! Speriamo anche per il resto...

    @oca
    già :-/ chissà se si può fare una connection fra la fisica mongola e i funghi secchi al cesio...

    RispondiElimina
  5. Telegraph Cove17 agosto 2010 01:20

    Problema dimenticato (come l'altra volta).
    I funghi meglio non mangiarli, il cesio rimane un po' "pesante"

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Il clima scatena la guerra

Vendicati i "modellini farlocchi"

Clima più estremo? III — Heatwaves, feedbacks