Delirium nostrano

Puntuale come i panettoni, i biscottini e i mandarini di Babbo Natale, l'economista Paolo Pamini, con solerte tempismo, torna a disquisire di clima dalle prime pagine del Corrierone nostrano e lo fa ancora una volta (come già negli ultimi due anni) poco prima delle feste natalizie. Che sia un auspicio indiretto e forse neanche tanto celato all'incentivazione dei consumi in periodo di crisi? Insomma: una sorta di mantra da consigli per gli acquisti? Purtroppo per lui incappa nei soliti suoi deliri cognitivi che rasentano l'onnipotenza. Il che, essendo economista e parlando di clima (esattamente come un pesce sta ad una bicicletta), è un po' comprensibile: mica si pretende di sorbirci sentenze sulla salute dei cittadini calate dall'alto di una autoritas da meccanico...:-D


Comunque: tralasciando la sua solita trita e ritrita litania sul free market überalles (come membro del Liberales Institut non può certo esimersi dal farne la consueta apologia), quel che stavolta fa (sor)ridere è la sua completa naivité quando afferma testualmente che:

1) "Sempre più ricercatori dissentono dall'IPCC" e

2) "La colpa è anche di chi tra loro ha deciso di vendere la propria anima alla politica, come lo scandalo del climagate esploso qualche settimana fa insegna. A tal riguardo è curioso che la CRU della UEA (England), all'origine della manipolazione dei dati, fu pure direttamente coinvolta nel 1974 nella stesura di un rapporto segreto della CIA (...) in cui si affermava il rischio di un'imminente mini-era glaciale (...). Una scienza che nel giro di 30 anni arriva a due conclusioni apocalittiche diametralmente opposte ha forse bisogno di maggiori fondi e maggior serenità di dibattito (...)."

Sull'1, rimando direttamente il mittente al mio post under construction Flatlandia. Ma si può già dire che, se le fonti a cui attingere informazioni sui dissidenti, sono quelle linkate dal Nostro nell'articolo, allora stiamo freschi. Il SEPP è retto e fondato da un noto negazionista finanziato profumatamente dalla Exxon per continuare a (far finta) di non capire e negare l'AGW. Personaggio che ritroviamo a capo anche del secondo sito citato da Pamini, l'NIPCC., sostenuto, BTW, da quella referenza di tutto rispetto in ambito climatologico quale è l'Heartland Institute: se non ci fossero di mezzo i soliti lauti finanziamenti da parte della Grande Sorella (sempre la E$$o, e che diamine!), quasi quasi avrei detto che questo istituto sta al clima come il solito pesce sta ad una bicicletta :-D
Sul 2: o siamo tutti fessi (e lui è l'illuminato) o qualcosa gli è sfuggito di mano. E siccome accà nisciuno è fesso, vediamo un po' cosa si è lasciato sfuggire il Nostro.

Primo: di scandalo da climagate non c'è nulla. Se rubare delle email ed estrapolarne succose ciliegie decontestualizzandole e inferendo significati a supporto di un discorso a tesi significa un gate climatico, io mi chiamo Umberto Eco. E magari, il Nostro - in tal caso - farebbe bene a ripassare alcuni miei testi. Naturalmente senza cogliere solo le ciliegie più succose ;-)

Secondo: il rapporto che cita è stato presentato in prima mondiale (perché tenuto gelosamente segreto negli archivi della Biblioteca di Babele da Borges...) da un bloggista tuttologo che si autodefinisce un "tafano climatico" e che, per sua stessa ammissione, ha deciso, tutto eccitato, di renderlo esplicito al mondo in diretta planetaria il giorno 3 del corrente mese dell'anno domini 2009. Compagni di diffusione, oltre a lui: un quotidiano di notizie scientifiche a caratura mondiale, un settimanale britannico da avanspettacolo e il blog dei soliti noti Disinformanti. Come dire: la crème e l'élite dell'informazione scientifica galattica.

Ma il bello è che il rapporto:
a) è della CIA, che - come noto - sta al tema come il fatidico pesce sta ad una bicicletta;
b) non ha proprio nulla a che fare con la CRU, ne cita solo il direttore generale di 35 anni fa nell'intento (pag. 15) di descrivere i principali Current Approaches to Climatology di allora (sempre secondo la CIA). Come dire: piove sul bagnato....
c) non c'è mai stato un consenso su un imminente global cooling né tantomeno su una mini-era glaciale nel mainstream climatologico di allora. I riferimenti bibliografici del rapporto sono chiari: scelta dubbia e molto molto risicata delle fonti e ricorso a news da riviste popolari (Newsweek et similia), citate fra l'altro dallo stesso tafano nonché "ingegnere italiano di Londra".
Non merita, poi, nemmeno la conclusione, nella quale si sprecano le solite ottuse descrizioni meccanicistiche volte a separare scientemente "problemi più urgenti che oggi falciano milioni di vite indifese" dal problema del cambiamento climatico. Come se vivessimo in realtà parallele. Come se la visione sistemica della realtà non fosse ancora emersa. Come se, ad es., Prigogine non avesse detto e insegnato nulla.
Insomma: un'occasione nuovamente sprecata, caro economista. Ma non ci sorprende più di quel tanto. E non solo per le sue altissime referenze sul tema in questione. Curiosando fra gli affiliati del Liberales, ad es., non si può non far notare i deliri climatici di prossimità dell'IBL: un eccellente fonte di informazione a cui attingere, non c'è che dire. Ed essendo, sia l'IBL che il Libinst, istituti di eccellenza per quanto riguarda la climatologia (esattamente come il solito pesce e la solita bicicletta), non sorprende certo vedere pubblicizzati i soliti libri scritti dai soliti personaggi profumatamente finanziati dalle lobbies petrolifere Exxon & C. per (far finta) di non capire e negare l'AGW.
Comunque, caro economista, non si preoccupi: noi (anche qui a MS), la scorta di panettoni e di spumanti, se per questo, l'abbiamo già fatta.



Commenti

Post popolari in questo blog

Il clima scatena la guerra

Vendicati i "modellini farlocchi"

Clima più estremo? III — Heatwaves, feedbacks