Higher and higher

Lo scorso 25 luglio l’isoterma di zero gradi ha raggiunto la quota più elevata mai misurata in Svizzera. In questo post, un resoconto della tendenza al rialzo dell'isoterma di zero gradi negli ultimi decenni, segno tangibile ed evidente dell'intenso riscaldamento che sta subendo la regione alpina.

Webcam Roundshot Gornergrat (sopra Zermatt, sullo sfondo il Cervino) alle 7:10 dello scorso 25 luglio



L’espressione isoterma di zero gradi è utilizzata per indicare la quota in cui nell’atmosfera libera si trova la temperatura di zero gradi. L’andamento dell’isoterma di zero gradi è una grandezza importante che descrive la temperatura della massa d’aria, condizionando il tempo meteorologico di tutti i giorni. Su scale di tempo più lunghe, quelle di cui si occupa la climatologia, essa ha una grande importanza per il ciclo dell’acqua e per gli habitat dell’uomo, degli animali e delle piante. Fra l’altro essa è strettamente connessa con il limite delle nevicate. La quota dell’isoterma di zero gradi è rilevata dai radiosondaggi lanciati a cadenze regolari in svariate località del mondo. In Svizzera, essa viene misurata direttamente dal radiosondaggio che viene lanciato a Payerne due volte al giorno (alle 00 e alle 12 UTC).

Il radiosondaggio della notte dello scorso 25 luglio, lanciato alle 2 ora locale, ha misurato la temperatura di 0 °C ad una quota di 5184 metri slm. Come mostra il grafico del radiosondaggio in questione, sopra a Payerne era presente una massa d’aria piuttosto secca a tutte le quote, di chiaro stampo anticiclonico.

Radiosondaggio di Payerne il 25 luglio 2022 alle 2 ora locale. La freccia rossa indica l’altezza dell’isoterma di zero gradi. Fonte: MeteoSvizzera.



A partire dal 1959, anno di inizio delle misure, l’isoterma di zero gradi non era mai stata misurata ad una quota così elevata. Essa aveva superato i 5000 metri solamente in tre altre occasioni (nel luglio 1995, nell'agosto 2012 e nel giugno 2019), toccato quella quota altre tre volte (nel giugno 2003, nell'agosto 2011 e nel luglio 2019) e avvicinata di poco in altre due (nel giugno e nell'agosto del 2017).

I prossimi grafici rappresentano l'evoluzione stagionale dell'isoterma di 0 gradi durante le estati (mesi da giugno a settembre, fonte: SLF e Meteosvizzera) degli ultimi anni, dal 2008 in avanti. La linea rossa corrisponde al limite superiore di 4000 metri, quella blu al limite inferiore di 2000 metri. I cerchi rossi corrispondono alle punte massime dell'isoterma, sopra i 4500 metri risp. ad almeno 5000 metri; i rettangoli blu alle punte minime dell'isoterma, attorno o sotto ai 2000 metri.















Si nota bene come, man mano che ci si avvicina agli ultimi anni, aumentino frequenza e anche quota dei cerchi rossi mentre sembrano quasi sparire i rettangoli blu, segno evidente di un notevole aumento delle punte massime della quota dell'isoterma e di una drastica riduzione di quelle minime. Anche da questa semplice constatazione, si può intuire la sofferenza dei ghiacciai alpini: frequenti e feroci ondate di calore che anticipano e accelerano la fusione di neve (quando c'è ancora) e ghiaccio vivo risp. assenza di nevicate alle quote più basse che potrebbero fungere da scudo e protezione.

La norma 1991-2020 della quota media annuale dell’isoterma di zero gradi ammonta a 2600 metri. A causa del riscaldamento globale, essa sta aumentando anche in Svizzera. Il grafico seguente mostra l’altezza media dell’isoterma di zero gradi in estate, così come misurata dal radiosondaggio.

Andamento della quota dell’isoterma di zero gradi in estate nel periodo 1959–2021. La linea nera mostra la mediana stagionale del periodo di riferimento 1961–1990, la linea rossa la tendenza lineare, l’area grigio-chiara l’incertezza delle misure.



La tendenza all’aumento della quota dell’isoterma di zero gradi è determinata soprattutto dall’incremento marcato di questa grandezza verificatosi a partire dal 1990 circa. In estate, essa sta salendo di circa 90 metri ogni 10 anni.
Indubbiamente, un chiaro segnale di come il riscaldamento sia particolarmente intenso nella regione alpina, anche alle più alte quote.

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