2020 svizzero al top

In Svizzera il 2020 terminerà con una temperatura media nazionale pari a quella del 2018, l’anno più caldo dall’inizio delle misurazioni nel 1864. Complessivamente - e in modo abbastanza analogo al 2018 - l'anno è stato ancora una volta un prodromo di quel che gli scenari climatici più recenti prevedono per la regione alpina e la Svizzera nei prossimi decenni: clima più caldo (accompagnato da frequenti ondate di calore - quest'anno non necessariamente durante l'estate - e sempre meno ondate di gelo), con meno giorni e quantità di neve a quote medio-basse, lunghi periodi di siccità inframezzati da precipitazioni molto intense e a volte di carattere eccezionale. Questi prodromi, ultimamente, si stanno verificando spesso, con una frequenza un po' troppo sospetta...

Vista dal Piccolo Cervino in direzione del Cervino, Dent d’Hérens e Dent Blanche il 9 settembre 2020. Foto: Michael Kopp.

Fatti salienti del 2020 dal punto di vista climatico in Svizzera.



Eguagliato il record di caldo del 2018

In base alle nostre proiezioni attuali, il 2020 terminerà con una temperatura media nazionale di 6,9 °C, lo stesso valore fatto registrare dall’anno 2018, il più elevato dall’inizio delle misure nel 1864. Siamo quindi all'interno di quel 25-50% di probabilità che avevo formulato due settimane fa
Quest’anno dieci mesi su dodici sono stati più caldi della norma 1981-2010: solo giugno ha visto una temperatura nella norma, mentre ottobre è risultato al di sotto di essa. Tre mesi hanno mostrato anomalie termiche particolarmente elevate: a livello nazionale febbraio è stato il secondo più mite, aprile il terzo, novembre il quarto.

Temperatura media annuale in Svizzera dall’inizio delle misure nel 1864. Il punto rosso indica il valore atteso del 2020 pari a 6.9. La linea verde indica la norma 1981-2010 pari a 5,4 °C


Nuovi primati di caldo 

Per alcune stazioni di misura delle Alpi e del Giura il 2020 terminerà come l’anno nettamente più caldo dall’inizio delle misure: temperature annuali da primato saranno registrate sullo Jungfraujoch, al Grimsel, a Grächen e a Chaumont. Anche ad Andermatt, secondo l’evoluzione delle temperature attesa negli ultimi giorni di dicembre, potrà esser stabilito un nuovo record. 


L’inverno più mite dall’inizio delle misure

In Svizzera l’inverno 2019/2020 è risultato il più mite dall’inizio delle misure nel 1864. La temperatura media nazionale è stata pari a 0,7 °C, valore di quasi 3 °C superiore alla norma 1981-2010. Negli ultimi 157 anni solamente quattro stagioni invernali avevano fatto registrare temperature medie invernali simili e superiori a 0 °C. A livello regionale la stagione invernale 2019/2020 ha fatto registrare una temperatura media superiore di quasi 1 °C ai record precedenti. Il mese di febbraio è stato particolarmente mite ed è risultato il secondo più caldo dall’inizio delle misure.


Al Sud periodo asciutto ad inizio anno

Nella maggior parte delle regioni svizzere le precipitazioni invernali hanno raggiunto il 100-120 % della norma 1981-2010, a livello locale anche il 130 %. Nella Svizzera meridionale e sudorientale i valori sono invece stati compresi tra il 60 e il 90 % della norma. In gennaio e in febbraio a sud delle Alpi le precipitazioni sono state eccezionalmente scarse: in gennaio esse sono state comprese tra il 5 e il 10 % della norma 1981-2010, in febbraio meno del 10 %, localmente meno del 5 %. Nel resto del Paese, invece, grazie alle frequenti correnti miti da ovest e nordovest in febbraio sono state misurate precipitazioni abbondanti pari al 150 – 200 % della norma, a livello locale anche fino al 250 %. 


 Al Nord inverno molto soleggiato

In inverno la durata del soleggiamento ha raggiunto a nord delle Alpi il 130 – 160 % della norma 1981-2010, nelle Alpi e sul versante sudalpino il 100 – 130 %. Per alcune regioni nordalpine si è trattato del terzo, quarto o quinto inverno più soleggiato dall’inizio delle misure avvenuto alla fine del diciannovesimo secolo. Il mese di gennaio ha fatto registrare nuovi record per quanto riguarda il numero di ore di sole in tutte e quattro le località che dispongono di serie di dati omogenee lunghe più di 100 anni: Ginevra, Berna, Basilea e Zurigo.


Febbraio tempestoso

A nord delle Alpi il mese di febbraio è risultato eccezionalmente dinamico e a livello locale è stato il mese di febbraio più ventoso dall’inizio delle misure nel 1981: nella prima metà del mese ben tre tempeste invernali hanno attraversato il Paese. La tempesta più forte è stata Sabine, che il 10 febbraio ha provocato raffiche di vento comprese tra 90 e 120 km/h sull’Altopiano, tra 140 e 160 km/h sul Giura, tra 160 e 200 km/h sulle creste alpine. 


Terza primavera più calda 

Dopo l’inverno mite, in Svizzera la primavera è risultata la terza più calda dall’inizio delle misure nel 1864. A livello nazionale la temperatura media stagionale è stata di 6,2 °C, valore superiore alla norma 1981-2010 di 1,8 °C. Nelle lunghe serie di misura della Svizzera temperature primaverili superiori ai 6 °C sono state registrate solamente 5 volte, tutte dopo l’anno 2000. 

Temperatura media primaverile su scala nazionale dall’inizio delle misure nel 1864. Il punto rosso indica il valore della primavera 2020 pari a 6,2 °C. La linea verde indica la norma 1981-2010 pari a 4,4 °C. La linea rossa rappresenta invece la media mobile su 30 anni.


A livello regionale primavera estremamente soleggiata

La primavera 2020 è stata caratterizzata non solo dalle temperature elevate, ma anche da un soleggiamento abbondante. A nord delle Alpi il numero di ore di sole ha raggiunto il 130 – 160 % della norma 1981-2010. A Basilea sono state registrate 718 ore di sole, il secondo valore primaverile più elevato dall’inizio delle misure nel 1886, ma solo di poco inferiore alle 725 ore di sole misurate nella primavera del 2011. 


Siccità persistente 

Come conseguenza del tempo stabile, in molte località svizzere in primavera i quantitativi di precipitazione sono stati compresi tra il 50 e il 70 % della norma 1981-2010. Infatti, a partire dalla metà di marzo e fin verso la fine di aprile si è verificato un lungo periodo siccitoso. Nella maggior parte delle regioni le precipitazioni di aprile hanno raggiunto il 40 – 60 % della norma 1981-2010, ma nella Svizzera nordoccidentale, sull’Altopiano orientale e lungo il pendio nordalpino centrale a mala pena il 30 %.

Distribuzione spaziale della somma delle precipitazioni di marzo e aprile espressa co-me percentuale della norma 1981-2010.


In estate due ondate di caldo moderate

Dopo un inizio estate caratterizzato da temperature nella norma, verso la fine di luglio e nella prima metà di agosto sono state registrate temperature molto elevate. La prima ondata di caldo, con temperature massime giornaliere uguali o superiori a 30 °C, si è verificata nella Svizzera francese tra il 27 luglio e il 1 agosto, al Sud tra il 28 luglio e il 2 agosto. La seconda ondata di caldo è iniziata a sud delle Alpi il 6 agosto, a nord di esse il giorno successivo. Per sei o sette giorni, a seconda delle regioni, sono state registrate massime giornaliere superiori a 30 °C, con punte in gran parte inferiori a 34 °C. Rispetto alle marcate ondate di caldo degli ultimi due anni, quelle del 2020 sono risultate moderate e per certe località piuttosto deboli. 


Maltempo alla fine di agosto 

Tra il 28 e il 30 agosto una persistente corrente sudoccidentale ha sospinto verso le Alpi aria calda e umida di origine mediterranea. Il 28 e il 29 agosto in Ticino e nelle regioni limitrofe si sono verificate precipitazioni intense e abbondanti e in molte località sono caduti in due giorni tra 200 e 250 mm, valori che per alcune stazioni sono superiori alla somma delle precipitazioni normalmente attese nell’intero mese di agosto. A sud delle Alpi piogge così intense e abbondanti si verificano mediamente ogni 5 – 10 anni, in alcune località addirittura ogni 10 – 25 anni. Il 20 e il 30 agosto le piogge intense hanno interessato anche il versante nordalpino orientale. 


Autunno mite e soleggiato

I mesi autunnali di settembre e novembre sono stati caratterizzati da tempo mite e soleggiato, soprattutto la seconda metà di novembre è risultata ricca di sole. Nelle Alpi è stato registrato a livello locale il secondo novembre più soleggiato delle serie di misura lunghe 60 anni. Per la stazione di misura di Basilea, la cui serie storica è lunga più di 100 anni, si è trattato del terzo novembre più soleggiato della serie di misura lunga più di 100 anni. Il mese di settembre è risultato molto povero di precipitazioni fino all’ultima decade, localmente anche del tutto asciutto. In novembre i quantitativi di precipitazione sono risultati eccezionalmente scarsi: su scala nazionale le precipitazioni hanno raggiunto solo il 20 % della norma 1981-2010, a sud delle Alpi a livello locale anche meno del 5 %. 


A inizio ottobre forti piogge

Ottobre è risultato invece fresco e ricco di precipitazioni, con piogge molto intense a inizio mese. Una forte corrente da sudovest accompagnata da venti a tratti ciclonici ha infatti causato forti precipitazioni soprattutto a sud delle Alpi e nelle regioni limitrofe del Vallese, dell’Oberland bernese, della Svizzera centrale e dei Grigioni. Per molte stazioni di misura la somma di pioggia giornaliera è risultata tra la seconda e la quarta più elevata. Binn in Vallese e Sedrun nei Grigioni hanno addirittura registrato quantitativi da record.

Accumulo giornaliero di pioggia più elevato per ogni anno dall’inizio delle misure al 2020 per Binn e Sedrun. La linea nera mostra la media mobile su 20 anni.


Inizio inverno con molta neve

In corrispondenza con l’inizio dell’inverno meteorologico, il primo dicembre al Nord si sono verificate alcune nevicate fino a basse quote. Due giorni dopo le forti nevicate hanno interessato il versante sudalpino spingendosi anche verso nord fin sulle Alpi. In due giorni a Lugano sono stati accumulati 25 cm di neve fresca, nelle Alpi da 40 cm a quasi 1 metro. Per alcune stazioni di misura si è trattato della somma di neve fresca su due giorni più elevata per il mese di dicembre dall’inizio delle misure. Sulle montagne ticinesi e grigionesi ulteriori nevicate hanno determinato un totale di neve fresca su tre giorni compreso tra 1,2 e 1,4 metri. In molte località alpine verso metà dicembre l’altezza del manto nevoso era nettamente superiore alla media pluriennale (fonte: SLF Davos).


Bilancio dell'anno

Nella maggior parte delle regioni svizzere la temperatura media annuale è risultata da 1,4 a 1,6 °C superiore alla norma 1981-2010. Mentre a sud delle Alpi e in Engadina lo scarto dalla media è stato compreso tra +1,0 e +1,4 °C, nelle Alpi esso ha raggiunto localmente valori tra +1,7 e +1,9 °C. Su scala nazionale la temperatura media annuale è risultata superiore alla norma di 1,5 °C, valore che porta l’anno che sta per concludersi ad essere il più caldo dall’inizio delle misure nel 1864 assieme al 2018. A nord delle Alpi le precipitazioni del 2020 hanno raggiunto il 75 – 90 % della norma 1981-2010, mentre nelle Alpi e al Sud esse sono state comprese tra l’80 e il 100 %. Alcune stazioni di misura lungo il pendio nordalpino orientale e in Val Monastero hanno totalizzato il 110 % della norma o poco più. La durata del soleggiamento del 2020 è stata compresa tra il 110 e il 130 % della norma 1981-2010. In Vallese, in Engadina e in alcune parti del nord dei Grigioni il soleggiamento ha raggiunto il 100 – 110 % della norma. Le più di 2050 ore di sole che verranno totalizzate a Basilea renderanno il 2020 l’anno più soleggiato per questa località, mentre per Berna e per Zurigo, con rispettivamente più di 2140 e 2040 ore di sole, si tratterà del terzo anno più soleggiato. Per queste tre stazioni di misura le serie di dati omogenee sono cominciate tra il 1880 e il 1890.


(fonte: Meteosvizzera e aggiunte mie)

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