Noi siamo il virus

Un estratto molto significativo dal libro del momento (scritto, in realtà, otto anni fa).



La devastazione ambientale causata dalla pressione della nostra specie sta creando nuove occasioni di contagio con i patogeni. Ci sono tre elementi da considerare:

⚬ le attività umane sono causa della disintegrazione di vari ecosistemi ad un tasso che ha le caratteristiche del cataclisma;

⚬ stiamo sbriciolando tutti gli ecosistemi. Nelle foreste tropicale, per es., vivono milioni di specie: tra questi milioni di specie ci sono virus, batteri, funghi, protisti e altri organismi, molti dei quali parassiti;

⚬ la distruzione degli ecosistemi sembra avere tra le sue conseguenze la sempre più frequente comparsa di patogeni in ambiti più vasti di quelli originari. Là dove si abbattono gli alberi e si uccide la fauna, i germi del posto si trovano a volare in giro come polvere che si alza dalle macerie. Un parassita disturbato nella sua quotidianità ha due possibilità: trovare una nuova casa, un nuovo tipo di casa oppure estinguersi.

 E quindi rischiamo di essere la nuova casa di un gran numero di patogeni a cui abbiamo distrutto la loro.


Da: David Quammen, Spillover. L'evoluzione delle pandemie, Adelphi, 2014.


Commenti

  1. Mi convince poco questo supposto rapporto tra distruzione delle foreste e della fauna che vi abita e diffusione di patogeni.Non per niente il covid19 ha effettuato il salto di specie non in una foresta tropicale, ma in una megalopoli cinese.
    Intendiamoci, la devastazione di interi ecosistemi in ogni parte del globo è un problema di eccezionale gravità, ma il collegamento con le pandemie degli ultimi decenni mi pare non così rilevante, oltre che di natura indiretta.
    I fattori fondamentali che favoriscono la diffusione globale di virus nella nostra specie imo sono da attribuirsi alla esplosione demografica dell' umanità e delle specie allevate da essa . Le influenza suina ed aviaria infatti si sono originate negli enormi serbatoi di occasioni per i virus costituiti dagli allevamenti di suini e pollame in frequente contatto con gli esseri umani che appunto li allevano. Altri due fattori che favoriscono i patogeni umani sono:
    1) il fatto che la nostra specie mangia un numero eccezionalmente elevato di altre specie, oltre a quelle addomesticate, e quindi entra in contatto con queste e con i loro virus, aumentando la probabilità di un salto di specie
    2) il continuo rimescolamento di individui che si spostano sulla superficie del pianeta in gran numero e su lunghe distanze in brevissimo tempo (vedi le pandemie dell' influenza stagionale che ogni anno colpiscono centinaia di milioni di persone, oltre tutto in presenza di vaccini piuttosto efficaci) .
    Chissà se questa sirena d' allarme non serva a far svegliare una parte considerevole dell' opinione pubblica mondiale, facendo capire non solo che come specie nonostante la nostra tecnologia abbiamo pericolosissimi talloni d' achille ma che se non capiamo che siamo una parte della biosfera che sfrutta in continuazione il resto, ma lungi da esserne dei dominatori come illusoriamente ci crediamo, in realtà siamo dei profittatori la cui capacità di agire preventivamente per la propria sopravvivenza a lungo termine non è poi molto diversa da quella delle altre specie invasive.

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    1. Ancora una volta concordo con te su tutta la linea. Segnalavo solo la ulteriore possibilità di spillover.

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