Semi di mangrovie

Le mangrovie sono formazioni vegetali (o forestali), costituite da piante prevalentemente legnose, che si sviluppano sui litorali bassi delle coste marine tropicali, in particolare nella fascia periodicamente sommersa dalla marea. Il WWF le considera come un bioma, una delle quattordici maggiori tipologie di habitat in cui viene suddiviso il globo terrestre.




Sospese tra terra e mare,  formano una barriera naturale contro l'erosione delle coste, i cicloni, le tempeste e le maree. Rappresentano un bene naturale dal valore inestimabile: oltre al loro ruolo come efficace barriera difensiva, costituiscono una grande riserva di biodiversità, essendo l'habitat naturale per numerose specie in via di estinzione.
Ma le mangrovie sono soprattutto dei veri e propri pozzi di carbonio: assorbono più carbonio e più velocemente di ogni altra foresta. Purtroppo questo prezioso serbatoio sta scomparendo velocemente, distrutto dall'eccessivo sfruttamento delle sue risorse, minacciato dal riscaldamento globale e dall'innalzamento del livello del mare. Milioni di persone che vivono nella zona potrebbero presto essere costrette ad emigrare. Conservazione ambientale e riforestazione sono e saranno sempre più attività essenziali anche e soprattutto in queste fragili aree.

Haïdar El Ali è un ecologista senegalese (uno dei cento più influenti del pianeta). Di famiglia libanese emigrata per errore in Senegal negli anni ‘40 (in realtà erano diretti a Marsiglia), ex ministro dell’ecologia e della protezione della natura, oggi combatte l’avanzata del deserto piantando mangrovie. Il progetto, appoggiato dall'Ong Oceanium, è nato nel 2008 con l’intenzione di piantare un milione di alberi. Undici anni dopo - dunque nel 2019 - l’obiettivo è stato largamente superato e, dove prima c’era il deserto, oggi regna una foresta.

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