Greta, il dito e la luna



Greta Thunberg è in questi giorni in Svizzera, a Losanna, in occasione dell'evento SMILE (Summer Meeting In Lausanne Europe), un incontro internazionale del movimento da lei ispirato (Fridays For Future) che è partito ieri, lunedì 5 agosto, e si concluderà venerdì. Arrivata nella città svizzera domenica, dopo oltre 24 ore di viaggio dalla Svezia, lunedì mattina ha immediatamente partecipato alle discussioni con gli altri 450 giovani che rappresentano i movimenti nazionali e regionali nati in 37 Nazioni d'Europa, insieme al Premio Nobel per la chimica 2017 Jaques Dubochet.



SMILE è organizzato da giovani che hanno meno di 25 anni, ed è ospitato dall'Università di Losanna, che mette a disposizione gratuitamente i propri spazi. Sedute, conferenze, presentazioni e atelier nei quali i partecipanti discuteranno su come combattere il cambiamento climatico e come chiedere alla politica di applicare misure concrete. Venerdì è prevista una manifestazione conclusiva per le vie di Losanna alla quale dovrebbe prendere parte anche la fondatrice/ispiratrice del movimento.
L'obiettivo, scrivono gli organizzatori, è "creare una base paneuropea del movimento" e "discutere in merito alle future azioni comuni per fare pressione sulle istituzioni e sulla società".
Argomento cardine sarà lo scambio di idee e strategie in merito alla prossima grande mobilitazione globale (Terzo Sciopero Globale per il Clima) che si terrà a fine settembre in più di 4700 piazze del mondo, in concomitanza con il vertice convocato a New York dalle Nazioni Unite.

All'inizio della conferenza stampa, gli organizzatori di SMILE hanno presentato una prima azione concreta, lanciando un'iniziativa dei cittadini europei (ICE) con quattro obiettivi principali.
«Azione per l'emergenza climatica», questo il nome, dovrà raccogliere almeno un milione di firme in un anno.
Il primo obiettivo è ridurre le emissioni di gas serra nell'UE dell'80% entro il 2030 e avere impatto zero dal punto di vista climatico nel 2035. Attualmente, l'UE vuole diminuire le emissioni del 40% entro il 2030.
Secondariamente, l'iniziativa chiede l'introduzione di una tassa sul carbone alle frontiere per limitare le importazioni.
Il terzo punto invece riguarda i trattati commerciali: secondo l'ICE, l'UE dovrebbe firmare accordi solo con i paesi che aderiscono all'obiettivo - fissato dall'Accordo di Parigi sul clima - che ambisce a un aumento di soli 1,5 gradi come limite per il riscaldamento climatico entro il 2100.
Inoltre, l'ICE chiede che l'UE produca materiale educativo gratuito in cui viene spiegato cosa è l'emergenza climatica e quali sono le possibili soluzioni.



La giovane attivista per il clima è stata intervistata ieri dalla RTS (vedi video sopra). Interessante, fra le altre, la risposta alla seguente domanda:

Cosa pensa della posizione a riguardo da parte dei movimenti populisti e dei partiti di destra come l'AfD in Germania o l'UDC in Svizzera che si situa in generale nell'ambito del negazionismo e in particolare è fortemente critica nei confronti del movimento giovanile di protesta definendolo inutile e persino pericoloso, arrivando fino all'attacco personale?
Onestamente, sono io stessa che trovo inutili queste prese di posizione. Perché dovrebbero assumere posizioni diverse e non agire anche loro per la stessa causa? Io non faccio altro che agire in funzione delle migliori informazioni scientifiche e non vedo perché ciò debba essere collegato a ideologie. Dunque non vedo come il voler mettere in applicazione quanto dice la scienza possa essere ritenuto pericoloso. D'altra parte, gli attacchi al movimento sono un buon segno, vuol dire che contiamo qualcosa. Riguardo a quelli personali, ci sono oramai abituata. È piuttosto triste e desolante vedere che, quando si indica il fuoco dicendo che bisogna agire, ci sia ancora della gente che focalizzi l'attenzione su di loro invece che sul pericolo stesso. Mi ricorda la storia del dito e della luna.

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