Perma(de)frost

L'esperto di permafrost dell'AWI Guido Grosse (a sinistra) e il suo collega Matthias Fuchs (a destra) stanno studiando le scogliere termocarstiche nella penisola siberiana di Bykovsky (Russia). Foto: Thomas Opel

Ne avevamo già accennato due anni fa anticipando parzialmente i risultati di un importante studio di monitoraggio globale pubblicato il mese scorso su Nature Communications. Negli ultimi 10 anni la temperatura del permafrost è aumentata in tutto il mondo: i dati che emergono da questo nuovo studio comparativo internazionale svolto dalla rete globale di monitoraggio del permafrost GTN-P (Global Terrestrial Network for Permafrost) dimostra che nelle regioni con suolo perennemente ghiacciato - nell’Artico, in Antartide e nelle regioni d’alta montagna dell’Europa e dell’Asia centrale -  nel periodo dal 2007 al 2016 la temperatura del sottosuolo è aumentata mediamente di 0,3 gradi Celsius.

Canale di drenaggio di un bacino appena svuotato nei pressi di Cape Halkett, North Slope Alaska. Il lago è drenato catastroficamente due mesi fa. Foto: Josefine Lenz

Nel quadro di questo studio, i ricercatori di 26 paesi hanno raccolto e valutato la temperatura del permafrost misurata in oltre 154 fori di trivellazione situati in diverse regioni. I dati sono stati rilevati a una profondità di oltre 10 metri (nelle Alpi si arriva fino ai 30 m dei boreholes sul Matterhorn), dove le oscillazioni termiche stagionali non si notano praticamente più e dove le variazioni di temperatura mostrano tendenze più a lungo termine. Secondo i ricercatori, l’aumento della temperatura del permafrost è da ricondursi al riscaldamento globale.

Scienziati del permafrost dell'AWI indagano sulla costa erosa dell'isola siberiana Sobo-Sise, delta orientale del fiume Lena. Foto: Guido Grosse
Scienziati del permafrost dell'AWI indagano sulla costa erosa nella penisola  siberiana di Bykovsky. Foto: Guido Grosse


Allo studio, condotto sotto la guida dell’istituto Alfred Wegener per la ricerca polare (AWI) di Potsdam, ha partecipato anche la rete svizzera di monitoraggio del permafrost PERMOS con ricercatori dell’SLF. La rete PERMOS osserva da 20 anni lo stato e i cambiamenti del suolo perennemente ghiacciato delle Alpi svizzere. Anche questo si è riscaldato, soprattutto nell’ultimo decennio, in misura variabile da un luogo all’altro. Ad es. la più lunga serie storica nel permafrost di montagna del ghiacciaio roccioso Murtèl-Corvatsch a una profondità di 20 m mostra un aumento della temperatura del permafrost di quasi mezzo grado dal 2007 al 2016. Il riscaldamento del permafrost può pregiudicare la stabilità delle opere costruite in alta montagna o dei versanti ripidi.

Trivellazione nel permafrost, ghiacciaio roccioso Murtèl (Alpi della Svizzera orientale). Foto: M. Phillips, SLF


Temperature giornaliere del terreno nelle Alpi svizzere misurate in pozzi selezionati a ca. 10 m risp. a ca. 20 m (e oltre) di profondità. Per ciascun pozzo, vengono tracciati i dati misurati ai termistori più vicini a 10 m e 20 m di profondità. La profondità esatta in metri è indicata tra parentesi nella legenda.

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