Una perla della rete svizzera di monitoraggio climatico

Guest post di M. Martucci

Due secoli di misurazioni meteorologiche strumentali ininterrotte non sono una sciocchezza. Se a ciò s’aggiunge una posizione ad alta quota nel cuore delle Alpi, allora siamo di fronte a qualcosa di molto particolare, tanto da essere accolta, la prima di poche decine, fra la schiera delle Centennial Observing Stations dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm).
L’onore è toccato alla stazione di misura di MeteoSvizzera al Passo del Gran San Bernardo, attiva dal 14 settembre 1817 che, come segno tangibile, ha ricevuto una speciale targa commemorativa a metà settembre dello scorso anno: lassù, a 2500 metri d’altitudine, stava già nevicando anche se il freddo non ha tenuto lontano i convenuti (perlopiù meteorologi) all’evento speciale.

Con questo riconoscimento ufficiale, l’Omm sottolinea la grande importanza delle stazioni meteorologiche con serie di misura continue durante almeno un secolo: base essenziale per comprendere il clima del passato e del futuro. Iniziatore delle misurazioni meteorologiche strumentali regolari fu il ginevrino Marc-Auguste Pictet, d’illustre famiglia fra i cui membri s’annoverano militari di carriera, politici, scienziati e banchieri. Figlio dell’Illuminismo, Marc-Auguste (1752-1825), fisico, meteorologo, astronomo fu, fra le tante sue attività, successore di Horace-Bénédict de Saussure quale professore di filosofia naturale all'Académie de Genève, l’attuale università, e fu anche fra i fondatori della Società elvetica di scienze naturali, membro corrispondente della Royal Society ed era conosciuto a livello internazionale. Nella sua carica di direttore dell’Osservatorio di Ginevra, installò la stazione di misura al Gran San Bernardo, giustamente convinto dell’importanza di misurare anche a quote elevate.

L'Ospizio al Passo Gran San Bernardo

Il Passo, che collega il Vallese con la Valle d’Aosta, è caratterizzato, proprio per la sua posizione, da inverni particolarmente rigidi. Dall’inizio delle misurazioni, la temperatura media annua all’Ospizio non ha mai superato gli zero gradi. Il compito di misurare fu affidato ai canonici della Congrégation du Grand-Saint-Bernard, fondata secondo la regola di Sant’Agostino da San Bernardo da Mentone nel XI secolo per aiutare pellegrini, mercanti e viandanti durante la traversata delle Alpi. Giorno dopo giorno, estate e inverno, col vento gelido e sferzante e metri e metri di neve, i canonici misuravano pressione atmosferica, temperatura, umidità, vento e osservavano la nuvolosità, tutto registrando meticolosamente. Gli strumenti dovevano dunque essere solidi e resistenti e alcuni erano fissati alle finestre più alte, per poter essere letti più volte al giorno. Grazie all’impegno assiduo e costante dei canonici del Gran San Bernardo disponiamo oggi di una serie continua di dati, un prezioso tesoro d’informazioni sul clima e i suoi cambiamenti. Da questa, traspare, per esempio, il deciso aumento della temperatura media negli ultimi trent’anni.

La biblioteca dell'Ospizio

Dal 1981 la stazione meteorologica del Gran San Bernardo, parte della rete di rilevamento al suolo di MeteoSvizzera con circa 160 stazioni, è automatizzata ed effettua misurazioni ogni dieci minuti. Ma la presenza dell’uomo resta indispensabile. Tre volte al giorno, i canonici del Passo compiono osservazioni delle nuvole, del tempo, del tipo di precipitazioni, dell’altezza della neve, completando le misurazioni automatiche di questa stazione meteorologica e climatologica, considerata «una delle perle della rete svizzera di monitoraggio climatico».

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