Il "corso della natura"

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Fra chi dubita del ruolo antropico nel GW continua a imperare - oggi, invero, un po' meno di anni fa, mi pare - un sillogismo che nel tempo è diventato uno dei veri e propri mantra del negazionismo climatico al punto che nella speciale classifica dei "most used climate myths" di Skeptical Science da tempo giace al primo posto. Il meme, fondamentalmente, recita così:
siccome il clima è sempre cambiato, allora il cambiamento attuale non può che essere naturale, come lo è sempre stato.
Tre esempi recenti in cui mi sono imbattuto in questo mantra: uno fra i tanti commenti di un assiduo commendatore di questo (e d'altri) blog, una domanda che mi è stata fatta (che andava in quella direzione) a margine di una conferenza pubblica che ho dato qualche mese fa in occasione di un convegno sui cambiamenti climatici e un paio di commenti da web e social riferiti alla serata che la Radiotelevisione Svizzera ha dedicato, su scala nazionale, lo scorso 29 novembre a questa importantissima tematica e che riporto qui sotto:


Questo diffuso sillogismo è un tipo di ragionamento debole e fortemente vulnerabile sia dal punto di vista formale, sia da quello logico e sia da quello sostanziale.

Formale*: tramite il mantra maximum absolutum del clima che è sempre cambiato e che quindi anche oggi è così senza bisogno di ricorrere alle cause antropiche, si dà implicitamente degli imbecilli, sprovveduti, incompetenti alla maggioranza degli scienziati che si occupano di clima, paleoclima e cambiamenti climatici; che ci lavorano da una vita, che si sono formati in ambiti come la fisica dell'atmosfera, che ci fanno ricerca e che lo fanno a colazione, pranzo e cena...Ma non doveva essere che teorie eccezionali richiedono prove eccezionali?

Logico: in questo secondo caso, si attinge a piene mani da un ricco campionario di fallacie (o errori argomentativi, vedi anche qui). La più usata in questo specifico caso è facilmente smascherabile con un semplice esempio comparativo.
Se fossi un giudice (ma anche una persona direttamente coinvolta come parte lesa) sarei d'accordo di prosciogliere un imputato di omicidio sulla base del fatto che ci sono sempre stati omicidi o, meglio ancora, che in passato gli uomini sono sempre morti per cause naturali? (vedi vignetta sotto).
Si tratta di una fallacia chiamata "petizione di principio" (conosciuta anche come "ragionamento circolare", "petitio principi", "saltare alle conclusioni" o, in inglese "jump to conclusions" o "begging the question").

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Una variante è per es. il secondo commento riportato sopra, un classico esempio di fallacia "Ad ignorantiam" (detta anche fallacia "onere della prova"): alla richiesta dell'onere della prova dell'asserzione che la natura (intesa come extra-antropica), in fondo, stia facendo il suo corso, chi argomenta in questo modo dovrebbe coerentemente rispondere che nessuno è mai stato capace di provare il contrario. Il che è, appunto, un errore argomentativo. Un po' come se dicessi che i buchi neri sono fatti di cioccolato fondente e pretendessi che siano gli altri a dimostrare che non è così.


Sostanziale: chi nega l'influenza antropica nel GW dovrebbe auspicare che il clima in passato sia cambiato poco, sia stato soggetto a minime variazioni e dunque piuttosto in equilibrio, con una sensitività relativamente bassa e in ogni caso nettamente più bassa rispetto a quello che si ritiene che sia. In caso contrario, significa che il clima è molto sensibile alle forzature esterne.
Come, in effetti,  parrebbe che sia. Da un lato perché le ricostruzioni paleoclimatiche - nell'ambito degli ultimi ka - ci mostrano invece un clima molto mutevole anche in passato, pur se non in maniera così drastica e rapida come quello soggetto all'attuale e futuro trend. Dall'altro perché sappiamo che, senza il ricorso a forcing conosciuti e studiati da più di un secolo e che affondano le radici in ambiti basilari della fisica come l'elettromagnetismo e la termodinamica (leggasi: l'alterazione della composizione chimica dell'atmosfera indotta dall'accumulo di gas serra e relativi e associati feedback), non si riuscirebbe a spiegare la causa del GW emerso nel corso del XX secolo.

Il climatologo Kerry Emanuel nel suo libro "Piccola lezione sul clima" (ed. Il Mulino, 2007) offre un interessante esempio in questo senso, riferendosi al caso di due foglie che in autunno cadono una vicina all'altra in un torrente impetuoso e che vengono monitorate nel loro percorso di discesa verso il mare: all'inizio rimangono vicine, poi i vortici della corrente gradualmente le separano. Non è difficile immaginare che una foglia arrivi alla foce del fiume giorni o settimane prima dell'altra.
Analogamente all'esempio, si potrebbe pensare che sia impossibile simulare l'evoluzione del clima a lungo termine, dal momento che il sistema, almeno su scale temporali brevi, è caotico. Tuttavia, per periodi di tempo che superano qualche decennio, diventa sempre più difficile stabilire la differenza fra le caotiche variazioni naturali, libere e spontanee del clima e la variabilità “forzata” da spinte esterne al sistema climatico stesso, come per es. l'accumulo di gas serra in atmosfera. Un po' come se, dopo un po' di tempo, a muovere le nostre foglie nel torrente non siano più solo i vortici della corrente ma per es. un'improvviso aumento del deflusso delle acque indotto da un imprevisto temporale a monte o dal rilascio di acqua da parte di una società idroelettrica.
Parte di questa forzatura del clima è a sua volta naturale (per es. variazioni dell'energia irradiata dal sole) e caotica (per es. importanti eruzioni vulcaniche), ma parte è prevedibile su scale temporali lunghissime (ad es. le variazioni dell'orbita terrestre attorno al sole). E parte importante e oggi decisiva di questa variabilità forzata, come ben si sa, è causata da noi esseri umani. Il clima che percepiamo è la risultante della combinazione di queste due categorie di variabilità, ma sul medio-lungo periodo (decenni, anziché singoli anni) la componente forzata diventa una proprietà emergente del mutamento graduale del clima. Esattamente nello stesso modo in cui, a scala ridotta, non si può prevedere che tipo di tempo ci sarà in un singolo specifico giorno futuro, per es. a Milano il prossimo 15 gennaio; ma possiamo dire con ragionevole certezza che gennaio sarà più freddo di luglio per via dell'inclinazione dell'asse terrestre – un fattore di forzatura indipendente dal clima stesso – che determina l'alternarsi delle stagioni.

I cambiamenti climatici devono essere contestualizzati alla scala temporale a cui ci si riferisce. Paleoclimatologia, proprietà emergenti degli attuali modelli di simulazione climatica che girano sulla base di leggi fisiche conosciute, bilancio dei flussi di energia, evidenze in situ indicano come, sul lasso temporale dei decenni, la componente forzata della variabilità climatica sia quella assai meno improbabile e più incisiva. Tolte le fluttuazioni di breve periodo indotte dalla componente caotica, libera e spontanea (la variabilità interna), resta quindi la componente forzata (i forcing esterni). E tolti, di questi ultimi, quelli che agiscono troppo poco su tempi così corti (ad es. quelli orbitali) o che sono troppo poco incisivi e che al limite tenderebbero a raffreddare il clima (ad es. le variazioni dell'energia irradiata dal sole), resta come spiegazione più semplice ed efficace, ma pure comprovata fisicamente e osservata sperimentalmente, l'aumento dell'effetto serra (al netto dei solfati).

                                                                  ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

*Supponiamo che si decida che i climatologi abbiano torto nel sostenere che l'uomo sia causa prioritaria nel GW e quindi si continui con il business as usual. Se avessimo ragione, non cambierebbe nulla. Ma se avessimo torto, ci perderemmo tutti. Se invece si decidesse che i climatologi abbiano ragione e si agisse di conseguenza assumendoci a pieno le nostre responsabilità e decarbonizzando massicciamente il sistema economico, le conseguenze sarebbero opposte. Se avessimo torto, non ci perderemmo nulla (e anzi: ci guadagneremmo in salute migliorando la qualità dell'aria), se avessimo ragione vinceremmo tutti.

Commenti

  1. @steph
    "Tre esempi recenti in cui mi sono imbattuto in questo mantra: uno fra i tanti commenti di un assiduo commendatore di questo (e d'altri) blog"

    Minchia steph!... proprio non riesci a vivere senza di me... :-)
    Comunque, e interessante notare che citi me come utilizzatore del mantra e per provarlo linki un mio messaggio dove a mia volta linko un articolo scientifico peer-reviewed.
    ...
    E tu vorresti essere preso sul serio, magari?
    Sei alla frutta.

    Con il cartoon come "prova"?... che sul fondo indica come "current path" l'estrapolazione dei soliti modellini farlocchi?
    Ma dai! Ma perché mi fai perdere tempo a risponderti...

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    Risposte
    1. "proprio non riesci a vivere senza di me"

      Già, mi mancavi da un po'... :-D
      Il post era in stand-by da settimane, l'ho riesumato per caso in questi giorni, me ne ero quasi dimenticato...
      --------------
      "Comunque, e interessante notare che citi me come utilizzatore del mantra e per provarlo linki un mio messaggio dove a mia volta linko un articolo scientifico peer-reviewed."

      Ti ho linkato per la tua libera interpretazione a geometria variabile dello studio. Sei tu che scrivi
      .... strano... perche' secondo il paradigma CAGW il cattivo uomo bianco che sfruttava i combustibili fossili indiscriminatamente non c'era fra 8000 e 1200 anni fa...Negazionisti pure i ghiacciai.
      non gli autori dello studio.
      Lo capirebbe anche tua nipotina di 3 anni.
      --------------
      "Ma dai! Ma perché mi fai perdere tempo a risponderti..."

      Libero di non farlo, ma vedo che proprio non ce la fai....

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  2. Bella la barzelletta finale!

    "Se avessimo torto, non ci perderemmo nulla"

    ... scherzi? Solo qualche trilionata di Euri, dollari, yen, etc... come la ormai famosa e iper-farlocca "decarbonizzazione massiccia" che va sotto al nome di Energiewende... 100 GW di farlocche turbine e ancor più farlocchi pannelli fotovoltaici (nel paese 'do sole, la Germania!!)... e infatti la Germania sicuramente NON riuscirà a rispettare i limiti delle emissioni al 2020, come da accordi internazionali.
    Ma dai!... "nulla da perdere"?... solo un trilione di Euro per non prendere nulla?

    Guarda che non è il Monopoli... sono soldi veri, frutto delle tasse della gente.

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    1. Costi e benefici, robbé. Tu tieni conto solo dei costi. E in ogni caso, sei già fuori tema.

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  3. Anche questa è buona, steph!
    Citi e linki il rasoio di Occam... che dice...
    "Tale principio, ritenuto alla base del pensiero scientifico moderno[1], nella sua forma più immediata suggerisce l'inutilità di formulare più ipotesi di quelle che siano necessarie per spiegare un dato fenomeno quando quelle iniziali siano sufficienti."

    ... peccato che le "ipotesi iniziali" siamo proprio i cambiamenti naturali, e l'ipotesi in più la farlocca CO2 assassina, o le mazze da hockey, o l'acqua calda che va sotto a quella fredda negli oceani, le temperature dell'acqua prese con i secchi 100 anni fa e "omogeneizzate" come si deve dalle sapienti mani di Karl, e tutte le ilari "scoperte" di cui si legge ogni giorno sulle pubblicazioni pal-reviewed.
    Quelli deboli di mente non dovrebbero giocare coi rasoi, steph!

    Notte!... è ora di dormire, domani viaggio...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Citi e linki il rasoio di Occam."

      Certo. Ma la frase completa che ho scritto recita:
      spiegazione più semplice ed efficace, ma pure comprovata fisicamente e osservata sperimentalmente.
      Te ne eri accorto o lo hai artatamente ignorato, come tuo solito?

      "Quelli deboli di mente non dovrebbero giocare coi rasoi, steph!"

      Punto 4 della netiquette. Stavolta passa, la prossima uso la spugna, caro il mio "lei non sa chi sono io...".

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    2. "ma pure comprovata fisicamente e osservata sperimentalmente."

      Eh?... provatissima!
      Fisicamente come? Citando Arrehnius, magari?

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    3. "Costi e benefici, robbé. "

      E infatti... i costi, non solo monetari, della decarbonizzazione come la volete fare voi (rinnovabili intermittenti a tappezzare il pianeta, col gas naturale a fare da supporto) sono maggiori dei benefici.

      Chiedi a James Hansen, lo conosci, immagino... :-)

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